In più di sessanta per l’Élite del Panettone Artigianale

Presto online il portale che illustrerà anche le convenzioni

Dopo le analisi dei panettoni, pasticceri pronti per la fase di formazione e confronto

Sessantatré iscritti da tutta Italia che rappresentano una produzione di circa duecentosettantamila panettoni. A poco più di un mese dalla fondazione dell’Élite del Panettone Artigianale, nel corso del quale sono state effettuate le analisi di laboratorio sui lievitati per accertarne la qualità, sono questi i numeri del club che vuole riunire sotto un unico ideale coloro che rappresentano l’eccellenza del panettone artigianale, ponendosi fra i principali obiettivi quello di redigere un disciplinare del panettone artigianale da sottoporre al Ministero dello Sviluppo Economico.

Nato con la volontà di riunire tutti gli artigiani che dimostrino di produrre nel rispetto del disciplinare di produzione, che utilizzano solo lievito madre fresco e che presentino un prodotto che, in seguito ad analisi di laboratorio, risulti privo di mono e diglicerici degli acidi grassi e di canditi senza anidride solforosa, il gruppo è ad oggi eterogeneo poiché coinvolge maestri dalla lunga esperienza ma anche giovani leve della pasticceria, ma allo stesso tempo uniforme, perché si tratta di un gruppo di artigiani al pari livello che hanno voglia di crescere e confrontarsi. Fra i primi nomi si annoverano quelli di Vincenzo Mennella della Pasticceria Mennella (Torre del Greco – NA), Paolo Caridi di Casa Mastroianni (Lamezia Terme – CZ), Giuseppe Mascolo della Pasticceria Mascolo (Visciano – NA), Marco Infante di Casa Infante (Napoli), Oscar Pagani di Non Solo Pane (Palazzolo sull’Oglio – BS), Fiorenzo Ascolese del Panificio Ascolese (San Valentino Torio – SA), Andrea Urbani di Guerrino dal 1947 (Fano – PU), Eustachio Sapone della Dolceria Sapone (Acquaviva delle Fonti – BA).

L’Élite del Panettone Artigianale resta aperta ad accogliere altri componenti sempre secondo i criteri stabiliti, ma intanto iniziano a prendere il via le prime attività: sarà presto online il portale www.elitedelpanettoneartigianale.it, con le prime convenzioni attive per il gruppo, e si inizia anche a pensare ai primi corsi di formazione e alle prime opportunità di scambio di opinione sempre rivolte alla crescita del settore.

“Sono molto soddisfatto delle tante richieste ricevute e delle adesioni, anche considerando i rigidi criteri di accesso al gruppo, che ci hanno costretto ad escludere molti dei richiedenti. – ha commentato Massimiliano Dell’Aera, fondatore di Goloasi.it e ideatore del progetto, che pur non essendo pasticcere, da circa vent’anni è al fianco degli artigiani del settore, li sostiene e li supporta – Sono fiducioso nel buon esito futuro di questa iniziativa, che vede un gruppo uniforme e disposto a mettersi in discussione e imparare dal confronto”.




Migliore packaging d’Italia per Due Tigli di Forlì con il bag in box (3 litri) b.io bpuntoio che conquista il “Bio&Consumi Awards 2020”

Forlì (26 ottobre 2020)Migliore packaging d’Italia nella sezione vino. A conquistare il gradino più alto è la Due Tigli di Forlì con il formato bag in box (3 litri) della linea b.io bpuntoio del vino Terre Siciliane Igt biologico. Ad assegnare il riconoscimento è stata una giuria di buyer da tutta Italia nell’ambito del “Bio&Consumi Awards 2020” assegnati all’eccellenza del retail.

Un bel riconoscimento per la cantina forlivese che si è dovuta confrontare con proposte di packaging da tutta la Penisola. Un premio che omaggia una linea di prodotto nata e coordinata da Terre Cevico, la b.io bpuntoio, e che coinvolge importanti realtà cooperative italiane in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

“Siamo soddisfatti di questo riconoscimento che premia la nostra scelta aziendale nella direzione total green – spiega Paolo Galassi, amministratore delegato di Due Tigli – Una scelta che parte dalla produzione delle materie prime, ovvero dalle uve sane e genuine che sono ottenute dal lavoro delle famiglie dei nostri soci viticoltori che manifestano sempre maggiore sensibilità sulla sostenibilità di tutta la loro attività, al fine di tutelare l’ambiente dove vivono e lavorano Questo approccio deve riguardare anche il packaging dei nostri vini, i cui materiali devono provenire da risorse rinnovabili o da supporti ottenuti da riciclo di materie plastiche e cartacee e, possibilmente, devono poter essere altrettanto riciclabili al 100%. Tutta la filiera produttiva e logistica deve diventare sempre più sostenibile, sicuramente anche dal punto visto economico, ma, soprattutto, da quello ambientale”.




