L’Amaro del Peccato prodotto da Liquori Belcastro, un vero elisir d’amore

Oggi presentiamo l’Amaro del Peccato, prodotto da Liquori Belcastro a Cotronei (Kr) sulle pendici della Sila.  Si tratta di una gustosa specialità tradizionale preparata con ingredienti semplici e genuini. Una ricetta che è passata da generazione in generazione, affinché nel 2016 la famiglia Belcastro ha deciso di imbottigliarlo, etichettarlo e distribuirlo al pubblico. Quest’amaro ha oltre una decina di ingredienti tra erbe, fiori e radici tutti di origine naturale che vengono raccolti in vari periodi dell’anno nei boschi incontaminati dell’altopiano silano.

La distillazione e la preparazione dei liquori hanno origini antichissime, queste tecniche erano già abbastanza comuni tra gli antichi babilonesi ed egizi. L’alambicco fu inventato dagli arabi,  ed è grazie a questo strumento che si iniziò a produrre: alcol e distillati. Mentre per la produzione di liquori si mettono a macerare erbe, semi, radici, fiori, frutti, bucce di agrumi con o senza zucchero in soluzioni idroalcoliche. Questo processo andrà affinandosi a partire della prima metà del 1300.

“Con vino rosso buono, forte, puro, distillato nell’alambicco a fuoco lento“ e  con l’avvertenza che se si fosse ripetuta più volte la distillazione “l’aqua ardens“ sarebbe stata più fine e più utile” questo è quanto scrive Vitalis de Furno, teologo francescano, il quale fu anche cardinale intorno ai primi anni del 1300.

Sino alla metà del quindicesimo secolo i liquori furono utilizzati principalmente dalla medicina, e gli furono attribuiti varie virtu’, erano veri toccasana per diversi malanni,  alcuni anche veritieri come le proprietà disinfettanti in caso di ferite. Da non dimenticare anche la tradizione dei rosoli, “ros solis” ovvero rugiada del sole, che hanno avuto massima diffusione nel sud Italia e soprattutto in Sicilia a partire dal Settecento e venivano preparati in occasioni del ricevimento di ospiti oppure per eventi familiari come battesimi e matrimoni.

L’abitudine di utilizzare i liquori come forma di piacere e intrattenimento per gli ospiti arriva nel sedicesimo secolo seguendo le abitudini di Caterina de Medici la quale lo offriva come benvenuto ai propri ospiti.

L’amaro del Peccato si presenta nella classica bottiglia ad oblò scuro, dal colore impenetrabile, al naso spiccano aromi di fiori di arancio, rabarbaro e liquirizia chiude con piacevole finale balsamico. Non è molto alcolico quindi è ideale dopo un lauto pranzo per stimolare la chiacchiera con gli amici e favorire la digestione. Si può gustare sia liscio oppure con una scorza di arancia. Ottimo anche come dissetante in versione long drink, con l’aggiunta ghiaccio, acqua tonica, fetta di limone mentre è irresistibile sui gelati alla crema. 

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L’autore





E’ uscito “Conoscere il Vino. Alla scoperta delle eccellenze calabresi” dell’autore Carmine Sirufo

E’ uscito Conoscere il Vino. Alla scoperta delle eccellenze calabresi dell’autore Carmine Sirufo pubblicato dalla società editrice Montecovello. Un libro per scoprire e valorizzare i vini di Calabria.

Questo nuovo libro testimonia l’attuale dinamismo della Calabria del vino, analizza i periodi bui che vanno dalla fillossera alla seconda guerra mondiale e ripercorre gli antichi fasti che ha vissuto l’enologia calabrese durante il mondo classico. Un libro che vuole essere una guida esaustiva per il viaggiatore moderno e attento alle tipicità enogastronomiche della regione e condurlo alla scoperta di cantine, luoghi di produzione di una Calabria moderna ricca di sapori e di saperi.

La Calabria è terra di vino, anzi è la terra del vino. Fu definita “Enotria” dagli antichi Greci, i quali si riferivano sicuramente al sistema di allevamento più avanzato o per loro evidentemente “strano” che incontrarono al loro arrivo e che era in uso alle popolazioni indigene. Enotria secondo alcuni studiosi deriva da “Oinotron” (palo che sorregge la vite) mentre i Greci erano abituati ad adottare il sistema di impianto basso a forma di alberello o di vite maritata. Durante la colonizzazione Greca il vino della zona di “Crimissa”, antica colonia greca che corrisponde all’attuale Cirò, veniva offerto in omaggio ai vincitori delle Olimpiadi, competizioni, alle quali partecipavano gli atleti crotoniati che si recavano nella madrepatria capeggiati da Milone per gareggiare, il loro ritorno era trionfante e ricolmo di medaglie e venivano accolti e venerati come dei e inebriati di Krimisa (l’antico Cirò), il vino degli dei.

Ai giorni nostri una nuova generazione di produttori di tutta la regione si sta ritagliando e riprendendo il ruolo che gli ha assegnato la storia. Hanno rioccupato i vigneti abbandonati dai nonni o dai genitori e con tecniche nuove e studi condotti nelle migliori scuole di enologia sono stati capaci di rivalorizzare i vitigni autoctoni che si e sono riacclimatati nel corso dei millenni: gaglioppo in primis, seguiti da nerello mascalese, nerello capuccio,  greco nero e varietà tuttora sconosciute e in corso di valorizzazione come  nera di Scilla, arvino, magliocco dolce, guarnaccia, marcigliana, corinto nero, negrello campoto, nerello di Savelli e produrre vini vigorosi, buoni e rispettosi della biodiversità che questo territorio ha saputo salvaguardare.

Vite di Gaglioppo a Cirò. Vigneto di Sergio Arcuri  foto: di Raffaele D’Angelo

La Calabria vanta circa ottanta varietà autoctone e circa diecimila ettari vitati, un patrimonio vitivinicolo che non è presente in nessuna altra parte del mondo, tutto ciò dovuto soprattutto all’aspetto geografico, di penisola nella penisola, zona di collegamento tra il mondo greco bizantino e il mondo romano. Grazie a questa ricchezza di eventi sembra che il mondo vitivinicolo calabrese non voglia smettere di regalare sorprese. Recenti analisi del DNA condotte dalla ricercatrice Stella Grando dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige hanno evidenziato che i progenitori del sangiovese provengono da vitigni autoctoni che erano e sono presenti in questo territorio regionale e sono: ciliegiolo e montenuovo.

Ed è in questo contesto che si inserisce il libro CONOSCERE IL VINO “Alla scoperta delle eccellenze calabresi” di Carmine Sirufo, rappresenta una guida utile per soddisfare le curiosità degli appassionati, degli operatori del settore enogastronomico, dei produttori, degli enti pubblici preposti alla promozione del territorio, degli studenti e dei docenti degli istituti alberghieri e agrari.

