CANTINA MACULAN E FONDAZIONE BANCA DEGLI OCCHI: LA GIURIA DI QUALITÀ HA SCELTO IL SANTALUCIA 2018

 

Località Branza si conferma terra di elezione per il progetto Santalucia sostenuto dalla Cantina di Breganze. Ad essere selezionata una barrique di Cabernet Sauvignon 

Da undici anni Cantina Maculan e Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus sono unite nel progetto Santalucia, finalizzato alla raccolta fondi a sostegno della ricerca scientifica per migliorare le tecniche di trapianto di cornea e la cura di malattie della vista.
Il panel di selezione ha visto ospiti esperti, giornalisti e critici enogastronomici degustare alla cieca sei diversi monovarietali dalle migliori barrique di Cantina Maculan. Ad aggiudicarsi le preferenze della giuria di qualità, il Cabernet Sauvignon prodotto da uve del vigneto di Branza, in località Fratta, impianto piuttosto recente che tesse la sua trama di filari nel terreno tufaceo dei pendii più alti di Breganze. Per il secondo anno consecutivo, Branza dà i natali al Santalucia: l’esemplare 2017, infatti, era un Merlot da uve coltivate nella stessa area.
L’intera barrique di Cabernet Sauvignon, 225 litri, sarà imbottigliata in 300 esemplari da 0,75 litri di Santalucia 2018 e i proventi raccolti dalla distribuzione delle bottiglie finanzieranno la ricerca di Fondazione Banca degli Occhi. Da 30 anni l’ente non profit ridona la vista attraverso il trapianto, lo studio e la cura delle malattie oculari. Centro di riferimento per le regioni di Veneto e Friuli Venezia Giulia per i trapianti di cornea, è una tra le principali banche degli occhi a livello europeo. 
Il progetto Santalucia nasce da un’idea di Fausto Maculan, titolare dell’Azienda, che nel 2008 organizza la prima edizione dell’iniziativa. “Il mondo del vino e le imprese del territorio devono impegnarsi ad avere una visione non soltanto del mercato di riferimento, ma della società in cui sono inserite – dichiara Fausto Maculan – Aiutare in prima persona realtà importanti come la ricerca per le malattie oculari è un impegno e una responsabilità che abbiamo il piacere di sostenere, insieme a molti amici imprenditori e a cittadini che in occasione delle Feste scelgono di fare un acquisto solidale.” 
Santalucia 2018 sarà disponibile su ordinativo presso la Cantina Maculan e presso Fondazione Banca degli Occhi a partire dal 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, con una donazione minima di 100 euro.
“Desidero ringraziare Fausto Maculan per questa collaborazione così lunga e generosa, che per l’undicesimo anno ha fatto nascere il progetto fino a sancire l’ultima edizione – afferma Giuseppe Di Falco, Presidente di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus – Grazie al suo impegno in questi anni abbiamo potuto raccogliere 300.000 euro a sostegno della ricerca sulle malattie oculari. La nostra riconoscenza va a questo sforzo e al servizio che, da imprenditore del territorio, Fausto Maculan compie anche come Consigliere di Amministrazione pro bono per la nostra organizzazione”.

Maggiori informazioni sul progetto:
Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus

www.fbov.org/ info@fbov.it / 041.9656440/442




TOSO PREMIATA al MERANO WINE FESTIVAL: MEDAGLIA D’ORO per GAMONDI e TOCCASANA

Le cantine Toso vincenti al Merano Wine Festival, si aggiudicano due medaglie d’oro assegnate in occasione del primo concorso nazionale per distillati, amari e vermouth: il B’NU Spirits 2019. Si arricchisce così il palmarès di Toso che vede premiati due dei suoi prodotti di punta nel settore degli spirits: l’amaro Toccasana Teodoro Negro e il Vermouth di Torino Superiore Gamondi.

Una giuria d’eccezione, composta dai migliori esperti e “spirits lovers” ha assegnato a questi due prodotti la medaglia d’oro nelle rispettive categorie.

L’amaro Toccasana è un classico della produzione di Casa Toso: un liquore nato agli inizi del Novecento dalla sapienza di un’affascinante figura dell’artigianalità liquoristica piemontese – Teodoro Negro, grande esperto e conoscitore di erbe e spezie – prodotto oggi dalle Cantine Toso con la stessa passione e nel rispetto dell’antica ricetta dell’amaro Toccasana, l’originale amaro langarolo a base di 37 erbe, principalmente piemontesi, raccolte in montagna e sulle colline delle Langhe. Ricetta tuttora gelosamente custodita dalla cantina Toso, cantina in cui il diretto discendente di Teodoro Negro, il nipote Valter Porro, porta avanti la tradizione di famiglia.