DIVIN OTTOBRE, ULTIMO WEEKEND PER CELEBRARE L’AUTUNNO

Si avvia alla chiusura DiVin Ottobre, la rassegna della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino dedicata all’autunno e alle sue tradizioni attraverso le iniziative organizzate direttamente dai membri dell’Associazione, tra degustazioni, passeggiate all’aperto e momenti di approfondimento. Protagonisti del prossimo weekend, le colline di Trento, la Valle dei Laghi, la Vallagarina e le Giudicarie.

Trento, 27 ottobre 2020 – Ultima occasione per prendere parte a DiVin Ottobre, rassegna di appuntamenti organizzati dai soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino durante tutti i weekend del mese di ottobre pensati per far vivere agli ospiti il lato migliore dell’autunno in tutta sicurezza e nel pieno rispetto delle vigenti normative di contenimento del Covid-19.

 

Da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre, sulle colline di Trento, alle ore 10.30, si ripete Un Inkino all’autunno (link), presso Mas dei Chini, con visita guidata per piccoli gruppi in cantina, passeggiata tra i filari fino al Maso Vecchio e un pic nic tra i vigneti con i prodotti di Caseificio degli Altipiani e del Vezzena, Latte Trento e Trota Oro. Il costo dell’iniziativa è di 30 euro a persona comprensivo di visita guidata, calice di benvenuto e cesta pic nic (contenente bottiglia di vino e di acqua, primo piatto, focaccia farcita, verdure, yogurt, frutta, dolce); 15 euro per bambini e ragazzi fino a 18 anni. Per prenotazioni, obbligatorie, chiamare il numero 0461 821513 o scrivere a info@masdeichini.it.

 

Sabato 31 ottobre, in Valle dei Laghi, prende corpo Reboro. Territorio & Passione (link), terza edizione di un appuntamento tutto dedicato a questo straordinario vino rosso frutto di un progetto collettivo dell’Associazione Vignaioli Vino Santo Trentino DOC e divenuto perfetta incarnazione del territorio. Un evento “diffuso” che attraverserà virtualmente sei cantine della Valle dei Laghi, grazie a incontri di approfondimento online, e si concluderà con una cena di eccellenza accessibile su prenotazione. A partire dalle ore 10.00 prenderà il via la diretta Facebook sulla pagina @vinosantotrentino con il seminario “L’appassimento delle uve, tra storia e futuro”, che vedrà gli interventi di Fulvio Mattivi, C3A – Università di Trento; Maurizio Ugliano, Università di Verona; Olga Bussinello, direttrice del Consorzio Vini della Valpolicella; moderati dalla enologa Sissi Baratella. Seguirà, dalle 15.00 alle 19.00, “Reboro, Amarone & Peter Brunel”, dove il wine communicator Simone Roveda, accompagnato da Sissi Baratella, guideranno il pubblico in uno speciale digital tour alla scoperta delle cantine dei Vignaioli del Vino Santo, tra cui l’Azienda Agricola Gino Pedrotti, l’Azienda Agricola Giovanni Poli S. Massenza, l’Azienda Agricola Francesco Pisoni e Maxentia, ognuna abbinata ad un ospite “virtuale” della Valpolicella. Infine, dalle 19.00 alle 22.00 è in programma “E la sera, Peter Brunel interpreta il Reboro”, evento speciale al ristorante Peter Brunel gourmet di Arco, con un menu che rappresenta “un viaggio” dedicato al Reboro e al Vino Santo Trentino, con ricette create ad hoc. Il costo a persona, comprensivo di menù e vini, è di 125 euro. Per prenotazioni, obbligatorie, chiamare il numero 0464 076705 o scrivere a ristorante@peterbrunel.com. Per informazioni sulla manifestazione, scrivere a reboro.trentino@gmail.com.

In Vallagarina, sabato 31 ottobre, dalle 9.30 in poi, si torna in sella con Taste&Bike – Speciale Marzemino (link), giornata alla scoperta del lato più enogastronomico della Vallagarina, tra Rovereto, Mori, Isera e Nogaredo. Il tour, che comprende laboratorio di cucina, pranzo e varie degustazioni, è di 27 km totali con un dislivello di 170 m, e prevede tappe in diverse aziende della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, che possono essere raggiunte autonomamente in e-bike o, se si preferisce, in auto o in scooter. Si inizia presso Moja Ristorante di Rovereto per lo “sprint” di inizio giornata e, pedalando tra i vigneti in direzione sud, si raggiunge la Cantina Mori Colli Zugna per un calice di Marzemino abbinato ai salumi di Macelleria Moschini, ai formaggi del Caseificio sociale di Sabbionara e al miele di Apicoltura Girardelli. Per pranzo si raggiungerà la Locanda delle Tre Chiavi di Isera dove, dopo un benvenuto a base di prodotti del Panificio Moderno e un bicchiere di sciroppo Naturgresta, si imparerà a fare i canederli, che verranno gustati a pranzo in abbinamento a un calice di Marzemino di Letrari. Dopo pranzo, percorrendo antiche strade di collegamento, si raggiungerà la Distilleria Marzadro di Nogaredo per una visita in azienda. Infine si imboccherà la ciclabile lungo Adige in direzione Sacco di Rovereto per il finale alla scoperta della Cantina di Isera. La quota di partecipazione varia a seconda della proposta a cui si sceglie di aderire: 17 euro per la proposta “Foglia” (2 visite in azienda con degustazione); 53 euro per la proposta “Grappolo” (colazione, visita con degustazione, laboratorio di cucina e pranzo) ; 69 euro per la proposta “Tralcio” (colazione, 3 visite in azienda con degustazione, laboratorio di cucina, pranzo).  La prenotazione è obbligatoria chiamando la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino al numero 0461 921863 o scrivendo a info@stradavinotrentino.com entro il giovedì precedente.

