Merano WineFestival 2020: è aperta esclusivamente online la vendita dei biglietti. Pubblicata anche la lista degli espositori presenti

Aperta da oggi la vendita dei biglietti per partecipare alla 29^ edizione di Merano WineFestival. Cinque giorni, dal 6 al 10 novembre, ricchi di iniziative e grandi novità per celebrare e degustare le grandi eccellenze enogastronomiche italiane premiate dalla guida The WineHunter Award, il premio assegnato da The WineHunter Helmuth Köcher.

Merano, 18 settembre 2020 – Apre la vendita online dei biglietti giornalieri e degli abbonamenti alla 29^ edizione di Merano WineFestival back to the roots, che si terrà dal 6 al 10 novembre prossimi a Merano. Un’edizione fortemente rinnovata nelle modalità e nell’organizzazione, pur senza stravolgere il format originale e anzi, tornando alle origini di quel lontano 1992 quando si è scritta la storia dell’evento wine&food più glamour.
 
I biglietti prevedono che il visitatore acquisti un ticket giornaliero diviso in due fasce orarie: la prima dalle 9,00 alle 13,30 e la seconda dalle 14,30 alle 19,00. Da venerdì a lunedì sono acquistabili due tipologie di biglietto, il TICKET 1 che consente l’accesso al Kurhaus la mattina e alla GourmetArena e Hotel Terme il pomeriggio, e il TICKET 2 che prevede l’ingresso alla GourmetArena e all’Hotel Terme la mattina e al Kurhaus il pomeriggio. Per martedì 10 novembre l’ingresso al Kurhaus è unico e con orario 10,00 – 16,00. Oltre ai biglietti giornalieri vi è la possibilità di acquistare degli abbonamenti nelle giornate 7-8 e 9-10 novembre. Per WineHunter Hotel Safari l’ingresso è consentito per tutto il giorno e segue le linee guida legali degli hotel. I biglietti sono acquistabili esclusivamente online, durante la manifestazione non vi sarà alcuna biglietteria attiva in loco. Quest’anno il Kurhaus e la GourmetArena non sono collegati e hanno ingressi separati; gli ingressi agli spazi espositivi potrebbero essere contingentati in caso del raggiungimento della capienza massima consentita. L’edizione 2020 sarà caratterizzata da importanti novità in ambito digitale sia per i produttori che per i visitatori e gli utenti e un portale dedicato all’e-commerce. Confermati i classici spazi di The WineHunter Selection dedicati a Wine e Food Spirits Beer (i produttori sono divisi in session 1 venerdì e sabato e session 2 domenica e lunedì), Naturae et Purae (ogni giorno con diversi produttori, da venerdì a lunedì all’Hotel Terme Merano e martedì nel Kurhaus), The WineHunter Area (sul palco del Kursaal e in diversi hotel meranesi), Catwalk Champagne & more (con Champagne e bollicine italiane metodo classico) oltre a numerosi Showcooking digitali, WineHunter Hotel Safari (in alcuni hotel meranesi da venerdì a lunedì) e a Merano WineCitylife (fuori salone aperto a tutti in città).

Per l’acquisto dei biglietti online:
https://meranowinefestival.com/tickets/
 
Per la registrazione degli operatori di settore:
https://meranowinefestival.com/visitatori/acreddito-operatori/
 
Per conoscere la lista dei produttori presenti:
https://meranowinefestival.com/espositori-2020/

 
#meranowinefestival
#thewinehunter
#thewinehunteraward




CANTINE APERTE IN VENDEMMIA: LUNGAROTTI RIAPRE AL PUBBLICO

SABATO 19 SETTEMBRE A TORGIANO DEGUSTAZIONI E VISITE GUIDATE IN CANTINA E AL MUVIT

(Torgiano – PG, 16 settembre). Tempo di nuovi brindisi sabato 19 settembre per Lungarotti con Cantine Aperte, la storica iniziativa del Movimento Turismo del Vino che torna in occasione della vendemmia, il periodo più suggestivo dell’anno per la visita delle cantine e dei vigneti. Un segnale di ripartenza per l’azienda vitivinicola umbra che apre nuovamente le porte della sua tenuta a Torgiano con una serie di attività che riportano il vino al centro della socialità, dove gli enoappassionati avranno la possibilità di rincontrarsi per degustazioni e appuntamenti in presenza, il tutto in completa sicurezza.

