PARMIGIANO REGGIANO LANCIA “AMO CIÒ CHE MANGIO 3.0”: IL PROGETTO GRATUITO PER COSTRUIRE ESPERIENZE DI BENESSERE IN CLASSE E IN FAMIGLIA

Amo ciò che mangio 3.0 si rivolge a tutte le scuole italiane dall’infanzia alla secondaria di primo grado e sarà completamente gratuito: il percorso nasce dall’esigenza di educare bambini e ragazzi ad una ricerca e costruzione del benessere, in tutte le sue forme.

Reggio Emilia, 18 gennaio 2021 – Il Consorzio Parmigiano Reggiano lancia Amo ciò che mangio 3.0, il progetto gratuito rivolto a insegnanti, classi e famiglie delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado per costruire esperienze di benessere in classe e in famiglia. Giunto alla sesta edizione, Amo ciò che mangio ha coinvolto oltre 6.000 insegnanti e più di 150.000 studenti a livello nazionale.

Dal punto di vista organizzativo, il progetto prevede una formazione iniziale per gli insegnanti e la conseguente proposta di un percorso a tappe: quella inziale, Che forma hanno le emozioni? in partenza a gennaio; la seconda, incentrata sul benessere si svolgerà ad aprile; la tappa finale, Una forma speciale: quella di Parmigiano Reggiano si terrà a maggio.

Al termine del percorso, per mantenere il clima di scoperta ed emozione, si prevede lo svolgimento di una gita virtuale in caseificio. Gli studenti e gli insegnanti potranno interagire con il processo che darà vita a una forma di Parmigiano Reggiano.

La ricerca e costruzione del benessere, in tutte le sue forme, è quanto di più attuale e urgente nel contesto in cui stiamo vivendo; la pandemia, il lockdown, le restrizioni che viviamo ogni giorno hanno aumentato e amplificato il livello di ansia e paura percepito da ognuno e hanno reso tutti più fragili e vulnerabili.

Moltissime ricerche svolte in questi ultimi mesi hanno evidenziato un grande aumento di disagio psicologico e relazionale, individuando proprio nei bambini e nei ragazzi coloro che più di altre categorie stanno sentendo le ripercussioni psicologiche ed emotive di questa situazione.

“In questo momento, così precario ed imprevedibile afferma Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio – il Parmigiano Reggiano diventa promotore ed ambasciatore del benessere non solo dal punto di vista alimentare, sostenendo insegnanti, alunni e famiglie nella costruzione ed esperienza di un benessere quotidiano, da vivere nelle emozioni, nel rapporto con gli altri e la comunità, nella relazione con il territorio e l’ambiente”.

Il progetto, realizzato da Creativ, parte dalle precedenti edizioni di Amo ciò che mangio, ne conserva la base e la arricchisce di nuovi contenuti ed attività relativi ai pilastri del Brand Manifesto del Consorzio Parmigiano Reggiano: territorio, ambiente, comunità e benessere. Le caratteristiche del Parmigiano Reggiano della sua filiera di produzione diventano quindi spunti di lavoro e riflessione per stare bene, con sé stessi e con gli altri.

“Il 2021 – spiega Carlo Mangini, direttore marketing, comunicazione e sviluppo commerciale – rappresenterà, per il nostro Consorzio, la pista di decollo di tantissime iniziative che hanno avuto la loro origine nella volontà di stipulare un vero e proprio ‘patto’ con il consumatore, basato sugli impegni del nostro Brand Manifesto. Quello del contributo alla corretta informazione per una sana alimentazione è destinato alla nostra comunità e rappresenta un grande e centrale valore per tutti noi”.

 

Per maggiori informazioni: https://www.creativlearning.it/scaglie-di-benessere/




“PIAVE DOP & NICE TO EAT-EU AR”

Apprezzatissima l’app di realtà aumentata del Formaggio Piave DOP.

 

Busche, 15/01/2021 – Prosegue positivamente il progetto “Piave DOP & Nice to Eat-EU AR”, la nuovissima App di Realtà Aumentata realizzata dal Consorzio per la Tutela del Formaggio Piave DOP nell’ambito della campagna cofinanziata dell’Unione Europea Nice to Eat-EU.

L’app scaricabile gratuitamente, sia in lingua italiana che in lingua tedesca, propone un format ad alto coinvolgimento emozionale e di facilissima fruizione, perfetto per i più piccoli, che permette di accedere a una molteplice varietà di contenuti – tra cui video, animazioni 3D, giochi e ricette – in modo dinamico, semplice e stimolante.

Scopriamo insieme il mondo di “Piave DOP & Nice to Eat-EU AR”.

L’applicazione è interamente studiata sulla base della realtà aumentata. Non appena si accede si viene catapultati in un mondo virtuale creato con l’arricchimento della percezione sensoriale; si ha la sensazione di vivere all’interno del contenuto, di esserne completamente circondati.