Nelle stesse date, sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, Ad Ala, dalle 9.00 alle 18.00, torna invece Enotour d’ottobre (link), percorso “multisensoriale” presso Borgo dei Posseri con degustazione itinerante tra i vigneti di vini e prodotti locali. Anche in questo caso, l’iniziativa è riservata a piccoli gruppi. Il costo a persona è di 27,50 euro comprensivo di degustazione libera dei vini aziendali e proposta food con le specialità di Caseificio degli Altipiani e del Vezzena, Salumeria Belli e Panificio Moderno. Info e prenotazioni chiamando il numero 0464 671899 o scrivendo a info@borgodeiposseri.com entro due giorni prima dell’iniziativa.

Spostandosi nelle Giudicarie, l’APT Terme di Comano Dolomiti di Brenta, in collaborazione con l’Associazione Pro Loco San Lorenzo in Banale e il Comune di San Lorenzo Dorsino, propone anche questo fine settimana La Ciuìga e il suo borgo (link), con l’intento di far conoscere e valorizzare questo particolare salume, presidio Slow Food. Da sabato 31 ottobre a domenica 1 novembre, infatti, 7 ristoranti del borgo proporranno gustosi menù a tema, da ricchi taglieri rivisitati a inedite ricette con la Ciuìga. Ma non solo. Sarà infatti possibile partecipare a piacevoli escursioni all’aria aperta per piccoli gruppi, come 7 passi per 7 ville, escursione con partenza alle ore 10.00 tra le 7 ville del borgo di San Lorenzo in Banale lungo la via delle slitte, tra fontane e capitelli, con visita alla chiesetta di San Rocco e Sebastiano e all’antico affumicatoio della Ciuìga, e Una vita in salita, lungo il Sentiero della Ciuìga, con visita alla chiesetta di San Giorgio, la cui partenza è prevista per le ore 14.30. Per info e prenotazioni, contattare l’Azienda per il Turismo Terme di Comano Dolomiti di Brenta chiamando il numero 0465 702626 o scrivendo a info@visitacomano.it.

DiVin Ottobre fa parte del calendario di manifestazioni enologiche provinciali denominato #trentinowinefest e viene organizzato in collaborazione con Consorzio La Trentina, presente con le sue mele in alcune delle iniziative proposte e con il supporto della Comunità della Valle di Cembra, della Cassa di Trento e del BIM del Sarca.

Dettagli, costi e informazioni sulle prenotazioni sono disponibili sul sito tastetrentino.it/divinottobre

#divinottobre #trentinowinefest #stradavinotrentino




IL MERCATO PREMIA IL LUGANA DOC

Il bianco gardesano spopola fra le preferenze degli italiani

Sull’onda della robusta ripresa della Denominazione, il Consorzio di Tutela ha deciso lo sblocco dello stoccaggio 2019

Peschiera del Garda, 29 ottobre 2020 – Il Lugana si conferma un vino amatissimo e anche in questo anno difficile la domanda premia il bianco gardesano. La consapevolezza del Consorzio è stata avvalorata anche dalla recente ricerca della Rome Business School dedicata al mercato del vino in Italia ai tempi del Covid-19, che vede il Lugana saldamente al primo posto fra i vini emergenti. In attesa dell’arrivo della nuova annata, prevista per i primi mesi del 2021, il Consorzio ha quindi deliberato lo sblocco dello stoccaggio 2019.

Il Lugana Doc al momento sta registrando una ripresa, con una crescita che sfiora l’11% rispetto all’anno precedente, nonostante la flessione delle vendite subita nei mesi di lockdown, con una previsione di chiusura d’anno in positivo, caso quasi unico nel panorama italiano.

È un risultato di cui ci riteniamo soddisfatti, riflesso della fidelizzazione dei mercati e del grande potenziale di questo vino – afferma il Presidente Ettore Nicoletto – . La scelta di stoccare gli eccessi produttivi è stata lungimirante, una misura flessibile che ci consente oggi di essere reattivi alle richieste dei consumatori. Con questa decisione verranno immessi complessivamente al consumo poco meno di 6.000 ettolitri di Lugana Doc, destinati prevalentemente a Italia, Germania e Stati Uniti, i nostri principali mercati di riferimento, mercati maturi e all’interno dei quali la ricchezza di offerta dei nostri numerosi produttori può trovare adeguati spazi commerciali. È una decisione importante anche al nostro interno – conclude Nicoletto – , un’iniezione di fiducia e ottimismo per l’intera filiera del Lugana”.