Il Vermouth di Torino Superiore Gamondi, Bianco e Rosso, è stato riscoperto dai maestri vermuttieri di Casa Toso che hanno seguito l’antica ricetta originale di Carlo Gamondi – fondatore a fine Ottocento dell’omonima casa produttrice di Vermouth di Acqui Terme. Questo prodotto è una vera eccellenza che, grazie al suo metodo di produzione complesso, alle modernissime tecniche utilizzate, al rispetto della tradizione e alla passione per il territorio, rappresenta un fiore all’occhiello all’interno della produzione della cantina di Cossano Belbo. Ogni passaggio della produzione del Vermouth Gamondi viene effettuato con la medesima cura e passione dimostrata da Carlo Gamondi a fine Ottocento: l’attenzione alla stagionalità e ai tempi di raccolta delle diverse erbe, la precisione nel differenziare i tempi di infusione a seconda delle erbe aromatizzanti utilizzate e l’importanza del periodo di affinamento del prodotto – che dura circa un anno, un periodo di tempo molto lungo rispetto al periodo di maturazione di un normale Vermouth – rendono il Vermouth Superiore di Torino Gamondi un prodotto armonico e autenticamente piemontese, il cui vino base è, naturalmente, il Moscato d’Asti DOCG. Per quanto riguarda l’infusione dell’assenzio torinese – la principale erba aromatizzante – il compito è affidato, invece, al vino Cortese.

Un riconoscimento prestigioso che rende tutta la famiglia Toso, alla guida dell’omonima cantina e dedita alla produzione e valorizzazione dei migliori vini del territorio da quattro generazioni, orgogliosa del proprio impegno e di quello di chi con passione ogni giorno lavora con un’azienda che è legata al suo territorio e all’autentica tradizione piemontese.




CON HAPPY TRENTODOC, SPECIALI OCCASIONI PER DEGUSTARE LE BOLLICINE DI MONTAGNA

La città di Trento si anima con l’eleganza del perlage del suo spumante Metodo Classico attraverso esclusivi aperitivi 100% trentini che vedono protagonisti una quarantina di soci della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino. Ognuno dei locali coinvolti nell’iniziativa sarà infatti abbinato ad un Trentodoc e ad una proposta food dedicata, per un viaggio di gusto tra le eccellenze dei diversi territori della Provincia.

Trento, 16 novembre 2019 – Giovedì 21 novembre prende ufficialmente il via Happy Trentodoc, speciale iniziativa della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino che fino a domenica 8 dicembre accompagna la tradizionale kermesse Trentodoc Bollicine sulla Città organizzata dall’Istituto Trento Doc e Camera di Commercio I.A.A. con il supporto della Provincia Autonoma di Trento per celebrare le bollicine di montagna.

Tredici locali selezionati, tra wine bar e ristoranti, tredici cantine, tredici produttori, per un viaggio enogastronomico a 360° tra le eccellenze del territorio che attraversa idealmente tutta la Provincia, dalla Vallagarina alla Piana Rotaliana, dall’Altopiano della Vigolana alla Val Rendena, dal Lago di Garda alle Giudicarie, dalla Valsugana all’Altopiano di Lavarone, dalla Valle di Cembra all’Altopiano di Piné, passando per la città di Trento.

In centro, appuntamento all’Antica Trattoria Due Mori con il Trentodoc di Borgo dei Posseri di Ala e i prodotti di Carni e Salumi Troier di Lavis; al Bar Pasi con il Trentodoc di Fondazione E. Mach di San Michele all’Adige e i prodotti di Panificio Sosi di Trento; presso Dolcemente Marzari con il Trentodoc di Cantina d’Isera e i prodotti di Pasticceria Marzari; allo spazio bar della Locanda Le Due Travi con il Revì Trentodoc di Aldeno e l’olio extravergine di oliva di Agraria Riva del Garda, mentre nella zona ristorante con il Trentodoc di Maso Martis Azienda Agricola Biologica di Trento e i formaggi di Latte Trento; all’Osteria a “Le Due Spade” con il Trentodoc di Vivallis di Nogaredo e i formaggi di Caseificio Sociale di Sabbionara di Avio; al Panificio Moderno con il Trentodoc di Mas dei Chini servito con i propri prodotti da forno; al Ristorante al Vò con il Trentodoc di Cembra cantina di montagna con i prodotti ittici di Trota Oro di Borgo Lares; al Ristorante Enologico il Libertino con il Trentodoc di Cantina Sociale di Trento e i formaggi di Azienda Agricola Le Mandre di Bedollo; al Ristorante Pizzeria Duomo con il Trentodoc di Azienda Agricola Francesco Moser di Trento e i prodotti di Salumeria Belli di Trento; allo Scrigno del Duomo con il Trentodoc di Altemasi di Trento e i prodotti di Crucolo di Scurelle.

Alle porte della città, inoltre, l’Agriturismo Maso Mirì di Romagnano di Trento è abbinato al Trentodoc di Azienda Agricola Mittesteiner di Trento e ai prodotti del Salumificio Val Rendena di Porte di Rendena, mentre la Locanda Margon di Ravina di Trento al Trentodoc di Cantine Ferrari e ai formaggi di Caseificio degli Altipiani e del Vezzena di Lavarone.

