Papale Linea Oro Primitivo di Manduria DOP

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Oggi voglio parlarvi di un grande vino della Cantina Varvaglione Vini & Vini, che ho avuto modo di conoscere e gustare in un mio recente viaggio in Puglia in occasione di un Press tour organizzato dal Movimento del Turismo del Vino diretto da Vittoria Cisonno. Prima però una breve nota storica su questo vitigno “migrante” come molti altri vitigni del resto, ma che ha trovato fortuna in terra di Manduria.

Breve nota sul vitigno: il Primitivo di Manduria DOP

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E’ un vitigno a bacca rossa, il cui nome deriva dalla sua caratteristica fenologica di fiorire e maturare anticipatamente rispetto a molte altre varietà, quindi dal termine dialettale di etimo latino primatius o primitivus, o primaticcio.

Giunge a Manduria nel 1881 portato in dote dalla contessa Sabini di Altamura, da Gioia del Colle, sposando il nobiluomo Tommaso Schiavoni Tafuri, il quale avviò l’allevamento del primitivo sulle dune di Campomarino, a pochi chilometri da Manduria stessa.

Il vino in questa regione ha tradizioni antiche, Dante scriveva la Puglia è terra dove il “ … sole diventa vino … ”, ma i vigneti erano già rigogliosi durante le colonie greche testimoni i numerosi ritrovamenti archeologici dedicati al culto di Dionisio.

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VARVAGLIONE VIGNE & VINI SRL

Contrada Santa Lucia s.n.c.

74020 LEPORANO (Ta) – Italia

tel. +39 099 5315370 fax +39 099 5315739

http://www.vigneevini.eu/

Papale Linea Oro Primitivo di Manduria DOP 100% Primitivo di Manduria

La cantina Varvaglione, Vigne e Vini è situata a Leporano (Ta) nel cuore del Salento, una cantina altamente tecnologica, alla terza generazione di produttori, diretta magistralmente da Cosimo e Annamaria Varvaglione.

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Papale Linea Oro Primitivo di Manduria DOP 14% vol. nasce da uve Primitivo, con forma di allevamento ad alberello pugliese di circa 60 anni di età. Le uve vengono raccolte manualmente in cassette, selezionate accuratamente e vinificate con macerazione a temperatura controllata di 26°-28°, segue un successivo affinamento in barrique francese e americana per almeno 10 mesi.

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Nel bicchiere scende denso e rigoglioso disegnando archetti fitti e viscosi, il colore è rosso rubino intenso, al naso prevalgono delicati sentori di frutta rossa in confettura, mirto, ciliegia e visciola, in bocca è ben strutturato, si ritrovano la ciliegia e i frutti rossi, frutta matura. E’ morbido, avvolgente rotondo di rara finezza ed eleganza.

Abbinamento: Selvaggina, carni rosse. Ideale a fine pasto, con cioccolato fondente e frutta secca.




Moscato d’Asti Az. Agricola Saracco

Nelle Langhe, Patrimonio Unesco, il vitigno Moscato bianco di Canelli

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Cari amici, ho visto che in tanti avete visto le foto pubblicate su facebook, riguardanti il mio recente viaggio nelle Langhe, questi paesaggi e questi vini mi hanno letteralmente rapito e voglio condividere alcuni flebili ricordi con voi tutti prima che svaniscano del tutto.IMG_3020

Quelle Langhe che grazie alla dolcezza delle sue colline con vigneti che ne disegnano amabilmente i suoi contorni sono stati riconosciuti Patrimonio dell’UNESCO.

In questi luoghi, incastonata come una perla, si trova l’azienda Agricola Saracco.

A dirigerla Paolo Saracco alla quarta generazione di produttori di Moscato bianco di Canelli che mentre spiega la sua azienda ama sottolineare: Faccio quello che viene meglio nel mio territorio, e quello che viene meglio in questo territorio è  produrre Moscato d’Asti.

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Il vitigno bianco di Canelli, portato dai crociati circa dieci secoli fa di ritorno dalla Terra Santa, si è particolarmente adattato in queste zone, complice un terroir unico per questo vigneto.

Il terreno che lo ha accolto si è formato dal ritiro del Mare Padano (16 milioni di anni fa) un suolo compatto e solido che ha avuto origine nel Miocene (15 milioni di anni fa) e si compone in parti uguali di sabbia e limo, ricchissimo di sedimenti calcarei.
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Il microclima, un altitudine di 400 m s.l.m, un esposizione solare che varia da nord a sud, da est a ovest, concorrono a conferire al Moscato prodotto da questa azienda un equilibrio tra acidità e zuccheri unico. Sistema di allevamento contro spalliera con potatura a Guyot, densità d’impianto 6000 ceppi per Ha.

Per conferire questa qualità si vendemmia nella prima decade di settembre, le uve raccolte in giornata mediante pressatura soffice per estrarre soltanto gli aromi, il mosto ottenuto viene subito immesso in tini d’acciaio termoregolati e fatto decantare alla temperatura di 7 gradi per fermare la fermentazione.

Alla fine della vendemmia, vengono inoculati lieviti selezionati neutri, per fare proseguire la fermentazione per circa 4 – 7 giorni alla temperatura di 20°C , per poi eseguire la stabilizzazione tartarica, dopo la filtrazione sterile il vino viene messo in bottiglia dove si affina per circa 30gg.

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Alla vista è giallo paglierino, al naso i profumi sono intensi,  fiori di pesco, bergamotto e frutta esotica, in bocca si prevale la pera, la mela, importante spalla acida che lo rende fresco e piacevolissimo, finale di note balsamiche di anice stellato, mai stucchevole e invita a berne un altro sorso. la cosa che stupisce di questo vino è l’eleganza e l’equilibrio.

Abbinamento ideale: dolci da forno con burro, dolci a pasta secca di mandorle di tutta la tradizione nazionale.IMG_3077


Azienda Ag. Saracco

Via Circonvallazione 6,
12053 Castiglione Tinella (Cn),
Italia
www.paolosaracco.it
info@paolosaracco.it

P.s. Se ne avete voglia qui ci sono gli scatti dell'intero tour, un vero racconto fotografico: CLICCA QUI