Maggiori informazioni su www.consorziolugana.it 




E’ L’ORA DEL “NOVELLO” E DI SFATARE ALCUNI PREGIUDIZI

Carlo Volpi, pioniere nella produzione di Vino Novello, ne racconta le peculiarità.

Significativo indicatore di quello che sarà il risultato della vendemmia, il Novello è un piacevole vino giovane da consumare anche ben oltre Natale.  Ma solo se prodotto con la stessa accuratezza e accortezza richiesta ogni qual volta si vuole produrre del vino di ottima qualità. A partire dalla selezione della materia prima che, nel caso di Volpi, sono le uve Dolcetto dei Colli Tortonesi.

Tortona, 29 ottobre 2020 – Dal 30 ottobre scatta l’ora x per il Novello. Vino largamente sottovalutato che, secondo Carlo Volpi che lo produce dal 1978, merita invece attenzione. Sfatando alcuni luoghi comuni a partire dal fatto che si debba consumare entro Natale: “In molti confondono il periodo limitato di vendita del Novello – che va dal 30 ottobre al 31 dicembre – con quello di degustazione che invece, può andare ben oltre il Natale.

Il Novello, se fatto con passione e amore, come tutti i vini di ottima qualità non ha scadenza”.

 

Tortona, Cantine Volpi © Cristian Castelnuovo

 

IL NOVELLO È MISCHIATO CON VECCHI VINI?

Altro stereotipo è che il novello sia mischiato con “vini vecchi”.

 Il Novello è il frutto della lavorazione delle uve della vendemmia appena terminata, “tanto è vero – sostiene Volpi – che è considerato un indicatore, una sorta di “anteprima” di quello che sarà il risultato della vendemmia”.

 

VANNO BENE TUTTE LE UVE ROSSE?

Infine, non tutte le uve rosse sono adatte, ma è necessario invece individuare quelle che maggiormente si prestano al processo di vinificazione accelerata che avviene con la tecnica della macerazione carbonica.

Negli anni si è commesso l’errore di utilizzare uve non adatte, con livelli di tannino molto importanti e molto alcool. Per questo motivo, da oltre 40 anni per il nostro Novello utilizziamo le uve del vitigno Dolcetto dei Colli Tortonesi dalla maturazione precoce, che dà luogo ad un prodotto particolarmente morbido, fresco ed armonico molto apprezzato anche nei mercati esteri più lontani: Germania, Russia e Giappone” – conclude Volpi.

Dal colore rosso vivace e dal profumo intenso di uva appena vendemmiata, il Novello Volpi è 100% dolcetto dei Colli Tortonesi. Da abbinare con il salame crudo dei Colli Tortonesi, dal caratteristico impasto a grana grossa, dal sapore dolce e delicato e ottimo anche con le caldarroste. Prodotto in 5000 bottiglie, è distribuito in ho.re.ca e in grande distribuzione.

Nel 1978 Cantine Volpi è stata una delle prime aziende italiane a proporre il Novello al mercato italiano, ispirandosi alla storica tradizione dei cugini francesi del Beaujolais Nouveau. Una strada che all’inizio hanno seguito in molti, attratti dalla possibilità di fare cassa subito, senza aspettare i tempi più lunghi imposti dalla vinificazione tradizionale. In breve tempo però la “massificazione” ha portato alla produzione di novelli non sempre di qualità, creando disinteresse nel mercato.

Ora lo fanno in pochi produttori tra cui Cantine Volpi che, dal 1978, non ha mai saltato un anno.




VINO, MARCHE: VENDEMMIA 2020, PRODUZIONE A +5% NEL SEGNO DELLA QUALITÀ

EXPORT IN LIEVE CALO (-2,2%) MA CRESCONO ANCONA (+6,4%) E MACERATA

(Jesi – AN 29 ottobre 2020). Produzione in crescita del 5% rispetto al 2019 e qualità buona con punte di eccellenza. Il vino marchigiano rialza la testa dopo mesi in trincea, grazie a una vendemmia 2020 che raggiunge quota 857mila ettolitri contro gli 816mila dell’anno passato e un mercato che nonostante tutto si muove. Particolarmente positivo l’andamento meteo stagionale, che ha permesso una raccolta senza complicazioni e favorito in generale uno sviluppo della pianta senza l’azione di parassiti o agenti patogeni. Un’annata la 2020, che dal punto di vista enologico rappresenta una garanzia, ma che pone ancora molte sfide sul fronte dei mercati a causa dell’emergenza sanitaria in corso. “La nuova chiusura dell’horeca preoccupa, ma il sistema vino, Verdicchio in primis, pur nelle difficoltà ha retto e la macchina è ripartita – ha detto Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) -. Adesso, pur nell’incertezza, registriamo comunque segnali positivi come il calo delle scorte di vino nelle cantine della denominazione Castelli di Jesi, che rispetto allo scorso anno sono diminuite del 9,5% (dati al 30 settembre). Anche la quantità è quella giusta – aggiunge Mazzoni -, si temeva un’annata sovrabbondante a +15-20%, ma alla fine la natura ha compensato e abbiamo chiuso a +5% nel rispetto della qualità”. A influire sulle rese, è stato soprattutto il caldo di agosto e delle prime due settimane di settembre, che ha favorito una buona accelerazione della maturazione, incidendo però negativamente sulla quantità. Il calo più significativo riguarda le uve a bacca rossa, come Lacrima di Morro d’Alba e Montepulciano, mentre gli altri rientrano nella media. In particolare, tra i bianchi registra un +7% sul 2019 la produzione di Verdicchio dei Castelli di Jesi che, salvo qualche grandinata, è giunto alla raccolta in anticipo rispetto alla media e con uve ottime, regalando vini di grande freschezza, gradazioni medio-alte e ottima struttura. Caratteristiche che ricordano molto quelle delle annate 2015 e 2016. Buone le previsioni anche per tutte le altre denominazioni tutelate.