Un’occasione per esplorare Trento da un punto di vista diverso, vivendo nuove esperienze di gusto, e per scoprire la grande varietà e versatilità delle bollicine di montagna preparandosi così a celebrare al meglio le prossime festività natalizie.

Happy Trentodoc fa parte del calendario di manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest ed è organizzata con il supporto di Trentino Marketing e La Trentina, presente con le proprie mele in alcuni degli aperitivi in programma.

tastetrentino.it/happytrentodoc

#happytrentodoc #trentinowinefest

 

Trentodoc

Spumante metodo classico trentino, rappresenta la massima espressione delle bollicine di montagna. Nato nel 1902 dalla fortunata intuizione di Giulio Ferrari, che comprese le grandi potenzialità del territorio trentino, nel 1993 è stato il primo metodo classico ad ottenere la DOC in Italia e ad oggi è prodotto da 48 case spumantistiche riunite nell’Istituto Trento DOC. Ottenuto solo da uve Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco o Pinot meunier, è caratterizzato da un colore cristallino, giallo paglierino, con riflessi dorati e presenta un perlage fitto, fine e persistente.




CONGRESSO NAZIONALE AIS: VERONA CAPITALE DELLA SOMMELLERIE ITALIANA

Dal 22 al 24 novembre 2019 la 53° edizione del Congresso Nazionale AIS, che porterà nella città scaligera tour guidati, banchi d’assaggio e laboratori dedicati al mondo del vino e dell’enoturismo

Tutto pronto a Verona per il fine settimana dedicato alla sommellerie. Da venerdì 22 a domenica 24 novembre 2019 la città scaligera ospiterà il 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier organizzato da AIS Veneto e dedicato all’enoturismo. Tre giorni di appuntamenti che coinvolgeranno non solo i professionisti e gli operatori di settore, ma anche il pubblico, che potrà partecipare a tour guidati, incontri, banchi d’assaggio e laboratori.
Gli eventi inizieranno nel pomeriggio di venerdì 22 novembre con PerCorsi: tre tour guidati, in partenza dal Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra, che accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle meraviglie enologiche del territorio veneto. Dalle 14.30 alle 18.30 sono in programma le visite Vulcanici Euganei sui Colli Euganei e Tra Castelli e filari attraverso le vigne del Soave, mentre dalle 13.00 alle 18.30 l’appuntamento è con Le Stanze del vino, per scoprire il profondo legame che lega la città scaligera all’enologia. Tra Castelli e Filari e Le Stanze del vino saranno riproposte anche il sabato dalle 9.30.
Sabato mattina alle 10.00 il Teatro Filarmonico ospiterà il convegno di apertura dedicato a presente e futuro dell’enoturismo, dove si parlerà di terroir come destinazione turistica, di comunicazione nel mondo del vino, del marketing digitale e della formazione degli operatori.
Allo stesso orario si apriranno i Saloni del Gusto PerLage che porterà al Centro Congressi CCIAA i migliori spumanti veneti e PerGola al Palazzo della Gran Guardia con i piatti della tradizione gastronomica del territorio. I banchi d’assaggio ospiteranno alle 11.00 e alle 17.00 alcuni laboratori aperti al pubblico dedicati ai bordolesi veneti e al Prosecco, fino all’arte casearia e alla produzione della carne e dei salumi. Nella serata di sabato il Congresso Nazionale coinvolgerà anche i ristoranti del centro storico di Verona: ciascuno ospiterà un sommelier AIS Veneto che proporrà e spiegherà ai commensali i migliori abbinamenti con gli spumanti veneti.
La domenica mattina saranno in partenza altri tour guidati: alle 8.00 Le Ville Palladiane e i vini dei Colli Berici, alle 9.30 Paesaggio Valpolicella, mentre alle 10.00 l’appuntamento sarà al Centro Congressi CCIAA dove si terrà la sfida finale del Concorso Miglior Sommelier d’Italia Premio Trentodoc 2019.
I saloni in programma per la giornata sono Vinetia – Guida ai vini del Veneto, che raggrupperà al Palaexpo di Verona Fiere le eccellenze enologiche della Regione premiate dalla guida, e Trentodoc – Bollicine di montagna, il banco d’assaggio dedicato al Metodo Classico Trentino ospitato dal Centro Congressi CCIAA. Domenica sarà inoltre una giornata dedicata alle degustazioni, con appuntamenti dedicati dall’Amarone al Raboso, fino ai grandi passiti veneti e al Soave.
Tutti gli eventi sono accessibili esclusivamente previa registrazione online dalla pagina congressonazionale.aisitalia.it, dove è inoltre possibile scaricare il programma completo del Congresso Nazionale 2019. Per tutto il fine settimana sarà disponibile un servizio navetta gratuito e i partecipanti con un ticket del congresso potranno accedere gratuitamente a Durello & Friends a partire dalle ore 17.00 di domenica 24 novembre al Palazzo della Gran Guardia.




