Panettone Estivo, il maestro Ferdinando Tammetta firma un lievitato alla frutta

Per la seconda stagione consecutiva il maestro propone un panettone alla frutta in due tipologie: ananas e pesca. Dopo il successo ottenuto lo scorso anno dove per la prima volta si cimentava con un prodotto lievitato che non fosse il classico panettone natalizio e la colomba pasquale, da decenni suoi cavalli di battaglia e ormai conosciuti a livello nazionale e citati dalla stampa di settore, anche in questa anomala estate ha voluto riproporre la freschezza di sapori che questo inedito dolce possono sprigionare. Il Panettone estivo arriva dopo un periodo molto particolare per il Forno Tammetta, come del resto per tutto il mondo, infatti, Ferdinando non si è mai fermato nel produrre le sue delizie sia salate che dolci. Dal pane ai biscotti passando per i dolci della rinnovata pasticceria durante il lockdown il Forno Tammetta ha rappresentato un vero e proprio presidio artigianale, dove poter comprare a km zero il miglior pane e soprattutto il Rustico, un biscottone ai cereali di sua creazione, che ha raccolto da subito un grande interesse da parte di grandi e piccoli. Insomma con il panettone estivo c’è anche quella volontà da parte del maestro di suscitare attraverso la degustazione un cambiamento, ed esortare tutti a lasciarsi alle spalle il periodo Covid, pensando in maniera positiva ad un futuro foriero di cose belle e soprattutto di attimi di gioia, anche per il palato. Il Panettone estivo, come tutti i prodotti firmati Ferdinando Tammetta sono in vendita solo ed esclusivamente nell’unica sede, ovvero presso il Forno stesso. 

Il panettone, su base classica, è realizzato con frutta fresca a pezzi ed è a lievitazione naturale, senza lievito di birra e contiene solo ed esclusivamente ingredienti di prima qualità, scelti accuratamente dal maestro in persona. Tra questi: aromi naturali, burro selezionatissimo e ovviamente, quello principale, la frutta. La lavorazione, il vero e proprio vanto di Ferdinando, vede ben tre fasi di crescita e una quarta poco prima di infornarli. L’impasto, cosa molto importante, nella fase finale viene lavorato rigorosamente a mano. Dopo la cottura il tocco magico, vero e proprio segreto di Ferdinando Tammetta.  Il panettone Estivo è un dolce morbido, fragrante e, grazie alla frutta, gradevolmente fresco. Punto vendita: Via delle Fornaci, 57, Fondi. Info su: www.fornotammetta.com

 




VINO E NARRAZIONE: il 4 e 5 settembre la cantina Poderi dal Nespoli ospita la 4^ edizione di “Mosto (il succo delle storie)”, il festival che nasce dai valori comuni tra mondo del vino e del racconto.

La storica cantina romagnola ospita il festival diretto dall’autore Matteo Caccia che quest’anno sviluppa il tema del ‘Moto Perpetuo’. Tra i protagonisti il filosofo Umberto Galimberti e lo scrittore Sandro Veronesi. Anteprima il 27 agosto con gli scrittori Paola Barbato e Matteo Bussola.
 
Nespoli (FC), 4 agosto 2020 – Alla cantina Poderi dal Nespoli è tempo di “Mosto (il succo delle storie)”.  L’appuntamento con la 4^ edizione del festival di narrazione prodotto e ospitato dalla storica azienda romagnola del gruppo Mondodelvino Spa  con la direzione artistica dell’autore Matteo Caccia è fissato per il 4 e 5 settembre. Due serate tra arti e mestieri della narrazione il cui tema di quest’anno è il “Moto Perpetuo”. Ospiti d’onore il filosofo e sociologo Umberto Galimberti e lo scrittore Sandro Veronesi, fresco della vittoria al Premio Strega. Il 27 agosto l’anteprima è dedicata alle “Storie di amore e di paura” con la coppia di scrittori Paola Barbato e Matteo Bussola.
 