Per quanto riguarda il mercato, secondo Istat le Marche del vino hanno subito una contrazione nel primo semestre del 2,2%, circa la metà rispetto alla media export nazionale (-4,2%). Tengono le vendite verso l’Unione europea (+4%) con il Covid-19 che ha invece fatto maggiori danni tra i buyer extra-Ue (-4,6%). Andando a scomporre i dati per provincia, l’export delle bevande marchigiane (dove il vino incide per l’80% del valore), è segnalato ancora in crescita ad Ancona. La terra del Verdicchio dei Castelli di Jesi segna infatti un confortante +6,4%, con i 2/3 delle vendite totali regionali (circa 30 milioni di euro nel semestre). Complessivamente, secondo le elaborazioni di Imt, rispetto al pari periodo di 3 anni fa, il mercato del vino anconetano è cresciuto di quasi il 30%. Bene anche la provincia di Macerata. Tra i Paesi, in ulteriore crescita i top 3 buyer Stati Uniti, Germania e Giappone, mentre calano in doppia cifra Regno Unito, Canada, Svizzera e soprattutto la Cina (-37,5%).




NATALE ALLE PORTE: POGGIO TORSELLI INAUGURA IL WINE CLUB, UNA FINESTRA SUL CORTILE DEL CHIANTI CLASSICO

Aprono le iscrizioni al neonato Wine Club con due possibili formule per un servizio su misura. Nello shop online una scatola speciale da regalare a Natale

Nasce il Wine Club di Poggio Torselli, uno spazio di condivisione e dialogo tra la tenuta di San Casciano in Val di Pesa di proprietà della famiglia Zamparini e l’appassionato, che avrà così modo di indagare l’identità dei vini selezionati e inviati direttamente a casa sua. Le formule di adesione al Wine Club sono due: Poggio Membership, la linea base che prevede l’invio di sei etichette, e 1427 Membership, la proposta premium con la spedizione di dodici bottiglie e una più ampia gamma di benefit. Il racconto di ogni etichetta sarà affiancato dalle note tecniche utili alla degustazione e da ricette per abbinamenti gastronomici ricercati. Poggio Torselli mette inoltre a disposizione un servizio di concierge: il contatto diretto con una persona dedicata ad approfondire le curiosità degli associati, fornire ulteriori suggerimenti, ricette e servizi. Oltre a questo, nei modi e nei tempi in linea con le direttive governative, lo staff di Poggio organizzerà per i membri del Wine Club delle visite private alla Villa quattrocentesca, dimora nei secoli di importanti famiglie nobiliari, tra cui i Machiavelli, impreziosita dal giardino all’italiana e da una collezione di oltre 130 piante di agrumi. 

L’artigianalità e la cura nella produzione enologica sono per Poggio Torselli valori da custodire e riflettere in ogni dettaglio, nel modo di comunicare il proprio vino così come nelle confezioni. Con questo spirito la tenuta propone per Natale delle eleganti cassette in legno massello di noce naturale non trattato, come confezioni regalo in cui custodire i suoi Chianti Classico. Una scelta coerente con una linea stilistica intenzionata a sostenere le attività manifatturiere di alta qualità. Le confezioni sono realizzate da Friulbox, un piccolissimo artigiano di Udine che ha brevettato un sistema di chiusura a incastro grazie a particolari angoli smussati.
Il costo della scatola in legno per una bottiglia è di dieci euro, al quale sommare il costo dell’etichetta che l’acquirente ha il piacere di acquistare.
Per maggiori informazioni relative al Wine Club e alle confezioni natalizie a breve disponibili nello shop online si rimanda al sito www.poggiotorselli.it