I numeri della 28^ edizione di Merano WineFestival confermano il grande successo della manifestazione

La storica manifestazione meranese chiude con 11.500 presenze registrate nelle cinque giornate dedicate alle eccellenze del settore wine&food. Grande affluenza per gli appuntamenti ormai consolidati, ma anche per le novità dell’edizione 2019, con la partecipazione di un pubblico specializzato che conferma un target sempre più di qualità. Appuntamento dal 6 al 10 novembre 2020 per la 29^ edizione.

Merano, 15 novembre 2019 – Si brinda al successo per questa 28^ edizione di Merano WineFestival, riaffermando il prestigio di un appuntamento di eccellenza nel panorama italiano e non solo. Lo confermano le 11.500 presenze registrate durante le cinque giornate della manifestazione, l’aumento del numero di operatori e specialisti del settore, l’indotto calcolato per oltre 10 milioni di euro e la partecipazione di produttori anche internazionali e di un’apprezzata ‘young generation’.
 
È record di presenze per la rassegna enologica meranese che dall’8 al 12 novembre ha ospitato oltre 950 case vitivinicole selezionate dal patron Helmuth Köcher. Un boom che ha interessato in particolar modo le giornate di sabato, annunciata sold out già dal 1 novembre, domenica e lunedì, data che ha coinvolto specialmente un pubblico di esperti e operatori del settore enologico e della ristorazione. Numeri che esprimono un incremento non solo in termini di quantità, ma anche di qualità, evidenziando come Merano WineFestival sia sempre più un esclusivo appuntamento di incontro fra produttori e operatori, una vera e propria vetrina di eccellenze a disposizione degli specialisti del settore. Un trend che rispecchia la filosofia del WineHunter, che combinando passione e ricerca della qualità ha portato fra l’architettura liberty del Kurhaus i vini di “The Official Selection”, ovvero il risultato di una selezione e degustazione durata ben 12 mesi. Numeri che descrivono anche un indotto di oltre 10 milioni di euro, senza calcolare l’introito derivato dalle attività commerciali e dal ritorno turistico di chi in futuro vorrà scegliere Merano come meta per la propria vacanza dopo averla visitata per la prima volta in questa occasione. Grande successo per gli eventi ormai consolidati, come The Official Selection, cuore della manifestazione, la GourmetArena, lo spazio dedicato alla gastronomia, le Charity Wine Masterclasses all’Hotel Terme Merano e The Circle, che per il secondo anno ha riproposto una spazio dal linguaggio innovativo, presentando vino e cibo in chiave pop, ma anche per Merano Wine CityLife, la novità di questa edizione che ha gremito il tappeto rosso di Corso Libertà con un Fuorisalone in perfetto stile: un’esperienza che ha dato vita alla città di Merano e che per il futuro si pensa già di implementare con sempre nuove e coinvolgenti attività. Da non dimenticare, infine, l’ampio spazio alla cultura che ha portato in scena un ricco programma di talk e convegni a tema e che ha contribuito a riempire di contenuti la manifestazione.
 
Quasi 300 i giornalisti presenti alla manifestazione, tra cui spicca anche un aumento di testate internazionali, che hanno raccontato e che racconteranno Merano WineFestival e le sue eccellenze, fra dirette, interviste e approfondimenti sui canali radio, tv e stampa. Anche il mondo dei social network ha risposto con un numero altissimo di interazioni, specialmente per la piattaforma Instagram, trasformando la kermesse meranese in un evento seguitissimo anche online e da ogni parte del mondo.




ANTONELLA CORDA: DUE ANNATE DI VERMENTINO PER RACCONTARE LA SUA SARDEGNA

La cantina di Serdiana (CA) presenta il cofanetto con il Vermentino di Sardegna DOC 2017 e 2018. Stesso vino, diverse espressioni

Due annate di Vermentino, due sfumature della Sardegna. La cantina Antonella Corda presenta il nuovo progetto che racchiude, in un’unica confezione, le annate 2017 e 2018 del suo Vermentino di Sardegna DOC. Il doppio cofanetto nasce per raccontare due diverse espressioni di questo vino e le peculiarità che la natura è in grado di donargli di anno in anno, pur preservando gli aromi e i profumi caratteristici del vitigno.
“Sono due vini molto diversi, ma che assieme raccontano perfettamente la nostra meravigliosa terra – spiega

Antonella Corda, fondatrice della cantina – Nel 2017 abbiamo avuto un’estate calda che ci ha donato uve di grande bellezza sia estetica che gustativa e di conseguenza un vino molto intenso e dai sentori di macchia mediterranea. Il 2018 è stato invece un anno più fresco e piovoso, con un’escursione termica che ci ha permesso di esaltare al meglio la sapidità e le note floreali del vitigno.”
Le uve di vermentino provengono dal vigneto Mitza Manna: situato a circa 170 metri sul livello del mare, si caratterizza per un terreno molto profondo con presenza di marne arenarie e calcaree. Mitza Manna, così come gli altri vigneti della cantina, è in conversione biologica e viene gestito in modo da ottenere l’equilibrio vegeto-produttivo ottimale per poter esaltare le caratteristiche del vitigno e del terroir.
Le uve provenienti dalle diverse aree del vigneto vengono raccolte e vinificate separatamente, mentre in cantina il lavoro prosegue con macerazioni pellicolari a freddo prima dell’assemblaggio del mosto.
Il cofanetto con il Vermentino di Sardegna DOC 2017 e 2018 di Antonella Corda, che ha ottenuto il riconoscimento di Cantina Emergente nella guida Vini d’Italia 2019 del Gambero Rosso, sarà in vendita nelle migliori enoteche dal 20 novembre 2019 al prezzo consigliato di 33,50 euro.




