Pino Cuttaia, semplicità e solidarietà i valori per ripartire

Lo Chef bistellato di Licata continua, anche in questo momento di sospensione necessaria delle attività, a fare ciò che ama: cucinare per gli altri. I prodotti più semplici, pane e conservati, per custodire i sapori di questa stagione, raggiungono le tavole di chi ne ha bisogno, da sud a nord dell’Italia. Pino Cuttaia è inoltre fra i promotori della raccolta fondi ‘Sostegno ospedali della provincia di Agrigento’, insieme ad altri testimonial agrigentini.
 
Licata (AG), 9 aprile 2020 – Fare il pane, un gesto semplice quanto fondamentale, simbolico quanto necessario, arcaico quanto contemporaneo. In questo momento di riscoperta delle necessità primarie lo Chef Pino Cuttaia che, ancora prima dell’obbligo nazionale, ha chiuso il suo ristorante La Madia e la sua bottega Uovodiseppia, si sta dedicando alla produzione di pane da donare a clienti, amici, persone che possono averne bisogno.
 
Un momento cruciale come quello che stiamo vivendo porta ciascuno alla riflessione e lo Chef bistellato vede in questo tempo di mutamenti l’opportunità per recuperare conoscenze e abitudini dimenticate, nozioni alla base di ogni sapere. Così il semplice gesto di panificare acquista significati nobili, unendo la necessità primaria di sfamarsi alla solidarietà, in accordo con quella che è sempre stata la filosofia di Pino Cuttaia: la passione per la cucina intesa come volontà di far star bene gli altri. Ogni giorno dieci chili di grano antico siciliano diventano, grazie a questo rituale ereditato dalla nonna, ottime pagnotte destinate alle tavole di clienti e amici, come segnale di vicinanza in un momento di isolamento obbligato. Questo il modo dello chef di Licata per attualizzare e concretizzare i principi che caratterizzano da sempre la sua cucina: amore, conforto, vicinanza e condivisione. Concetti astratti che si concretizzano in un gesto quotidiano, semplice ma ricco di significato, perché tutta la cucina di Pino Cuttaia è il suo modo di comunicare. Non solo pane, lo chef sta producendo anche conserve in vaso, per custodire il gusto di questa stagione che ci stiamo perdendo: la natura infatti non si ferma, ma prosegue il suo ciclo produttivo noncurante delle nostre vicissitudini. Favette, piselli, finocchietto, erbe selvatiche: i conservati permetteranno di gustare i sapori stagionali quando l’emergenza sarà terminata e si potranno recuperare gusti al momento trascurati. Come tutta la cucina di Pino Cuttaia, anche la pratica di conservare i prodotti ha radici nella memoria personale, che si intreccia alla memoria collettiva di un popolo come quello italiano, che spesso si è ritrovato a migrare verso altri Paesi. In questo senso lo chef è come una mamma, che prepara il cibo per la famiglia, e così conserva i sapori della propria terra per permettere al figlio lontano di gustarli al ritorno oppure di portare con sé un pezzo della propria tradizione. Proprio le preparazioni in vaso sono l’oggetto di un altro gesto di solidarietà di Pino Cuttaia, che ha infatti spedito il suo speciale sugo alla milanese a Miscusi, ristorante di pasta a Milano, che aderisce al network di ristoratori che donano pasti ad alcuni ospedali della Lombardia. «Preparare ‘a milanisi, oggi come ieri, è conservare in un vaso una stagione di sapori, è cucinare con la primavera. È rendere omaggio al legame profondo e storico tra il sud e il nord, un rapporto che vive non solo nei sapori del passato ma che si rinnova nel presente – questo difficile presente – come una dedica affettuosa. È, anzi, una ricetta per essere presenti, frutto di quel gesto materno di cui il cuoco contemporaneo si è riscoperto erede, e che dona nutrimento a chi ha bisogno, come sulle tavole dei nostri ricordi.»
Oltre a contribuire mettendo a disposizione le sue competenze di chef, Pino Cuttaia è fra gli ideatori e promotori di una raccolta fondi a sostegno degli ospedali della provincia di Agrigento. Avviata sulla piattaforma GoFundMe, l’iniziativa ‘Sostegno ospedali della provincia di Agrigento’ vede fra i promotori anche Lello Analfino (cantautore e frontman dei Tinturia), Piero Barone (cantante de Il Volo), Sergio Friscia (attore e presentatore), Gianfranco Jannuzzo (attore), Daniele Magro (cantautore) e Silvio Schembri (giornalista de Le Iene). In un video lanciato sui loro profili social, oltre all’invito ai cittadini a rimanere in casa rispettando le direttive delle istituzioni nazionali e locali, i testimonial agrigentini rivolgono un appello a contribuire alla raccolta fondi, con il cui ricavato si potranno acquistare attrezzature mediche, dispositivi di protezione individuale, disinfettanti e tutto ciò di cui gli ospedali avranno bisogno per affrontare l’emergenza sanitaria.