 

“Il vino è da sempre simbolo di convivialità e socializzazione – ha dichiarato Chiara Lungarotti ad del Gruppo Lungarotti, – ma nei mesi scorsi il settore è stato messo a dura prova. Il digitale è stato di grande aiuto in un momento così complesso come quello che abbiamo vissuto ma non ha potuto sostituire la presenza del pubblico. Con Cantine Aperte in Vendemmia torneremo ad accogliere tutti gli appassionati per quella che si preannuncia una grande festa del vino”.

 

Si parte alle 11 di sabato 19 settembre per una visita guidata della cantina (Torgiano) a cui segue una degustazione (ore 12) di vini (L’U Brut, Torre di Giano e Rubesco) con pane e olio extravergine Lungarotti (10 euro). Stesso schema nel pomeriggio, con la visita della cantina alle 15.30 seguita un’ora dopo (ore 16.30) dalla degustazione. Possibilità anche di pranzare all’Enoteca della Cantina con menù alla carta (ore 13). Dal vino alla sua storia con l’apertura del MUVIT Museo del Vino, sempre a Torgiano, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 con ingresso ridotto a 5 euro e un calice in omaggio da degustare all’Osteria del Museo. E proprio all’Osteria uno speciale appuntamento enogastronomico: la colazione della vendemmia prevista per le 12.30, con prodotti tipici del territorio e dolci della tradizione abbinati al vino (20 euro a persona).

Per tutte le attività in programma è obbligatoria la prenotazione.




POGGIO TORSELLI: IL NUOVO CORSO CUSTODE DI UNA STORIA SECOLARE

La produzione della tenuta si declina in tre IGT e tre Chianti Classico DOCG. Vini a minimo intervento umano che raccontano un approccio olistico alla vite

Poggio Torselli inaugura un nuovo corso enologico nel Chianti Classico, adottando un’agricoltura sostenibile e rispettosa degli equilibri del territorio e delle persone che lo abitano. Testimone del cambiamento è l’annata 2017, la prima realizzata sotto la guida dell’enologo Eduardo Colapinto.
La storia della tenuta quattrocentesca si arricchisce nei secoli: si susseguono diverse famiglie della nobiltà toscana, tra cui i Machiavelli, gli Strozzi e gli Antinori, ed è ristoro di personaggi illustri quali Papa Pio VII e lo Zar di Russia Paolo I. 
Dal 1999 Poggio Torselli è proprietà della famiglia Zamparini. Da sempre appassionati di agricoltura, Laura Giordani e il marito Maurizio scorgono il grande potenziale del luogo, sebbene al momento dell’acquisto la Villa, il giardino, il parco, gli uliveti e le vigne riversino in uno stato di abbandono. Dal 1999 al 2002 vengono realizzati imponenti lavori di restauro conservativo, in particolare del giardino all’italiana
I lavori di rifacimento dei vigneti e i reimpianti si protraggono fino al 2005. Tra il 2003 e il 2004 viene edificata la cantina, dove nel 2003 si vinifica la prima vendemmia. Nei primi anni il vino è un side business della Tenuta, un prodotto tipico e artigianale del luogo da proporre ai turisti in visita al Poggio. La vera svolta enologica avviene nel 2017 quando fa il suo ingresso in Cantina l’enologo Eduardo Colapinto.
Laureato alla facoltà di agraria di Udine, nel 2011 Eduardo fa le valigie e parte per un “Erasmus nel mondo”, tra Argentina, Nuova Zelanda e, rientrato in Italia, un periodo a fianco di Jŏsko Gravner a Oslavia. L’incontro nel 2016 con gli Zamparini rivela una grande sintonia professionale e fa emergere un comune obiettivo: dare vita a prodotti esclusivi e in quantità limitata da presentare alla clientela secondo uno stile unico, curato nei minimi dettagli. Ciò traspare nel meticoloso lavoro in cantina, mirato a ottenere vini a minimo intervento umano e di alta qualità, impostando le attività come un affiancamento al lavoro che la natura di per sé compie ogni stagione, al fine di raggiungere e mantenere il suo equilibrio. Da qui la scelta di utilizzare tecniche di agricoltura biologica e biodinamica combinate a un approccio olistico alla vite, che non è vista come una pianta slegata dal contesto ma come membro di un più ampio organismo vivente. L’identità del frutto è rispettata senza alcuna aggiunta, a eccezione di una minima quantità di solfiti. Per quanto riguarda il processo fermentativo, questo avviene esclusivamente grazie a lieviti indigeni. Il vino, inoltre, sosta per lungo tempo sulle fecce, così da aumentarne la morbidezza e la complessità. La permanenza prolungata svolge una funzione protettiva del vino, permettendo di ridurre ulteriormente l’uso di solforosa. Anche l’uso del legno è poco invasivo, prediligendo botti grandi o barrique usate per far emergere il carattere originario del vitigno.
La tenuta di Poggio Torselli conta 24 ettari vitati, la maggior parte coltivati a Sangiovese e una piccola parte a uve bianche, divisa tra chardonnay, sauvignon e traminer aromatico. L’annata 2019 ha prodotto un totale di circa 50.000 bottiglie, divise in tre IGT ToscanaBizzarria bianco, rosso e rosato – e tre Chianti Classico DOCG: il Classico, la Riserva e la Gran Selezione, rispettivamente affinati per 12, 24 e 30 mesi come previsto da disciplinare.