ASPETTANDO IL BASSANO WINE FESTIVAL: DUE SERATE ALL’INSEGNA DELL’ABBINAMENTO VINO CIBO

A Villa Morosini Cappello il 5 dicembre con Champagne e il 6 con Vespaiolo e bacalà. Il 7 e 8 dicembre la terza edizione del Bassano Wine Festival

Un lungo fine settimana di gusto all’insegna della grande tradizione vinicola italiana e non solo. Giovedì 5 e venerdì 6 dicembre farà il suo esordio Aspettando il Bassano Wine Festival, due serate di degustazioni a tema che anticiperanno l’avvio della terza edizione del Bassano Wine Festival. La mostra mercato, con 70 cantine provenienti da tutta Italia, si terrà infatti sabato 7 e domenica 8 dicembre nella nuova location di Villa Morosini Cappello, a Cartigliano (Vicenza). Qui avranno luogo anche le serate di degustazione, una prima assoluta per il Festival, durante le quali verranno proposti abbinamenti di vino e cibo.
Lo Champagne sarà il protagonista della serata di giovedì 5 dicembre. A partire dalle 20.30 i presenti potranno degustare una selezione di bollicine d’Oltralpe in una masterclass condotta da Gianpaolo Giacobbo
Venerdì 6 dicembre, sempre alle 20.30, si terrà invece la serata Vespaiolo & Baccalà, con i piatti a base di bacalà alla vicentina preparati da Antonio Chemello del Ristorante Da Palmerino di Sandrigo (VI) abbinati ai vini della cantina IoMazzucato.
Grande spazio alla promozione dei vini regionali e nazionali verrà dato anche nel corso del Bassano Wine Festival. Novità di questa edizione sarà la partnership con AIS Veneto, che condurrà alcune masterclass di approfondimento durante i due giorni di Fiera, alle 14.30 e alle 17.00, dedicate a regioni vinicole di grande tradizione come la Champagne, la Borgogna e il Friuli.
Il Bassano Wine Festival si presenta come un vero e proprio mercato del vino. I visitatori potranno dunque non solo degustare ma anche acquistare direttamente le etichette delle piccole realtà del mondo del vino, così come i prodotti degli artigiani della gastronomia che parteciperanno al Festival.
Per info e prenotazioni alle masterclass di Aspettando il Bassano Wine Festival: www.bassanowinefestival.it/aspettando-il-bwf/ 

Bassano Wine Festival in breve:
Quando
: sabato 7 e domenica 8 dicembre 2019
Dove: Villa Morosini Cappello, Cartigliano (VI)
Orario di apertura al pubblico: sabato dalle 14.00 alle 22.00 e domenica dalle 11.00 alle 20.00
Ingresso: € 20,00 ingresso per un giorno al Bassano Wine Festival comprensivo di accesso ai banchi d’assaggio e degustazione di un piatto tipico
Ingresso ridotto: € 15,00 in prevendita online fino al 1 dicembre
Parcheggio: gratuito
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

 




Back to the Wine 2019: gli artigiani del vino protagonisti alla Fiera di Faenza il 17-18 novembre

Fotocredit:@lorenzomarabini.com

Previsti oltre 150 banchi di assaggio con vignaioli

provenienti da tutta Italia e dall’estero

 

Faenza (11 novembre 2019) – Arriva la quarta edizione di Back to the Wine, la prima e più rilevante manifestazione della Romagna dedicata agli artigiani del vino e alla loro esclusiva produzione. L’appuntamento è per domenica 17 e lunedì 18 novembre 2019, alla Fiera di Faenza.

A curare l’evento è Andrea Marchetti, ideatore della comunità di Vinessum, mentre l’organizzazione è in capo a Blu Nautilus.

Supporter della manifestazione sono la Banca di Credito Cooperativo ravennate, forlivese e imolese, istituto di credito da sempre attento alla vita del territorio, e Mo.Me.Vi., Mostra della meccanizzazione in Vitivinicoltura. Patrocinio della Regione Emilia – Romagna, della Provincia di Ravenna e del Comune di Faenza.

Le cantine

Protagonisti assoluti di Back to the Wine 150 produttori di Vino Artigianale di eccellenza, provenienti da tutta Italia, ma anche dall’estero.