www.ristorantelamadia.it
www.uovodiseppia.it




PASQUA 2020: GLI AUGURI AI PARENTI LONTANI? VIAGGIANO CON LA COLOMBA FILIPPI

 

 

Con il nuovo e-commerce della Pasticceria vicentina sarà possibile far giungere direttamente nelle case di amici e familiari un dolce artigianale con un messaggio personalizzato

Insieme a Pasqua, anche se lontani. Con questo spirito la Pasticceria Filippi di Zanè (Vicenza) lancia nel suo nuovo e-commerce la possibilità di regalare ai propri cari una colomba insieme a un augurio speciale. Si potrà infatti allegare un messaggio di auguri per amici o parenti, un disegno per i nonni da parte dei nipoti o un saluto personalizzato che la Pasticceria stamperà e consegnerà direttamente a casa in tutta Italia. Un piccolo gesto che, unito al sapore genuino e al profumo di tradizioni delle colombe Filippi, potrà portare in tavola la gioia della Pasqua e il calore dei propri cari anche ora che si è lontani.


“La speranza è che per Pasqua le famiglie possano tornare a riunirsi – commenta Andrea Filippi, titolare della Pasticceria con il fratello Lorenzo – ma se così malauguratamente non fosse, abbiamo pensato ad un modo per far sentire le persone più vicine. Ricevere un dono inaspettato, un dolce da portare in tavola unito ad un augurio sincero, è un modo per vivere le nostre tradizioni e sentirci vicini anche in un momento così complicato”. Ogni colomba sarà inoltre accompagnata da una cartolina dove è spiegato cosa significa essere una Benefit Corporation, come la Pasticceria Filippi, ovvero un’azienda che va oltre l’obiettivo del profitto e si impegna per avere un impatto positivo verso i dipendenti, le comunità in cui opera e l’ambiente. Sul retro il disegno di un arcobaleno e la scrittà Andrà tutto bene.
Le colombe Filippi sono realizzate con pasta madre ottenuta dal lievito naturale tenuto in vita e rinfrescato di giorno in giorno dal 1972, quando nacque la Pasticceria, e materie prime di ottima qualità e accuratamente selezionate. I prodotti Filippi sono acquistabili nel sito www.pasticceriafilippi.it/it/e_prod. Con consegna in tutta Italia, gratuita per ordini sopra i 49 euro.

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Pasticceria Filippi
La storia della Pasticceria Filippi inizia nel 1972 a Zanè, in provincia Vicenza. La filosofia della famiglia Filippi abbraccia l’idea del “tempo”: ogni cosa, fatta con rispetto, cura e passione, richiede delle sue tempistiche. Il segreto dei prodotti Filippi sta nella ricerca, nella selezione e nella cura degli ingredienti più pregiati, all’insegna della genuinità e solo con aromi naturali, per realizzare dei prodotti dal gusto armonioso, in cui ogni ingrediente è valorizzato e si combina perfettamente con gli altri.




Covid-19: Parma UNESCO Creative City of Gastronomy a fianco dell’Ospedale Maggiore di Parma

Da alcuni giorni gli chef di Parma Quality Restaurants preparano e consegnano in corsia pasti caldi per gli operatori sanitari impegnati nel contrasto al Coronavirus. Realtà come Barilla, Centro Agroalimentare, Fratelli Galloni e Parmalat hanno invece deciso di donare alimenti a favore dell’Ospedale Maggiore di Parma.

 

Parma, 23 marzo 2020 – Anche Parma UNESCO Creative City of Gastronomy si mobilita a fronte dell’emergenza Covid-19. A lanciare l’idea è stata Parma Quality Restaurants, l’associazione presieduta da chef Andrea Nizzi che riunisce una trentina di ristoratori del nostro territorio, espressione della migliore cucina parmense. Un appello raccolto dal Comune di Parma, da Parma Alimentare e dall’associazione “Parma, io ci sto!”, che hanno subito attivato un canale di dialogo con la Direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Da alcuni giorni i medici e il personale del Pronto Soccorso e dei reparti dell’Ospedale Maggiore di Parma che stanno gestendo l’emergenza Covid-19 ricevono, direttamente in corsia, pasti gratuiti curati dagli chef di Parma Quality Restaurants. Come spiega chef Andrea Nizzi, Presidente di Parma Quality Restaurants: «Il cibo è gioia, è piacere di stare insieme: in un momento difficile per noi operatori della ristorazione, a causa della chiusura forzata dei locali, abbiamo deciso di fare rete e di mettere il nostro tempo e il nostro talento in cucina a disposizione di chi è in prima linea al fianco dei cittadini nella lotta a un nemico tanto invisibile quanto pericoloso. Con il nostro piccolo gesto speriamo di poter regalare un momento di sollievo agli operatori sanitari dell’Ospedale Maggiore».