Valle Aurina, un paradiso verde dell’Alto Adige dove ristabilire il contatto con la natura e i suoi elementi circondati da un anfiteatro di vette oltre i 3.000 m di quota

Natura incontaminata, tradizione e benessere: con i suoi 542,76 km2, la regione turistica Valle Aurina mostra il suo fascino in ogni momento dell’anno. 850 km di sentieri tematici da percorrere durante l’estate e 4 aree sciistiche per godere della montagna d’inverno, eventi enogastronomici dedicati ai prodotti locali, sorgenti d’acqua purissima e un contesto naturalistico che è sinonimo di salute e respiro. Qui, nel territorio più a nord d’Italia, i colori dell’autunno si accendono tra i Sentieri del Sole.
 
Valle Aurina (BZ), 15 settembre 2020 – smstudio srl è lieta di presentare la regione turistica Valle Aurina, la valle laterale più estesa dell’Alto Adige in cui si trova il punto più a nord d’Italia, tradizionalmente riconosciuto nella Vetta d’Italia, montagna al confine con l’Austria. Gran parte di questo territorio, circondato da ben 80 montagne oltre i 3.000 m, è compreso nel parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, caratterizzato da maestosi ghiacciai, laghi e boschi di conifere, dove si può godere della bellezza e dei benefici della natura in ogni stagione: in estate con 850 km di sentieri e in inverno con innumerevoli sport sulla neve. Un territorio che dalle vette al fondovalle propone attività all’aria aperta, eventi, tradizione e cultura, permettendo di scoprire una valle autentica che conserva le proprie radici. È con l’autunno che il suo paesaggio si accende con i colori caldi del foliage: il periodo ideale per intraprendere magiche escursioni tra i Sentieri del Sole.
 
Gli amanti dello sport possono trovare in Valle Aurina un vero e proprio paradiso verde: itinerari di diverse difficoltà portano alla scoperta del territorio e dei suoi 4 comuni (Valle Aurina, Campo Tures, Predoi e Selva dei Molini), passando per malghe immerse in suggestivi paesaggi alpini segnati anche dagli affluenti del fiume Aurino, da cui la valle trae il nome che in preromano significa “Acqua corrente”. L’acqua è infatti un elemento che caratterizza la Valle Aurina – costellata da ben 10 cascate, 35 laghi e 120 sorgenti di acqua potabile – al quale è stato dedicato un museo, oltre che percorsi tematici e trattamenti a base di questa preziosa risorsa. Con i colori dell’autunno, la Valle Aurina diventa ancora più pittoresca grazie al tipico foliage dei boschi in contrasto con cime innevate. Da non perdere in questa stagione i Sentieri del Sole, una fitta rete di percorsi che si estendono sulla parte soleggiata delle Alpi Aurine e dello Zillertal: suggeriscono escursioni che attraversano foreste, cascate, chiesette ma anche masi contadini, malghe di montagna e punti di ristoro per una pausa a base di prodotti locali. Il percorso Sunnsat, ad esempio, collega i paesi di Lutago e San Pietro, passando per le località San Giovanni, Cadipietra e San Giacomo ad un’altitudine compresa tra i 1.000 e 1.450 m di quota, tracciando un percorso storico che collega il passato con il presente. Anche l’inverno in Valle Aurina è ricco di proposte: nel comprensorio Skiworld Ahrntal, le aree sciistiche Speikboden e Klausberg vantano 74 km di piste sempre perfettamente innevate e un calendario ricco di attività ed eventi. La prima, comprende 8 impianti di risalita e offre 38 km di piste da snowboard e sci per esperti e principianti, dove campioni mondiali come Christof Innerhofer hanno mosso i primi passi sugli sci. La seconda permette di raggiungere facilmente 2.510 m di quota con la moderna cabinovia K2 a 8 posti e propone 33 km di piste per tutti i livelli di preparazione, oltre al Family Park Klausilandia. Ma non solo, il territorio della Valle Aurina è ideale anche per gli amanti dello sci di fondo, delle ciaspole, in compagnia di guide esperte, e delle camminate sulla neve. Paesaggi imbiancati che diventano palcoscenico anche di eventi natalizi: lo Speikboden ospita il suggestivo Avvento “Natale in Montagna”, mentre Klausberg porta in scena l’appuntamento internazionale Ice Games e a Riva Tures si accendono i barbecue con il contest internazionale Winter Extreme South Tyrol BBQ.
 