Il libro illustra un’ampia sintesi dell’enografia nazionale, per le tipologie e la classificazione dei vini, le modalità di produzione. Inoltre da indicazioni sulle denominazioni di origine e come siano distribuite quelle attuali, per passare poi ad approfondire la storia del vino in Calabria e la sua enografia, con lo scopo di mettere in risalto tutte le produzioni a denominazione. Infine si riporta l’elenco, con i relativi recapiti, di tutti i produttori della Regione.

Un invito dunque a tutti gli enoappassionati, calabresi e non, a comprare il libro, per avere una guida esaustiva per il prossimo viaggio in Calabria, alla scoperta di vini e tradizioni uniche,  vigneti e cantine nelle quali fermarsi a dormire, a mangiare a degustare tutto quello che questa terra deliziosa e baciata dal sole sa offrire.

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Carmine Sirufo, docente di Enogastronomia/settore sala vendita, nato a Papasidero (CS) nel 1967, ha frequentato l’Istituto Alberghiero di Praia a mare e l’Istituto Alberghiero di Castrovillari; ha  frequentato il corsi per sommelier A.I.S. e barman A.I.B.E.S. Ha lavorato in tutta Italia presso strutture turistiche arrivando a ricoprire i ruoli di barman, maître e sommelier. Ha insegnato presso gli istituti alberghieri: E. Zegna di Trivero (Bi), Colombatto di Torino, Bagnoli (Na); Salerno e, dal 1999, all’Istituto K. Wojtyla di Castrovillari, dove ha realizzato numerosi progetti e ha partecipato a numerosi concorsi nell’ambito enogastronomico.

 

Per acquistare il libro: https://www.montecovello.com/shop/conoscere-il-vino/




VINO, AGIVI: GIOVANI, DONNE E CONSUMATORI ‘CORE’ TRAINANO CONSUMO DI VINO DURANTE IL LOCKDOWN

(Verona, 23 novembre 2020). Appassionato, giovane e donna, pronto a stappare anche fuori dai pasti. È l’identikit del consumatore protagonista della ripresa nei consumi di vino secondo i dati Wine Intelligence presentati oggi al wine2wine di Veronafiere durante il convegno “Diamo i numeri: giovani, vino e mercato dal lockdown ad oggi”, l’appuntamento organizzato da Agivi per analizzare l’effetto del Covid-19 sui modelli di consumo delle nuove generazioni.

“Abbiamo esaminato i sei mercati chiave per il vino italiano, Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svezia, Canada, Australia e Cina – ha spiegato Pierpaolo Penco, Italy Country Manager di Wine Intelligence che ha realizzato l’indagine –, e abbiamo osservato come la frequenza di consumo di vino sia rimasta stabile e, in molti Paesi, sia cresciuta oltre i livelli del 2019”. Secondo la fotografia scattata ad agosto, infatti: “I lockdown nei diversi Paesi non hanno fermato il trend decennale di diversificazione e aumento delle occasioni di consumo – ha proseguito Penco –: la moltiplicazione dei momenti per stappare a casa ha compensato il venir meno della maggior parte delle opportunità del fuori casa. A sostenere questo trend – ha concluso – sono stati i consumatori ‘core’, le donne e i giovani, in particolare i Millennials, contribuendo così all’affermazione delle vendite nel canale e-commerce”.

Per la presidente dell’Associazione dei giovani imprenditori vinicoli italiani under 40 di Unione italiana vini, Violante Gardini Cinelli Colombini: “Nonostante le difficoltà e tutte le limitazioni determinate dall’emergenza sanitaria, il vino ha continuato a farsi interprete dei momenti della socialità, anche se vissuti a distanza, con una sorta di ‘effetto sostituzione’ dell’aperitivo, soprattutto tra i giovani. Per questo dobbiamo continuare a studiare soluzioni e proposte che sappiano fidelizzare i nuovi winelover, sempre più protagonisti nei momenti di transizione e trasformazione, e conquistare anche questi segmenti del mercato con lo sguardo innovativo che la giovane imprenditoria sa e deve avere in questa fase delicata di ripresa per il settore”.

 

Agivi (https://agivi.unioneitalianavini.it/). Nata nel 1989, Agivi è l’Associazione dei giovani imprenditori vinicoli italiani tra i 18 e i 40 anni, impegnati direttamente o indirettamente nelle attività aziendali. Una squadra che riunisce quasi 100 giovani leve delle imprese vinicole di tutte le tipologie e regioni italiane. Educazione, promozione e sistema sono le key word dell’associazione: i tre asset strategici del cambio generazionale del mondo del vino.




Il CdA del Consorzio Tutela Provolone Valpadana conferma i propri vertici per il 2020/2021, piano di rilancio triennale e internazionalizzazione tra gli obiettivi

Consorzio Tutela Provolone Valpadana

Milano, 21 maggio 2020 – Si è tenuto nei giorni scorsi il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Provolone Valpadana che ha provveduto a nominare Presidente, vice Presidente e consigliere Tesoriere.

All’unanimità sono stati confermati Libero G. Stradiotti in qualità di Presidente, Alberto Auricchio, vice Presidente e Valter B. Giacomelli, consigliere Tesoriere.

Gli amministratori hanno così inteso mantenere la continuità in un periodo particolarmente difficile per tutte le Aziende (e per il Paese) e con la necessità di offrire le migliori prospettive per il futuro prossimo.

Il Consiglio, infatti, ha ritenuto di procedere con una programmazione che comprenda il prossimo triennio di attività, sia sul mercato interno che all’estero.

Sulla base della prospettata progettazione, sarà dato ampio spazio alla realizzazione di iniziative specifiche in Italia che porteranno non solo ad utilizzare i media tradizionali ma, compatibilmente con l’evolversi della situazione sanitaria, a riprendere il dialogo diretto con il consumatore, sia con incontri mirati che attraverso il potenziamento dei canali social.

Per quanto riguarda l’estero, il Consorzio intende riprendere la comunicazione sul mercato australiano che, sulla base delle più recenti indicazioni, può rappresentare, per le aziende associate, un interessante sviluppo per l’export del Provolone Valpadana.

Tutto questo senza trascurare le attività già pianificate, che vedono il Consorzio protagonista in Europa con il progetto EEQF, di cui è capofila con altri Consorzi partner ed in Italia con un’attenta campagna di informazione che privilegia gli strumenti digitali ed il mondo del web.