Da segnalare anche l’iniziativa di alcune aziende alimentari parmensi, che hanno deciso di donare cibo al personale che opera all’interno dell’Ospedale Maggiore di Parma, come atto simbolico di gratitudine e riconoscenza nei confronti di medici, infermieri e volontari. È il caso di Barilla, Centro Agroalimentare, Fratelli Galloni e Parmalat, che si sono attivate per recapitare all’Ospedale Maggiore di Parma una fornitura di frutta e verdura, pasta, snack dolci e salati, succhi di frutta e prosciutto crudo a basso contenuto di sodio pre-affettato.

Così Cristiano Casa, Assessore al Turismo e al progetto UNESCO del Comune di Parma – promotore del progetto Parma UNESCO Creative City of Gastronomy insieme con l’omonima Fondazione – ha commentato queste iniziative: «È un grande orgoglio far parte di una squadra composta dagli amici del Parma Quality Restaurant e da aziende come Barilla, Centro Agroalimentare, Fratelli Galloni e Parmalat. Tutte realtà sempre vicine al territorio e alla città, sia quando le cose vanno bene, sia in un momento come questo, di grave emergenza. A loro va il nostro ringraziamento: come Amministrazione, è un onore e un privilegio avere al nostro fianco soggetti con questa sensibilità».

A nome del personale impegnato nei reparti in prima linea nell’emergenza Covid-19, la Direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma ha voluto ringraziare tutti gli attori di questa iniziativa, per la generosa solidarietà dimostrata.

Questi progetti verranno portati avanti per tutta la durata dell’emergenza Covid-19: tutte le aziende food del territorio parmense possono dare il proprio contributo. L’invito, per le realtà interessate, è a contattare Parma Alimentare e l’associazione “Parma, io ci sto!”, in modo da agire in modo coordinato.

 

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Promosso dal Comune di Parma e dalla Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy, sotto la regia di “Parma Io Ci Sto!” e Parma Alimentare, il progetto Parma UNESCO Creative City of Gastronomy si propone di valorizzare le eccellenze gastronomiche della Food Valley parmense e di promuovere il brand Parma come destinazione turistica foodie.




BERLINER WEIN TROPHY: CANTINA TOLLO È LA MIGLIORE COOPERATIVA ITALIANA

Per il secondo anno consecutivo il gruppo vitivinicolo abruzzese si è aggiudicato il primo posto della categoria

È Cantina Tollo la miglior cooperativa italiana secondo la giuria internazionale del Berliner Wein Trophy, il concorso vinicolo internazionale indetto dall’agenzia DWM Deutch Wein Marketing che, con il patrocinio dell’OIV – Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino – si sta confermando come uno dei più importanti e prestigiosi appuntamenti a livello mondiale. Per la cooperativa abruzzese si tratta di una conferma: il gruppo vitivinicolo, infatti, aveva ottenuto lo stesso riconoscimento nell’edizione 2019 del concorso.
“Siamo orgogliosi – spiega Tonino Verna, Presidente di Cantina Tollo – di aver ricevuto per il secondo anno consecutivo un premio così importante. Per la nostra azienda quello della Germania è uno dei mercati più strategici, ragione per la quale vedere riconosciuti i nostri vini dalla critica tedesca è ancor più un motivo di soddisfazione, sia per il lavoro dei nostri agricoltori in vigna che per quello del nostro team in cantina”.
Il Premio Speciale Miglior Cooperativa d’Italia è stato assegnato a Cantina Tollo perché vincitrice, con i suoi vini, del più alto numero di medaglie della categoria: in questo caso infatti devono essere ottenute almeno cinque medaglie d’oro.

Chi siamo | Cantina Tollo
Cantina Tollo è oggi tra le più importanti e consolidate realtà del settore vitivinicolo italiano. Commercializza 13 milioni di bottiglie all’anno, vanta circa 700 soci e 2.700 ettari coltivati in un territorio da sempre vocato alla produzione vitivinicola. I vigneti di Cantina Tollo si estendono dalle colline del litorale fino alle pendici della Maiella, in un clima tipicamente mediterraneo, contraddistinto da escursioni termiche notevoli. La produzione è concentrata sui vitigni tipici e autoctoni del territorio (Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola), coltivati tradizionalmente a pergola, con una spiccata vocazione alla sperimentazione in campo e in cantina.
Le bottiglie Cantina Tollo sono distribuite in tutte le regioni italiane, in quasi la totalità dei Paesi dell’Unione Europea, in particolare Germania, Paesi Bassi, Francia, Danimarca e Regno Unito e, oltreoceano, in Giappone, Stati Uniti, Canada. Cantina Tollo guarda anche ai nuovi mercati emergenti come Russia, India e Cina.