Grazie all’ambiente naturale incontaminato e a un’aria purissima, la Valle Aurina è una meta dedicata al benessere di corpo e mente: tra le proposte che valorizzano la salute, il Centro Climatico di Predoi che, ricavato all’interno di una storica miniera d’estrazione del rame, porta numerosi benefici alle vie respiratorie. Fortemente legata alla tradizione e alla propria cultura, la valle permette di scoprire antichi mestieri, come l’artigianato del legno a cui annualmente è dedicato un Simposio, nonché l’arte casearia che dà vita a prodotti tipici tra cui il Graukäse, “formaggio grigio” presidio Slow Food e protagonista di eventi e degustazioni. Un territorio contraddistinto dalla calorosa ospitalità altoatesina che si declina in accoglienti wellness-hotel, baite tipiche ma anche, d’inverno, caratteristici igloo di ghiaccio per trascorrere una notte speciale ad alta quota.
 
Info: dove dormire e dove mangiare in Valle Aurina.





Festa della Vendemmia 2020 a Villaggio Fontanafredda

Festa della Vendemmia 2020 a Villaggio Fontanafredda: sabato 12 e domenica 13 settembre il #GreenParty nel cuore delle Langhe patrimonio Unesco, tra buona musica, ristorazione firmata Alciati a 360°, grandi vini e intrattenimento in piena sicurezza

A Villaggio Fontanafredda nel cuore delle Langhe Patrimonio Unesco è tutto pronto per la Festa della Vendemmia, in programma sabato 12 e domenica 13 settembre con tanta musica, intrattenimento per grandi e piccini, eventi attesissimi come la pigiatura dell’uva a piedi nudi, ristorazione a 360° firmata dai fratelli Alciati e i migliori vini dall’Alta Langa al Barolo. Un vero e proprio #Greenparty che si svolgerà nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e nel segno del Rinascimento Verde di Villaggio Fontanafredda, quel desiderio di rimettere la terra al centro dell’uomo per una rinascita in piena armonia col pianeta.

Serralunga d’Alba (CN), 8 settembre 2020A Villaggio Fontanafredda torna l’attesissimo appuntamento con la Festa della Vendemmia sabato 12 settembre (dalle ore 17.00 alle 24.00) e domenica 13 settembre (dalle ore 10.00 alle 24.00). Due giornate, ad ingresso limitato e su prenotazione, all’insegna di musica, cibo, vino e intrattenimento per grandi e piccini, che avrà il suo culmine nella tradizionale pigiatura a piedi nudi dell’uva, il tutto nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. Un vero e proprio #Greenparty nel segno del Rinascimento Verde di Fontanafredda, quel desiderio di rimettere la terra al centro della vita dell’uomo, per una rinascita in piena armonia e rispetto verso il pianeta.
 
La Festa della Vendemmia 2020 propone un fine settimana ricco di attività ed eventi, organizzati in diversi punti di Villaggio Fontanafredda. Tra gli altri, DJ set e grandi ospiti selezionati grazie alla collaborazione con Fondazione Mirafiore e Attraverso Festival. Si parte nella serata di sabato 12 settembre con la musica di Tuttafuffa e di Bandakadabra e l’attesissimo live di Samuel, cantautore e co fondatore dei Subsonica sul grande palco davanti al lago. Domenica 13 settembre, spazio ai dj set di Scalabrino, Braontherocks e alla musica degli insegnati del Centro Esperienze Musicali di Alba, con gran finale firmato “EverGreen”, una novità per rivivere i più grandi successi musicali di sempre.
 