Particolarmente significativa la presenza emiliano – romagnola, con ben 40 espositori equamente suddivisi fra Emilia e Romagna. Fra loro ci sono anche quattro cantine faentine (Ancarani, Gallegati, Paolo Francesconi, San Biagio Vecchio) e sei di Brisighella (Andrea Bragagni, Baccagnano, Fondo San Giuseppe, Vigne dei Boschi, Filippo Manetti, Villa Liverzano).

Grande la varietà enologica che si potrà assaggiare durante la fiera, con oltre 800 le etichette disponibili. A legarle, però un comune denominatore: sui banchi ci sarà esclusivamente una produzione artigianale, spesso a livello familiare, con una ‘tiratura limitata’ (quasi sempre fra le 15mila e le 20mila bottiglie annue) ispirata a una filosofia di fondo fatta di grande attenzione alla sostenibilità ambientale, al non utilizzo di chimica di sintesi, al rispetto del territorio ed ad un metodo di lavoro che riduce al minimo l’interventismo in cantina, accompagnando un’uva necessariamente sana dalla vigna alla sua massima espressione in bottiglia.

E oltre alla qualità e originalità dei vini in degustazione, a rendere speciale la visita a Back to the Wine è la possibilità di incontrare i vignaioli presenti ai banchi e di conoscere direttamente da loro la storia, la cultura, la tradizione del loro vino e dei loro territori.

Fiera professionale, mercato vini e food

Back to the Wine si rivolge in primo luogo ai professionisti che operano in attività del settore (enoteche, winebar, ristoranti, import/export), per i quali sono previste particolari agevolazioni. Lo scorso anno sono stati oltre 500 gli operatori accreditati, di cui il 10% arrivati dall’estero (Europa, ma anche USA, Canada, Giappone e Cina).

Ma anche i privati possono trascorrere una piacevole giornata a Back to the Wine, fra assaggi e acquisti di vini e non solo. Ad arricchire l’offerta, infatti, una ventina di banchi tra food e ristorazione (sempre con un occhio di riguardo per la qualità artigianale).

Laboratori di degustazione dedicati al Chianti classico di Radda e ai vini alchemici

Back to the Wine propone anche due imperdibili classroom: la prima dedicata al Chianti Classico di Radda, la seconda ai vini alchemici.

 Domenica 17 novembre, alle ore 15, protagonista sarà il Chianti Classico e durante il laboratorio di degustazione sarà proposta una verticale di Caparsino a cura di Francesco Falcone, con la partecipazione del produttore Paolo Cianferoni. E’ dal 1982 che, nella tenuta di Caparsa,  Cianferoni produce vini in tutto e per tutto ‘devoti’ all’ambiente che li genera e al vitigno che lì fa la differenza: il Sangiovese.

Sono ancora disponibili alcuni posti; 30 euro la quota di partecipazione.

Per prenotazioni: fra.falcone2003@libero.it  

Lunedì 18 novembre, invece, doppio appuntamento con i vini a fermentazione alchemica e con Giorgio Mercandelli. Infatti, visto l’alto numero di richieste di partecipazione, si terranno due laboratori, uno alle 13 (già esaurito), l’altro alle 16, con ancora qualche posto disponibile. Anche in questo caso il costo è di 30 euro, la prenotazione è obbligatoria scrivendo a ordini@cantinaalchemica.it.

Pioniere, con l’azienda di famiglia, del biologico e della biodinamica fin dagli anni Ottanta, oggi Giorgio Mercandelli coltiva le sue vigne vecchie di cento anni, situate a Canneto Pavese, secondo i principi tanto semplici, quanto ardui, della filosofia biotica: la vigna è considerata un essere senziente, che memorizza nei frutti il suo rapporto col mondo, e il lavoro del vignaiolo è di supportarne l’armonia, portando gradualmente le viti al massimo grado di libertà e senza alcun compromesso per la purezza dei frutti.

Per chi non riuscisse a partecipare alla classroom di Mercandelli, ci sarà la possibilità di degustare alcuni vini alchemici presso il banco comune di assaggio del gruppo costituito da Heliantus, Oreste Sorgente, Cantina Alchemica.

 

Alla scoperta del Dolcetto di Ovada e di una nuova Valpolicella

Da segnalare anche il banco comune di assaggio Uò Patanù – Ovada Naked, a cura di un gruppo produttori di Ovada (AL), costituito dalle cantine Cascina del Vento, Cascina Boccia, La Signorina, Rocco di Carpeneto. Sempre dal territorio di Ovada arriveranno altre tre cantine con un proprio banco: Forti del Vento, Rocca Rondinaria e Cascina Boccaccio.

Sarà l’occasione per scoprire (o riscoprire) la produzione di una zona del Piemonte enoicamente meno nota rispetto alle denominazioni più famose, ma che produce vini di grande qualità e personalità, e dove il vitigno principe è il Dolcetto.

