CHIARETTO IN CANTINA: WEEKEND IN VIGNA SUL LAGO DI GARDA

Sabato 4 e domenica 5 luglio venti cantine del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino saranno aperte al pubblico per visite e degustazioni

Tornano gli appuntamenti in cantina con il vino rosa del lago di Garda. Sabato 4 e domenica 5 luglio 2020 venti aziende produttrici del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino apriranno le porte agli appassionati per visite guidate e degustazioni.
L’iniziativa, denominata Chiaretto in Cantina, è stata organizzata unitariamente alla Fondazione Bardolino Top e al Comune di Bardolino e inserita nel progetto L’Estate del Chiaretto di Bardolino.
Le aziende aderenti, dislocate in tutto il territorio consortile, dal Garda al monte Baldo, dalla Valdadige con una puntata fino a Soave, proporranno ai visitatori calici di Chiaretto e degli altri vini del territorio, accompagnati da taglieri di formaggi, salumi o altri prodotti tipici.
“L’iniziativa Chiaretto in Cantina è un’occasione per tornare a vivere in serenità il territorio vinicolo del lago di Garda e del suo entroterra. – spiega Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino – Le cantine consorziate proporranno un programma in cui sarà possibile scoprire i vini, gli oli e gli altri prodotti locali in una giornata in vigneto di svago e convivialità”.
Sul sito del Consorzio è disponibile l’elenco delle cantine aderenti e tutte le indicazioni per la prenotazione. Le visite, organizzate dalle singole cantine, saranno gestite nel pieno rispetto delle normative riguardanti il distanziamento sociale.
Tutte le info sono disponibili alla pagina bit.ly/chiarettoincantina




LABRENTA NON SI FERMA E INAUGURA LA NUOVA SEDE IN MESSICO

L’Azienda di Breganze (Vicenza) prosegue il disegno di internazionalizzazione, sostenuto da un bilancio 2019 che si conferma positivo

Labrenta, specializzata in soluzioni di chiusura per il settore spirits & wine, inaugura ufficialmente la nuova sede in Messico. L’impresa è situata nella città di Zapopan nello stato di Jalisco. L’Azienda di Breganze (Vicenza), guidata dai fratelli Amerigo e Gianni Tagliapietra, esordisce in un nuovo mercato, quello del Centro America, coerentemente con una più ampia strategia di Gruppo avviata nel 2005 con la fondazione di Labrenta South America in Brasile. La nuova filiale produttiva nasce con l’obiettivo di servire il Messico e i Paesi limitrofi dove il mondo della Tequila, del Mescal e del Rum, come per altri distillati, si sta evolvendo, con una domanda crescente di packaging sempre più personali e di qualità in grado di elevare al massimo le proprietà del prodotto contenuto nelle bottiglie.
Nella sede messicana, dove nei 1.500 mq di superficie sono ad oggi attivi dieci collaboratori, la produzione di tappi in vari materiali quali legno e plastica è già entrata nel vivo grazie a una serie di attività coordinate del CEO Jesus Nuñez. L’operazione, che ha incluso l’acquisizione della ditta Tapones Cabrera, attiva da anni nella produzione di chiusure di diversi materiali – legno, plastica, vetro e alluminio – si è concretizzata tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 con un investimento di mezzo milione di euro.
L’apporto della tecnologia e del know-how di Labrenta si unisce alle competenze già acquisite da Cabrera con l’obiettivo assoluto di far conoscere al mercato una nuova e innovativa linea di prodotti e per dare vita a originali e complessi progetti con standard qualitativi più elevati, atti a soddisfare i clienti più esigenti. Inoltre la distribuzione del prodotto è già autonoma, grazie a un’organizzazione e a un ufficio vendite collaudati.
“Si tratta di un segnale forte da parte di un’azienda che in tempi di emergenza sanitaria Covid-19 decide comunque di attuare un investimento importante – dichiara Amerigo Tagliapietra – L’imprenditorialità italiana non si ferma, si fa strada nel mondo con coraggio, determinazione e la solidità di un progetto a lungo termine”.
Nel 2019 Labrenta ha registrato un fatturato di 10,5 milioni di euro e una rispettiva crescita del 15%, grazie principalmente all’export. L’ampia gamma di prodotti di fattura vicentina, realizzata da ottanta collaboratori attivi nelle tre sedi del Gruppo, è commercializzata ovunque si producano distillati e vino nel mondo, raggiungendo anche destinazioni di nicchia come le Barbados.
Conclude Gianni Tagliapietra: “Pur in un periodo in cui incertezza, insicurezza e l’impedimento a effettuare viaggi e spostamenti hanno determinato un inevitabile cambio di rotta a livello mondiale, Labrenta è riuscita con risolutezza e forte spirito imprenditoriale a portare a compimento il progetto in Messico e si pone così in un’ottica di espansione su nuovi mercati, dove i prodotti spirits & wine di fascia premium sono sempre più apprezzati e determinano la crescita dell’import, ma anche della produzione in loco.”