La seconda giornata della Festa della Vendemmia con il momento clou della pigiatura dell’uva, riserva al pubblico dei più piccoli una ricca animazione a cura della didattica di Eataly e gli spettacoli teatrali dei migliori artisti di strada della compagnia dei Fratelli Ochner. In programma anche lezioni di Yoga e Pilates a cura di Studio Yoga Alba, i balli a ritmo del Lindy Hop con l’ASD Swing Juice, visite guidate alle cantine insieme ai ragazzi di Fontanafredda, il Mercatino dell’artigianato, gli eventi culturali della Fondazione Mirafiore e molto altro ancora.
 
Grande rivoluzione alla Festa della Vendemmia è il food a marchio Alciati con un’offerta variegata adatta a tutti: dalla formula Guido, dedicata ai giovani under 30, all’Osteria Disguido, per una soluzione più informale, e 100VINI enoteca bar a vino e tapas; fino ad arrivare alla grande novità del pic-nic intorno al lago e lo street food gourmet. Per tutte le offerte è necessaria la prenotazione. Mentre per tutti i winelovers e gli appassionati la Festa della Vendemmia di Villaggio Fontanafredda propone una selezione di grandi vini dall’Alta Langa al Barolo: etichette che rappresentano gli oltre 120 ettari di vigneti di proprietà e l’orientamento all’agricoltura biologica. Inoltre, per i visitatori più curiosi, tasting dedicati, con la possibilità di acquistare i prodotti, che comprendono, oltre al vino, i cocktail di The Beach Green Concept Club, cocktail bar torinese e il birrificio Baladin.
 
La Festa della Vendemmia si svolge garantendo la piena sicurezza di tutti in base alle normative vigenti. Oltre all’ingresso a numero chiuso ed esclusivo per le persone con prenotazione presso i ristoranti o le attività previste, si effettua la misurazione della temperatura all’ingresso, adottando le misure previste per il distanziamento sociale, l’igienizzazione e con l’obbligo di utilizzare la mascherina.




TENUTA MAZZOLINO FESTEGGIA LA QUARANTESIMA VENDEMMIA

La Cantina di Corvino San Quirico onora un traguardo importante

 
“Il 2020? Un’annata bella ed equilibrata”, commenta Francesca Seralvo, terza generazione alla guida di tenuta Mazzolino, realtà enoica sulle colline ad ovest di Casteggio, nel cuore dell’Oltrepò. “Abbiamo iniziato la raccolta del Pinot Noir a settembre, una cosa che non succedeva dal 2014”. Una raccolta vicina alla media storica, dunque. “Complice un’estate non troppo calda e una forte escursione termica tra notte e giorno” – spiega Francesca – “che ha contribuito ad amplificare i precursori aromatici delle uve e che si traduce in vini profumati ed eleganti. E solitamente regala rossi di buona struttura”.
 
Secondo le regole della viticoltura, infatti, lo sbalzo di temperatura tra notte e giorno aumenta la qualità delle uve in generale: aumento del grado zuccherino, riduzione della degradazione acidica e aumento delle caratteristiche aromatiche.  Premesse ottime per il Pinot Noir, noto anche come l’enfant terrible dei vitigni, un’uva singolare, tra le più difficili da coltivare e da vinificare. “Un grande lavoro in vigna e in cantina”, conferma Francesca. “Fondamentali le condizioni climatiche idonee perché possa esprimere il meglio di sé e quest’anno l’Oltrepò è stato tra le poche zone non colpite da disastri metereologici”.
 
Quattro decenni di vendemmie – in 20 ettari di vigneto e una quarantina di micro-parcelle in una zona tra le più vocate per vinificare in rosso il pinot nero –. Questa la storia di Tenuta Mazzolino a partire dal 1980 quando questa avventura ebbe inizio sotto la guida, illuminata e illuminante, di Enrico Braggiotti, nonno di Francesca. L’avventura continua con lo stesso entusiasmo e la stessa passione. “Seguiamo il solco della tradizione, ma continuiamo a divertirci”, afferma Francesca. E’ forse questo il segreto di questa Cantina dell’Oltrepò che oggi produce 7 etichette – cinque bianchi e due rossi – espressione di una storia, fatta di tradizione e innovazione, di identità e di passione  e che si avvale di consulenti illustri: Kyriakos Kynigopoulos, già collaboratore di numerose aziende di Borgogna, chiamato fin dagli esordi a valorizzare il Pinot Noir vinificato in rosso e Dominique Leboeuf, direttore della Station Oenotechnique de Champagne, consulente per le bollicine di Tenuta Mazzolino (Cruasè e Blanc del Blancs). “Una curiosità? Entrambi erano in visita da noi e sono stati richiamati in Borgogna dove quest’anno si è resa necessaria una la raccolta del Pinto Noir per la vinificazione in rosso, particolarmente anticipata”, conclude Stefano Malchiodi, enologo e agronomo della Cantina di Corvino san Quirico.
 