A Back to the Wine parteciperà anche ReValpo, ovvero, Valpo(licella) Revolution, un gruppo di sei aziende (Antica Valpolicella, Corte Bravi, Il Monte Caro, Il Roccolo di Monticelli, Montenigo, Terre di Pietra) che vive e produce vini naturali nel territorio della Valpolicella. In  un territorio considerato classico e già noto, ReValpo si propone come una sferzata di nuove idee. A Faenza ci saranno tutte le sei aziende, ognuna col proprio banco.

 

Gli espositori stranieri

Back to the Wine conferma la sua vocazione internazionale ospitando una decina di aziende straniere, provenienti da Slovenia, Francia, Spagna e Georgia.

Millenaria la tradizione vitivinicola di quest’ultimo Paese (definito da alcuni la “culla del vino”); il giovane vignaiolo Beka Kereselidze, che partecipa per la prima volta alla manifestazione faentina, arriva dalla regione Racha dove, con la sua Sad Meli Winery, porta avanti la tradizione di famiglia utilizzando varietà autoctone quali Saperavi, Tetra, Alexsandrouli e seguendo le tecniche ancestrali georgiane con vinificazione e affinamento in Qvevri.

Il recupero delle coltivazioni e delle tecniche tradizionali è alla base anche del lavoro dei ragazzi di Baldovar 923, anch’essi ospiti per la prima volta a Back to the Wine. Provenienti dalla regione montana Alto Túria presso Valencia, hanno recuperato la cultura naturale dell’uva Merseguera e Bobal ristrutturando una vecchia cantina abbandonata.

Ristorazione, pacchetti turistici  e altri servizi

Back to the Wine mette a disposizione dei suoi visitatori anche tre punti di ristorazione al servizio dei visitatori.

C’è poi un servizio molto interessante per chi fa acquisti: non deve preoccuparsi di dover portare via pacchi ingombranti perché in fiera sarà presente punto spedizione colli JTD Kipoint.

Da segnalare, inoltre che, in occasione di Back To The Wine, sono stati messi a punto pacchetti turistici, a cura di IF Imola Faenza Tourism Company, per trascorrere il week end a Faenza, abbinando la partecipazione alla manifestazione con la visita al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, dove attualmente è allestita la mostra “Picasso. La sfida della ceramica”.

 

Partnership

Fra le novità di quest’anno anche la partnership con Kaataa, un web-magazine in lingua inglese, sui temi del cibo e del vino pensato e rivolto, in particolare, a un pubblico giovane e internazionale.

Nuova partnership anche con Raisin, app nata in Francia ma oggi diffusa in Italia e altre nazioni, che permette di cercare wine bar e locali che offrono vini naturali.

Fra le collaborazioni più consolidate, invece, quella con Trattoria Stazione  ed Agricola Raffetta  realtà virtuose del mantovano. In particolare, Trattoria Stazione, partner di Back To The Wine fin dalla prima edizione, propone un’ampia carta dei vini con oltre 300 proposte di vignaioli artigiani e, attraverso l’azienda di famiglia Agricola Raffetta, produce diverse materie prime che impiega a filiera chiusa nel ristorante in un reale Km zero.

 

Info Back to the Wine

Domenica 17- lunedì 18 novembre 2019
Fiera Faenza (viale Risorgimento, 3)
Orario: domenica 10-20
lunedì 11-19.
Biglietto ingresso: domenica € 25; prevendita online € 20 (entro il 10 novembre)
lunedì € 20; prevendita online € 15 (entro il 10 novembre)
Biglietto per operatore (previa registrazione sul sito entro l’11 novembre): 10 euro valido 2 giorni.
Il biglietto d’ingresso comprende: calice, degustazione libera dei vini.
Sito: www.backtothewine.it




Merano WineFestival, sei giornate all’insegna dell’eccellenza raccontate live da media partners tra i più importanti del settore

La storica manifestazione, giunta quest’anno alla sua 28^ edizione, si svela con anticipazioni, aggiornamenti, approfondimenti e collegamenti diretti da Merano che coinvolgono la stampa italiana e internazionale, i canali web e la radio.

Merano, 8 novembre 2019 – Evento culturale di portata internazionale, fra degustazioni, conferenze, masterclass e premiazioni che coinvolgono ogni anno un pubblico di oltre 10.000 visitatori, Merano WineFestival è protagonista anche di un notevole eco mediatico, nato dalle partnership con alcuni dei più autorevoli media del settore. Dirette live, ma anche focus che interessano il mondo della carta stampata nazionale e internazionale raccontano così l’eccellenza wine&food che la rassegna meranese promuove dall’8 al 12 novembre.
 