Labrenta, fondata nel 1971 a Breganze (Vicenza), produce chiusure per il settore alimentare. Provide the right closure è il motto con cui si muove alla ricerca del tappo ideale per ciascuna esigenza, attraverso prodotti in grado di unire design e funzionalità. Tutta la produzione è svolta in Italia e viene controllata da un Validation Process che si svolge in sette fasi. Sin dalla sua fondazione Labrenta ha destinato grande attenzione alla ricerca e allo sviluppo. L’obiettivo è di fornire a ogni cliente la propria chiusura dedicandogli un servizio tailor made. L’anima creativa e scientifica di Labrenta vive in D.Vision, la sezione interna in cui opera un team professionale giovane e altamente qualificato dedicato esclusivamente allo sviluppo di nuovi progetti: ascoltare i clienti, le loro esigenze e trasformare ogni loro intuizione in realtà. Idee che, grazie all’impiego di una stampante 3D, si materializzano in tempi brevissimi. Perché in Labrenta ogni cliente, con il suo prodotto, viene gestito con la consapevolezza della loro unicità. Perché un prodotto comunica il suo valore, a partire da ciò che lo contiene.




DA VIRTUALE A REALE APRE I BATTENTI BOTTEGA MAZZOLINO

Uno shop per conoscere le prelibatezze del territorio
Dalle farine al salame, dai formaggi alle composte. Senza dimenticare il vino!

Il debutto dello shop online solo una mese fa, per raccontare l’eccellenza attraverso i prodotti della terra, selezionati con cura perché sapessero parlare “al palato e al cuore”.  Il web è sembrata subito la scelta ovvia, visti i tempi che impongono la distanza come regola base di qualsiasi attività, shopping compreso.

Ma Bottega Mazzolino nasce dalla costola dell’omonima tenuta di Corvino San Quirico, Tenuta Mazzolino, appunto, piccolo clos di Borgogna in Oltrepò – 20 ettari vitati, dolcemente adagiati sulla riva destra del Po – dove i vini si raccontano vis à vis, le vigne non si guardano semplicemente, ma si ammirano, la cantina non si visita, si esplora scoprendone i segreti guidati da chi è l’anima di questa realtà, le persone che ci lavorano. In primis Francesca Seralvo, proprietaria e motore della  Tenuta e ora anche della Bottega, virtuale e reale. E’ lei che ha avuto un’epifania e in un pomeriggio di giugno ha deciso di “trasformare una piccola stanza in disuso, in uno spazio destinato ad essere vissuto, da prodotti e persone”.

La scintilla è scattata all’improvviso”, spiega Francesca. “L’idea era quella di dare vita a un angolo destinato ai prodotti della Bottega online, dove chi ci viene a trovare in tenuta possa curiosare e lasciarsi conquistare anche dai packaging e dai profumi. E dai nostri racconti”.

Entusiasmo, passione e voglia di fare. “Un’amica architetto che ti viene a trovare e il gioco è fatto”, continua Francesca. La scelta dei colori per le pareti, qualche dritta su come disporre i mobili, tutti di riciclo e poi via, un lavoro di squadra che ha chiamato a raccolta amici e parenti. “Siamo decisamente orgogliosi di questo lavoro” home made” e del recupero di arredi vintage, in linea con la nostra anima green, contraria agli sprechi e votata al biologico in vigna e nella vita”.
 
E così una visita alla scoperta dei vini dell’Oltrepò, si trasforma in un viaggio sensoriale tra i prodotti del territorio. Vino in primis, ovviamente. Tenuta Mazzolino vanta otto etichette i cui ingredienti principali sono l’amore per la terra e una filosofia rispettosa delle tradizioni, quelli che Francesca Seralvo che dal 2015 si fa interprete di un progetto di ampio respiro che mira a proporre vini legati al territorio ma con un respiro internazionale.

 

Appuntamento in Tenuta – Via Mazzolino, 34, 27050 Mazzolino PV, online su www.bottegamazzolino.com e sui profili social, dove l’esperienza si trasforma in viaggio tra suggestioni e sapori




PIZZA GOURMET: I WEEKEND DEL GUSTO A VILLA TERZAGHI FIRMATI DALLO CHEF CARLO CRACCO

 

SI RIPARTE RACCONTANDO LA SANA ALIMENTAZIONE, L’AGRICOLTURA,

LA SOSTENIBILITÀ, IL DISTANZIAMENTO GIOIOSO E LA SOLIDARIETÀ

Milano, 25 giugno 2020

Il 10 luglio si inaugurerà il primo evento di Villa Terzaghi, curato dall’associazione Maestro Martino presieduta dallo chef Carlo Cracco, in collaborazione con S.Pellegrino Young Chef, il Comune di Robecco sul Naviglio e l’ente Parco del Ticino.

A seguito dello sconvolgimento delle nostre abitudini di consumo e socialità causato dalla pandemia di Covid-19, l’Associazione Maestro Martino ha progettato un format di socialità sicura, dedicato alla ristorazione e alla scoperta dei prodotti del territorio, all’interno di Villa Terzaghi, storica dimora del 1700 a Robecco sul Naviglio, alle porte di Milano, già scelta dall’Associazione per istituire il proprio ristorante didattico che inizierà la propria attività con la riapertura delle scuole alberghiere a settembre.