Da ultimo, ma non certo per importanza, l’amministrazione consortile ha preso atto del rinnovo del riconoscimento del Consorzio, ad opera del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, quale organismo abilitato a svolgere le funzioni che ad esso vengono assegnate per la tutela, la valorizzazione, la vigilanza e la promozione del Provolone Valpadana, segno evidente della conformità di tutte le attività che vengono realizzate, nell’interesse precipuo della denominazione di origine. 

Consorzio Tutela Provolone Valpadana

Il Consorzio Tutela Provolone Valpadana è un organismo senza fini di lucro, costituitosi nel 1975 con sede a Cremona, che raggruppa i soci produttori di formaggio Provolone Valpadana DOP con caseifici in una zona di produzione delimitata (Regione Lombardia, Regione Veneto, Regione Emilia Romagna, Regione Autonoma di Trento) e che trasformano a questo formaggio esclusivamente il latte raccolto nella zona stessa. Al Consorzio aderiscono anche i produttori latte, gli stagionatori e chi commercializza all’ingrosso. Il Consorzio vigila in modo rigoroso sulle diverse fasi di lavorazione, produzione e vendita di Provolone Valpadana D.O.P., su incarico specifico del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Inoltre si dedica allo sviluppo di nuovi mercati offrendo assistenza tecnico scientifica per migliorare le tecnologie produttive, sia dal punto di vista sanitario che organolettico. Si occupa inoltre di sensibilizzare diverse fasce della popolazione all’educazione alimentare. Il Consorzio protegge tutti gli attori della filiera da ogni tipo di concorrenza sleale e tutela i consumatori garantendoli da frodi, contraffazioni e relativi danni economici e di salute.

 

https://www.provolonevalpadana.it/




CA’ DEL POGGIO, APERITIVI VIRTUALI PARLANDO DI IMPRESE, LAVORO E TERRITORIO

In alto, foto di Alberto Stocco, titolare di Ca’ del Poggio.  

 

Il ristorante & resort di San Pietro di Feletto propone, per la quinta settimana,  due nuovi appuntamenti in diretta Instagram con AperiSocial: mercoledì 15 aprile sarà ospite il consulente del lavoro Alessandro Testa. Sabato 18 aprile, invece, interverrà l’esperto di comunicazione Giordano Roverato. Hashtag di riferimento, come sempre, #iostoacasa 

 

San Pietro di Feletto (TV), 14 aprile 2020 – Cinque settimane di aperitivi social, ma virtuali. Inevitabile che sia così, ai tempi del coronavirus.

Ca’ del Poggio Ristorante & Resort, a San Pietro di Feletto, si prepara per la quinta settimana di AperiSocial, un ciclo di incontri in diretta Instagram per parlare del territorio, delle sue attrattive, ma anche del difficile momento che stiamo vivendo e delle strategie per sviluppare un graduale ritorno alla normalità.  

La quinta settimana di AperiSocial si aprirà domani, mercoledì 15 aprile, alle ore 19. L’ospite sarà il consulente del lavoro Alessandro Testa. Si parlerà di territorio e lavoro, di imprese e lavoratori. Temi più che mai attuali alla luce dell’emergenza legata al Covid-19. Il secondo momento, sabato 18 aprile, sempre alle ore 19, avrà invece come protagonista Giordano Roverato, esperto di comunicazione in ambito turistico, enogastronomico e culturale, oltre che appassionato di bicicletta ed editore di Viagginbici.com, il magazine online del turismo ecosostenibile.

A fare idealmente gli onori di casa, come sempre, Alberto Stocco, titolare di Ca’ del Poggio. AperiSocial offre incontri virtuali, ma riflessioni reali. E sui tavoli non manca mai una bottiglia di Prosecco, il simbolo delle colline che nel 2019 hanno ricevuto il riconoscimento Unesco di Patrimonio Mondiale dell’Umanità.  

AperiSocial è aperto a tutti. Chiunque potrà partecipare, facendo domande o lasciando commenti in diretta: sarà sufficiente collegarsi al profilo Instagram @cadelpoggio.it. Hashtag di riferimento, ovviamente, #iostoacasa.   

CA’ DEL POGGIO, DOVE IL PROSECCO INCONTRA IL MARE

C’è il Prosecco. E c’è il mare. Ca’ del Poggio Ristorante&Resort a San Pietro di Feletto, nel Trevigiano, coniuga alla perfezione le due anime della famiglia Stocco. Quella marinara, che ha portato Fortunato e la moglie Maria Stella ad affrontare una qualificata esperienza di ristorazione a Bibione, prima di trasferirsi a San Pietro di Feletto. E quella collinare, interpretata dai figli Alberto e Marco, che, con l’aiuto dei genitori, hanno fatto propria la tradizione familiare, rivisitandola con un tocco di modernità ed eleganza.

Ca’ del Poggio Ristorante&Resort è aperto a San Pietro di Feletto, lungo la Strada del Prosecco Superiore Docg, dal 18 ottobre 1994, e da allora incontra il crescente favore di una clientela raffinata ed esigente. Se il panorama sui colli del Prosecco che si ammira dalle sale del Ristorante Relais Ca’ del Poggio va dritto al cuore, il palato degli ospiti della famiglia Stocco è deliziato da una cucina marinara che, grazie alla creatività degli chef Marco Stocco e Vincenzo Vairo, si è ormai imposta all’attenzione dei più severi gourmet.

Molto conosciuto nell’ambiente sportivo – in via dei Pascoli, unica salita certificata dalla Federazione Ciclistica Italiana, ribattezzata Muro di Ca’ del Poggio e gemellata con il Muro di Grammont e il Mûr-de-Bretagne, sono transitate le edizioni 2009, 2013, 2014 e 2017 del Giro d’Italia, il Campionato Italiano Professionisti del 2010 e l’edizione 2018 del Giro d’Italia Under 23 – il Ristorante Relais Ca’ del Poggio dispone di 80 coperti inseriti in un ambiente elegante e al tempo stesso familiare, in cui Alberto Stocco e i suoi collaboratori fanno sentire gli ospiti come a casa loro.

Dal maggio 2013, l’offerta turistica di Ca’ del Poggio è arricchita dall’Hotel Villa del Poggio, una struttura dotata di ogni comfort (e con una meravigliosa terrazza panoramica) che si integra alla perfezione con l’ospitalità offerta dal ristorante, trasformando quest’angolo della Marca Trevigiana – a 60 km da Venezia – in una specie di paradiso per una clientela che ama immergersi nell’atmosfera rilassata ed elegante delle colline del Prosecco. Nelle vicinanze sono disponibili campi da golf e da equitazione, oltre a percorsi naturalistici da esplorare a piedi o con le mountain bike messe a disposizione dall’hotel, per una vacanza all’insegna del benessere e del relax.  