È una storia antica quella che lega l’arte del racconto e il mondo del vino. Temi arcaicamente legati alla ritualità della vita che diventa storia e talvolta mito attraverso il racconto tramandato. Dalla volontà di ritornare a questa antica forma di socializzazione e di condivisione diretta, l’imprenditore Marco Martini e la cantina Poderi dal Nespoli, da sempre impegnati per promuovere iniziative che arricchiscano il territorio, nel 2017 hanno ideato la rassegna “Mosto (il succo delle storie)”. Il nome scelto è un trait d’union tra due mondi: il mosto infatti è l’estratto dell’uva e insieme il succo delle storie narrate durante il festival. Nel mondo vitivinicolo il mosto è il momento di passaggio dall’uva al vino e così in ambito narrativo il racconto rappresenta un momento di transizione per l’uomo, che ne esce arricchito e trasformato rispetto a ciò che era prima. Dedicato al “Moto Perpetuo” il festival 2020 si svolge in due serate di incontri e racconti. Venerdì 4 settembre alle 20.30 il filosofo e sociologo Umberto Galimberti si confronta con Daniela Collu, conduttrice e autrice radiofonica e televisiva, su “L’inesauribile energia delle emozioni”, mentre alle 22.00 lo scrittore Sandro Veronesi dialoga con il direttore artistico del festival Matteo Caccia, noto autore e conduttore radiofonico sul tema “Il moto perpetuo del Colibrì”. Sabato 5 settembre alle 18.00 Ketty Magni, scrittrice di romanzi storici a sfondo culinario, presenta il suo libro “Artusi, il bello e il buono” pubblicato a 200 anni dalla nascita di Pellegrino Artusi. In dialogo con lei Laila Tentoni, presidente del museo Casa Artusi di Forlimpopoli. Alle 20.30 la poetessa e scrittrice Mariangela Gualtieri si esibisce in “Nostalgia delle cose impossibili”, spettacolo incentrato sul potere della parola e, alle 22.00 la chiusura del festival è lasciata a “Il racconto del quotidiano: il flusso discontinuo e inarrestabile del digitale” con Daniela Collu, Lorenzo Pregliasco, Matteo Bordone e Imen Boulahrajane. L’anteprima del festival “Mosto (il succo delle storie)” è in programma per giovedì 27 agosto alle 21.00 ed ha per protagonisti Paola Barbato e Matteo Bussola compagni nella vita ed entrambi scrittori seppure in ambiti diversi. Per l’occasione i due dialogano con il giornalista Corrado Ravaioli in “Storie di amore e di paura” raccontando i propri libri e forse qualcosa in più sul loro cammino insieme.

“Oggi più che mai si percepisce l’importanza dell’ascolto, in questi tempi in cui è la velocità di propagazione di ogni notizia che direziona le nostre stesse vite. Un ritorno alla ritualità tipica della tradizione orale, della comunità che si riunisce per ascoltare e tramandare le storie: queste sono le radici di Mosto. Poderi Dal Nespoli ha deciso di investire sulla creazione di questo festival seguendo alcuni principi che ne caratterizzano l’identità aziendale, come l’innovazione, il legame con il territorio e le persone che ogni giorno lo vivono, la passione”. Così Marco Martini Ceo del gruppo vitivinicolo Mondodelvino e presidente di Poderi dal Nespoli presenta l’iniziativa aziendale a scopo culturale.

Tutti gli eventi del festival sono a ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti e si svolgono all’interno del parco della cantina Poderi dal Nespoli dove è possibile vivere momenti di convivialità tra buon cibo e buon vino.

www.festivalmosto.com / www.poderidalnespoli.com / www.mondodelvino.com




Serata in cantina per Calici di Stelle

Sabato 8 agosto dalle 19 alle 23,45 da Antonelli San Marco, a Montefalco (Pg)

 

Per Calici di Stelle, l’evento organizzato da Movimento Turismo del Vino in collaborazione con Città del Vino, la cantina Antonelli San Marco propone una serata con il Trebium Trebbiano Spoletino Spoleto doc in abbinamento a prodotti tipici e salumi prodotti in proprio con le carni di maiali allevati allo stato brado nel bosco della tenuta. Disponibili gli altri vini biologici di Antonelli: il Montefalco Sagrantino Docg, anche passito, il Montefalco Grechetto e il Contrario Umbria Rosso Igt.

L’appuntamento comincia alle 19 di sabato 8 agosto con la visita dell’azienda e prosegue con l’assaggio del nuovo Trebium 2019 insieme a un ricco aperitivo. Un concerto acustico dal vivo completa la serata. La prenotazione è obbligatoria al numero 0742.379158 o email info@antonellisanmarco.it, anche per poter distribuire i tavoli nel modo più appropriato secondo le norme anti covid. Il costo è di €15 a persona.

 

La tenuta Antonelli San Marco

L’azienda agricola si estende per 190 ettari, in unico corpo, in località San Marco, nel Comune di Montefalco (Perugia), proprio nel cuore della denominazione “Montefalco”. I terreni hanno altitudine media di 350 metri sul livello del mare, sono a giacitura collinare con esposizione prevalente a sud e ad ovest; hanno origine pleistocenica e alluvionale, sono in prevalenza profondi, argillosi, molto ricchi di calcare. Non mancano terreni più poveri ricchi di scheletro.

La tenuta è così coltivata: vigneti 55 ettari, oliveti 10 ettari, bosco di alto fusto 40 ettari, seminativi 50 ettari. Il sistema di allevamento delle viti è a cordone speronato basso e a guyot.