Tina Marcelli e la brigata al femminile di Artifex, il ristorante gourmet del Feuerstein Nature Family Resort

Arriva dalla valle Aurina dopo tante esperienze in giro per il mondo. E per il suo team di cucina la giovane chef altoatesina ha voluto tantissime donne (“perché ce ne sono troppo poche, ai fornelli dei ristoranti top”)

Val di Fleres (BZ), 5 marzo 2020 – «Ci sono poche donne nelle cucine di alto livello. Per questo motivo, da quando lo scorso anno ho preso in mano il coordinamento dell’offerta del Feuerstein Nature Family Resort, ho voluto creare una brigata con una forte presenza femminile: siamo dodici in tutto, comprese tre pasticciere e un’apprendista. Gli uomini? Non li ho esclusi ovviamente, sono sette». Tina Marcelli (@cooking.tina), executive chef della struttura della Val di Fleres, magnifico 5 stelle a pochi chilometri da Vipiteno e dal Passo del Brennero, spiega così la sua visione del lavoro.

Originaria della Valle Aurina, classe 1986, Tina Marcelli vanta un curriculum di alto livello: in passato ha lavorato al Gartenhotel Moser di Appiano, all’Alpin Royal in Valle Aurina, al ristorante Sillianer Wirt in Austria e all’Hilton di Monaco di Baviera, prima di prendere in mano le cucine del Feuerstein. Cresciuta con una sincera vocazione per la cucina, per lei usare prodotti di stagione e, per quanto possibile, provenienti dal territorio, non è un mero esercizio di stile culinario ma, al contrario, consiste nel proporre creazioni originali e innovative, in grado di rivisitare la consolidata tradizione locale. Il tutto facendo affidamento su materie prime di altissima qualità, in un raffinato gioco di abbinamenti e combinazioni di ingredienti, con un sapiente utilizzo di erbe officinali e aromatiche (qui l’elenco dei produttori regionali con cui collabora: www.feuerstein.info/it/naturecuisine/produttori-della-regione.html). Questa filosofia la ispira sia per le proposte servite nel ristorante dell’hotel, sia per “Artifex”, il nuovo esclusivo angolo gourmet aperto nel 2019 all’interno del Feuerstein, dove propone un mix tra le eccellenze gastronomiche dell’Alto Adige, abbinate a sorprendenti suggerimenti della cucina internazionale e nazionale.


Qualche proposta nel menu di “Artifex”? Il Dim Sum, vero e proprio rito culinario orientale, rivisitato in chiave altoatesina in un caleidoscopio di gusti che spaziano dalla bresaola ai funghi, associati al kaffir o al tipico dashi giapponese, il risotto acquerello con plancton, triglia e marmellata di pomodoro, o ancora l’astice con drangoncello. Tra i suoi piatti più iconici, la tartare di manzo di razza Pustertaler, servita su una crema di cavolfiore fermentato e accompagnata da cous cous di cavolfiore: «Un piatto molto femminile, profumato con olio di abete di montagna e violette». Tra i dolci, menzione speciale per il suo sigaro al cioccolato fondente ripieno di mousse al caramello, accompagnato gelato alla birra.


Il menù è contrappuntato al meglio dalle proposte della rinnovata cantina vini, forte di 500 etichette con un focus sull’Alto Adige – ma non mancano naturalmente etichette internazionali – selezionate dall’head sommelier Eros Teboni, 28enne originario di Colle Isarco, premiato nel 2018 come miglior sommelier del mondo secondo la FIS, Worldwide Sommelier Association, associazione mondiale che raccoglie le più prestigiose realtà del settore.

Artifex”, ristorante gourmet, aperto da giovedì a domenica, dalle ore 19 (aperitivo nel ristorante), propone esclusive serate con soli 4 tavoli da 4 coperti per un totale di 16 posti a sedere (bambini ammessi da 12 anni in su), con prenotazione obbligatoria.
Menù degustazione di 5 portate 90 € a persona, 8 portate 120 € a persona. Vini in abbinamento, a 55 € o 75 € a persona.

 




PROSCIUTTO TOSCANO DOP e PECORINO TOSCANO DOP

Prima tappa appena conclusasi: 1- 3 marzo 2020 al  RC Show di Toronto

 

Prosciutto Toscano DOP e Pecorino Toscano DOP sono le stelle italiane che hanno brillato in occasione del RC Show, la principale fiera canadese B2B dedicata alle ultime tendenze del settore food and beverage appena conclusasi a Toronto. In questa occasione oltre 20.000 professionisti tra buyer, chef, ristoratori, sommelier e distributori hanno avuto la possibilità di approfondire o approcciare per la prima volta la conoscenza di queste due eccellenze italiane protagoniste del progetto di promozione internazionale Cut & Share. Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea e con durata triennale, ha l’obiettivo di promuovere presso i mercati di Canada e Stati Uniti i prodotti europei DOP e in particolare le due specialità toscane: il Prosciutto Toscano DOP, che porta con sé oltre un millennio di storia legata alla trasformazione e conservazione delle carni suine e il pecorino Toscano DOP, che vanta origini risalenti al periodo etrusco e addirittura una citazione di Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia.