Nei dintorni si sviluppa inoltre il Sentiero di Papa Giovanni XXIII, un percorso di meditazione, pace e spiritualità dedicato alla memoria del “Papa Buono”, che, quand’era ancora Patriarca di Venezia, amava ritirarsi tra le colline di San Pietro di Feletto per riposarsi e ritemprare lo spirito. 

Le ricerche del cardinale Loris Francesco Capovilla, storico segretario personale di Angelo Giuseppe Roncalli sin dagli anni veneziani, e di don Nilo Faldon, insigne storico locale, unite alla testimonianza della gente del luogo, hanno permesso di definire i luoghi toccati dall’abituale cammino del futuro san Giovanni XXIII durante i suoi soggiorni a San Pietro di Feletto, dove esiste anche una millenaria Pieve visitata ogni anno da migliaia di fedeli.




LUGANA DOC UNA DENOMINAZIONE IN CONTINUA CRESCITA

Ottimi risultati dagli Stati Uniti con un +15% di bottiglie vendute sul 2018.

Il Consorzio di Tutela: intensificare la promozione

 Peschiera del Garda, 31 gennaio 2020 – Cresce il Lugana nei mercati mondiali e chiude l’ultima campagna di commercializzazione con un +27% sull’anno precedente, raggiungendo le 22 milioni di bottiglie vendute. La DOC conferma ancora una volta il proprio primato dell’export, con oltre il 70% di imbottigliato che oltrepassa il confine e quote maggioritarie da attribuire ancora una volta alla capolista Germania e agli Stati Uniti.

Ma sono soprattutto gli USA a mostrare per la DOC performance senza precedenti, con un +15% di bottiglie importate rispetto al 2018, e a confermarsi quindi come mercato di maggior potenziale e interesse per le esportazioni vinicole del Lugana, che continua a guardare a ovest senza timore e anzi con fiducia e ottimismo. Il Consorzio di tutela ha infatti deciso di aumentare gli investimenti e intensificare le iniziative promozionali che interesseranno le principali piazze del vino degli States, da New York a San Francisco, da Seattle a Denver, da Miami a Boston. Certamente preoccupa il tema dazi, che rischia di diventare un conto molto salato anche per i produttori gardesani, in una situazione che a tutti gli effetti mina l’intero comparto vinicolo continentale. E il discorso vale soprattutto per il vino italiano, che resta tra i vini imbottigliati più richiesti dal consumatore medio statunitense. La temporanea tregua raggiunta in questi giorni tra USA e Francia ci fa sperare” afferma il Direttore del Consorzio Andrea Bottarel, e continua “la tendenza sembra infatti quella di prendere il giusto tempo per raggiungere accordi che tutelino i reciproci interessi, come nel caso Brexit. Il vino italiano esportato in USA e UK muove di fatto un indotto importante anche per gli operatori del settore dei paesi di destinazione. È doveroso essere prudenti, ma sarebbe altresì controproducente arrestare ora la promozione in un momento di effettiva crescita.

Ettore Nicoletto

La DOC Lugana non registra soltanto un trend di vendite decisamente positivo, ma anche in termini di posizionamento guadagna il podio per essere il vino bianco italiano con il prezzo medio allo scaffale più alto sfiorando quota 8 Euro a bottiglia, con un aumento del 35,7% in valore e del 31% in volume sull’anno precedente (dinamica che in effetti ha interessato l’intero comparto, provocando cambiamenti significativi nei trend di acquisto nazionali e internazionali). Un grande obiettivo per il Consorzio, che proprio negli ultimi mesi si è esposto in favore di interventi e comportamenti, da parte di ogni attore della filiera produttiva, che salvaguardassero ed aiutassero ad aumentare il valore economico della Denominazione Lugana.  Dichiara il Presidente Ettore Nicoletto siamo soddisfatti dei risultati e pronti ad affrontare la prossima campagna in un clima di serenità commerciale, in un mercato che si prospetta equilibrato, a fronte anche delle misure di governo richieste e messe in atto in vista dell’ultima vendemmia”.

Infine il Consorzio del Lugana apre il programma promozionale 2020, come sempre ricco e variegato, al fianco di Slow Wine, nell’ambito degli apprezzati tour che portano l’eccellenza vitivinicola italiana nel mondo, precisamente il 3 febbraio a Monaco di Baviera e dal 18 al 25 febbraio negli Stati Uniti. Il Lugana torna in scena agli immancabili appuntamenti con Prowein a marzo e Vinitaly ad aprile, per proseguire a maggio con due masterclass aperte a stampa ed operatori ad Amburgo e Vienna – che si aggiungono a due panel di degustazione in collaborazione con la rivista di settore di lingua tedesca Vinum – e con la London Wine Fair (UK). Il primo e intenso semestre di attività della Denominazione del Garda si chiuderà con l’attesa kermesse itinerante dedicata esclusivamente al Lugana, declinato in tutte le sue tipologie, Armonie Senza Tempo, che quest’anno ha scelto come proscenio l’eclettica e dinamica piazza di Milano.

 




VINETIA 2020: LA GUIDA VINI DEL VENETO DI AIS RADDOPPIA

Alla consueta edizione digitale quest’anno si affianca una nuova versione cartacea. Un carnet di viaggio per enoturisti con 432 aziende e 2203 etichette recensite