Il menù iniziale propone molteplici sezioni dedicate alla storia del Piave DOP, permettendo così a grandi e piccini di conoscere i valori che stanno alla base dei concetti di tutela e garanzia, il significato di Denominazione d’Origine Protetta, l’importanza della certificazione e dei regimi di qualità europei sulla sicurezza e sanità degli alimenti e sulla loro tracciabilità.

Attraverso tre diverse aree tematiche 3D sarà possibile scoprire tutto sul formaggio Piave DOP; da come viene prodotto, fino al suo riconoscimento nel mondo. Non solo, si potrà perfino scoprire i territori in cui vivono e pascolano le pregiate razze di mucche, selezionate per la sua produzione.

È inoltre presente un’interessantissima sezione interamente dedicata alle ricette che propone un diverso utilizzo del Piave DOP in abbinamento a vari alimenti, spiegando nel dettaglio ingredienti e procedimenti, dando ottimi suggerimenti e spunti per la creazione di nuovi piatti adatti sia agli “chef più esperti” che alle persone che vogliono avvicinarsi alla buona cucina, e perché no, ai “piccoli chef” amanti del formaggio.

A tal proposito, segnaliamo che nei prossimi giorni sarà inoltre disponibile il nuovo ricettario 2021 scaricabile gratuitamente dall’App che permetterà di avere sempre a portata di mano ricette originali da provare.

Infine nella sezione “Gioca con Captain Piave” si potrà vivere il lato più giocoso del Piave DOP, combattendo virtualmente contro il malefico Dr. Fake.

Nel gioco denominato Fake Hunters, i partecipanti dovranno impersonare Captain Piave – il Supereroe protagonista che difende il formaggio Piave DOP da abusi e contraffazioni – e livello dopo livello diventerete paladini dell’autenticità dei marchi di qualità europei.

Fake Hunters è disponibile gratuitamente su dispositivi pc, tablet e smartphone su entrambe le piattaforme iOS e Android, semplicemente accedendo e registrandosi al sito https://fakehunters.nicetoeat.eu.

Provalo subito, Captain Piave ti aspetta!

Il Consorzio di Tutela (www.formaggiopiave.it), promuove il formaggio Piave DOP e la divulgazione di corrette informazioni sulle specificità del prodotto, oltre alla comunicazione on e offline per favorirne la conoscenza e ampliarne il consumo. È possibile seguire il Consorzio e il progetto Nice to Eat-EU su Instagram @nice_to_eateu, Facebook @NiceToEatEU (FB) e YouTube (all’omonimo canale) e con l’hashtag ufficiale #Nicetoeateu, oltre che sul sito www.nicetoeat.eu




ASOLO PROSECCO PIÙ FORTE DEL COVID: +10% RISPETTO AL 2019

Il 2020 si è chiuso raggiungendo i 18,7 milioni di bottiglie certificate, che fanno balzare l’Asolo Prosecco al 20° posto fra le denominazioni di origine italiane. Ulteriore e significativa accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno

L’Asolo Prosecco chiude il 2020 a quota 18,7 milioni di bottiglie certificate, con un incremento del 10% rispetto al 2019, quando le certificazioni erano ammontate a 17 milioni di bottiglie. Nonostante la congiuntura dettata dalla pandemia, le vendite dell’Asolo Prosecco si sono mantenute costantemente al di sopra dei livelli dell’anno precedente per tutto il 2020: in ottobre e novembre si è registrata un’ulteriore impennata, con 2,5 milioni di bottiglie certificate in ciascuno dei due mesi, così come si è confermato in accelerazione il mese di dicembre, che ha segnato una crescita del 34% rispetto all’ultimo mese del 2019. In ragione dei risultati del 2020, l’Asolo Prosecco è salito al 20° posto fra le denominazioni di origine italiane dalla 31a posizione occupata solo nel 2018. Si tratta della settima denominazione italiana specializzata nella coltivazione di uve bianche e la quarta nella spumantistica.
“Nonostante i gravi cambiamenti che la pandemia ha prodotto sulla società e sulle abitudini verso i consumi – commenta il presidente del Consorzio Asolo Prosecco, Ugo Zamperoni -, il 2020 è stato un altro anno di consistente incremento per la nostra denominazione. I dati dell’ultimo trimestre rafforzano la percezione della dinamica ancora crescente della domanda di Asolo Prosecco, il che conferma la validità delle scelte che abbiamo adottato per la vendemmia 2020, quando siamo stati tra i pochi Consorzi di tutela italiani a non ridurre le rese, ritenendo addirittura opportuno richiedere alla Regione Veneto l’autorizzazione ad adottare la riserva vendemmiale: una scelta espansiva che ci permetterà di assecondare eventuali richieste aggiuntive, qualora nel corso del nuovo anno il mercato continuasse a domandare volumi sempre maggiori. Del resto, già la scorsa primavera scegliemmo di liberare lo stoccaggio della vendemmia 2019 per non creare criticità nell’offerta di prodotto, e anche questa si è dimostrata una scelta corretta. I dati delle giacenze, poi, ci dicono che il vino prodotto nel 2019 è praticamente tutto esaurito, tanto che negli ultimi mesi del 2020 è stato necessario usufruire di vino nuovo”.
La crescita dell’Asolo Prosecco è avvenuta soprattutto attraverso il canale della grande distribuzione, sia in Italia che all’estero, mentre hanno riscontrato delle criticità le aziende medio-piccole che avevano come principale canale di sbocco la ristorazione italiana, fortemente penalizzata dalla crisi. “Proprio per questo – spiega Zamperoni – le attività di promozione che abbiamo in cantiere nelle maggiori città nazionali mireranno ad interessare all’Asolo Prosecco una fascia sempre più ampia di utenti, sensibili ad una produzione spumantistica connotata dai forti valori identitari qual è la nostra. Ci conforta peraltro che nel 2020 i valori dell’uva e del vino all’ingrosso si siano mantenuti costanti, se non con qualche accenno al rialzo, permettendo di mantenere equilibri proporzionati all’interno di una filiera che si sta fortemente impegnando nel garantire una continua crescita di qualità, come dimostrano le posizioni di assoluto rilievo conquistate nel 2020 da molti produttori di Asolo Prosecco pressoché in tutti i maggiori concorsi enologici internazionali”.