Dopo la tappa di Toronto, Cut & Share porterà la qualità agroalimentare europea DOP a New York in occasione del Summer Fancy Food 2020 e proseguirà fino al 2023 presso le principali città degli Stati Uniti e del Canada con seminari, workshop, degustazioni e attività promozionali nelle catene della GDO, puntando a raggiungere tanto il consumatore finale quanto i professionisti, gli  influencer e gli opinion leader d’oltreoceano. Un obiettivo ambizioso e importante per tutto il settore agroalimentare, uno tra i più accreditati ambasciatori del Made in Italy nel mondo, i cui prodotti  DOP sono un pilastro di identità nazionale.

“Il nostro intento è duplice: da una parte sentiamo l’esigenza di comunicare cosa ci sia dietro i nostri prodotti DOP, esaltando i concetti di salubrità, genuinità, tracciabilità, unicità e quindi ‘non replicabilità’ legati al territorio. Al contempo riteniamo non prorogabile la necessità di difendersi dall’avanzata della ‘agropirateria’ che sta dilagando a ritmi allarmanti” dichiara Fabio Viani, presidente del Consorzio del Prosciutto Toscano DOP. “Per rendere efficacie questo duplice obiettivo e dare forza a tutta la filiera rafforzandone la presenza sui mercati internazionali occorre fare squadra. E così stiamo facendo con il Consorzio del Pecorino Toscano DOP nell’ambito di Cut & Share, progetto che ben esprime gli obiettivi strategici della Comunità Europea:  aumento della conoscenza di prodotti a denominazione d’origine comunitaria attraverso campagne di informazione rivolte agli operatori del settore e ai consumatori finali” conclude Viani.

 




Salame Felino IGP: 75 milioni di euro di fatturato per il comparto nel 2019

Crescono le produzioni etichettate, a fronte di una leggera riduzione dei kg di carne scelta lavorata. L’export si conferma in buona salute, con un’incidenza del 20% sul fatturato del comparto, che raggruppa 14 aziende, per oltre 500 occupati, considerando l’indotto.

 Parma, 4 marzo 2020 – Nel 2019 il comparto del Salame Felino IGP ha fatto registrare un fatturato al consumo di circa 75 milioni di euro: un risultato che ricalca quello del 2018. Come emerge dai dati forniti da ECEPA – Ente di Certificazione di Prodotti Agroalimentari, a fronte di una leggera riduzione dei kg di carne lavorata (5,03 milioni di kg nel 2019), negli ultimi 12 mesi sono aumentate del 3,9% le produzioni etichettate.

Dall’analisi dei dati di mercato, la GDO si conferma il principale canale di commercializzazione: il Salame Felino IGP rimane la referenza più premiata dai consumatori. Il segmento del pre-affettato è stabile, attestandosi al 17,4% della produzione.

Per quanto riguarda l’export, che incide per circa il 20% del fatturato del comparto, il Salame Felino IGP si conferma un’eccellenza salumiera italiana apprezzata principalmente nell’area UE, in particolare in Francia e Germania.

A parlare in rappresentanza del Consorzio di Tutela del Salame Felino IGP, che riunisce 14 aziende del territorio parmense che occupano, considerando anche l’indotto, oltre 500 persone, è il Presidente Umberto Boschi: «Il 2019 è stato un anno in linea con le attese: lo possiamo considerare positivo, tenendo conto delle tensioni fatte registrare dal mercato delle carni, con un rincaro importante delle materie prime, legato principalmente all’aumento della domanda di carne suina in Cina. Il 2020 è iniziato in modo positivo: è però ancora prematuro fare previsioni attendibili, alla luce di una variabile come l’emergenza Coronavirus, che potrebbe avere riflessi sul mercato. Non desta invece particolari preoccupazioni l’uscita del Regno Unito dalla UE, perché nel 2020, per gli scambi, proseguirà il regime transitorio».

«Come Consorzio, anno dopo anno siamo sempre più impegnati in attività di comunicazione e promozione, sfruttando anche i finanziamenti ottenuti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – prosegue il Presidente Boschi –. Proprio in questi giorni andremo a presentare al Mipaaf un nuovo piano di attività per il biennio 2020/21. Dopo Wine & Siena, a Siena dall’1 al 3 febbraio, il prossimo appuntamento che vedrà impegnato il Consorzio, a giugno, è Vinitaly, al fianco di Slow Food: una collaborazione partita due anni fa e che portiamo avanti con soddisfazione».




“Imprese Aperte”: Coppini Arte Olearia apre le porte del MuseoAgorà nel weekend

Sabato 7 e domenica 8 marzo visite guidate gratuite alla scoperta della cultura dell’olivo e dell’arte di estrarre l’olio.