Vinetia, la guida ai vini veneti di AIS Veneto, diventa per la prima volta cartacea dopo sette anni di vita digitale. È questa la novità della nuova edizione presentata durante la Conferenza stampa ufficiale di venerdì 22 novembre al Circolo Ufficiali Castelvecchio, in occasione del 53° Congresso Nazionale AIS di Verona, in programma da venerdì 22 a domenica 24 novembre. Un carnet di viaggio, un pezzo da collezione acquistabile da tutti al prezzo di copertina di 60 euro, che vuole essere molto di più della solita guida ai vini: un vero strumento nelle mani dell’enoturista per viaggiare all’interno della regione alla scoperta di territori, vini, prodotti tipici e personaggi.
“L’ambizione – dichiara Marco Aldegheri, presidente AIS Veneto – è quella di diventare un riferimento per appassionati, operatori e importatori che necessitano di uno strumento in grado di elaborare con un linguaggio contemporaneo un nuovo racconto del vino veneto”.
L’obiettivo di Vinetia 2020 è coniugare la potenzialità dello strumento digitale e il piacere dello sfogliare un libro, creando una perfetta sinergia tra online e offline. Un volume impreziosito dal contributo di autori di spicco del panorama editoriale, che diventa un perfetto biglietto da visita per chi vorrà raccontare la propria terra. I lettori sono accompagnati per mano a scoprire il Veneto dal racconto delle vigne di Maria Grazia Melegari, all’itinerario fra luoghi da visitare e cantine di Emanuela Pregnolato; dai prodotti tipici e le ricette di Morello Pecchioli ai ritratti di personaggi importanti per l’enogastronomia veneta di Antonio di Lorenzo. Il tutto con il supporto del racconto fotografico di Giò Martorana.
Continua la sua vita anche la guida online (www.vinetia.it), curata da Giovanni Geremia e forte di più di duemila vini degustati dalle commissioni nel corso del 2019, che hanno permesso di inserire nella versione digitale più di 400 cantine di tutto il territorio veneto.
Ogni anno, infatti, un gruppo di degustatori esperti esamina i vini di oltre 400 aziende, elaborando per ciascuno una scheda analitica, abbinandovi una pietanza e mettendo a disposizione le valutazione delle ultime 3 annate. Un lavoro capillare che sfrutta tutte le potenzialità dello strumento digitale, dai filtri di ricerca alla geolocalizzazione, dalla traduzione in 6 lingue straniere ai suggerimenti dei ristoranti.
Vinetia prevede anche una serie di riconoscimenti per i vini che più hanno impressionato i degustatori. Il premio più ambito resta il Premio Fero, dal nome del ferro di prua della gondola, che viene assegnato ogni anno alle eccellenze enologiche scelte dai Sommelier di AIS Veneto. Sette le categorie individuate nel corso degli anni e altrettante le cantine premiate. Per questa edizione il miglior spumante Metodo Charmat è il Vecchie Viti 2018 di Ruggeri, il miglior spumante Metodo Classico il Merum 2012 di Sacramundi, il miglior vino rosato l’Ico di De Bacco, il miglior vino bianco il Lugana Superiore 2001 di Ca’ Lojera, il miglior vino rosso La Bandina 2016 di Tenuta Sant’Antonio, il miglior vino rosso da invecchiamento il Capo di Stato 2015 di Loredan Gasparini e per finire il miglior vino da dessert è il Torcolato 2014 dell’azienda Firmino Miotti.




UN MERCOLEDÌ DA VIGNAIOLI 2019: DODICI LOCALI IN LOMBARDIA DOVE CONOSCERE LA FIVI

Aspettando Il Mercato dei Vini di Piacenza, il 23 ottobre degustazioni e cene nei Punti di Affezione FIVI. A Milano, appuntamento a La Sala del Vino e all’Enoteca El Vinatt

Sono dodici i Punti di Affezione FIVI che ospiteranno la terza edizione di Un Mercoledì da Vignaioli, il progetto nato per raccontare ad appassionati, ristoratori e sommelier la realtà dei Vignaioli Indipendenti FIVI. Tra questi, a Milano la serata si svolgerà a La Sala del Vino e all’Enoteca El Vinatt
L’evento in programma il 23 ottobre 2019 si svolgerà quest’anno in 48 locali ed enoteche, in 12 diverse regioni d’Italia, che propongono prevalentemente i vini di produttori FIVI avvalendosi quindi della denominazione di Punti di Affezione. La serata, con degustazioni o abbinamenti vino-cibo, sarà condotta in ogni sede da due Vignaioli Indipendenti. A loro il compito di presentare i 5 vini in assaggio, rigorosamente prodotti da altri produttori FIVI, e di raccontare il mondo della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti che riunisce oltre 1200 vignaioli in tutta Italia. Il vignaiolo FIVI è colui che cura personalmente tutte le fasi di realizzazione del proprio prodotto, dalla vigna al bicchiere.
Tra i locali coinvolti in Lombardia, La Sala del Vino, a Milano, proporrà dalle ore 19 un apertivo una degustazione di vini, che saranno presentati da Matteo Maggi e da Alessio Brandolini, vignaioli in Lombardia. All’Enoteca El Vinatt si terrà una degustazione, dalle 17.30 alle 19.30, condotta da Mattia Bellinzona, vignaiolo in Piemonte, e da Carla Pacelli, vignaiola in Calabria.

Un Mercoledì da Vignaioli è l’evento che annuncia, esattamente un mese prima, il Mercato dei Vini della FIVI, in programma dal 23 al 25 novembre a Piacenza Expo, giunto quest’anno alla nona edizione. Tutti i partecipanti alla serata riceveranno in omaggio un biglietto per l’ingresso al Mercato.

Per maggiori informazioni, la lista dei ristoranti e i contatti per prenotare: www.mercatodeivini.it/un-mercoledi-vignaioli

LOCALI E PROPOSTE:

La Sala del Vino, Milano

Aperitivo degustazione alle ore 19
Vignaioli presenti: Matteo Maggi di Colle del Bricco (Pavia) e Alessio Brandolini di Brandolini (Pavia)
Vini:
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro – Cavaliera (Emilia Romagna)
Prosecco Col Fondo – Bele Casel (Veneto)
Brut Valdobbiadene – Col del Sas (Emilia Romagna)
Brut – Corte Fusia (Lombardia)
Pas Dosè 2014 – Torre dei Beati (Abruzzo)
Info: lasaladelvino@gmail.com

Enoteca El Vinatt, Milano
Degustazione dalle 17.30 alle 19.30
Vignaioli presenti: Mattia Bellinzona di Terre di Sarizzola (Tortona) e Carla Pacelli di Pacelli (Catanzaro)
Vini:
Della Casa Montello Venegazzù 2013 – Loredana Gasparini (Veneto)
Petite Arvine vigne Rovettaz 2017 – Grosjean (Valle D’Aosta)
Bolgheri Rosso 2017 – Le Macchiole (Toscana)
Verdeca Orange Wine 2017 – Polvanera (Puglia)
Fior D’Arancio Colli Euganei – La Montecchia (Veneto)
Info: www.elvinatt.it

Il tuo vino, Brescia
Degustazione con assaggi dalle 18.30
Vignaioli presenti: Giulio Barzanò di Il Mosnel (Brescia) e Enrico Angeli di Concarena (Brescia)
Vini:
Umbria Vermentino – Santo Iolo (Umbria)
Valtellina superiore DOS BEL 2016 – Folini Francesco (Lombardia)
Spumante Ancestrale Terrebianche Met.Class Extra Brut BIO 2016 – Terraquilia (Emilia Romagna)
Bonarda Oltreopò Pavese Frizzante DOC 17 La Grangia – Monteolio (Lombardia)
Valtenesi chiaretto doc – Az. Agr. Le Chiusure (Lombardia)
Info: www.iltuovino.biz