“Montepulciano Amore Mio”: l’incanto della Toscana da regalare a San Valentino e vivere tutto l’anno

A scelta tra tour enogastronomici ed escursioni outdoor con panorami mozzafiato

Montepulciano 11 gennaio 2021. Quest’anno si preannuncia un San Valentino diverso ma con Montepulciano Amore Mio si può regalare l’incanto della Toscana a chi si ama. La voglia di tornare a viaggiare, di lasciarsi conquistare da paesaggi mozzafiato e da prelibatezze per il palato sono gli ingredienti per un soggiorno romantico da vivere in qualsiasi momento dell’anno, fino al 15 dicembre prossimo, per scoprire Montepulciano e la Valdichiana senese tra uliveti, vigneti e borghi medievali.

Con la campagna “Montepulciano Amore Mio” il Comune di Montepulciano vuole invitare i turisti a scoprire la bellezza del patrimonio artistico e culturale di Montepulciano con i suoi sapori e colori più autentici.

Montepulciano Amore Mio ricorda il fermento culturale ed economico che ha segnato la nascita dei principali eventi della cittadina negli anni ’70, come l’omonima mostra d’arte contemporanea. La vivacità culturale di quel decennio ha portato Montepulciano, centro rinascimentale sulle colline che dominano la Val d’Orcia e la Val di Chiana, a essere una realtà di riferimento per l’offerta culturale e per la qualità della vita in Toscana.

Con Montepulciano Amore Mio vi è la possibilità di vivere un’esperienza unica per soddisfare tutti i desideri e le aspettative del viaggiatore curioso, attivo, con la voglia di emozionarsi e anche rilassarsi. Con i voucher aperti “Amore Mio”, proposti da Valdichiana Living, l’idea è che Montepulciano diventi anche un “amore tutto vostro”, scegliendo tra tre pacchetti: una vacanza da sogno nella perla del ‘500, un week-end gourmet in Toscana e alla scoperta della città del Vino Nobile, che fu la prima DOCG d’Italia.

Una vacanza da sogno nella perla del ‘500

Si può regalare una tre giorni che unisce la bellezza del paesaggio alla delizia per il palato. Si parte il primo giorno con un gourmet tour in town tra i vicoli del centro storico che porta a scoprire il centro storico e la sua storia. Tra panorami mozzafiato e palazzi rinascimentali, si ha l’opportunità di degustare le specialità più caratteristiche del territorio, facendo sosta in una bottega di prodotti tipici, presso un ristorante tradizionale e all’interno di una cantina sotterranea. Il gourmet tour consente di assaporare le migliori eccellenze del territorio come il formaggio pecorino di Pienza a diversi livelli di stagionatura, i saporiti salumi toscani, la bruschetta con l’olio extravergine di oliva toscano, i celebri pici fatti a mano, e ovviamente il Vino Nobile di Montepulciano DOCG e il Rosso di Montepulciano DOC.

Il secondo giorno è prevista un’escursione outdoor in e-bike sul Sentiero della Barlettaia o il Sentiero del Nobile. Il Sentiero della Barlettaia si sviluppa per una strada panoramica di 20 km tra Montepulciano e Pienza. Un accompagnatore fa da guida al Tempio di San Biagio che si affaccia su panorami unici della Val d’Orcia, paesaggio Patrimonio UNESCO. In alternativa si può ammirare il Sentiero del Nobile che prende il nome dal Vino Nobile, che sul territorio di Montepulciano ha la sua esclusiva zona di produzione. Questo percorso cicloturistico, adatto a tutti, si snoda prevalentemente in discesa lungo i fianchi delle colline che ospitano vigneti, oliveti e campi coltivati. Senza tralasciare, in entrambi i casi, l’aspetto gourmet dell’escursione.