Insomma ad ogni paese la sua vendemmia!




MIRABELLA PRESENTA I DUE NUOVI VOLTI FERMI DEL PINOT IN FRANCIACORTA

L’Azienda di Rodengo Saiano lancia la nuova linea di vini fermi dedicata ai monovarietali. Un’interpretazione diversa e accattivante per il mercato estero e italiano

Maniero Pinot nero e Palazzina Pinot bianco sono i due nuovi vini di Mirabella, che potenzia l’attenzione per queste varietà tanto da inaugurare la sua prima linea da vitigni vinificati fermi e in purezza. Una scelta nata dalla volontà di rilanciare un’altra espressione della terra franciacortina, soddisfando una domanda di mercato esistente per l’estero e sollecitandone una nuova a livello nazionale. Freschezza, immediatezza e tipicità sono le peculiarità della selezione, per la quale l’Azienda ha scelto i vitigni che ritiene maggiormente rappresentativi del territorio e del suo stile, con particolare riferimento al pinot bianco. Mirabella oggi è in grado di proporne tre interpretazioni con un approccio che potrebbe definirsi “didattico”: è presente in varie percentuali nelle cuvée dei Franciacorta, è vinificato in purezza nella versione Metodo Classico Brut Nature e fermo in Palazzina.
Per la vinificazione dei fermi Mirabella ha scelto il cemento per la prima fermentazione di entrambi e per la macerazione del pinot nero. La nuova selezione, che sostituisce completamente le precedenti produzioni di fermi dell’Azienda, porta con sé anche una svolta nel packaging. In particolare si introduce l’utilizzo del tappo a stelvin, perfettamente in linea con le caratteristiche dei vini, sia dal punto di vista organolettico che stilistico.
Le uve per Maniero e Palazzina provengono da vigneti condotti a regime biologico tendenzialmente più giovani rispetto a quelli destinati ai Franciacorta, ai quali si è aggiunto nell’aprile 2020 un nuovo impianto di due ettari, uno destinato al pinot nero e l’altro al pinot bianco. 
Due vitigni che quest’anno hanno vissuto una bella stagione per qualità e quantità dei grappoli: “Le rese sono state buona, tra gli 80 e i 90 quintali per ettaro, e lo stato di salute impeccabile – ha dichiarato Alessandro Schiavi, enologo di Mirabella – La vendemmia non è stata facile in quanto a gestione dei diversi stadi di maturazione, ma abbiamo interpretato con lungimiranza gli strani andamenti meteorologici di agosto e garantito la massima operatività in vigna e in cantina, oltre a una perfetta lavorazione delle uve in pressatura”. Da una prima valutazione delle uve e dei mosti, “il pinot bianco e il pinot nero – continua Alessandro Schiavi – hanno ottenuto il massimo delle performance con bellissime acidità. In sintesi, la vendemmia 2020 si è contraddistinta per finezza, eleganza e longevità”.
Palazzina Pinot bianco è stato prodotto in 3.500 bottiglie mentre Maniero Pinot nero in 5.000 unità. La distribuzione sarà esclusivamente nel canale Ho.re.ca., in una fascia di prezzo attorno ai 15 euro




Caorle a misura di bike e non solo: itinerari, oasi naturalistiche e scorci insoliti del litorale per gli amanti della vacanza attiva e del turismo slow

Meta da vivere 365 giorni l’anno, Caorle offre numerosi spunti per un viaggio all’insegna dell’attività all’aria aperta. Da Ca’ Corniani a Vallevecchia, passando per il borgo storico, numerosi i percorsi che attraversano il territorio da intraprendere sulle due ruote, a piedi, a cavallo o anche in canoa. Escursioni perfette per la stagione autunnale, da abbinare ad esperienze enogastronomiche che narrano il lato più gustoso del litorale e la sua tradizione agroalimentare di lunga data.
 