 

Parma, 3 marzo 2020 – È Coppini Arte Olearia l’azienda che ha l’onore di dare il via ufficiale al progetto “Imprese Aperte, promosso dall’associazione “Parma, io ci sto! e dall’Unione Parmense degli Industriali e fondato sul concetto di azienda come attore sociale sul territorio e come luogo di produzione di cultura. Sabato 7 e domenica 8 marzo, Coppini Arte Olearia aprirà al pubblico le porte del MuseoAgorà Orsi Coppini: un viaggio sensoriale e simbolico nella cultura dell’olivo, per raccontare ai visitatori l’arte di estrarre l’olio d’oliva. Le visite saranno guidate, con partenza ogni 30 minuti, nelle fasce orarie 10:00-13:00 e 15:00-18:00. Ogni gruppo potrà accogliere fino a un massimo di 30 ospiti. La visita è gratuita e può essere prenotata sul sito Web: www.vivaticket.it. Quella del weekend non sarà l’unica occasione per visitare il MuseoAgorà Orsi Coppini: la struttura, infatti, sarà aperta al pubblico ogni fine settimana, da marzo fino a novembre.

Da oltre 70 anni Coppini Arte Olearia contribuisce a scrivere la storia dell’olio extravergine d’oliva italiano: l’avventura imprenditoriale dell’azienda partì infatti il 26 marzo 1946, per iniziativa di Amèrico Coppini. Oggi Coppini Arte Olearia, alla terza generazione di famiglia, è una realtà di riferimento per la produzione e la distribuzione di olio extravergine di qualità certa e certificata. Uliveti e frantoi sono situati in tre Regioni – Abruzzo, Puglia e Sicilia – e sono oltre 3.300 gli olivicoltori che, dal 2002 a oggi, hanno conferito le proprie olive – nel rispetto del disciplinare e della consulenza degli esperti agronomi dell’azienda – nei frantoi gestiti da Coppini Arte Olearia. Prima azienda del settore in Italia, già dal 1992 Coppini Arte Olearia ha introdotto su ogni bottiglia una carta di identità, dichiarando tutti i dati relativi all’olio extravergine d’oliva imbottigliato.

Aperti al pubblico di “Imprese Aperte”, il Museo d’Arte Olearia e l’Agorà tra gli Ulivi, un anfiteatro per 500 persone in pietra di Prun bianca, sorgono a San Secondo Parmense, all’interno di un parco naturale di diverse cultivar italiane di olivo, nell’area del caseificio ottocentesco del Podere Fieniletto. L’itinerario espositivo e sensoriale ruota intorno all’ulivo, albero sacro in tutte le civiltà, simbolo di pace e dialogo, fonte di sostentamento e cura del corpo e dello spirito, e all’olio. E proprio la degustazione di olio extravergine d’oliva sarà una delle tappe fondamentali della visita al MuseoAgorà Orsi Coppini.

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Inserito nel calendario di Parma Capitale Italiana della Cultura come evento speciale, “Imprese Aperte” è un progetto promosso dall’associazione per lo sviluppo sociale “Parma, io ci sto!” e da Unione Parmense degli Industriali.  Una quarantina le aziende parmensi coinvolte, per oltre 300 eventi in programma tra marzo e novembre 2020. Queste le aziende coinvolte, in ordine alfabetico: A Due; AAC Consulting; Agugiaro & Figna; Altea; Barilla; Bonatti; Bugnion; Caggiati Matthews International; Casa di Cura “Città di Parma”; Cav. Umberto Boschi; CFT; Chiesi Farmaceutici; Consorzio Agrario Parma; Coppini Arte Olearia; Dallara; Davines; Fidenza Village; Food Farm 4.0; Fratelli Galloni; Gea Procomac; Gruppo Colser-Auroradomus; GSK; Impresa Allodi; Laterlite; Lincotek (già Turbocoating); L’Isola d’Oro; Monte delle Vigne; Opem; Parmacotto; Parmalat; Pinko; Raytec; Rizzoli Emanuelli; Rodolfi Mansueto; Salumificio Trascinelli; Sidel; Sinapsi Group; The Brand Company; Transfer Oil; X3Energy.