Poggio Torselli è una storica tenuta fondata nel 1427 nel Chianti Classico, negli attuali confini di San Casciano in Val di Pesa. Nota per aver visto avvicendarsi nei secoli ospiti illustri e importanti famiglie della nobiltà toscana, tra cui i Machiavelli, Poggio Torselli possiede uno dei più bei giardini all’italiana del Paese, impreziosito da una collezione di oltre 130 piante di agrumi. Nel 1999 la tenuta è acquistata dalla famiglia Zamparini, da sempre appassionata di agricoltura, che scorge il grande potenziale del Poggio, procedendo con un’importante opera di recupero e valorizzazione di Villa, giardino, parco, uliveti e vigne. Da qualche anno la proprietà ha intrapreso un percorso vinicolo di grande serietà, fatto di scelte sostenibili e territoriali con l’obiettivo di produrre vini a minimo intervento umano e di alta qualità e che pongono il vino al centro della propria attività ricettiva. La Tenuta di Poggio Torselli presenta 24 ettari vitati, perlopiù coltivati a Sangiovese, e una piccola parte di uve bianche divise tra chardonnay, sauvignon e traminer. L’annata 2019 ha prodotto un totale di circa 50.000 bottiglie, divise in tre IGT Toscana e tre Chianti Classico DOCG da uve Sangiovese.




GREEN VALLÉE D’AOSTE VINCE IL PREMIO TRAVEL FOOD AWARD COME MIGLIOR DESTINAZIONE DI TURISMO ENO-GASTRONOMICO 2020

TTG TRAVEL EXPERIENCE, Rimini – giovedì 15 ottobre 2020, nel prestigioso contesto della fiera TTG Travel Experience, il GIST – Gruppo Italiano Stampa Turistica, ha assegnato il premio della 3a edizione Gist Travel Food Award 2020, tematizzata con lo slogan Restart & Reload e patrocinata dall’ENIT, al progetto Green Vallée d’Aoste come Miglior destinazione di turismo eno-gastronomico 2020, a pari merito con un’altra realtà. Il premio è stato istituito per esaltare le eccellenze del turismo eno-gastronomico, sostenibile e responsabile. https://www.greenvalleedaoste.com/

Il premio è stato consegnato da Sabrina Talarico, Presidente GIST, e da Vittorio Castellani, Presidente GIST Travel Food Award, ed è stato ritirato da Andrea Celesia, Coordinatore della rete di imprese Green Vallée d’Aoste.

Il premio è stato assegnato con le seguenti motivazioni: Per la categoria Miglior destinazione eno-gastronomica si è aggiudicata il premio Green Vallée D’Aoste, promosso da Alpine Green Experience. Per l’alto valore del progetto nel sostenere la tipicità gastronomica valdostana coinvolgendo i piccoli produttori. Ma anche per il forte impegno nel preservare dal turismo poco rispettoso l’ecosistema fragile di una vallata alpina. Un esempio virtuoso di cooperazione fra GAL e piccoli operatori per l’utilizzo del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

In seguito alla consegna del premio, Andrea Celesia ha dichiarato: “è con estremo piacere che riceviamo questo importante riconoscimento. Green Vallée d’Aoste è una rete di imprese che racchiude in sé sette Aziende Agricole e Artigiane della Valle e quattordici strutture ricettive sparse sul territorio valdostano accomunate dalla sensibilità nei confronti della mobilità sostenibile, della tutela e dello sviluppo del territorio. Green Vallée d’Aoste offre agli ospiti esperienze di reale contatto con il territorio e di valorizzazione delle tradizioni dell’agricoltura locale, creando un circolo di economia virtuosa che è la base di uno sviluppo turistico sostenibile”.

Le Aziende Agricole e Artigiane di Green Vallée d’Aoste sono: Au Potager de Grand-MèreAzienda agricola Da EmyDouce Vallée di Vittaz Paola, Lo TrioletSocietà Agricola M. R. Maison RossetSocietà agricola Mont Blanc e Stefano Viola.

Gli ospiti di Green Vallée d’Aoste possono ritirare la propria auto elettrica BMW i3, abbinata al soggiorno in una delle 14 strutture valdostane aderenti, nelle stazioni ferroviarie di Torino Porta Susa e Porta Nuova, presso l’Aeroporto di Torino Caselle e da oggi anche presso la stazione ferroviaria e il terminal degli autobus di Aosta.

Le strutture ricettive Green Vallée d’Aoste sono:

AostaChambre d’hôtes Maison BondazHotel Duca di Aosta & ristorante Giuliani al Duca CerviniaLes Neiges d’Antan ChampolucHotel Castor CogneEco Wellness Hotel Notre MaisonHotel e Restaurant La Barme e Residence Château Royal CourmayeurAu Coeur des Neiges – Chalet ResortHotel BerthodHotel Pavilion e Hotel Svizzero Gressoney: Romantic Hotel Jolanda Sport Saint-VincentHotel Alla Posta e Hotel Au Soleil

Andrea Celesia annuncia inoltre che, nell’ambito del FEASR – Programma di Sviluppo Rurale della Regione Valle d’Aosta 2014-2020cooperazione tra piccoli operatori per organizzare processi di lavoro in comune e condividere impianti e risorse, nonché per lo sviluppo/commercializzazione del turismo -, il progetto di cooperazione “Green Vallée d’Aoste” si posiziona come realtà che ha ricevuto il punteggio più alto nella fase di analisi da parte del Gal Valle d’Aosta tra tutti i progetti presentati sul territorio valdostano.