In vino veritas sas, Carate Brianza (MB)
Degustazione dalle ore 21
Vignaioli presenti: Gianluca Cabrini di Tenuta Belvedere (Pavia) e Michele Ciani di Aquila del Torre (Udine)
Vini:
Rivatonda 2016 – azienda agricola Calalta (Veneto) 0
A vento e sole 2015 – azienda agricola Podere Alberese (Toscana) 0
Diversamente bianco 2015 – Tenuta del Conte (Calabria) 0
Marina – San Lurins (Lombardia)
Lacrima Christi – Cantine Matrone (Campania) 0
Info: invinoveritas.snc@gmail.com

Ristorante Barrique, Pavia
Cena e degustazione alle ore 20.30
Vignaioli presenti: Riccardo Riccardidi Brandolini Pietro (Pavia) e Michele Fino di Cascina Melognis (Cuneo)
Piatti:
Tris di tartare: Pesce spada, tonno e salmone con maionese allo zafferano
Risotto con Castelmagno d’Alpeggio e pere
Ossobuco di vitello, purè di patate e funghi trifolati
Torta al cioccolato Barrique
Vini:
Villa Marone passito 2014 – Bisi (Lombardia)
Kypra Verdicchio dei Castelli di Jesi 2017 – Cà Liptra (Marche)
Timorasso Derthona 2017 – Oltretorrente (Piemonte)
Francamente Meneinfischio 2017 – Marabino (Sicilia)
Serra del Prete 2015 – Musto Carmelitano (Basilicata)
Info: www.barrique-pavia.com

Enoteca i Crespi, Pavia
Degustazione con stuzzichini vari dalle 18.30
Vignaioli presenti: Matteo Ellena di Ellena Giuseppe (Cuneo) e Adriano Moretti di Bajaj (Cuneo)
Vini:
Spumante Cruasé – Pietro Torti (Lombardia)
Soave Grisela – Cantine Tessari (Veneto)
Brico San Michele (Timorasso) – Claudio Mariotto (Piemonte)
San Donè (chardonnay) – Marco Vercesi (Lombardia)
Iuno (cabernet franc) – Cantina De Santis (Lazio)
Info: enrico.crespi51@gmail.com

Bar Trattoria Naviglio, San Zeno Naviglio (BS)
Cena e degustazione
Vignaioli presenti: Stefano Pizzamiglio di La Tosa (Piacenza) e Lino Marengoni di Marengoni (Piacenza)
Piatti:
Prosciutto Crudo, coppa, insalata di pomodorini e mozzarelle, moscardini con piselli, tartelletta con patè di fegato di coniglio, frittata
Risotto acciughe, olive taggiasche e capperi
Guancialino con funghi
Crostata
Vini:
Fulvio Beo – Cantina Ca’ Rugate (Veneto)
Graminè – Longariva (Trentino Alto Adige)
Bianco Beneventano – Simone Giacomo (Campania)
Refosco Dal P. R. – Borgo Delle Oche (Friuli Venezia Giulia)
Anarchia Costituzionale – Vigneti Massa (Piemonte)
Info: franco-gentilini@alice.it

Enoteca i 5 frati, Soncino (CR)
Cena e degustazione a partire dalle 20
Vignaioli presenti: Gigi Nembrini di Corte Fusia (Brescia) e Laura Zonin di Villa Picta (Mantova)
Produttori:
Spadafora (Sicilia)
Olivini Famiglia (Lombardia)
Tenuta Il Falchetto (Piemonte)
Ronco Calino (Lombardia)
Fattoria di Petrognano (Toscana)
Info: www.soncino.org
Enoteca Cremona, Cremona
Degustazione
Vignaioli presenti: Alberto Passerini di Il Molino di Roverscala (Pavia) e Mariolina Bolzoni di Tollara (Piacenza)
Vini:
Franciacorta Dosaggio Zero – Giuseppe Vezzoli (Lombardia)
Timorasso – Oltretorrente (Piemonte)
Blauburgunder – Hadeburg (Trentino Alto Adige)
Kepos – Ampeleia (Toscana)
Etna Rosso – Palmento Costanzo (Sicilia)
Info: www.enotecacremona.it

Hotel ristorante Camino di Galli Luca, Livigno (SO)
Degustazione alle ore 20.00
Vignaioli presenti: Isabella Pellizzatti di Arpepe (Sondrio) e Marco Fay di FAY (Sondrio)
Vini:
Pinot 64 brut cantina – Calatroni (Lombardia)
Valtellina Superiore Pettirosso – Cantina AR.PE.PE (Lombardia)
Sforzato Ronco del Picchio – Cantina Fay (Lombardia)
Pinot Bianco – Cantina Popphof (Trentino Alto Adige)
Recioto valpolicella classico – Cantina Brigaldara (Veneto)
Info: www.hotelcamino.it

Trattoria Consolini, Travagliato (BS)
Cena con degustazione alle ore 20.00
Vignaioli presenti: Diletta Nember di Cavalleri (Brescia) e Paolo Ghislandi di I Carpini (Brescia)
Piatti:
Lingua salmistrata artigianale alla piastra
Tzatziki e barbabietola
Zuppetta autunnale zucca, porcini e finferli
Lasagna al ragù di cavallo
Gulasch di manzo alla trentina con polenta rustica
Tortionata lodigiana
Vini:
Metodo Classico Rose’ Brut Sboccatura 2018 – Az. Agricola Avezza (Piemonte) 0
Barbera D’asti Superiore Docg “La Cappelletta” 2015 – Cascina Barisel (Piemonte)
Passito Igt “Re Davide” – Dama Del Rovere (Veneto)
Robi e Robi 2015 – L’Armangia (Piemonte)
La Lippa 2018 – La Gironda (Piemonte)
Info: trattoriaconsolini@gmail.com

Colombo&Marzoli Caffe con Cucina, Varese
Cena e degustazione alle ore 20.00
Vignaioli presenti: Stefano Calatroni di Calatroni (Pavia) e Giuseppe Tosi di Tosi (Pavia)
Piatti:
Crudo di gamberi rossi, zucca e bottarga
Panino con baccalà, testina di vitello e salsa verde
Riso al parmigiano con faraona
Pancia di maiale laccata alla camomilla con purea di carote
Torta soffice di castagne fresche
Vini:
Brut Blanc de Blancs – Cavalleri (Lombardia)
Malvasia Donna Luigia – Torrefornello (Emilia Romagna)
Recioto Valpolicella Classico – Antolini (Piemonte)
Pinot nero – Brunnenhof
Refosco – Venica e venica
Info: www.colomboemarzoli.com




Settembre Gastronomico: dal 23 al 29 settembre, grande chiusura con Parmigiano Reggiano DOP e pasta

 

Un ricco calendario di appuntamenti, tra il centro cittadino e il territorio parmense, reso possibile dalla collaborazione con il Consorzio del Parmigiano Reggiano e con Barilla. Previste visite guidate al Pastificio Barilla, al Museo della Pasta e in vari caseifici, con l’originale format “I pranzi in caseificio”. Piazza Garibaldi ospiterà showcooking, il Pasta Party e talk show sul tema della biodiversità del Re dei Formaggi.