 

Antonelli San Marco si converte al Bio. Minori difese, più cure e qualità in vigna

Una decisa scelta “verde” per migliorare la qualità delle uve. Dopo l’olio extravergine di oliva Bio, certificato da Valoritalia, ora è il turno del vino. A partire dalla vendemmia 2012, dopo 3 anni di conversione, i vini Antonelli San Marco, sono ufficialmente biologici.  Attraverso il metodo di coltivazione biologica Antonelli San Marco intende produrre uve di maggior qualità per ottenere vini sempre più interessanti e complessi.

“Il primo obiettivo della nostra scelta Bio è di fare un vino più buono e in seconda battuta un vino più salutare – afferma Filippo Antonelli -. Il Bio implica minori difese antiparassitarie in vigna e rende pertanto necessario esaltare i meccanismi di autodifesa delle viti; ciò si ottiene effettuando, vigneto per vigneto, specifici interventi mirati a seconda delle varietà, dei terreni e del microclima, in modo da ottenere un equilibrio in ogni singola parcella. Grazie a questo equilibrio naturale tra apparato radicale, fogliare e grappoli, si ottengono uve di maggior qualità”.

Il progetto di Antonelli San Marco è seguito da Ruggero Mazzilli, coordinatore della stazione sperimentale di viticoltura sostenibile di Panzano e responsabile di “Viticoltura Sostenibile” (www.viticolturasostenibile.it).

 

La cantina è inoltre associata a Dibium (www.dibium.it), rete di aziende esemplari per la vocazione alla sostenibilità e il rapporto virtuoso tra tradizione e innovazione, un’associazione che spazia da allevamenti biodinamici di capre per la produzione di caprini eccezionaliall’utilizzo delle oche in vigna come strumento di controllo e tutela del terreno, passando per allevamenti di maiali allo stato brado tra boschi e vigneti. Antiche pratiche tornate attuali, come la cultura delle erbe spontanee e campagnole, e la canapa, grande pianta polifunzionale che sviluppa diverse filiere, dalla birra, alle farine, i semi, i fiori, con interessanti sviluppi per la salute, e il benessere; e infine la bio edilizia.

 

 




CORONAVIRUS, ACRA: AIUTI AI PICCOLI PRODUTTORI DI CAFFÈ IN HONDURAS

Il coronavirus non ferma il Programma CafèyCaffè. Formazione online per 150 produttori e tecnici del caffè e sostegno per la distribuzione in Italia e in altri paesi esteri.Consegnati 5.600 kit igienici per lavorare in sicurezza.

 

Un sostegno concreto ai produttori di caffè dell’Honduras, ancoranel momento più delicato dell’epidemia coronavirus, con circa 40mila contagi confermati ad oggi.

L’organizzazione non governativa milanese ACRA,attiva in Honduras con il ProgrammaCafèyCaffè, volto a valorizzare e tutelare la produzione di caffè in America Latina, sta distribuendo kit igienici nelle comunità rurali del caffè. Sono stati già consegnati a tecnici e produttori 5.600 kit contenenti ognuno: 5 mascherine chirurgiche, gel antibatterico 80ml, guanti e materiale informativo. Inoltre, in tutti i 60 uffici dell’InstitutoHondureño del Café(IHCAFE)dislocati a livello nazionale, sono state distribuite anche visiere di protezione, mascherine NK95, e un gallone di gel antibatterico. Sono previste ulteriori consegne di kit igienici nei prossimi giorni.

 

ACRA opera dal 2008 in Honduras, terzo paese più povero dell’America Latina,con progetti legati alla salvaguardia ambientale anche attraverso formazioni mirate e campagne di sensibilizzazione. Nell’ultimo anno ACRA si è dedicata, in particolare, al coordinamento e alla gestione in Honduras, dellaterza fase del Programma CafèyCaffè, nato nel 2016 e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Il progetto, che ora prevede anche interventi mirati alla prevenzione del Covid-19, ha come obiettivo principale quello di migliorare il tenore di vita dei piccoli produttori di caffè delle comunità rurali di montagna, riducendone la vulnerabilità socioeconomica, fornendo assistenza tecnica e rafforzando la sostenibilità delle colture. Il Programma CafèyCaffè coinvolge, oltre ad ACRA, anche Movimento Africa ’70(capofila) e CEFA che operano nello stesso Programma rispettivamente in El Salvador e Guatemala.