Su Green Vallée d’Aoste
Il progetto nasce dall’idea di coinvolgere l’ospite in un percorso virtuoso che fa della sostenibilità il modo migliore per scoprire l’incantevole territorio della Valle d’Aosta nella sua autenticità. Sviluppatosi grazie a una visionaria intuizione di Andrea Celesia, Coordinatore dei partners, oggi il progetto viene esteso a 14 tra le migliori strutture ricettive della Regione che hanno unito le forze dando vita a una collaborazione che consente agli ospiti italiani e internazionali di intraprendere un viaggio green in tutta la Valle d’Aosta. Il progetto prevede di offrire, in abbinamento ai servizi alberghieri, un’autovettura elettrica BMW i3 che potrà essere ritirata presso l’Aeroporto di Torino Caselle o presso le Stazioni ferroviarie di Torino Porta Susa e Porta Nuova, per raggiungere la Valle e spostarsi durante il soggiorno vivendo l’emozione della guida elettrica completamente sostenibile e apprezzandone il silenzio. Attraverso questo progetto gli ospiti potranno cogliere sin dal loro arrivo a Torino l’importanza che gli operatori turistici della destinazione danno alla salvaguardia e alla valorizzazione dell’ambiente. Durante il loro soggiorno, gli ospiti avranno inoltre la possibilità di scoprire il territorio attraverso una serie di esperienze proposte dalle aziende agricole all’insegna della sostenibilità e dell’autenticità. Alpine Green Experience ha stretto una collaborazione con il Gruppo CVA, quarto tra i produttori di energia idroelettrica in Italia che con i suoi oltre 3 miliardi di KWh di energia complessivamente prodotta da acqua, vento e sole, consente di evitare l’immissione in atmosfera di 1,4 milioni di tonnellate di CO2. Tra i punti previsti dall’accordo vi è la disponibilità all’installazione da parte del Gruppo CVA di colonnine di ricarica delle auto elettriche presso le strutture alberghiere che aderiscono al progetto.

Iniziativa finanziata dal Programma di sviluppo rurale della Valle d’Aosta 2014/2020
Autorità di gestione: Regione Autonoma Valle d’Aosta, Assessorato turismo, sport, commercio, agricoltura e beni culturali, Struttura Politiche regionali di sviluppo rurale
Organismo responsabile dell’informazione: Alpine Green Experience




ALL DAY EATING and STAYING in sicurezza

Il giovane team del Vilòn, il piccolo hotel 5 stelle lusso in un’ala di Palazzo Borghese a Roma, con Giorgia Tozzi, il direttore, in testa, insieme allo Chef Gabriele Muro, che appena incassate le due forchette ha lanciato il menu autunno inverno, e Samuele Florio, fresco di premio per il miglior servizio di sala in hotel, per questi giorni assai complessi ha pensato ad un’offerta MULTIeating come illustra Giorgia Tozzi.

 

“Abbiamo pensato alcune novità per creare nuove e molteplici occasioni per assaporare ancora il piacere di stare fuori in assoluta sicurezza, differenziando e aumentando i momenti della giornata perché non ci sia mai affollamento. Anzi creando un ALL DAY EATING and STAYING (fino alle 18.00) così le persone possono scegliere su un arco di tempo il più ampio possibile e trovare sempre un’occasione di ristoro ed accoglienza, sia nei nostri spazi interni, a tavoli e divani distanziati, sia nel giardino d’inverno, la corte esterna  riscaldata con i funghi-stufe accanto ai tavoli.

E chissà che non sia anche uno spazio dove venire anche a passare qualche ora di lavoro, uno chic-working che rende anche il lavoro meno pesante e con una piccola pausa pranzo che merita.

Chissà che questa scelta, fatta sotto la spinta di una situazione straordinaria e difficile, non possa dare anche un piccolo contributo per generare nel tempo anche nuovi stili di vita e contribuire a far vivere spazi come quelli degli hotel, luoghi di assoluta e rigorosa sicurezza, nell’arco dell’intera giornata e dagli stessi locals“.

 

Ecco le novità di ADELAIDE al Vilòn nel rispetto delle normative dell’ultimo DPCM che prevedono l’apertura fino alle ore 18.00, eccetto che per gli ospiti dell’hotel, anche romani stessi, che potranno cenare al ristorante, sia all’interno che nel giardino d’inverno riscaldato, con la formula SAFE & GOURMET DESTINATION, STAYcation per i romani, per una pausa di svago e serenità, anche magari nella propria città.

 

 

 

COLAZIONE al Vilòn dalle 8 del mattino alle 11.30

Servita al tavolo ma con un’ampia scelta di dolci sui vassoi singoli preparati per ogni tavolo (come fossero piccoli buffet su misura): la colazione da Adelaide resta uno dei momenti più golosi della giornata, tanto più che dalle 8 del mattino alle 11.30 non ha interruzioni. Una tentazione anche la Carta delle proposte di cucina con 13 diverse ricette a base di uova.