Se Radio Monte Carlo, radio partner ufficiale dell’evento, documenta l’evento con interviste agli addetti ai lavori, esperti del settore e al pubblico attraverso i collegamenti di Maurizio Di Maggio nella sua trasmissione In viaggio con DiMaggio, è Cantina Social a ricoprire il ruolo di canale informativo multipiattaforma, leader nella trasformazione digitale del mondo del vino e fondatrice di The Wine Informant, un progetto internazionale con ben 100.000 follower. Tra le testate italiane specializzate, partners di Merano WineFestival, vi sono poi I Grandi Vini, bimestrale dedicato alle eccellenze enogastronomiche del Paese con particolare riguardo all’attualità, Italia a Tavola, realtà dinamica nel settore dell’informazione per la ristorazione e l’ospitalità su carta, online e web tv, il sito de Le Guide de L’Espresso, un mantra per quanto riguarda la presentazione dei migliori vini e prodotti culinari italiani. E ancora Pambianco Wine&Food, lo speciale di Pambianco con approfondimenti, inchieste e insight economico-finanziari sul panorama vinicolo e sulla ristorazione, Repubblica Sapori, il portale dedicato all’enogastronomia fra cultura, attualità e trend, Spirito di Vino, un focus sul quadro enologico fra news, eventi e prodotti di qualità nonché Fuocolento, il mensile dedicato al gusto nel Nordest. A raccontare la manifestazione al pubblico internazionale vi sono Baccus, rivista dedicata all’enogastronomia e al turismo contraddistinta da un taglio contemporaneo e autentico, Lust auf Italien, punto di riferimento per la stampa tedesca, austriaca e svizzera in merito a enogastronomia, cultura e viaggi made in Italy, Merum, il magazine tedesco sul vino dedicato agli operatori della Germania, dell’Austria e della Svizzera e, infine, Vinum, la principale rivista vitivinicola europea sempre sull’onda delle ultimissime tendenze del settore.
 
Un network di media che assicura a Merano WineFestival un’audience elevata e competente, sinonimo di credibilità, visibilità e qualità nel settore, portando la rassegna enologica alla visibilità italiana e internazionale.




“A CENA TI PORTA LUI, SARUNE’”: TOSO PROTAGONISTA DELL’ALTA RISTORAZIONE CON IL PRIMO ASTI SECCO SENZA SOLFITI AGGIUNTI

Anche il mese di novembre vede la Cantina Toso protagonista di appuntamenti enogastronomici esclusivi, in cui l’eccellenza della cucina della Provincia incontra Sarunè

L’ultimo nato delle Cantine Toso, Sarunèil primo Asti Secco DOCG senza solfiti aggiunti – sarà protagonista di in una serie di appuntamenti enogastronomici esclusivi nei ristoranti d’eccellenza della Provincia, dal titolo “A cena ti porta lui, Sarunè”.

Sarunè, un’edizione limitata di sole 13.200 bottiglie numerate, è il frutto di un’operazione senza precedenti che ha visto protagonista la Cantina Toso di Cossano Belbo (CN), sapiente produttrice da ben cinque generazioni del Moscato d’Asti DOCG e dell’Asti DOCG. Questo vino esclusivo è stato creato grazie all’attenta e accurata raccolta a mano di oltre 50mila pregiati grappoli d’uva, al perfetto grado di maturazione, in vigneti di eccellenza scelti per esposizione e tipologia di terreno.

Per produrre Sarunè si è utilizzata l’uva Moscato Bianco, una materia prima d’eccellenza che, insieme all’attenzione dedicata al metodo produttivo, ha reso possibile la produzione di un Asti Secco senza l’aggiunta di solfiti, conservanti che vengono solitamente usati nell’industria alimentare per inibire l’azione di batteri che potrebbero deteriorare il prodotto e di enzimi che, a contatto con l’ossigeno, potrebbero far perdere al prodotto il suo gusto originario.

Sarunè senza solfiti aggiunti è un Asti Secco fresco, gradevolmente aromatico e fragrante. Di colore giallo paglierino brillante, ha perlage fine e persistente. Il profumo è aromatico, con note di agrumi e sentori di fiori di sambuco. In bocca è secco, morbido ed equilibrato, con un finale lungo e sapido. Eccellente come aperitivo, accompagna egregiamente antipasti, carni bianche, crudité di verdure, piatti a base di pesce e frutti di mare. Il nome “Sarunè”, termine piemontese che indica chi costruiva i carri e li utilizzava nel trasporto delle botti, è stato scelto poiché richiama il soprannome di Pietro Toso, seconda generazione della famiglia tuttora alla guida della cantina: Pietro du Sarun. Il nome della serie di appuntamenti di cui Sarunè sarà protagonista gioca, appunto, su questo nome e sul suo significato di “trasportare”, “portare”: “A cena ti porta Lui, Sarunè”.

Con questi appuntamenti la Cantina Toso, tra le prime cantine a misurarsi con la produzione dell’innovativo Asti Secco DOCG senza solfiti, conferma la sua passione per la valorizzazione delle eccellenze del territorio, unendo la produzione di vino di altissima qualità alle risorse dell’alta cucina della Provincia.

Gli appuntamenti di novembre e dicembre sono:

8 novembre: Osteria Senza Fretta, Cuneo

14 novembre: Tra la Terra e il Cielo, Moasca

23 novembre: Carpe noctem et Diem, Pollenzo

29 novembre: Piatti di Parola, Cuneo

13 dicembre: Lovera dal 1939, Cuneo

18 dicembre: La libera, Alba