A seguire una cena gourmet in un ristorante del centro storico di Montepulciano con degustazione di carne chianina.

L’ultimo giorno un pranzo con il Vino Nobile di Montepulciano e i piatti tipici del territorio della Valdichiana. L’esperienza inizia presso un’azienda vitivinicola, con la visita al vigneto e alla cantina, alla scoperta dell’arte della vinificazione del Vino Nobile di Montepulciano.

Dopo il tour è il momento di sedersi e degustare i pregiati vini in abbinamento ai piatti classici della cucina toscana. Un tour ideale per coniugare la scoperta del Vino Nobile di Montepulciano con la tradizione enogastronomica locale.

Un week-end gourmet in Toscana

Due giorni e una notte per scoprire la città del Vino Nobile di Montepulciano DOCG e concedersi un pomeriggio gourmet nel centro storico. Eccellenza, qualità e genuinità sono le parole che meglio descrivono questa visita di Montepulciano all’insegna del gusto. Il primo giorno è dedicato al gourmet tour in town, mentre il secondo è prevista la visita al maestoso Tempio di San Biagio, subito fuori dalle mura medievali della città del Poliziano. La chiesa a croce greca fu realizzata da Antonio da Sangallo il Vecchio nel 1500 e rappresenta la summa di studi rinascimentali.

Alla scoperta della città del Vino Nobile

La terza proposta è una due giorni con pernottamento per degustare il pregiato Vino Nobile di Montepulciano DOCG nelle suggestive cantine monumentali. Il primo giorno si parte da Piazza Grande, per scoprire la storia delle cantine di Montepulciano e il profondo legame tra la cittadina e il suo Vino Nobile. Per l’occasione si prevede la visita all’interno di due cantine sotterranee, tra cunicoli scavati nel tufo e spettacolari volte di mattoni. Qui si trovano le gigantesche botti di rovere, al cui interno riposano il pregiato Vino Nobile di Montepulciano DOCG e il Rosso di Montepulciano DOC. A conclusione di ogni visita, è inclusa la degustazione guidata dei vini.

Per il secondo giorno, invece, è consigliata una visita con audioguida del Tempio di San Biagio e la visita del Museo Civico Pinacoteca Crociani che, insieme a reperti archeologici, custodisce oltre duecento autentici capolavori compreso un ritratto di gentiluomo, recentemente attribuito a Caravaggio.

La posizione di Montepulciano è straordinaria, un vero balcone che si affaccia sulle dolci colline senesi, così come straordinario è il suo patrimonio architettonico, con remote origini etrusche e romane, sviluppo medievale e fioritura rinascimentale, e quello enogastronomico.

 

I voucher sono utilizzabili entro il 15 dicembre 2021 (esclusi ponti e festività) e sono prenotabili via mail a booking@valdichianaliving.it 




S. VITO LO CAPO: ANNUNCIATE LE DATE DELL’EDIZIONE 2021 DEL COUS COUS FEST LA RASSEGNA SARÀ NEL SEGNO DEL RICONOSCIMENTO DEL COUS COUS PATRIMONIO UNESCO

  1. VITO LO CAPO: ANNUNCIATE LE DATE DELL’EDIZIONE 2021 DEL COUS COUS FEST

LA RASSEGNA SARÀ NEL SEGNO DEL RICONOSCIMENTO DEL COUS COUS PATRIMONIO UNESCO

SAN VITO LO CAPO (TRAPANI), 13 GEN. Si svolgerà dal 17 al 26 settembre 2021 la prossima edizione del Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell’integrazione culturale. Organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo e dall’agenzia di comunicazione Feedback, producer dell’evento, la manifestazione ha subito uno stop lo scorso anno a causa dell’emergenza Covid. Adesso si pensa a riprogrammare quello che è l’evento di punta del territorio ma anche uno dei maggiori eventi italiani del settore. La prossima edizione sarà nel segno del riconoscimento del cous cous quale Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, annunciata lo scorso dicembre.

La candidatura del piatto maghrebino all’organizzazione delle Nazioni Unite è stata avanzata congiuntamente da 4 paesi africani: Algeria, Marocco, Mauritania e Tunisia. Il cous cous, per la prima volta, senza dispute sulla paternità di questo piatto comune alle culture dei paesi del Maghreb, ha fatto ritrovare la condivisione e l’armonia tra queste antiche civiltà dove “donne e uomini, giovani e anziani, si identificano in questo piatto considerato il simbolo del vivere insieme”, afferma il documento di candidatura

Il cous cous, insomma, è riuscito ad abbattere i confini geografici, costruire ponti tra i popoli e  avvicinarli tra loro attraverso le pratiche e le conoscenze che hanno in comune. La notizia è stata accolta con grande gioia dalla comunità sanvitese. Il sindaco di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino, infatti, lo scorso anno aveva scritto sia all’Ente tunisino per il turismo che al  Centro nazionale per la ricerca preistorica, antropologica e storica di Algeri, per sostenere la candidatura Unesco. 