Parma, 20 settembre 2019 – Si avvia a conclusione “Settembre Gastronomico” la kermesse dedicata alla cultura del cibo promossa da Comune di Parma e Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy, sotto la regia di Parma Alimentare e di “Parma, io ci sto!”. Grandi protagonisti dell’ultima settimana della manifestazione, da lunedì 23 a domenica 29 settembre, saranno due prodotti che nel mondo sono sinonimo dell’eccellenza della Food Valley Parmense: la DOP Parmigiano Reggiano e la pasta. Molto ricco il calendario di eventi, organizzati in collaborazione con il Consorzio del Parmigiano Reggiano e con Barilla.

Se i Portici del Grano, nel cuore della città ducale, rimarranno il fulcro di “Settembre Gastronomico”, molte attività saranno diffuse sul territorio parmense: la logica è quella di portare foodie e turisti direttamente nei luoghi dove nascono il Re dei Formaggi e la pasta secca più celebre al mondo. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano propone il format “I pranzi in caseificio, che vuole essere un assaggio del weekend “Caseifici Aperti”, in programma sabato 5 e domenica 6 ottobre: pagando una quota compresa tra 25 e 30 euro, agli ospiti di “Settembre Gastronomico” verrà offerta la possibilità di effettuare una visita guidata in caseificio, per scoprire i segreti di una lavorazione millenaria, e di pranzare tra le forme di Parmigiano Reggiano, degustando anche varie stagionature della DOP. Si parte il 23 settembre al Caseificio Ugolotti, di Parma; gli appuntamenti successivi sono al Caseificio Santo Stefano di Basilicagoiano, il 24 settembre, al Caseificio Iris, di Lesignano de’ Bagni, il 27 settembre, e al Caseificio Ciao Latte, di Noceto, il 29 settembre. Per info e prenotazioni, il riferimento è lo IAT di Parma, in Piazza Garibaldi: è attivo il numero verde 800.977925.

Il Pastificio Barilla, il più esteso al mondo (occupa una superficie di 150.000 mq e ha una capacità produttiva di 330.000 t di prodotti finiti), considerato una best practice a livello planetario in materia di sostenibilità, aprirà invece le sue porte a foodie e turisti giovedì 26 settembre: previsti tre turni di visita, alle h 9:00, alle h 11:00, alle h 14:30, ognuno fino a un massimo di 40 partecipanti. Si tratta di un’opportunità unica di visitare un impianto – il cui nucleo originario risale al 1969 – che produce oggi 103 differenti formati di pasta, tra pasta di semola, all’uovo e ripiena, e che garantisce lavoro a oltre 580 dipendenti diretti, organizzati su 3 turni, 7 giorni alla settimana.

Barilla ha studiato un’offerta ad hoc anche per gli amanti della dimensione più culturale del cibo. In particolare, mercoledì 25 settembre (h 9:00, h 10:00 e h 11:00) sarà possibile visitare la biblioteca gastronomica di Academia Barilla, con il suo corpus di 12.000 libri, tra ricettari generali e tematici e volumi sulla storia e sulla cultura del cibo, mentre lunedì 23 (h 8:30, h 10:00 e h 11:00 per gli studenti; h 16:00 e h 17:00, per tutti) e domenica 29 settembre (h 11:00, h 12:00, h 16:00 e h 17:00) sono in programma visite guidate gratuite al Museo della Pasta, a Collecchio. Nel caso degli eventi promossi da Barilla, è necessario prenotarsi su VivaTicket.it.

Per chi preferisce rimanere in città e orbitare in Piazza Garibaldi, la lista degli appuntamenti è lunga. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano proporrà una serie di incontri che avranno come fil rouge il tema della biodiversità: verranno proposti focus sul Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” e su alcune delle diverse razze di bovina da cui proviene il latte con cui viene prodotto il Re dei Formaggi. Più precisamente, gli approfondimenti saranno sulla bianca modenese (presidio Slow Food) e sulla rossa reggiana. I caseifici coinvolti saranno il Caseificio Santa Rita Bio (mercoledì 25 settembre), che proporrà una degustazione in abbinamento con pere modenesi e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, il Caseificio Gennari (giovedì 26 settembre), con un wine pairing in collaborazione con l’Azienda Agricola Palazzo, e il Caseificio Val d’Enza (sabato 28 settembre), che proporrà abbinamenti tra il Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna” e i mieli e le conserve dell’Azienda Agricola Il Bafardel. Tutti questi talk show avranno inizio alle h 18:30 nello Spazio Agorà, sotto i Portici del Grano.

Venerdì 27 settembre, dalle 19:00 alle 23:00, Barilla dà invece appuntamento a tutti in Piazza Garibaldi, per un Pasta Party gratuito, che sarà l’occasione per celebrare un piatto simbolo dell’italianità a tavola. L’evento sarà curato dai Volontari di Protezione Civile Barilla e reso possibile dall’impiego delle attrezzature della Colonna Mobile d’Emergenza, solitamente utilizzate per garantire la preparazione e la somministrazione di alimenti a favore delle popolazioni colpite. La scelta della data non è casuale: il 27 settembre, infatti, è il giorno del Pastaria Festival. Parma accoglierà i protagonisti del comparto produttivo della pasta, per un momento di formazione e aggiornamento professionale sulle attività legate alla produzione di pasta: in programma convegni, workshop, laboratori e presentazioni.

Per chi vede in “Settembre Gastronomico” l’occasione per scoprire nuove e originali proposte di abbinamento in cucina, meritano una segnalazione due showcooking a tema pasta, entrambi con inizio alle h 18:30 nello Spazio Agorà sotto i Portici del Grano: il primo è previsto martedì 24 settembre e vedrà impegnato ai fornelli lo chef Rocco Stabellini, Ristorante “Al Bambù”, presso il Labirinto della Masone, il secondo è in calendario domenica 29 settembre e sarà curato da chef Andrea Nizzi, Ristorante “12 Monaci”. Sempre la pasta, con proposte gourmet sospese tra tradizione e innovazione sarà protagonista della cena organizzata sabato 28 settembre da Barilla al Ristorante “Parmigianino” del Grand Hotel de La Ville. La firma creativa sul menu sarà quella di chef Roberto Conti, arrivato lo scorso maggio a Parma, dopo aver riportato la stella Michelin al Ristorante “Trussardi alla Scala” di Milano.