 

L’Honduras è tra i cinque paesi più rilevanti a livello mondiale per la produzione di caffè, per questo motivo la terza fase del ProgrammaCafèyCaffècoordinata da ACRA, è finalizzata amigliorare la qualità della materia prima e le competenze professionali delle diverse figure impiegate nella filiera produttiva. Per far fronte alla richiesta di maggiore professionalizzazione nei diversi settori di competenza della produzione di caffè,sono stati realizzati nell’Accademia Honduregna del Caffè (IHCAFE) a Corquin, presso il “Centro de Investigacion y Capacitacion Josè Angel Saavedra”, riconosciuto come centro di alta formazione,corsi mirati a formare la figura professionale del Maestro di caffè, quale tecnico, barista e tostatore di qualità.Durante l’emergenza coronavirus, i corsi di formazione si sono svolti online, dando la possibilità a circa 150 produttori/tecnici del caffè di partecipare al primo dei webinar di formazione previsti. Inoltre,sono stati già formati i primi 30 tecnici del caffè certificati da Specialty Coffee Association (SCA).

 

CafèyCaffè si rivolge complessivamente a 125 mila famiglie di produttori iscritte al registro di IHCAFE che potranno accedere e beneficiare dei servizi offerti dai laboratori equipaggiati grazie al progetto. Grazie all’applicazione delle corrette tecniche di coltivazione e di post-raccolta è stato registrato un aumento della produzione e della qualità del prodotto. Un primo risultato del progetto è quindi, un caffè equo, sostenibile e di alta qualità, altro aspetto molto rilevante è l’aumento del redditodei produttori e operatori del caffè che contribuisce al miglioramento del tenore di vita dei piccoli produttori.

 

«La mia soddisfazione più grande ora è produrre e preparare il mio caffè con la certificazione internazionale che ho ottenuto con il corso di formazione di ACRA e CafèyCaffè– dichiara Evelyn Tabora, produttrice di caffè del Programma CafèyCaffè di ACRA in Honduras – Il mio obiettivo futuro è vendere sul mercato estero. In questi giorni il Covid ci costringe a casa e rende più difficile la vendita dei nostri chicchi. In questa fase, ACRA supporta i produttori come me nel promuovere il nostro caffè di qualità e distribuirlo nel Paese e fuori dall’Honduras in totale sicurezza».

 

A causa dell’emergenza coronavirus i produttori stanno vivendo una fase di grande difficoltà, ACRA sta sostenendo la promozione del loro pregiato caffè in Italia, scoprilo visitando il sito: www.acra.it/cafehonduras.

 

Per sostenere i progetti finalizzati a superare l’emergenza sanitaria garantendo sostegno e formazione per le persone più fragili, affinché uomini e donne, bambini e bambine abbiano pari diritti e opportunità in Italia e all’estero, ACRA ha lanciato in questi mesi la campagna solidale #NessunoIndietro, a cui tutti possono contribuire anche con il loro 5×1000. Per informazioni: https://sostieni.acra.it/5×1000/

 

ACRA

ACRA (www.acra.it) è un’organizzazione non governativa, laica e indipendente, fondata a Milano nel 1968 e impegnata da oltre cinquant’anni nella cooperazione internazionale e nel contrasto delle povertà attraverso soluzioni sostenibili, innovative e partecipate.
Lavora con le comunità e organizzazioni locali in Africa, Asia e America Latina per garantire il diritto d’accesso a cibo, acqua, educazione, energia, per la tutela dell’ambiente e per sostenere una crescita inclusiva e duratura, valorizzando le imprese sociali e i talenti locali.
In Europa e in Italia promuove una cultura di dialogo, integrazione, scambio interculturale e solidarietà. Organizza attività educative per le scuole e per la promozione di modelli agricoli e di pratiche di consumo sostenibili.

 

Per donare il 5×1000 a ACRA: https://sostieni.acra.it/5×1000/

 

 




GIORGIO POETA A LINEA VERDE ESTATE, DOMENICA 2 AGOSTO DALLE 12.20 SU RAI1

“Dopo la dichiarazione d’amore di Uliassi per il mondo delle Api a Identità Gelato, domenica racconteremo gli italiani l’importanza della salvaguardia delle api e dei benefici di miele e polline”

 

Giorgio Poeta e le sue api in onda su Rai1, domenica 2 agosto dalle 12.20. 

La troupe di Linea Verde Estate ha fatto tappa, nei giorni scorsi, tra le api di Poeta, apicoltore fabrianese.

A raccontare agli italiani il lavoro di Poeta nella salvaguardia della biodiversità in montagna, del suo impegno nella cura delle api attraverso la creazione di prodotti che sono rinomati in tutto il mondo per le loro caratteristiche e originalità, saranno i conduttori Marco Bianchi e Angela Rafanelli direttamente da Vigne, frazione di Fabriano. 