L’esperienza enogastronomica della Villa sarà focalizzata su piatti consumabili all’aperto con materiali riciclabili. Protagonista assoluta la Pizza Gourmet, fiore all’occhiello dell’offerta del bistrot Cracco in Galleria.

Dal 11 al 26 luglio a cui si aggiunge un appuntamento il 5 e 6 settembre, durante il sabato e la domenica, gli chef e i professionisti coinvolti dovranno esprimere la loro creatività realizzando una degustazione di diversi tipi di pizza che possano valorizzare i prodotti del territorio e in particolare del Parco del Ticino. Nella tensostruttura verrà allestito un forno da pizzeria e le pizze gourmet dei grandi chef potranno essere consumate dagli ospiti nel parco.

I forni di Villa Terzaghi saranno gestiti dal Maestro pizzaiolo Pasquale Moro, campione del mondo della pizza in pala, che affiancherà tutti i professionisti coinvolti: a partire dalla brigata del ristorante Cracco, guidata dal pasticcere Marco Pedron che sarà presente il weekend del 11 e 12 luglio.Il fine settimana del 18 e 19 avremmo Matteo Cunsolo, Andrea Besuschio, Sara Preceruti e Andrea Provenzani, quello del 25 e 26 Daniel Canzian, Lorenzo Lavezzari e Lucia Tellone.Il 5 e 6 settembre avremo l’onore di accogliere Fabiana Scarica direttamente da Vico Equense.

Accanto ai professionisti della Cucina e dell’Arte Bianca a completare il menù ci saranno “I Magnifici del Gelato”. Il gruppo dei Magnifici del Gelato, guidato da Franco Cesare Puglisi giornalista ed editore della rivista Gelato PuntoIT, nasce da pochi mesi e raccoglie i nomi più significativi della gelateria artigianale a partire da Massimiliano Scotti che con “Vero Latte” si è guadagnato il titolo di miglior gelateria artigianale d’Europa. Durante i 4 weekend si alterneranno ai pozzetti: Antonio Morgese, Marco Venturino, Sergio Dondoli, Lavinia Vannucci, Giancarlo Timballo, Antonio Mezzalira, Enzo di Noia e Mauro Altomare.

Questo progetto è in linea con il Green New Deal dell’Europa che vuole favorire una transizione equa e giusta verso un’economia sostenibile e con impatto ambientale zero. Dobbiamo ritornare alla terra nel pieno rispetto della natura e far capire alle nuove generazioni quanto questo approccio sia determinante per il futuro. – afferma lo chef Carlo CraccoDella campagna mi piace l’assenza.

PIZZA GOURMET: I WEEKEND DEL GUSTO A VILLA TERZAGHI

FIRMATI DALLO CHEF CARLO CRACCO

SI RIPARTE RACCONTANDO LA SANA ALIMENTAZIONE, L’AGRICOLTURA,

LA SOSTENIBILITÀ, IL DISTANZIAMENTO GIOIOSO E LA SOLIDARIETÀ

 

IL PROGRAMMA

 

programma  I weekend del gusto – LUGLIO 2020    
data Chef e Maestro dell’Arte Bianca Maestro pizzaiolo Maestro gelatiere
10/07

ore 11.30

Carlo Cracco –  Marco Pedron Pasquale Moro I magnifici del gelato
11/07

ore 12-20.30

Arte Bianca Marco Pedron – ristorante Cracco Pasquale Moro I magnifici del gelato
12/07

ore 12-18

Arte Bianca Marco Pedron – ristorante Cracco Pasquale Moro I magnifici del gelato
18/07

ore 12-20.30

Chef Andrea Provenzani

Arte Bianca Giacomo Besuschio

Arte Bianca Matteo Cunsolo

Pasquale Moro I magnifici del gelato
19/07

ore 12-18

Chef Sara Preceruti  Pasquale Moro I magnifici del gelato
25/07

ore 12-20.30

Chef Lucia Tellone

Chef Daniel Canzian

Pasquale Moro i magnifici del gelato
26/07

ore 12-18

Chef Lorenzo Lavezzari Pasquale Moro i magnifici del gelato

 




LOCALI STORICI: CORONAVIRUS METTE A RISCHIO 40MILA ANNI DI STORIA SOS A GOVERNO DA ASSOCIAZIONE LOCALI STORICI: “NOI BALUARDI DI ITALIANITA’ CHIEDIAMO AIUTO PER SOPRAVVIVERE”

(Milano, 24 giugno 2020). Sono sopravvissuti alle Guerre mondiali, alle Guerre d’Indipendenza, in molti casi anche all’Italia delle Signorie e dei Principati. Ora la Caporetto dei locali storici italiani rischia di rivelarsi il Coronavirus, con la sua crisi economica e di turismo. L’allarme arriva dall’Associazione Locali storici italiani – 215 ‘musei dell’ospitalità’ con oltre 40mila anni complessivi di storia alle spalle – in una lettera inviata ieri al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini.