“Questo riconoscimento mi riempie di gioia – afferma Peraino– perché il cous cous è un piatto storicamente legato a San Vito Lo Capo che fa parte, ormai da secoli, della tradizione gastronomica locale. Dal 1997 il Cous Cous Fest lo celebra a livello internazionale, tanto da essere diventato uno dei simboli di San Vito Lo Capo nel mondo. Il riconoscimento Unesco, che sottolinea la valenza culturale e di integrazione del cous cous, filosofia che da sempre anima il Cous Cous Fest, sarà lo spunto per l’edizione 2021, che mi auguro sia anche quella della ripartenza e della rinascita”.

Maggiori informazioni sul sito www.couscousfest.it

Facebook:  https://www.facebook.com/CousCousFest

Twitter: https://twitter.com/Cous_Cous_Fest




Io Compro Calabrese e la sua mission

Io Compro Calabrese, il gruppo nato da un’idea di Maria Rumi  su facebook per promuovere le tipicità di Calabria. In poco tempo è diventato un punto di riferimento per produttori artigianali e consumatori e conta già quasi trentamila iscritti.

E’ dal 22 aprile 2020 che il gruppo FB IO COMPRO CALABRESE opera nel mettere in risalto le realtà enogastronomiche, artistiche ed artigianali dell’intero territorio calabrese. L’idea nasce dall’esigenza di una persona qualunque di scoprire, come ha fatto durante i suoi numerosi viaggi all’estero, ogni dettaglio delle diverse culture, usi e tradizioni proprie di ogni nazione ma questa volta della propria regione! Ci si è immersi in un viaggio virtuale e fisico per raccontare e divulgare le realtà di nicchia che riescono a realizzare prodotti davvero straordinari e la cui conoscenza rimane spesso relegata dentro i minuscoli confini del paese di origine. Piano piano si sono intessute un mondo variegato di relazioni dirette con artigiani ceramisti, del ferro, orafi, tessitori, liutai che insieme ai produttori del settore enogastronomico hanno avuto modo di essere conosciuti da un’ampia fetta di popolazione grazie anche agli expo organizzati di concerto con la dirigenza del bellissimo Parco Ecolandia di Arghillà.

Ma IO COMPRO CALABRESE non è solo divulgazione di tutte le eccellenze che negli ultimi mesi sono state richieste con un incremento degli ordini (riferito dai produttori stessi) tramite il gruppo da tutte le regioni d’Italia così come anche dall’estero.

Grazie alla giovane amministratrice Silvia Spanò la community si è adoperata per offrire ai produttori la possibilità di internazionalizzare le aziende al fine di ampliare il loro bacino di utenza. Queste aziende che aderiscono al progetto “Rialzati Italia” verranno seguite durante tutto il percorso per allinearsi agli standard internazionali richiesti.

Ma non ci si è fermati a questo poiché in questi otto mesi sono stati progettati e realizzati anche alcuni percorsi didattici per bambini e ragazzi per accompagnarli alla responsabilizzazione verso il rispetto dell’ambiente che li circonda e per far conoscere loro dal vivo le tecniche naturali ed artigianali da cui si ottiene il buon cibo, quello che ci fa rimanere in salute!

Per il nuovo anno ci proponiamo di affinare questo percorso a beneficio di quanti vogliano unirsi a noi. Vorremmo riuscire a raccontare la storia che ha portato ogni singolo attore della community a far nascere i suoi prodotti d’eccellenza   e spiegare anche perché un prodotto spesso si differenzia dallo stesso proposto dalla grande distribuzione. La nostra attenzione è solamente incentrata sul valore aggiunto che possiamo ricavare dalla genuinità ed artigianalità e possiamo permetterci di puntare solo su questi parametri non avendo il gruppo scopo di lucro ed essendo libero di selezionare il prodotto seguendo solo i canoni dell’alta qualità indirizzando il produttore verso il raggiungimento di questa.

L’intento che vogliamo perseguire è quello di ritornare ad un consumo consapevole che deve andare di pari passo con la salvaguardia ambientale sia riguardo i metodi di coltivazione utilizzati che per i materiali che devono essere quanto più possibili a basso impatto ambientale.

Per raggiungere questi obiettivi abbiamo bisogno del sostegno di quanti credono in questo progetto a sfondo essenzialmente sociale poiché vogliamo provare ad essere una comunità unita che abbraccia la propria terra ed anche con poche risorse personali la rende più bella per se stessa.

Grazie a tutti i produttori, gli artisti, gli artigiani i giornalisti e gli speaker radiofonici che ci hanno sostenuto in questo percorso straordinario.  Grazie al graphic designer Vincenzo Franco che ci ha donato il logo ed il laboratorio ArtandApp che ci ha donato il sito web.

Per aderire al gruppo Clicca Qui

di Maria Rumi

 




Dolci di Calabria il nuovo libro di Alessandra Uriselli

Dolci di Calabria è il nuovo libro di Alessandra Uriselli, pubblicato da Rubbettino dicembre 2020.