 

Definito negli ultimi tempi “l’uomo che sussurra alle api”, i riflettori si accendono spesso sull’apicoltore fabrianese (35enne) perché innovatore e pioniere di sperimentazioni, primo produttore al mondo di miele in barrique e della riscoperta dell’IdroMiele. Tra i progetti spicca anche quello dedicato alla raccolta del polline in alta montagna. «Il polline è uno dei prodotti con il più alto tasso proteico di tutto l’ecosistema vegetale, ed è per questo usato dalle api come apporto proteico per la loro dieta – spiega Poeta – È sempre interessante scoprire nuove sfaccettature di un mondo che ad oggi ancora non è compreso appieno. Perché anche l’uomo può trarne giovamento. Noi apicoltori stiamo cercando di divulgare con estremo impegno tutto ciò che riguarda il mondo delle api. La nostra vita consiste nell’entrare in sintonia con questo mondo, capirne le movenze e carpirne i segreti per impiantarli nella coscienza delle persone. E lo facciamo esplorando le api, e i loro prodotti».

Se agosto inizia con un appuntamento nazionale, luglio è terminato con un riconoscimento del quale «vado orgoglioso per tutto il comparto delle api e per il territorio – afferma Giorgio Poeta – Alla prima edizione di Identità Gelato, tenutasi a Senigallia e organizzata da Identità Golose, lo chef 3 Stelle Michelin Mauro Uliassi ha messo in luce l’importanza dell’esistenza delle api, perché senza di loro il pianeta Terra non sopravviverebbe. E che a parlare di questo sia lo chef di uno dei “50 Best” (50 miglior ristoranti al mondo) è qualcosa di unico. Un regalo per tutto il comparto apistico, e per le api». Uliassi, durante il suo intervento ad Identità Gelato (tenutosi alla Rotonda a Mare di Senigallia lunedì 27 luglio) ha voluto al suo fianco Giorgio Poeta. «Uliassi per l’occasione ha scelto, per il suo gelato da raccontare ad una illustre platea di gelatieri professionisti, l’IdroMiele, il fermentato che da settembre sarà possibile acquistare in molti punti vendita specializzati in Italia».




CHIARETTO IN CANTINA: WEEKEND IN VIGNA SUL LAGO DI GARDA

Sabato 4 e domenica 5 luglio venti cantine del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino saranno aperte al pubblico per visite e degustazioni

Tornano gli appuntamenti in cantina con il vino rosa del lago di Garda. Sabato 4 e domenica 5 luglio 2020 venti aziende produttrici del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino apriranno le porte agli appassionati per visite guidate e degustazioni.
L’iniziativa, denominata Chiaretto in Cantina, è stata organizzata unitariamente alla Fondazione Bardolino Top e al Comune di Bardolino e inserita nel progetto L’Estate del Chiaretto di Bardolino.
Le aziende aderenti, dislocate in tutto il territorio consortile, dal Garda al monte Baldo, dalla Valdadige con una puntata fino a Soave, proporranno ai visitatori calici di Chiaretto e degli altri vini del territorio, accompagnati da taglieri di formaggi, salumi o altri prodotti tipici.
“L’iniziativa Chiaretto in Cantina è un’occasione per tornare a vivere in serenità il territorio vinicolo del lago di Garda e del suo entroterra. – spiega Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino – Le cantine consorziate proporranno un programma in cui sarà possibile scoprire i vini, gli oli e gli altri prodotti locali in una giornata in vigneto di svago e convivialità”.
Sul sito del Consorzio è disponibile l’elenco delle cantine aderenti e tutte le indicazioni per la prenotazione. Le visite, organizzate dalle singole cantine, saranno gestite nel pieno rispetto delle normative riguardanti il distanziamento sociale.
Tutte le info sono disponibili alla pagina bit.ly/chiarettoincantina




LABRENTA NON SI FERMA E INAUGURA LA NUOVA SEDE IN MESSICO

L’Azienda di Breganze (Vicenza) prosegue il disegno di internazionalizzazione, sostenuto da un bilancio 2019 che si conferma positivo