 

“Abbiamo atteso che l’emergenza sanitaria scemasse prima di rappresentare le nostre difficoltà – ha detto Enrico Magenes, presidente dell’associazione – ma oggi è giusto far sentire anche la nostra voce, forse più conosciuta e apprezzata all’estero che qui da noi. Nessun Paese al mondo può vantare un patrimonio come il nostro in termini di locali storici – ha proseguito Magenes – e nella grande maggioranza dei casi lo si deve alla gestione di famiglie che lo hanno faticosamente creato e tramandato nei secoli e che oggi stanno lottando con tutte le energie per garantire la sopravvivenza. Ma tutto questo non basta – ha concluso -, stanno vincendo il virus e le sue conseguenze anche in termini di presenze straniere, che secondo l’ultimo bollettino Enit saranno il 55% in meno dello scorso anno”.

Una situazione che, si legge nella lettera, “porterebbe a un impoverimento dell’anima turistica e culturale di un’ospitalità Italiana che ha fatto scuola al mondo intero” e su cui l’associazione chiede aiuto, sia esso “sotto forma di contributi a fondo perduto, sgravi fiscali o sostegno economico di qualsiasi entità o tipologia”.

Baluardi dello stile e del gusto made in Italy, i locali storici sono in media attivi da circa 180 anni e sono guidati nella metà dei casi da 2 o più generazioni della stessa famiglia, con storie che scavano nel passato fino a toccare le 12 generazioni. Frequentati da artisti, attori, scrittori, musicisti e personaggi storici e famosi italiani e internazionali, rappresentano delle vere e proprie gallerie aperte al pubblico, custodendo arredi d’epoca e opere d’arte, oltre a un patrimonio storico e culturale inestimabile in termini di storie e aneddoti collezionati lungo tutto il periodo di attività.

Veneto, Lombardia, Toscana, Piemonte, Liguria e Campania sono le regioni con la più alta presenza di locali storici tra alberghi, ristoranti, confetterie, pasticcerie, caffè letterari e altro.

Ecco la lettera dell’Associazione Locali storici d’Italia al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.   (CLICCA QUI)




Nasce uovodiseppiamare: Pino Cuttaia cucina in riva al mare, grande abbraccio alla terra

In questa estate di ripresa della vita in comune e all’aria aperta, lo chef bistellato inaugura uovodiseppiamare sulla spiaggia del lido Miramare di Licata. Cucina semplice e sostenibilità sono alla base del progetto per cui Pino Cuttaia ha deciso di riproporre alcuni suoi storici piatti nel segno dei gusti e della creatività che lo contraddistinguono.
 
Licata (AG), 25 giugno 2020 – Passato il periodo del lockdown, lo chef Pino Cuttaia riparte dalla semplicità, dal rispetto per la natura e dalla convivialità. E, oltre a riaprire il ristorante La Madia e la bottega-laboratorio uovodiseppia, lancia un nuovo spazio dove esprimere la propria libertà creativa. Si chiama uovodiseppiamare e apre il 26 giugno al lido Miramare, storico stabilimento balneare di Licata.

Tempo di rinascita, condivisione e svago. Con la ripresa delle attività, lo chef Pino Cuttaia punta sul brand uovodiseppia per realizzare un nuovo progetto legato alla sua cucina e lo fa scegliendo un luogo a cui è fortemente legato, la spiaggia della sua Licata. Un profilo di sabbia dorata, affacciato verso l’orizzonte mediterraneo, dove Pino Cuttaia ama riflettere passeggiando in solitaria durante tutte le stagioni dell’anno. Un paesaggio marino dal quale nascono anche molti suoi piatti che portano in sé non solo il sapore, ma il paesaggio stesso; piatti con ingredienti di mare, ma non solo, perché nella cucina di Pino Cuttaia si ritrova l’elemento marino anche in piatti in cui non vi è traccia del pesce. uovodiseppiamare diventa così uno spazio creativo nuovo, dove la filosofia dello chef si esplicita liberamente tra storici piatti de la Madia in versione pop e piatti di “mare e fuoco” che portano avanti il tema della cucina domestica di alta qualità, ma allo stesso tempo fatta di ingredienti semplici, talvolta considerati poveri, ai quali Pino Cuttaia ha saputo dare valore e dignità, contribuendo a valorizzare tutta la filiera produttiva. Il menu proposto si ispira allo svago, alla vacanza passata in spiaggia; gli ingredienti presenti in ogni piatto sono freschissimi, di alta qualità, sostenibili e accessibili, mentre il mare diventa uno sfondo prezioso che alimenta una cucina fatta di memoria, racconti, profumi e sapori. Al menu da consumare al tavolo si aggiungono i prodotti della bottega uovodiseppia, confezionati con materie prime di stagione e perfetti per colazioni, aperitivi e piccole pause in terrazza tra arancine, dolci e gelato. E proprio nello spazio della terrazza è in programma di ospitare piccoli eventi a tema gastronomico con lo scopo di ritornare al piacere della convivialità. uovodiseppiamare diventa quindi uno spazio dove apprezzare la scoperta e la sorpresa attraverso un piatto, imparando che la cucina è cultura e che può essere vissuta anche con elegante semplicità.
 