IL CONSORZIO TUTELA VINI MONTECUCCO CONTINUA LA SUA ATTIVITÀ DI PROMOZIONE INTERNAZIONALE E A MARZO VI ASPETTA AL PROWEIN

 
PROWEIN 2020
Pad. 16 – Stand E31

Messe Düsseldorf

Dal Sangiovese al Vermentino, il Montecucco DOC e DOCG è pronto a raccontare al pubblico tedesco tutte le peculiarità della sua vulcanica produzione, vera e propria perla della Maremma

   

Anche quest’anno il Consorzio Tutela Vini Montecucco torna in scena al ProWein, la Fiera Internazionale di settore in programma a Düsseldorf dal 15 al 17 marzo 2020, con una selezione di circa 20 etichette, nuove annate di rossi e bianchi della Denominazione, declinate in Montecucco Rosso e Rosso Riserva, Sangiovese DOCG e DOCG Riserva e, infine, Montecucco Vermentino. Come nelle ultime edizioni, la dop amiatina condividerà lo spazio espositivo – Pad 16, stand E31 – con i due consorzi di tutela DOC Maremma e DOCG Morellino di Scansano, manifestando ancora una volta la volontà di promuovere in maniera coordinata e congiunta i valori e l’identità del territorio maremmano.
La kermesse di Düsseldorf, proprio per il suo richiamo internazionale, resta uno dei palcoscenici più importanti per i vini del Montecucco, il cui 65% continua a volare sui mercati esteri. E proprio la Germania, superata solo dagli Stati Uniti, si riconferma la nazione europea che maggiormente apprezza la vulcanica produzione vinicola del Monte Amiata. Bilanci che fanno ben sperare, scongiurato soprattutto il pericolo dazi per cui i produttori italiani hanno tirato un temporaneo sospiro di sollievo. Preoccupa indubbiamente la Cina colpita dalla piaga del nuovo Coronavirus, mercato che negli ultimi tempi stava iniziando a guadagnare quote importanti. L’Estremo Oriente – Giappone, Hong Kong, Singapore – rappresenta in ogni caso la nuova sfida per il Consorzio: mercati che hanno dimostrato di apprezzare i vini amiatini e su cui bisognerà quindi intensificare l’attività di promozione e informazione in favore di una maggior penetrazione e diffusione del prodotto.

Infine, tra i filari del Montecucco si continua a praticare una viticoltura sostenibile, altro elemento caratterizzante della DOC e DOCG. La Denominazione vanta infatti circa il 70% di produzione biologica e ha da disciplinare le rese per ettaro tra le più basse in assoluto, puntando sempre alla massima qualità possibile. Una scelta senza dubbio etica, ma, in un certo senso, anche obbligata: sì perché il Montecucco presenta una naturale vocazione all’agricoltura, con condizioni climatiche favorevoli dovute sia alla vicinanza con il Mar Tirreno, con costanti venti asciutti, sia alla protezione del Monte Amiata.

Ad aprile, il Consorzio tornerò protagonista a Vinitaly, Verona (19-22 aprile 2020, Pad. 9 – Stand B6).

www.consorziomontecucco.it
 
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Il Montecucco, la nuova promessa del vino toscano, nasce dalle uve coltivate con passione nei 7 comuni della denominazione di origine controllata e garantita, la DOCG in vigore da settembre 2011: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano. La Denominazione, con le sue 68 aziende associate, punta a uno sviluppo che possa coniugare gli aspetti produttivi con quelli promozionali e turistici del territorio: la zona, altamente vocata alla produzione del Sangiovese, gode di condizioni climatiche estremamente favorevoli, vicino al Mar Tirreno – da cui dista solo pochi km in linea d’aria – e all’ormai spento vulcano Amiata, che con i suoi 1.738 metri di altezza domina tutto il territorio compreso tra la Maremma, la Val d’Orcia e la Val di Chiana. Qui si sono succeduti Etruschi, Romani, Longobardi, monaci benedettini, dominio senese e la famiglia dei Medici: una stratificazione storica che ha lasciato tracce indelebili e testimonianze che ancora oggi sono visibili nei borghi, negli stupendi agriturismi e nelle dimore d’epoca, nella produzione di olio e, soprattutto, di vino.
 
Per appuntamenti in fiera, a Prowein e Vinitaly
RSVP:

Ufficio stampa Consorzio Tutela Vini Montecucco
Valentina Fraccascia
Email. press@consorziomontecucco.it
M. +39 349 6225578




ANTONIANO BOLOGNA: «IL CORONAVIRUS NON FERMA LA SOLIDARIETÀ. KIT ALIMENTARI PER I PIÙ FRAGILI»

All’Antoniano di Bologna sospese tutte le attività aperte al pubblico, ma pasti garantiti ai più fragili attraverso sacchetti da asporto. Già distribuiti più di 200 kit alimentari.  Fr. Giampaolo Cavalli: «Prevenzione fondamentale, ma non possiamo abbandonare le persone di difficoltà».

Il coronavirus non ferma la solidarietà e l’aiuto nei confronti del prossimo. L’Antoniano di Bologna, in ottemperanza alle disposizioni del ministero della Salute e della Regione Emilia-Romagna per il contenimento e la gestione dell’emergenza COVID-2019, sospende tutte le attività aperte al pubblico, ma non il proprio impegno quotidiano in favore delle persone in difficoltà.