In Salotto Cocktail Bar ALL DAY DRINKING (dalle 12.00 alle 18.00)

Anche solo un vermouth per un aperitivo all’italiana o un cocktail,  magari alcol free, per un aperitivo di mezzogiorno (dalle 12.00 alle 18.00) seduti al tavolo e con i finger dalla cucina. Una sosta nel giardino d’inverno o sui divani (postazioni singole per ogni nucleo) in uno dei cocktail bar più charmant della città è un momento tutto per sé da concedersi.

 

ADELAIDE ALL DAY EATING (dalle 12.00 alle 18.00)

dalle 12.00 fino alle 18.00, che sia un singolo piatto o il menu degustazione, un light o un business lunch (l’offerta smart eating a 25€), scopri che piacere è essere accolto a tavola a qualsiasi ora. Come stare in vacanza, quando l’orario non è un problema e la cucina è sempre aperta!

 

IL PRANZO DELLA DOMENICA (dalle 12.00 alle 18.00)

E’ al momento della prenotazione che si ordinano allo Chef i piatti del cuore, quelle specialità che nel corso del tempo vi hanno maggiormente appassionato, da gustare regalandosi una domenica in famiglia fuori di casa. Dalle 12.00 alle 18.00.

 

 STAYcation al Vilòn

Soggiorno e Cena al Vilòn per una pausa SAFE and GOURMET con la buonanotte!

Per i residenti a Roma pacchetto in offerta comprensivo di:

  • Camera Charming per due con free mini bar 
  • Colazione in camera oppure in sala o nel giardino d’inverno
  • Cena per due da Adelaide (3 portate e piccola pasticcieria, due calici di vino) servita in Sala o nel giardino d’inverno riscaldato.



REBRANDING E NUOVO PACKAGING 100% CARTA PER IL PASTIFICIO FELICETTI

Il Pastificio Felicetti di Predazzo (TN) da qualche giorno ha un marchio rinnovato, espressione di un progetto di marca che è culminato con il restyling dell’immagine e la creazione di nuovi prodotti. Ma non solo: l’etica ambientale e la tutela della natura sono sempre stati per il pastificio trentino degli obiettivi fondamentali. Per questo si è deciso di fare un ulteriore passo avanti optando per confezioni non solo riciclabili, ma anche sostenibili. La pasta Felicetti ha quindi un nuovo packaging, realizzato al 100% con carta, come certifica il marchio stesso sulle confezioni.

Il nuovo incarto è di per sé uno storytelling, sul quale viene raccontata la sintesi del prodotto: la montagna, il luogo – le Dolomiti patrimonio dell’Unesco – dove si produce la pasta, la sorgente di acqua purissima che sgorga in alta quota e la semola di grano duro 100% italiano (ad eccezione del Kamut® khorasan).

La gamma, rivista negli assortimenti e nei formati, si presenta su tre linee principali che si differenziano tra loro (e non solo) anche cromaticamente: Originale, Biologica e Speciale. La linea Originale (marchio rosso) comprende la pasta di semola di grano duro, grano duro all’uovo (marchio giallo) e grano duro integrale come nuova referenza. La linea Biologica (marchio verde) comprende la pasta di semola di grano duro, grano duro integrale, farro (marchio marrone), Kamut® khorasan (marchio arancione) e Kamut® khorasan integrale come nuova referenza. La linea Speciale (marchio grigio) comprende nero di seppia, aglio e peperoncino e tricolore. Le linee nella versione integrale hanno il colore di fondo dell’incarto color avana.

«Abbiamo fatto questo percorso di cambiamento – ha spiegato il CEO Riccardo Felicetti – liberi da sovrastrutture, lontani dal rumore di fondo, con il coraggio e l’orgoglio di essere noi stessi, lasciando che la pasta parli di noi, con il nostro stile. Una scelta fatta con il cuore, per un futuro migliore».

Tutte le referenze di pasta Felicetti saranno, tra pochi giorni, in vendita sull’e-commerce (che si affianca a quello attivo già da qualche anno per la linea Monograno Felicetti) accessibile dal sito www.felicetti.it.

SCHEDA TECNICA NUOVO PACKAGING IN CARTA 100%
Cos’è: carta naturale di pura cellulosa, con trattamento termosaldante a base sintetica ad acqua, studiata per l’utilizzo nelle linee di confezionamento automatizzate di prodotti alimentari secchi.

Materiale: carta certificata FSC e PEFC, proveniente da foreste gestite responsabilmente, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici di grammatura attentamente studiata, per garantire elevate performance in termini di resistenza e al peso del prodotto e nelle linee di confezionamento. Robustezza della fibra per un packaging ad alta tenuta e morbidezza della carta per il confezionamento in automatico.

Sostenibilità: rispetto al packaging in plastica è mono materiale, riciclabile al 100% e quindi diventa risorsa per impeghi successivi, è prodotta con materiali biodegradabili e compostabili, quindi rispetta l’ambiente, è traspirante ovvero protegge l’alimento da agenti esterni senza creare condensa e umidità conservando le proprietà organolettiche del prodotto. All’interno di questa confezione, la pasta Felicetti trova l’ambiente ideale per conservare il gusto e il profumo del prodotto appena trafilato.