Labrenta, specializzata in soluzioni di chiusura per il settore spirits & wine, inaugura ufficialmente la nuova sede in Messico. L’impresa è situata nella città di Zapopan nello stato di Jalisco. L’Azienda di Breganze (Vicenza), guidata dai fratelli Amerigo e Gianni Tagliapietra, esordisce in un nuovo mercato, quello del Centro America, coerentemente con una più ampia strategia di Gruppo avviata nel 2005 con la fondazione di Labrenta South America in Brasile. La nuova filiale produttiva nasce con l’obiettivo di servire il Messico e i Paesi limitrofi dove il mondo della Tequila, del Mescal e del Rum, come per altri distillati, si sta evolvendo, con una domanda crescente di packaging sempre più personali e di qualità in grado di elevare al massimo le proprietà del prodotto contenuto nelle bottiglie.
Nella sede messicana, dove nei 1.500 mq di superficie sono ad oggi attivi dieci collaboratori, la produzione di tappi in vari materiali quali legno e plastica è già entrata nel vivo grazie a una serie di attività coordinate del CEO Jesus Nuñez. L’operazione, che ha incluso l’acquisizione della ditta Tapones Cabrera, attiva da anni nella produzione di chiusure di diversi materiali – legno, plastica, vetro e alluminio – si è concretizzata tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 con un investimento di mezzo milione di euro.
L’apporto della tecnologia e del know-how di Labrenta si unisce alle competenze già acquisite da Cabrera con l’obiettivo assoluto di far conoscere al mercato una nuova e innovativa linea di prodotti e per dare vita a originali e complessi progetti con standard qualitativi più elevati, atti a soddisfare i clienti più esigenti. Inoltre la distribuzione del prodotto è già autonoma, grazie a un’organizzazione e a un ufficio vendite collaudati.
“Si tratta di un segnale forte da parte di un’azienda che in tempi di emergenza sanitaria Covid-19 decide comunque di attuare un investimento importante – dichiara Amerigo Tagliapietra – L’imprenditorialità italiana non si ferma, si fa strada nel mondo con coraggio, determinazione e la solidità di un progetto a lungo termine”.
Nel 2019 Labrenta ha registrato un fatturato di 10,5 milioni di euro e una rispettiva crescita del 15%, grazie principalmente all’export. L’ampia gamma di prodotti di fattura vicentina, realizzata da ottanta collaboratori attivi nelle tre sedi del Gruppo, è commercializzata ovunque si producano distillati e vino nel mondo, raggiungendo anche destinazioni di nicchia come le Barbados.
Conclude Gianni Tagliapietra: “Pur in un periodo in cui incertezza, insicurezza e l’impedimento a effettuare viaggi e spostamenti hanno determinato un inevitabile cambio di rotta a livello mondiale, Labrenta è riuscita con risolutezza e forte spirito imprenditoriale a portare a compimento il progetto in Messico e si pone così in un’ottica di espansione su nuovi mercati, dove i prodotti spirits & wine di fascia premium sono sempre più apprezzati e determinano la crescita dell’import, ma anche della produzione in loco.”

Labrenta, fondata nel 1971 a Breganze (Vicenza), produce chiusure per il settore alimentare. Provide the right closure è il motto con cui si muove alla ricerca del tappo ideale per ciascuna esigenza, attraverso prodotti in grado di unire design e funzionalità. Tutta la produzione è svolta in Italia e viene controllata da un Validation Process che si svolge in sette fasi. Sin dalla sua fondazione Labrenta ha destinato grande attenzione alla ricerca e allo sviluppo. L’obiettivo è di fornire a ogni cliente la propria chiusura dedicandogli un servizio tailor made. L’anima creativa e scientifica di Labrenta vive in D.Vision, la sezione interna in cui opera un team professionale giovane e altamente qualificato dedicato esclusivamente allo sviluppo di nuovi progetti: ascoltare i clienti, le loro esigenze e trasformare ogni loro intuizione in realtà. Idee che, grazie all’impiego di una stampante 3D, si materializzano in tempi brevissimi. Perché in Labrenta ogni cliente, con il suo prodotto, viene gestito con la consapevolezza della loro unicità. Perché un prodotto comunica il suo valore, a partire da ciò che lo contiene.




DA VIRTUALE A REALE APRE I BATTENTI BOTTEGA MAZZOLINO

Uno shop per conoscere le prelibatezze del territorio
Dalle farine al salame, dai formaggi alle composte. Senza dimenticare il vino!

Il debutto dello shop online solo una mese fa, per raccontare l’eccellenza attraverso i prodotti della terra, selezionati con cura perché sapessero parlare “al palato e al cuore”.  Il web è sembrata subito la scelta ovvia, visti i tempi che impongono la distanza come regola base di qualsiasi attività, shopping compreso.

Ma Bottega Mazzolino nasce dalla costola dell’omonima tenuta di Corvino San Quirico, Tenuta Mazzolino, appunto, piccolo clos di Borgogna in Oltrepò – 20 ettari vitati, dolcemente adagiati sulla riva destra del Po – dove i vini si raccontano vis à vis, le vigne non si guardano semplicemente, ma si ammirano, la cantina non si visita, si esplora scoprendone i segreti guidati da chi è l’anima di questa realtà, le persone che ci lavorano. In primis Francesca Seralvo, proprietaria e motore della  Tenuta e ora anche della Bottega, virtuale e reale. E’ lei che ha avuto un’epifania e in un pomeriggio di giugno ha deciso di “trasformare una piccola stanza in disuso, in uno spazio destinato ad essere vissuto, da prodotti e persone”.

La scintilla è scattata all’improvviso”, spiega Francesca. “L’idea era quella di dare vita a un angolo destinato ai prodotti della Bottega online, dove chi ci viene a trovare in tenuta possa curiosare e lasciarsi conquistare anche dai packaging e dai profumi. E dai nostri racconti”.