Uovodiseppia Mare si intreccia fortemente con il suo elemento principale, il mare appunto, e vuole essere parte integrante della comunità e dell’ambiente”, dice Pino Cuttaia, “prendendosi cura di tutti e avvicinando le persone alla cucina in un connubio di sentimenti e memorie, giochi e sorprese, paesaggi, suoni e profumi”. “uovodiseppiamare”, prosegue lo chef, “si propone come luogo ed esperienza in cui sentirsi parte del nostro mare, riscoprendone il valore ambientale e godendo dei suoi sapori, vivendolo emotivamente nei momenti di evasione dalla routine quotidiana”.




I SOTTACETI DI MORGAN: TRE NUOVE RICETTE PER CHI AMA I SAPORI FORTI

Comune denominatore de L’Essenziale Sotto Aceto, L’Aromatico in olio e Le Cipolline in rosa la presenza dell’aceto e dell’acqua di mare

Nasce la nuova linea I Sottaceti de La Giardiniera di Morgan, tre ricette verticali create per chi ama i gusti netti ed è alla ricerca di un sapore schietto e pungente. Tre prodotti accomunati dalla presenza decisa dell’aceto, non mitigata dalla combinazione con lo zucchero, e dalla sostituzione del sale con l’acqua di mare purificata ad uso alimentare, ricca di preziosi sali minerali e povera di sodio. I Sottaceti sono composti da L’Essenziale Sotto Aceto, da L’Aromatico in olio e dalle Cipolline in Rosa.
“Sono tre ricette – spiega Morgan Pasqual, titolare de La Giardiniera di Morgan – fortemente volute da me e da mia moglie Luciana. Tre prodotti creati per chi ama i sapori decisi e senza mediazioni. Con I Sottaceti abbiamo voluto metterci di nuovo alla prova e soddisfare le richieste dei consumatori che già ci apprezzano per le Giardiniere, ma che allo stesso tempo sono alla ricerca di un non agrodolce. In più l’acqua di mare bilancia e dona personalità, permettendoci di giocare con il gusto e di dare alla verdura mille sfumature diverse”.
L’Essenziale Sotto Aceto racchiude in vaso carote, peperoni rossi, peperoni gialli, finocchi, cipolline, foglie di cappero immerse nell’acqua di mare, nell’aceto di mele e nel succo d’uva concentrato. Da assaggiare con salumi di maiale con grasso, carni bollite, cotechini e salumi cotti, oppure con sardine, acciughe e sgombri conservati o freschi.
L’Aromatico in olio è invece composto da carote, peperoni rossi, peperoni gialli, finocchi, sedano, sedano rapa, acqua di mare, succo d’uva concentrato, Aceto Balsamico di Modena IGP Giuseppe Giusti, olio extravergine di oliva, olio di semi di girasole. Questa ricetta ricca e opulenta si accompagna perfettamente a salumi, carni bollite, acciughe e sgombro conservato.
Le Cipolline in rosa, assieme all’aceto di mele e all’aceto di frutti di bosco, danno vita a sapori nuovi e curiosi. Si possono gustare da sole per un aperitivo, ma sono ottime anche per arricchire un’insalata. Perfette in compagnia di carni bianche, bollite o arrosto, di grigliate di carni di maiale, di tonno fresco o di formaggi erborinati. Inoltre, per ogni confezione di Cipolline venduta, parte dell’incasso sarà destinato al sostegno della Fondazione Veronesi e del suo progetto Pink is Good, dedicato alla prevenzione e allo studio del tumore a seno, utero e ovaie.

La Giardiniera di Morgan nasce nel 2005 nel Ristorante 5 Sensi a Malo (Vicenza). L’idea è quella di accompagnare un piatto a base di maialino. La Giardiniera viene talmente apprezzata e richiesta dai clienti, che si fa strada ben presto l’idea di produrne una versione da asporto da portare a casa. Un prodotto artigianale che ha visto il suo successo crescere nel tempo, fino alla decisione, del 2012, di ricavare un apposito laboratorio specializzato dove produrre La Giardiniera di Morgan. Nelle 2013 chiude il Ristorante ma La Giardiniera anno dopo anno cresce e si moltiplica per cinque: una ricetta differente dedicata a ogni componente della famiglia Pasqual: Morgan, il papà, Luciana, la mamma, e i figli Giada Maria, Giovanni, Annapaola. Comune denominatore delle cinque varianti è la croccantezza, grazie alla selezione della materia prima e alla cottura separata di ogni singolo ortaggio. Accanto alla Giardiniera nascono altri prodotti in agrodolce, con edizioni limitate secondo la stagionalità. 