Caorle (VE), 7 settembre 2020 – Ampi spazi aperti, natura incontaminata e scorci inediti. Il litorale di Caorle regala ai suoi visitatori un lato meno conosciuto, fatto di panorami sempre diversi che si susseguono dalla laguna al borgo storico, passando per dune sabbiose, pinete secolari e aree naturalistiche protette. Un territorio da vivere tutto l’anno, specialmente in autunno, quando le miti giornate di sole rendono piacevole l’attività all’aria aperta, dando la possibilità di intraprendere lunghe pedalate e non solo. Una proposta di turismo slow che combina sport lenti come il cicloturismo, la camminata, la canoa o le escursioni a cavallo al mondo dell’enogastronomia, per scoprire la tradizione della pesca e i prodotti locali.
 
La laguna di Caorle, oasi naturalistica protetta e Sito di Interesse Comunitario, è una delle più vaste dell’Alto Adriatico e custodisce angoli inediti che raccontano una particolare identità storico-culturale: qui vissero i primi abitanti di Caorle, famiglie di pescatori che abitavano i casoni, tipiche strutture in legno e canna palustre ancora oggi visitabili. In questa zona si estendono numerosi itinerari ciclopedonali che collegano la spiaggia all’entroterra offrendo una prospettiva pittoresca legata al borgo marinaro. In particolare, il territorio di Ca’ Corniani propone 32 km di tracciato ciclopedonale, facilmente raggiungibile da Caorle e collegato al percorso GiraLivenza, alla scoperta di una delle più grandi aziende agricole d’Italia, tra boschi, edifici storici e vigneti. In un contesto più urbano, costeggiando il litorale caorlotto, sorge invece la ciclabile illuminata che in circa 10 km collega Caorle a Duna Verde, passando per le località di Porto Santa Margherita e Altanea. Mentre nell’area litoranea bonificata di noto interesse ecologico di Vallevecchia, in località Brussa, si possono attraversare – sulle due ruote, a piedi o anche a cavallo – una zona agraria, la pineta, le dune e il litorale sabbioso. Questo territorio, riconosciuto Oasi Naturalistica, si estende per circa 900 ettari ed è delimitato sui quattro versanti da acque marine, lagunari e fluviali: un rifugio per gli amanti della natura, della tranquillità e del birdwatching grazie anche alle apposite altane che permettono di osservare tantissime specie di uccelli stanziali e migratori. Particolarmente adatta alle passeggiate a cavallo, infine, la zona di San Gaetano dove un paesaggio tipicamente campestre può offrire dalle prime luci dell’alba al tramonto una visione inedita del panorama caorlotto. E se la terraferma si scopre ricca di itinerari inconsueti dedicati agli amanti della vacanza slow, l’acqua propone sport che uniscono tradizione e avventura: la voga veneta o la canoa sono infatti attività ideali per esplorare alcuni degli scorci più nascosti del bacino lagunare. La prima si pratica con tipiche imbarcazioni dal fondo basso e dalla caratteristica forma allungata di poppa e prua, utilizzando una particolare tecnica di navigazione in cui si rema in piedi, la seconda si pratica con la classica canoa e prevede una posizione più rilassante, da seduti.

Sport lenti, da vivere a stretto contatto con la natura, dove immensi spazi aperti si prestano a escursioni solitarie, lontane dal traffico e dagli affollamenti, permettendo di godere del giusto relax in ambienti che vantano un grande interesse naturalistico, ecologico e paesaggistico. Attività all’aria aperta che spesso incontrano anche la tradizione agroalimentare caorlotta e permettono di scoprire i sapori tipici locali, di mare e di terra, attraverso esperienze speciali come il pranzo in Casone e la degustazione in cantina, oppure tra i ristoranti e le osterie tipiche del centro storico incluse nel progetto “Gusta Caorle”, garanzia di qualità, accoglienza e gusto.
 
Caorle e i suoi itinerari in bicicletta:
https://www.caorle.eu/it/vivi/itinerari/itinerari-in-bici

www.smstudiopr.it/it/news/dettagli/vacanza-attiva-a-caorle-itinerari-oasi-naturalistiche-e-scorci-insoliti-del-litorale-da-scoprire-i.html




TRE COCKTAIL IN ROSA: IL CHIARETTO DI BARDOLINO INCONTRA LA MIXOLOGY

Pubblicato in ebook il ricettario che illustra Zanéibe and Cheese, Aperitivo Julep e Chiaroscuro, i drink creati dai bartender dell’A.M.E.N di Verona con il vino rosa del lago di Garda