La pubblicazione di un nuovo libro rappresenta sempre un avvenimento importante, anzi affascinante, specie se è un libro di dolci pubblicato in concomitanza del Natale.  E  se poi aggiungiamo che parla di dolci della tradizione calabrese, assume per me che scrivo una valenza ancora più importante, e con queste righe vi spiego il perché.

Quella calabrese non sembra occupare alcun ruolo nel panorama della cucina nazionale: raramente viene citata quando si parla di cucina, di vini o di prodotti tipici. Forse su ciò ha influito la notevole distanza geografica dalle regioni che si sono rese protagoniste della rinascita dell’identità culinaria moderna oppure l’assenza di cuochi calabresi, quando questa tradizione andava formandosi. Potrebbe aver avuto un impatto anche la mancanza di industrie alimentari di una certa rilevanza o magari il fatto che la celebre opera di Pellegrino Artusi “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” non contiene nessuna ricetta calabrese.

Oggi i tempi stanno cambiando, internet da alcuni decenni ha favorito la circolazione di notizie e ciò ha permesso anche alla cucina calabrese di farsi conoscere e di presentare il proprio patrimonio gastronomico: liquirizia, bergamotto, cedro, fichi, salumi di maiale nero, la celebre Nduja, olio evo e soprattutto i vini grazie a giovani vignaioli che hanno rivalorizzato antichi vitigni.

A tutto ciò si aggiunge una nuova generazione di cuochi,  Antonio Abbruzzino del ristorante Alta Cucina Locale, Gaetano e Pinuccio della celebre locanda di Alia, Enzo Barbieri di Altomonte, Salvatore Murano, Luigi Ammirati, Enzo Cannatà di Cittanova e ambasciatore delle “Stoccu”, Pierluigi Vacca del Piccolo Borgo,  Francesco Mazzei con tre ristoranti nel Regno Unito, solo per citarne alcuni. Costoro hanno saputo rivalutare la cucina tradizionale e l’hanno resa celebre nei loro ristoranti. A loro si aggiungono le  nuove generazioni Caterina Ceraudo del Ristorante Dattilo di Strongoli; Luca Abbruzzino di Alta Cucina Locale di Catanzaro; Antonio Biafora del Biafora Restaurant di San Giovanni in Fiore, Gennaro Di Pace; Emanuele Lecce de La Tavernetta di Camigliatello Silano; Nino Rossi di Villa Rossi di Santa Cristina d’Aspromonte; Emanuele Strigaro del Novezerodue di Crotone; Bruno Tassone del San Domenico di Pizzo.

Tutto ciò ha attirato anche l’attenzione di tante “blogger”, le quali armate di smartphone e dalla voglia di mettersi ai fornelli, sono diventate delle vere e proprie influencer. E’ in questo filone di crescita e valorizzazione per questo settore, che, a mio avviso, si inserisce il nuovo libro di Alessandra Uriselli alla quale va dato il merito di accendere un’altra lucina nella divulgazione della cucina calabrese. Tra le cuoche preferite di Alessandra c’è Caterina Ceraudo. Il suo ristorante preferito è invece quell’angolo di paradiso che si trova a Soveria Mannelli, “La rosa nel bicchiere”, il cui nome proviene dalla raccolta di poesia del famoso poeta calabrese di Sambiase Franco Costabile. Le sue opere sono pervase di malinconia per la terra abbandonata e con la quale risulta impossibile rescindere il cordone ombelicale. Proprio come succede a tutti gli emigranti calabresi: è come se vivessero prigionieri in un gioco di specchi, in quanto vivono il nuovo mondo ma sono prigionieri del  vecchio dal quale non si riescono a liberarsi o emanciparsi.

Ebbene le quaranta ricette della scrittrice del libro Dolci di Calabria di Alessandra fanno parte di questo lungo viaggio.

Alessandra, classe 1983, a 18 anni segue la famiglia in Trentino Alto Adige, in provincia di Bolzano. Nel 2012 decide di aprire il blog di cucina www.dolcementeinventando.com . E’ in questo modo che riannoda e impasta i ricordi. E’ qui che riaffiorano sempre i piatti e i dolci preparati dalla nonna. I dolci della nonna in particolari erano dei pensieri affettuosi da regalare ai nipoti e oggi Alessandra ricambia e dedica questa sua opera a lei, alla cara nonna Assunta per rinnovare il suo affetto e perpetuarne il ricordo. Per scoprire le ricette e i dolci della tradizione calabrese non vi resta che comprare il libro.

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NATALE 2020, I VINI MONTEVERRO ACCOMPAGNANO LA RICETTA STELLATA

Marco Stabile – chef e patron del Ristorante Ora d’Aria di Firenze – propone in esclusiva il suo manzo Impanato in abbinamento al Monteverro 2016

Metti insieme un ristorante stellato e una cantina della Maremma autentica, ne nasce un connubio sorprendente, una sinergia gourmet che conquista cuore e palato. L’Ora d’aria – nel centro storico del capoluogo toscano – punta su una cucina di qualità e trasparenza, che gli è valsa una stella Michelin: il suo nome dichiara la volontà di regalare ai propri ospiti un momento di distacco dalla frenesia di tutti i giorni. Ora – in ottemperanza al decreto in atto – il ristorante è chiuso ma continua a riservare gioie per il palato da asporto e in delivery. Ogni settimana creano un menu ad argomento. Per Natale e San Silvestro in programma proposte da terminare a casa, così da sentirsi tutti chef per un giorno speciale!