CHEF BRUNO BARBIERI E PASTA SGAMBARO UNITI PER L’ANTONIANO

Lo Chef Bruno Barbieri e pasta Sgambaro uniscono le forze per donare oltre 1500 chilogrammi di pasta all’Antoniano di Bologna, sostenendo, in questo periodo di grande emergenza, la mensa francescana “Padre Ernesto”, che, ogni giorno, distribuisce ai più fragili oltre 130 pasti caldi. 

Chef Barbieri, che da anni è al fianco dell’Antoniano e dell’iniziativa solidale “Operazione Pane” in favore di una rete di 15 strutture francescane in tutta Italia, dedica la ricetta “orecchiette con salsiccia, fonduta e basilico” a favore di questo progetto. Il video (qui il link) sarà disponibile sul suo canale YouTube e sul profilo Instagram, a partire da oggi, lunedì 25 maggio. 

 

«Ho conosciuto Fra Giampaolo qualche anno fa perché mi invitarono allo Zecchino d’Oro, mi raccontò sin da subito dell’impegno costante di Antoniano nell’occuparsi quotidianamente della mensa francescana di Bologna e dell’importanza del progetto Operazione Pane, di cui lui stesso è coordinatore. Fra Giampaolo è divenuto poi nel corso degli anni un amico, sempre impegnato ad aiutare il prossimo… e questa volta ho deciso di aiutarlo io… ho coinvolto un altro amico, Pierantonio Sgambaro, presidente del Pastificio Sgambaro, che ha accolto subito la mia richiesta … sono arrivati cosi, in pochissimi giorni, 1500 kg di pasta di grano duro, 100% italiana, nelle cucine delle mense francescane.»

 

Fra Giampaolo Cavallidirettore dell’Antoniano di Bologna e coordinatore del progetto Operazione Pane, alla ricezione della donazione: «Ringraziamo lo Chef Bruno Barbieri, il pastificio Sgambaro e il suo presidente Pierantonio per questo gesto di grande generosità. Bruno è carissimo amico dell’Antoniano, e ancora oggi si rivela vicino ai più fragili, a chi, in questi giorni difficili per tutti, fa ancora più fatica. Questa donazione coprirà la fornitura di pasta per tutte le famiglie e le persone che aiutiamo ogni giorno, per ben tre mesi. Questo gesto, però, è anche una speranza per il futuro. Il pasto, infatti, è il primo passo di un cammino che, partendo dall’ascolto, porta alla rinascita personale e sociale». Sin dai primissimi giorni dell’emergenza, l’Antoniano si è organizzato per restare accanto, in maniera sicura, ai numerosi ospiti della mensa francescana di Bologna, fronteggiando anche un importante aumento delle richieste di aiuto: «Le persone che si rivolgono alle strutture francescane sono in netto aumento – aggiunge il direttore – questa situazione di grande emergenza, infatti, non solo sta peggiorando la condizione di chi si trova nel disagio, ma sta anche mettendo in difficoltà tante famiglie che, in questo momento, stanno attraversando una difficoltà economica. Per questo il sostegno di aziende e amici generosi in questa fase è ancora più importante: restando uniti e attenti al prossimo troveremo tutti insieme la forza per affrontare il presente e progettare un futuro più sereno».

«Abbiamo voluto rispondere all’appello dello Chef per sostenere una realtà che gli sta a cuore e che rimane accanto alle persone in difficoltà in questa emergenza sanitaria», commenta il presidente del pastificioPierantonio Sgambaro. «Da sempre per noi sentirsi parte di un territorio significa creare valore per la comunità locale e, in situazioni come quella che stiamo vivendo, dare il nostro contributo». Sgambaro, di cui lo Chef Barbieri è testimonial da oltre un anno, è un’azienda veneta fortemente legata all’Emilia-Romagna, in particolare all’area bolognese. Da oltre venti anni infatti, è anche qui che si rifornisce del grano duro utilizzato per la produzione della propria pasta, 100% italiana. E proprio con un gruppo di agricoltori bolognesi ha collaborato nel progetto quindicennale per la selezione del grano Marco Aurelio, utilizzato da Sgambaro nella produzione della linea di pasta d’eccellenza Etichetta Gialla.  

  

BRUNO BARBIERI. Chef da Sette stelle Michelin in carriera: 2 stelle Trigabolo (Argenta) dal 1980 al 1990, 1 stella Grotta di Brisighella dal 1994 al 1995, 2 stelle Locanda Solarola dal 1996 al 2000, 2 stelle ristorante Arquade – Relais Chateaux Villa del Quar dal 2001 al 2011. Il 24 giugno 2016, nella sua Bologna, inaugura Fourghetti, un bistrot dall’atmosfera internazionale, capace di intercettare i ritmi della vita quotidiana per mixarli con i rituali più genuini della tradizione, la stessa che invade e pervade il nostro paese. Protagonista di programmi televisivi di successo per il Gambero Rosso Channel, collaboratore di varie radio, oggi ama essere libero e fare il free lance in giro per il mondo, esibendosi in road show culinari, che ama definire “teatri di cucina”. Giudice di MasterChef Italia sin dalla prima edizione, conduttore di 4 Hotel dal 2018 e, da quest’anno (2020), anche al timone del programma Cuochi d’Italia – Il Campionato del Mondo. Autore di numerosi libri di successo, l’ultima fatica letteraria risale alla primavera 2019, “Domani sarà più buono. Da ogni piatto possono nascere nuove ricette” (Mondadori Electa, 2019), dedicato al tema del riutilizzo e dell’antispreco in cucina.