«La nostra mensa francescana – spiega il direttore dell’Antoniano fr. Giampaolo Cavalli – per ragioni precauzionali resterà chiusa fino al primo marzo, ma non lasceremo sole neanche per un attimo le persone che hanno bisogno di noi: i nostri volontari distribuiranno agli ospiti della mensa dei sacchetti alimentari d’asporto per tutta la settimana».

«Siamo convinti che la prevenzione sia importante e per questo abbiamo immediatamente aderito alle indicazioni del ministero e della Regione e alle conseguenti disposizioni della Diocesi di Bologna, ma le persone in difficoltà non possono essere lasciate sole», aggiunge fr. Giampaolo Cavalli, precisando che negli ultimi due giorni, grazie alla grande disponibilità dei volontari dell’Antoniano, sono stati già distribuiti oltre 200 sacchetti alimentari. «Tanti anni fa, prima dell’inaugurazione della mensa – sottolinea – distribuivamo i pasti proprio nel chiostro che stiamo utilizzando in questi giorni di emergenza. Un chiostro che accoglie, ora come allora, diffondendo quel messaggio di carità che è parte fondativa della missione di Antoniano, alla sua nascita come oggi».

Nel rispetto dell’ordinanza regionale, sono state sospese anche la programmazione del cinema-teatro dell’Antoniano e, in via precauzionale, le attività di formazione dedicate ai bambini, comprese le lezioni del Piccolo Coro. «Al momento queste disposizioni sono attive fino al primo marzo, capiremo come organizzare le attività nei prossimi giorni sulla base delle comunicazioni ministeriali e regionali», aggiunge il direttore dell’Antoniano.

«Questi giorni sono molto strani – conclude fr. Giampaolo Cavalli – la paura ci invita a trovare rifugi sicuri per difenderci e corriamo il rischio di pensare che i muri restino l’unica possibilità. Chi si trova in situazioni di difficoltà non può confidare nei muri. Con tutte le precauzioni indicate dalle autorità, continueremo ad esserci. Un detto che sento vicino dice “se vuoi andare in fretta corri da solo, se vuoi andare lontano vai insieme a qualcuno”». 

ANTONIANO. L’Antoniano è un luogo dove si vive concretamente la solidarietà e dove le iniziative culturali, l’intrattenimento e la comunicazione sociale vengono declinati secondo i valori francescani, riprendendo, rinnovando e alimentando lo spirito francescano e mettendolo al servizio dei più deboli e del mondo dell’infanzia. Nasce dal sogno di un giovane francescano – Padre Ernesto – in un lager della Seconda guerra mondiale: “servire i poveri come in un ristorante” e mettere a frutto il talento dei giovani. Nasce da una promessa per l’avvenire da nutrire con tenacia e realizzare con perseveranza. La prima pietra dell’Antoniano di Bologna è stata posata nel 1953, quando i frati minori del Convento di Sant’Antonio di Bologna hanno posto le basi per una sfida importante: portare l’esperienza quotidiana e concreta del Vangelo in mezzo alla gente sull’esempio di San Francesco d’Assisi.  Le iniziative originarie – la mensa per i poveri, l’Accademia d’Arte Drammatica, il cinema-teatro – negli anni Sessanta sono state affiancate da attività del tutto inedite: le produzioni televisive e discografiche. Tra queste, lo Zecchino d’Oro destinato a diventare un attesissimo appuntamento annuale, una chiave dell’immaginario, un tassello importante nella storia della televisione italiana. Nel corso degli anni sono nate nuove realtà, come Antoniano-Insieme per i bambini disabili, e sono stati attivati nuovi progetti in favore dell’infanzia e di chi vive in situazione di emergenza e bisogno.

LE ATTIVITÀ DI ANTONIANO NEL SOCIALE. Antoniano è casa e famiglia per le persone più fragili. Apre le proprie porte alle persone che vivono in difficoltà e chiedono aiuto. Tende una mano chi cerca un’opportunità per ripartire. Seguendo gli insegnamenti di San Francesco, Antoniano va incontro alle persone e aiuta chi ha perso il lavoro, chi ha fame, chi non ha un tetto, chi scappa dalla guerra: tutte persone in cerca di una mano che le sostenga e le accompagni verso un futuro più sereno. I valori guida di Antoniano sono rispetto, solidarietà, condivisione e fraternità. Il sostegno offerto ai più fragili si sviluppa in un percorso di 4 passi:

  • Il pasto perché offrire un posto a tavola significa donare dignità e amore come in una famiglia
  • L’ascolto, perché bisogna conoscere l’altro, i suoi pensieri e i suoi bisogni per potergli stare accanto
  • L’accoglienza, perché solo quando ti senti a casa puoi riprendere in mano la vita e affrontare il mondo
  • L’aiuto, perché la sfida quotidiana può essere la spesa o il pagamento di una bolletta, ma anche fare una corsa insieme agli altri bambini.