Il programma della settimana conclusiva di “Settembre Gastronomico” sarà completato da una masterclass a tema Pasta e Parmigiano Reggiano DOP, curata a quattro mani da Barilla e Consorzio del Parmigiano Reggiano: l’appuntamento è per martedì 24 settembre, alle h 9:30, in Academia Barilla. A fare da relatore, raccontando la storia di queste due eccellenze e proponendo un focus sui valori nutrizionali e sulla corretta alimentazione, sarà il dr. Luca Bottoni, nutrizionista sportivo.

Per tutta la settimana, il Bistrò Parma sarà attivo dalle 10:30 alle 22:00. La curatela gastronomica è di Parma Quality Restaurants, che sarà affiancata, per quanto riguarda i dessert, dalla Pasticceria Luca Ori, di Noceto.

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Promosso dal Comune di Parma e dalla Fondazione Parma UNESCO City of Gastronomy, nel quadro delle attività di Destinazione Emilia, sotto la regia di “Parma io ci sto!” e Parma Alimentare, “Settembre Gastronomico” si propone di valorizzare le eccellenze gastronomiche della Food Valley parmense e di promuovere il brand Parma come destinazione turistica foodie per l’intero mese di settembre. È il risultato della collaborazione tra Istituzioni, Consorzi di Tutela e importanti aziende alimentari. Main partner: Barilla, il Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP, il Consorzio del Prosciutto di Parma DOP, Delicius Rizzoli, Isola d’Oro, Mutti, Parmalat, Rizzoli Emanuelli, Rodolfi Mansueto e Zarotti. Main sponsor: BMW, Esselunga. Sponsor: Acqua di Parma, Coppini Arte Olearia, Ó Luxury. Sponsor tecnici: Bormioli Luigi, Bormioli Rocco, Acqua Panna- S. Pellegrino, Ceretto, Consorzio di Tutela dei Vini Colli di Parma DOC e Veuve Clicquot. Consulenza gastronomica: ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, ChefToChef Emilia-Romagna Cuochi, Parma Quality Restaurants e AIS Parma. In collaborazione con: Giocampus, Verdi Off – Teatro Regio di Parma, Ascom e Confesercenti.




The Best Chef Award: tutto pronto a Barcellona per la 3° edizione

Dodici chef italiani in lizza per la finale mondiale

Novità 2019: Area Talks, Food meets Science. Ospiti di grande spessore, da David Munoz a Virgilio Martinez, da Grant Achatz all’italiano Davide Oldani

Tutto pronto per la terza edizione di The Best Chef Award, la parata di stelle nel mondo dell’alta cucina che quest’anno volerà a Barcellona nella sede della storica Università catalana.

Grande novità per l’edizione 2019 è l’approfondimento proposto dagli organizzatori della grande kermesse internazionale con un focus sulle relazioni tra Scienza e alimentazione.

al centro Christian Gadau – direttore di The Best chef . ediizone 2019

Una complessa e articolata Area Talks caratterizzerà la due giorni prevista a Barcellona per espressa volontà del direttore creativo di The Best Chef, Christian Gadau, che ha voluto che, in linea con le discussioni mondiali, “Food meets Science” diventasse un contenitore di confronto e di narrazione di esperienze. “Abbiamo creato Area Talks per avvicinare la nostra comunità e la nuova generazione di foodies e chef coinvolti nel programma dell’evento The Best Chef Awards – spiega Cristian Gadau. Discussioni su argomenti attuali mostrano che c’è molto di più per la gastronomia che portare il sapore perfetto per il piatto perfetto. Con Area Talks, vogliamo fare luce sull’approccio, sui motivi e le insidie che fanno grandi questi personaggi”.

Area Talks: cibo per nutrire la mente

Oltre alla già annunciata conferenza Food Meets Science (lunedì 23 settembre)

e la serata di gala dei Best Chef Awards (martedì sera, 24 settembre), The Best Chef organizza la tavola rotonda di Area Talks.

Università di Barcellona

Una kermesse con nomi internazionali e multidisciplina. A moderare gli incontri la giornalista Eleonora Cozzella e lo chef Jonathan Zandbergen. Il primo talk della mattina sarà dedicato alle coppie nella ristorazione: interverranno Virgilio Martínez (Central) e Pia León (Kjolle) e Christophe Hardiquest, chef di Bon Bon Bon a Bruxelles, che parleranno della ricetta segreta per creare un buon equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. A seguire, Eckart Witzigmann, legendario chef Austriaco, che parlera di evoluzione della gastronomia nel corso degli ultimi 20 anni, David Muñoz, chef spagnolo contemporaneo di Diverxo, che parlerà della gastronomia contemporanea e della sua filosofia d’avanguardia. Per la sezione Foodies i prescelti sono: Kristian Thomsen Brask (Bon Vivat), Antonio Coelho (Lasarte) and Anais Cancino (The Wineteller). Ad accomunarli la passione per il cibo e il vino che farà discutere sul ruolo dei foodies nel mondo della gastronomia e dell’interazione tra loro e i migliori chef. Thomas Bühner (chef dell’ex La Vie) e Henrique Sa Pessoa (chef di Alma e lo show ‘Ingrediente Secreto’) e Roberto Rossi (Il Silene) si interrogheranno sulle alternative professionali per gli chef oltre alla vita del ristorante. Patricia Dias (Chefs Agency), Floriano Pellegrino (IG: florianopellegrino, brosuniverse, metaprogetto.fun), Luigi Partipilo (Bros’), Daniel Watkins (IG: chefdanielwatkins), Sarah De Hondt and Adriaan van Looy (Supermoon, Hungry for More), Grégoire Berger (IG: Gregoire.ossiano) saranno i relatori internazionali delle agenzie di PR e marketing e dei ristoranti che saliranno sul palco per spiegare l’importanza di una buona comunicazione.

The Best Chef Awards: la Top 100 dei finalisti per il 2019

The Best Chef Awards ha annunciato i finalisti della Top 100 per il 2019, dopo aver esaminato i voti degli chef e dei professionisti del settore. Quest’anno i paesi con il maggior numero di nominati sono: Francia, Italia e Spagna.

Per l’Italia: Massimiliano Alajmo, Andrea Aprea, Enrico Bartolini, Massimo Bottura, Enrico Crippa, Antonio Guida, Norbert Niederkofler, Davide Oldani, Floriano Pellegrino, Christian Puglisi, Niko Romito e Mauro Uliassi.

La lista completa è disponibile su https://www.thebestchefawards.com/finalists

Il galà di premiazione con l’annuncio dei vincitori del 2019 si terrà presso l’Università di Barcellona in collaborazione con l’Agenzia del Turismo della Catalogna.