Entusiasmo, passione e voglia di fare. “Un’amica architetto che ti viene a trovare e il gioco è fatto”, continua Francesca. La scelta dei colori per le pareti, qualche dritta su come disporre i mobili, tutti di riciclo e poi via, un lavoro di squadra che ha chiamato a raccolta amici e parenti. “Siamo decisamente orgogliosi di questo lavoro” home made” e del recupero di arredi vintage, in linea con la nostra anima green, contraria agli sprechi e votata al biologico in vigna e nella vita”.
 
E così una visita alla scoperta dei vini dell’Oltrepò, si trasforma in un viaggio sensoriale tra i prodotti del territorio. Vino in primis, ovviamente. Tenuta Mazzolino vanta otto etichette i cui ingredienti principali sono l’amore per la terra e una filosofia rispettosa delle tradizioni, quelli che Francesca Seralvo che dal 2015 si fa interprete di un progetto di ampio respiro che mira a proporre vini legati al territorio ma con un respiro internazionale.

 

Appuntamento in Tenuta – Via Mazzolino, 34, 27050 Mazzolino PV, online su www.bottegamazzolino.com e sui profili social, dove l’esperienza si trasforma in viaggio tra suggestioni e sapori




PIZZA GOURMET: I WEEKEND DEL GUSTO A VILLA TERZAGHI FIRMATI DALLO CHEF CARLO CRACCO

 

SI RIPARTE RACCONTANDO LA SANA ALIMENTAZIONE, L’AGRICOLTURA,

LA SOSTENIBILITÀ, IL DISTANZIAMENTO GIOIOSO E LA SOLIDARIETÀ

Milano, 25 giugno 2020

Il 10 luglio si inaugurerà il primo evento di Villa Terzaghi, curato dall’associazione Maestro Martino presieduta dallo chef Carlo Cracco, in collaborazione con S.Pellegrino Young Chef, il Comune di Robecco sul Naviglio e l’ente Parco del Ticino.

A seguito dello sconvolgimento delle nostre abitudini di consumo e socialità causato dalla pandemia di Covid-19, l’Associazione Maestro Martino ha progettato un format di socialità sicura, dedicato alla ristorazione e alla scoperta dei prodotti del territorio, all’interno di Villa Terzaghi, storica dimora del 1700 a Robecco sul Naviglio, alle porte di Milano, già scelta dall’Associazione per istituire il proprio ristorante didattico che inizierà la propria attività con la riapertura delle scuole alberghiere a settembre.

L’esperienza enogastronomica della Villa sarà focalizzata su piatti consumabili all’aperto con materiali riciclabili. Protagonista assoluta la Pizza Gourmet, fiore all’occhiello dell’offerta del bistrot Cracco in Galleria.

Dal 11 al 26 luglio a cui si aggiunge un appuntamento il 5 e 6 settembre, durante il sabato e la domenica, gli chef e i professionisti coinvolti dovranno esprimere la loro creatività realizzando una degustazione di diversi tipi di pizza che possano valorizzare i prodotti del territorio e in particolare del Parco del Ticino. Nella tensostruttura verrà allestito un forno da pizzeria e le pizze gourmet dei grandi chef potranno essere consumate dagli ospiti nel parco.

I forni di Villa Terzaghi saranno gestiti dal Maestro pizzaiolo Pasquale Moro, campione del mondo della pizza in pala, che affiancherà tutti i professionisti coinvolti: a partire dalla brigata del ristorante Cracco, guidata dal pasticcere Marco Pedron che sarà presente il weekend del 11 e 12 luglio.Il fine settimana del 18 e 19 avremmo Matteo Cunsolo, Andrea Besuschio, Sara Preceruti e Andrea Provenzani, quello del 25 e 26 Daniel Canzian, Lorenzo Lavezzari e Lucia Tellone.Il 5 e 6 settembre avremo l’onore di accogliere Fabiana Scarica direttamente da Vico Equense.

Accanto ai professionisti della Cucina e dell’Arte Bianca a completare il menù ci saranno “I Magnifici del Gelato”. Il gruppo dei Magnifici del Gelato, guidato da Franco Cesare Puglisi giornalista ed editore della rivista Gelato PuntoIT, nasce da pochi mesi e raccoglie i nomi più significativi della gelateria artigianale a partire da Massimiliano Scotti che con “Vero Latte” si è guadagnato il titolo di miglior gelateria artigianale d’Europa. Durante i 4 weekend si alterneranno ai pozzetti: Antonio Morgese, Marco Venturino, Sergio Dondoli, Lavinia Vannucci, Giancarlo Timballo, Antonio Mezzalira, Enzo di Noia e Mauro Altomare.