 

ANTONIANO. L’Antoniano è un luogo dove si vive concretamente la solidarietà e dove le iniziative culturali, l’intrattenimento e la comunicazione sociale vengono declinati secondo i valori francescani, riprendendo, rinnovando e alimentando lo spirito francescano e mettendolo al servizio dei più deboli e del mondo dell’infanzia. Nasce dal sogno di un giovane francescano – Padre Ernesto – in un lager della Seconda guerra mondiale: “servire i poveri come in un ristorante” e mettere a frutto il talento dei giovani. L’Antoniano è anche il promotore dello Zecchino d’Oro, attesissimo appuntamento televisivo e musicale dedicato a tutti i bambini e alle famiglie.

I valori guida di Antoniano sono rispetto, solidarietà, condivisione e fraternità. Il sostegno offerto ai più fragili si sviluppa in un percorso di 4 passi: il pasto, l’ascolto, l’accoglienza, l’aiuto. Attraverso il progetto “Operazione Pane” l’Antoniano sostiene una rete di mense francescane in tutta Italia.

 

SGAMBARO. Fondato da Tullio Sgambaro nel 1947, Sgambaro è uno storico pastificio veneto che produce pasta di altissima qualità, frutto del sapere trasmesso all’interno della famiglia e delle intuizioni degli attuali membri alla guida dell’azienda. L’obiettivo di Sgambaro è da sempre portare sulla tavola degli italiani una pasta buona, sana e sicura. Una delle poche realtà medio-grandi del settore ad avere un mulino interno, utilizza dal 2001 esclusivamente grano duro prodotto in Italia: una scelta che da un lato assicura il controllo della filiera e, dall’altro, si traduce in un rapporto diretto e stretto con i fornitori. Sempre alla ricerca del grano perfetto, proprio la collaborazione con gli agricoltori ha portato Sgambaro alla selezione del grano duro Marco Aurelio, dopo di 15 anni di studi e prove sul campo, e all’introduzione del farro monococco per produrre pasta a livello industriale con uno dei grani più antichi e dalle elevate proprietà nutrizionali. L’azienda ha sede e produzione a Castello di Godego in provincia di Treviso.




LA TECNOLOGIA DI ENOLO’A SUPPORTO DELLA MASSIMA SICUREZZA DEL CONSUMATORE POST-LOCKDOWN. LA CARTA DEI VINI DIGITALE UNISCE CANTINE E RISTORATORI

 

Di Giampietro Comolli

Una semplice registrazione sulla piattaforma cartadeivini.wine e tutti i professionisti Horeca potranno utilizzare, gratuitamente, la Carta dei vini digitale di Enolò. Per i ristoratori nessun costo e la certezza di regalare ai loro ospiti una serata di autentica convivialità in sicurezza.

Se ci si deve giustamente districare tra distanziamento sociale, mascherine, Dpi e regole di sicurezza varie, c’è una cosa a cui non si può rinunciare: la convivialità. La sfida che i ristoratori si trovano ad affrontare oggi, è quella di far sì che i consumatori tornino con fiducia al tavolo consapevoli di godere di un’esperienza di gusto e di piacere, dimenticando, per qualche ora, che ci si muove nell’ambito di nuove regole fino a qualche mese fa inimmaginabili.

Enolò, con la sua tecnologia, unisce cantine e ristoratori dando loro supporto per garantire il piacere dell’ospitalità e la massima sicurezza ai loro clienti. Come? Mettendo a disposizione, gratuitamente, la suo sistema digitale Carta dei Vini il cui utilizzo, per i dealers, non richiede altro che la registrazione sulla piattaforma cartadeivini.wine, mentre gli avventori accedono con il proprio smartphone on line, anche tramite un Qr Code.

L’azienda sceglie la “solidarietà”, garantendo un servizio di grande qualità che prevede, tra le numerose funzioni, brandizzazione della Carta dei Vini con il marchio del dealer, flessibilità e semplicità d’uso, ma soprattutto abbattimento dei costi. Vantaggi a favore di chi oggi deve e vuole ripartire con la consapevolezza di un mondo che ha improvvisamente cambiato le regole, dove, insieme al mantenimento di quei valori che hanno fatto della ristorazione un settore irrinunciabile, è necessario cogliere le opportunità che l’innovazione, in particolare quella digitale, può presentare.

Impossibile fare a meno della Carta dei Vini digitale di Enolò che nell’ultima versione rilasciata in questi giorni, diventa anche menù e regala ai dealers uno strumento completo ed esclusivo dove, nella massima sicurezza, si possono scegliere i vini e i cibi preferiti da degustare.   