Sono Zanéibe and Cheese, Aperitivo Julep e Chiaroscuro i protagonisti di Tre cocktail in rosa, l’ebook che raccoglie le ricette dei drink a base di Chiaretto di Bardolino creati da Edoardo Bullio e Michele Bertelle, i bartender dell’A.M.E.N – Panoramic Bar&Food, locale di riferimento del bere miscelato a Verona. Il booklet in versione digitale è scaricabile gratuitamente dal sito del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, all’indirizzo consorziobardolino.it, mentre l’edizione cartacea è disponibile presso i cocktail bar dell’A.M.E.N.
Comune denominatore dei tre drink è il colore rosa: l’ingrediente base è infatti il Chiaretto di Bardolino, il vino rosa del Garda veronese, sia nella versione ferma che spumantizzata. In sintonia con la duplice filosofia del locale della famiglia Bellomi, ossia la territorialità e la sostenibilità, anche gli altri ingredienti presenti nei cocktail sono prevalentemente veronesi, provenienti dalla Lessinia e dal lago di Garda, oppure sono ricavati da prodotti normalmente considerati “di scarto”, come le bucce di limone e i resti dell’ananas o le croste di formaggio.
Lo Zanéibe and Cheese è una rivisitazione del Martini cocktail, con il Chiaretto cheese pepper wine (un elaborato creato nel laboratorio del locale, partendo da una base di Chiaretto di Bardolino, arricchita dall’aroma del pepe di Sichuan e dalla crosta di formaggio Monte Veronese essiccata), il Moi Lånt Gin Zanéibe (proveniente dalla Lessinia, di cui utilizza tredici essenze botaniche) e il liquore all’assenzio, oltre a un cubetto di formaggio Monte Veronese Dop a sostituire la classica oliva. Il Chiaroscuro, nato come alternativa allo spritz, è realizzato con Chiaretto spumante, Liquore delle Sirene Canto Amaro (prodotto con agrumi del Garda ed erbe officinali del monte Baldo), cut off cordial, acqua tonica e oliva. L’Aperitivo Julep, invece, è a base di Chiaretto, liquore di pesca, Vermouth bianco, Peychaud’s Bitter, limone, zucchero, lamponi, menta fresca e polvere di ananas.
Così come le ricette, è all’insegna della sostenibilità anche la versione cartacea del volumetto dei Tre cocktail in rosa, stampata su carta prodotta con fibre di cotone, fibre riciclate e fibre di pura cellulosa ottenute dalla gestione responsabile certificata delle foreste.
I tre cocktail, che ora sono costantemente disponibili nella drink list dell’A.M.E.N, sono stati ideati in occasione di 100 Note in Rosa, la rassegna musicale organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino (con il patrocinio del Comune di Verona e con la collaborazione del Consorzio del formaggio Monte Veronese Dop e dei Frantoi Redoro) per ridare slancio alle attività artistiche e ristorative di Verona dopo il lockdown.




SI ACCENDONO LE LUCI SU “CAVOLI A MERENDA”

Ristorante, scuola di cucina, location per eventi privati e, da settembre, una grandissima novità: 
Cavoli a Merenda apre anche a cena. 

 
La storica location milanese è pronta a farvi trascorrere serate uniche e speciali sotto il cielo energetico di Milano.
  
Nato a settembre di sette anni fa nel centro storico di Milano, il ristorante Cavoli a Merenda è un vero e proprio salotto del gusto, raffinato ed elegante, dove regnano prelibatezze eno-gastronomiche e cura per l’ambiente. 

 
Sito in Corso Magenta 66, non su strada ma nascosto al piano nobile di un bellissimo palazzo di fine ‘700, Cavoli a Merenda è conosciuto per i suoi menù che sono frutto di una materia prima selezionatissima e vengono pensati nel assoluto rispetto della stagionalità. A riprova di questo troverete infatti un nuovo menu ogni mese dell’anno. 

 
Il ristorante e la terrazza si affacciano sul cortile antico, garantendo totale privacy e creando un’atmosfera intima e riservata, che si sposa alla perfezione con l’eleganza architettonica del palazzo storico e risultando così ideale per colazioni di lavoro.

 
Da settembre 2020, Cavoli a Merenda sarà aperto anche a cena, esaudendo le richieste dei clienti più affezionati e non solo. Le cene avranno luogo nelle sale interne e sulla bellissima terrazza di 90mq. 

Un luogo ideale per cene romantiche, cene di lavoro o per eventi privati.

Spazi ampi per garantire, da sempre, il giusto distanziamento, il benessere e la riservatezza.

La cantina premia le eccellenze: piccole produzioni, grandi vini.

 
Vi aspettiamo!