E per le feste Marco Stabile ha selezionato in esclusiva una delle sue ricette – il Manzo impanato alla fiorentina con purè di sedano rapa, riduzione di Vin Santo e polvere di lamponi – da abbinare all’etichetta di punta della cantina gioiello di Capalbio: il Monteverro annata 2016.  Un vero premier grand cru maremmano, ottenuto dai vitigni bordolesi classici Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot, ma con l’inconfondibile carattere della Costa toscana. Un vino ambizioso sotto tutti i punti di vista: ha un’intensità e una complessità incomparabili, una freschezza e un’eleganza di rara nobiltà. L’incredibile varietà del suo bouquet dalle note fruttate e speziate si arricchisce di anno in anno. Un wine paring d’eccellenza per onorare le feste!

LA RICETTA 

Manzo Impanato alla fiorentina

con purè di sedano rapa e polvere di lamponi

 

Ingredienti per 4 persone:

 

200g focaccia arricchita di cavolo nero frullato nell’impasto.

500g di controfiletto di manzo bene frollato diviso in 4 cubi

100g farina di riso

100g bianco d’uovo

300g sedano rapa

Olio extravergine d’oliva(anche per friggere)

50g lamponi in polvere (liofilizzati)

100ml Vin Santo toscano

10g miele di acacia

 

Tagliare la focaccia (meglio se fatta il giorno prima) in piccole strisce e passarle in forno a 80 °C finché non sarà completamente essiccata.

Grattugiare, volendo con un mixer.

Far sobbollire il vin santo con il miele, fino ad ottenere un liquido denso.

Passare i cubi di carne nella farina di riso, poi nel bianco d’uovo sbattuto e in ultimo nella focaccia grattugiata. Far riposare in frigo per almeno 20 minuti.

Tagliare il sedano rapa in piccoli cubi e mettere ad appassire con sale e pochissima acqua. Quando sarà tenero passare nel mixer aggiungendo 50g di olio extravergine d’oliva. Aggiustare di sale e formare una quenelle grande in ogni piatto, mettere un giro di Vin Santo intorno e appoggiarvi il manzo tagliato in due lasciando la carne a vista. Spolverare con sale di Maldon e polvere di lamponi.

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Per maggiori  su Monteverro: ww.monteverro.com




RADICI DEL SUD: APPUNTAMENTO A GIUGNO 2021 CON IL SALONE DEI VINI E DEGLI OLI DEL SUD ITALIA

La XV edizione della manifestazione si terrà dal 9 al 14 giugno 2021 a Sannicandro di Bari (BA). Oltre 120 aziende già confermate ma proseguono le iscrizioni

Radici del Sud conferma la sua XV edizione e si prepara a riportare al Castello di Sannicandro di Bari (BA) il meglio del vino e dell’olio del Sud Italia. La manifestazione, in programma dal 9 al 14 giugno 2021, vede già confermata la presenza di oltre 120 aziende, ma è possibile iscriversi fino ad esaurimento dei posti sul sito www.radicidelsud.it, dove sono indicate tutte le modalità di partecipazione.
La manifestazione di giugno sarà anticipata in primavera da una tre giorni in cui due giurie di giornalisti italiani ed europei testeranno e premieranno i vini presentati dalle aziende per l’edizione 2020, poi saltata a causa dell’emergenza sanitaria. I partecipanti alla nuova edizione potranno invece inviare i vini delle nuove annate al concorso di Giugno.
“L’entusiasmo dimostrato dalle aziende ci riempie di orgoglio – commenta Nicola Campanile, organizzatore dell’evento – Mancano ancora svariati mesi all’edizione 2021 e, nonostante il difficile anno che abbiamo alle spalle, cantine e frantoi hanno già riservato quasi tutti i posti disponibili per partecipare a Radici del Sud. È davvero un bel segnale sapere quante realtà credono fortemente nella nostra manifestazione e ci auguriamo che questa possa essere l’occasione di rilanciare i vini e gli oli del Sud Italia e i loro produttori, dopo questo periodo così duro”.
La XV edizione di Radici del Sud coinvolgerà per la prima volta anche produttori provenienti da Sardegna, Abruzzo e Molise, assieme a quelli già presenti nelle precedenti edizioni di Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia.
Le giornate del 12 e del 13 giugno saranno dedicate al Concorso: i vini del Sud Italia, suddivisi per vitigno, saranno giudicati da quattro diverse giurie composte da giornalisti, influencer, buyer internazionali, esperti del settore enologico e addetti ai lavori. Contemporaneamente nelle altre sale del Castello si svolgeranno gli incontri BtoB tra produttori e importatori. Nei giorni precedenti, il 10 e 11 giugno, si terranno invece i wine tour alla scoperta del territorio, dove i produttori incontreranno buyer e importatori provenienti da Paesi europei ed extraeuropei come Svezia, Danimarca, Norvegia, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Russia, Polonia, Corea del Sud, Canada e Stati Uniti.
La giornata di apertura al pubblico con il Salone del vino e dell’olio è in programma invece per lunedì 14 giugno, quando operatori di settore e appassionati potranno partecipare ai banchi d’assaggio negli spazi del Castello per incontrare le aziende e degustare i vini e gli oli del Mezzogiorno. È previsto inoltre anche quest’anno un padiglione di vini artigianali, che sarà animato da degustazioni e tavole rotonde dedicate al settore.
L’evento, patrocinato dal Consiglio Regionale e dal Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, da Unioncamere e dal Comune di Sannicandro di Bari si terrà nel pieno rispetto delle misure anti Covid in vigore.