Questo progetto è in linea con il Green New Deal dell’Europa che vuole favorire una transizione equa e giusta verso un’economia sostenibile e con impatto ambientale zero. Dobbiamo ritornare alla terra nel pieno rispetto della natura e far capire alle nuove generazioni quanto questo approccio sia determinante per il futuro. – afferma lo chef Carlo CraccoDella campagna mi piace l’assenza.

PIZZA GOURMET: I WEEKEND DEL GUSTO A VILLA TERZAGHI

FIRMATI DALLO CHEF CARLO CRACCO

SI RIPARTE RACCONTANDO LA SANA ALIMENTAZIONE, L’AGRICOLTURA,

LA SOSTENIBILITÀ, IL DISTANZIAMENTO GIOIOSO E LA SOLIDARIETÀ

 

IL PROGRAMMA

 

programma  I weekend del gusto – LUGLIO 2020    
data Chef e Maestro dell’Arte Bianca Maestro pizzaiolo Maestro gelatiere
10/07

ore 11.30

Carlo Cracco –  Marco Pedron Pasquale Moro I magnifici del gelato
11/07

ore 12-20.30

Arte Bianca Marco Pedron – ristorante Cracco Pasquale Moro I magnifici del gelato
12/07

ore 12-18

Arte Bianca Marco Pedron – ristorante Cracco Pasquale Moro I magnifici del gelato
18/07

ore 12-20.30

Chef Andrea Provenzani

Arte Bianca Giacomo Besuschio

Arte Bianca Matteo Cunsolo

Pasquale Moro I magnifici del gelato
19/07

ore 12-18

Chef Sara Preceruti  Pasquale Moro I magnifici del gelato
25/07

ore 12-20.30

Chef Lucia Tellone

Chef Daniel Canzian

Pasquale Moro i magnifici del gelato
26/07

ore 12-18

Chef Lorenzo Lavezzari Pasquale Moro i magnifici del gelato

 




LOCALI STORICI: CORONAVIRUS METTE A RISCHIO 40MILA ANNI DI STORIA SOS A GOVERNO DA ASSOCIAZIONE LOCALI STORICI: “NOI BALUARDI DI ITALIANITA’ CHIEDIAMO AIUTO PER SOPRAVVIVERE”

(Milano, 24 giugno 2020). Sono sopravvissuti alle Guerre mondiali, alle Guerre d’Indipendenza, in molti casi anche all’Italia delle Signorie e dei Principati. Ora la Caporetto dei locali storici italiani rischia di rivelarsi il Coronavirus, con la sua crisi economica e di turismo. L’allarme arriva dall’Associazione Locali storici italiani – 215 ‘musei dell’ospitalità’ con oltre 40mila anni complessivi di storia alle spalle – in una lettera inviata ieri al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini.

 

“Abbiamo atteso che l’emergenza sanitaria scemasse prima di rappresentare le nostre difficoltà – ha detto Enrico Magenes, presidente dell’associazione – ma oggi è giusto far sentire anche la nostra voce, forse più conosciuta e apprezzata all’estero che qui da noi. Nessun Paese al mondo può vantare un patrimonio come il nostro in termini di locali storici – ha proseguito Magenes – e nella grande maggioranza dei casi lo si deve alla gestione di famiglie che lo hanno faticosamente creato e tramandato nei secoli e che oggi stanno lottando con tutte le energie per garantire la sopravvivenza. Ma tutto questo non basta – ha concluso -, stanno vincendo il virus e le sue conseguenze anche in termini di presenze straniere, che secondo l’ultimo bollettino Enit saranno il 55% in meno dello scorso anno”.

Una situazione che, si legge nella lettera, “porterebbe a un impoverimento dell’anima turistica e culturale di un’ospitalità Italiana che ha fatto scuola al mondo intero” e su cui l’associazione chiede aiuto, sia esso “sotto forma di contributi a fondo perduto, sgravi fiscali o sostegno economico di qualsiasi entità o tipologia”.

Baluardi dello stile e del gusto made in Italy, i locali storici sono in media attivi da circa 180 anni e sono guidati nella metà dei casi da 2 o più generazioni della stessa famiglia, con storie che scavano nel passato fino a toccare le 12 generazioni. Frequentati da artisti, attori, scrittori, musicisti e personaggi storici e famosi italiani e internazionali, rappresentano delle vere e proprie gallerie aperte al pubblico, custodendo arredi d’epoca e opere d’arte, oltre a un patrimonio storico e culturale inestimabile in termini di storie e aneddoti collezionati lungo tutto il periodo di attività.

Veneto, Lombardia, Toscana, Piemonte, Liguria e Campania sono le regioni con la più alta presenza di locali storici tra alberghi, ristoranti, confetterie, pasticcerie, caffè letterari e altro.

Ecco la lettera dell’Associazione Locali storici d’Italia al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.   (CLICCA QUI)