“Attraverso la nostra piattaforma, i ristoranti, le enoteche, e tutti gli altri operatori, oggi

dispongono di un sistema on line per organizzare, presentare e vendere i vini della loro cantina e i piatti della cucina. Enolò però non è solo questo, bensì è una piattaforma molto ampia di servizi con funzionalità evolute e per questo molto vantaggiose – spiega il Ceo Founder di Enolò Stefano Baldi. C’è un marketplace B2B originale in cui gli interessi dei produttori di vino e quelli dei professionisti dell’Horeca, si incontrano senza alcuna intermediazione e instaurano sinergie e rapporti commerciali molto profittevoli per entrambi. C’è un HUB e un sistema logistico integrato alla piattaforma che grazie ai suoi servizi dedicati, genera valore e opportunità per l’intero settore enogastronomico”.

 

E’ possibile attivare subito e autonomamente Carta dei Vini di Enolò su cartadeivini.wine, o

chiamando il customer service al numero +39 085 8562103 o richiedendo di essere contattati inviando una richiesta a contatti@enolo.it.

 

 




Il Piave festeggia 10 anni di DOP

Il Formaggio Piave il 22 maggio festeggia 10 anni di DOP, un decennio in cui è cresciuto notevolmente l’apprezzamento da parte del consumatore, e non solo, per questo formaggio tipico della provincia di Belluno. Lo dimostra il fatto che in questi anni il Piave DOP ha ottenuto 50 riconoscimenti nazionali e internazionali fra cui “Miglior Formaggio Italiano a pasta dura” all’International Cheese & Dairy Awards di Nantwich (UK), al Global Cheese Awards di Frome (UK) e al Superior Taste Award di Bruxelles (BE), solo per citare i successi del 2019. E il 2020 si è aperto con il titolo di “formaggio perfetto” nella Guida “I Formaggi d’Italia” de l’Espresso.

 

La DOP (Denominazione di Origine Protetta) è la sigla più conosciuta per indicare un prodotto tipico italiano di alta qualità legato ad uno specifico territorio e alle sue tradizioni e viene attribuita dall’Unione Europea.

I prodotti DOP sono specialità alimentari originarie di un preciso luogo, regione o paese, che rispettano i modi di produzione e lavorazione tipici del territorio e delle tradizioni locali.

Il marchio DOP è quindi una garanzia di qualità per il consumatore e significa che il prodotto ha:

  • un legame inscindibile con il territorio di provenienza,
  • una tradizione produttiva consolidata (almeno 25 anni) e codificata in un disciplinare produttivo,
  • un elevato standard qualitativo certificato da organismi terzi di controllo,
  • la tracciabilità dei prodotti fino all’origine,
  • un tessuto socio-imprenditoriale adeguato.

 

Per tutelare i prodotti a marchio DOP sono nati i Consorzi di Tutela. Si tratta di associazioni volontarie, senza finalità di lucro, riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf). Si occupano di:

  • regolamentare tutti gli aspetti della produzione;
  • vigilare sull’osservanza del disciplinare produttivo;
  • garantire la tracciabilità dei prodotti;
  • tutelare da frodi e contraffazioni;
  • promuovere e valorizzare i prodotti tramite l’informazione e l’educazione alimentare del consumatore e accordi con organismi pubblici o privati.

 

Il formaggio Piave, ha ottenuto il marchio DOP nel 2010 grazie alla qualità del latte utilizzato per la sua produzione, all’applicazione della ricetta tipica dei casari e alle fasi di produzione che rimangono fedeli alle antiche tradizioni. Le sue caratteristiche uniche oltre ad entusiasmare i palati più esperti, conquistano anche i bambini che lo apprezzano moltissimo, non solo nelle varianti più giovani ma anche nella più saporita Selezione Oro. È proposto infatti in 5 tipologie, a seconda dei tempi di stagionatura: da 20 a 60 giorni per il Fresco, da 61 a 180 per il Mezzano, oltre 180 giorni per il Vecchio, oltre 12 per il Vecchio Selezione Oro e oltre 18 mesi per il Riserva. Ciascuna di queste tipologie può vantare la denominazione d’origine protetta. L’intera produzione deriva da latte che proviene esclusivamente dalla provincia di Belluno e viene prodotto, almeno per l’80%, da razze bovine tipiche della zona di produzione: la Bruna italiana, la Pezzata Rossa italiana e la Frisona italiana.

 

Il Consorzio di Tutela del Formaggio Piave DOP, nato sempre nel 2010, ha sede a Busche di Cesiomaggiore (BL) ed ha il compito tutelare la DOP da abusi, contraffazioni e concorrenza sleale. Allo stesso tempo il Consorzio ha lo scopo di salvaguardare la tipicità e le caratteristiche peculiari del formaggio Piave DOP, di promuovere la sua conoscenza in tutti i mercati, nazionali ed internazionali e di valorizzare il prodotto informando i consumatori.

È possibile seguire il Consorzio sul sito www.formaggiopiave.it.