RADICI DEL SUD 2021 – Salone dei vini e degli oli del Sud
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Apertura al pubblico: 14 giugno 2021
Orario: dalle 16.00 alle 22.00
Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione)
Parcheggio: disponibile
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.




CANTINA TOLLO E UNSOCIALS FIRMANO IL PROGETTO UNSOCIALS CREATIVE WINES

L’iniziativa vede insieme la cantina abruzzese e l’agenzia creativa di Parma nella realizzazione di una linea di vini disponibile esclusivamente online. Le etichette, in edizione limitata, sono opera di tre designer emergenti

Cantina Tollo e Unsocials insieme per il nuovo progetto digitale Unsocials creative wines, che unisce design e creatività nelle migliori produzioni vinicole della realtà abruzzese: tre vini, tre nuove etichette in edizione limitata create da giovani designer emergenti e acquistabili esclusivamente online. Una collaborazione, quella tra Tollo e l’agenzia creativa con sede a Parma, coronata nella realizzazione dell’e-commerce dove acquistare il Montepulciano d’Abruzzo DOP, il Trebbiano d’Abruzzo DOP e il Cerasuolo d’Abruzzo DOP di Cantina Tollo, le prime tre referenze disponibili.
Unsocials creative wines nasce considerando le mutate esigenze di socialità del periodo storico in corso: sono cambiate le abitudini di consumo e di condivisione del tempo. In un mondo che ci chiede di rimanere a distanza, però, un buon calice di vino riduce tutti i confini. La componente creativa è un aspetto fondamentale del progetto: le etichette sono state studiate e realizzate da Eleonora Bonanzinga, Michele Ravanetti e Giacomo Chiari, giovani illustratori provenienti dal territorio parmigiano che quest’anno celebra il primato di Capitale Italiana della Cultura, e che hanno interpretato il proprio modo personale di intendere il vino. In particolare, Eleonora Bonanzinga ha creato l’etichetta del Cerasuolo d’Abruzzo DOP giocando sul concetto del rispecchiamento; Giacomo Chiari ha ideato per il Montepulciano d’Abruzzo DOP l’immagine di un orso, animale asociale per antonomasia; infine Michele Ravanetti ha pensato di rappresentare il Trebbiano d’Abruzzo DOP con un jolly, simbolo della dualità, dell’essere e non essere sociale allo stesso tempo.
“Questa pandemia ci ha proiettato da un giorno all’altro in un nuovo contesto sociale e di mercato, cambiando sicuramente le nostre abitudini ma non la nostra voglia di socializzare e stare insieme – spiega Andrea Di Fabio, direttore commerciale e marketing di Cantina Tollo – Anche l’economia e la cultura stanno cambiando, in un nuovo contesto di shut-in economy che ci fa ritrovare uniti a distanza, nelle fiere virtuali, nelle riunioni online, nella realtà aumentata, nei brindisi digitali. Ecco perché è nato Unsocials creative wines: per fortuna la voglia di sorseggiare un calice di buon vino insieme alle persone che amiamo è rimasta invariata, anche se sono cambiate le modalità di condivisione”.
“Quando Cantina Tollo ci ha proposto il progetto del creative-wine-store abbiamo accettato la sfida senza pensarci due volte – continua Gianluca Signaroldi, founder & senior partner dell’agenzia – L’idea di trascendere il nostro lavoro e diventare anche un vero e proprio media di prodotto è un esperimento che ci avvicina ancora di più alle persone, in perfetta sintonia con la nostra mission aziendale. Unsocials creative wines infatti è la risposta alla trasposizione digitale delle abitudini sociali che avevamo prima dell’esplosione della pandemia. È un modo gioioso di rispondere alle complessità che stiamo fronteggiando, proponendo un nuovo stile di socializzare online”.
Tutti i vini Unsocials by Cantina Tollo saranno disponibili esclusivamente online sul sito www.unsocials.store. Il prezzo di vendita è di 7,90 euro a bottiglia.