PODERI LUIGI EINAUDI A VINITALY DEBUTTO NAZIONALE PER IL BAROLO BUSSIA 2015

NUOVO “ABITO” PER IL BAROLO LUDO:

UN “PACKAGING” INNOVATIVO PER COMUNICARE LA PROPRIA PERSONALITA’

 

La storica Cantina – fondata nel 1897 a Dogliani dal primo presidente della Repubblica democraticamente eletto, Luigi Einaudi, e oggi guidata da Matteo Sardagna Einaudi, quarta generazione della famiglia – prosegue il suo fitto calendario di appuntamenti per la primavera 2019. Dopo il Prowein, è la volta di Vinitaly. Appuntamento a Verona da domenica 7 a mercoledì 10 Aprile, in quella che viene considerata, da oltre cinquant’anni, la manifestazione più rappresentativa del sistema vitivinicolo in Italia e nel mondo. Una realtà dinamica e coinvolgente, in un contesto di relazione e di business.

 

Poderi Luigi Einaudi sarà presente presso lo stand di Empson (Hall 9, stand C1) e porterà in degustazione la prima annata del Barolo Bussia, il 2015 che è il risultato in bottiglia delle omonima Vigna in Monforte D’alba, recentemente acquistata. Il terroir di Bussia, con una distinta nota minerale, dona al vino grande struttura e colore intenso, tannini netti e avvolgenti con un lungo e consistente retrogusto. Al naso rivela sentori di frutti rossi – lampone e melograno molto maturo – con note speziate e balsamiche. Un vino che si presta a un lungo invecchiamento in bottiglia – anche 30 anni  –. A oggi la produzione è di 7.000 bottiglie. La Cantina infatti prosegue da alcuni anni quello che ha definito “Progetto Barolo”, alla ricerca dell’eccellenza legata a questo Cru. La volontà dell’azienda è di investire nel proprio territorio, enfatizzando il senso profondo del concetto di “cru” e il valore e l’individualità d’ogni singola vigna.

 

Tra le novità anche un packaging originale per il Barolo Ludo che riflette l’essenza del vino stesso:  nomen omen – un nome che deriva dalla parola latina ludus (gioco) e l’etichetta stessa è un gioco di cromie che  rimanda ai 4 cru da cui prende vita – la potenza e struttura  del  Bussia, l’eleganza del Cannubi, l’equilibrio di Terlo e i profumi di Monvigliero. Per contenerlo è stata pensata una scatola “espositore” composta da quattro cubi sovrapponibili che si assemblano grazie a un sistema di calamite e ricostruiscono  la parola Ludo.  Questo nuovo “contenitore” riservato ai migliori clienti è il primo di alcune confezioni in cartotecnica di elevata raffinatezza, destinate a contenere i Cru aziendali in linea con la filosofia della cantina sempre più votata alla ricerca dell’eccellenza qualitativa. Stay tuned per scoprire tutti i nuovi packaging della cantina Einaudi.

Con i suoi 60 ettari, Poderi Luigi Einaudi vanta una gamma differenziata di vini, le cui uve provengono da vigneti di proprietà posti nelle migliori posizioni della Langa.

 

Per maggiori informazioni www.poderieinaudi.com

 




GOURMANDIA 2019, AL VIA L’APPUNTAMENTO PIÙ GOLOSO DELLA PRIMAVERA VENETA

Dal 13 al 15 aprile all’Ex Area Pagnossin di Treviso torna la tre giorni dedicata al cibo di Davide Paolini, tra chef stellati ed eccellenze del gusto

Gourmandia, l’evento dedicato al cibo e agli artigiani del gusto giunto alla sua quarta edizione, sta per tornare: dal 13 al 15 aprile 2019, per la prima volta, all’Ex Area Pagnossin, a pochi passi dall’aeroporto di Treviso, appuntamento con oltre 180 espositori provenienti da tutta Italia, chef stellati della cucina italiana e con una serie di talk dedicati alle eccellenze enogastronomiche.
Un viaggio tra sapori, tradizione e innovazione: tanti gli eventi durante la tre giorni, a cominciare dagli show cooking con i volti noti dell’alta ristorazione italiana. Ad aprire le danze, sabato 13 aprile alle ore 13, sarà Luigi Biasetto dell’omonima pasticceria padovana, che spiegherà come nasce la sua celebre colomba pasquale. A seguire, alle 14, ci sarà lo show cooking di Andrea Berton, del Ristorante Berton di Milano, dove il protagonista assoluto sarà il merluzzo: lo chef cucinerà dei ravioli di patate in brodo di merluzzo e il trancio con crema di zafferano. Alle 17 sarà la volta di Tessa Gelisio, volto noto della televisione italiana, che preparerà per l’occasione un menù dedicato ai sapori della Sardegna, abbinando i piatti ai vini prodotti dalla conduttrice.
Domenica 14 aprile spazio ai profumi della Thailandia: alle 11 lo chef Francesco Brutto del Ristorante Undicesimo Vineria di Treviso preparerà la sua versione del Miang Khan, un piatto dove si intrecciano la cultura culinaria asiatica, quella italiana e quella messicana, dando vita ad un piatto dal sapore sorprendente. Il testimone passerà poi a Max Alajmo de Le Calandre di Rubano (Padova), che alle 12 tratterà un tema intrigante della sua cucina di chef tristellato: il sapore del gusto. Uno sguardo anche ai sapori e ai colori della cucina partenopea, con lo show cooking di Gennaro Esposito del Ristorante La Torre del Saracino di Vico Equestre (Napoli), che interverrà alle ore 18.
Lunedì 15 aprile alle ore 11 sarà Alessandro Dal Degan a salire sul palco: lo chef del ristorante La Tana Gourmet di Asiago (Vicenza) preparerà il piatto Orzo, Terra e Acqua. Seguirà, alle ore 12, lo show cooking di Philippe Léveillé del Ristorante Miramonti L’Altro di Concesio (Brescia).
Uno spazio importante, in questa edizione di Gourmandia, è dato ai lievitati, con una serie di appuntamenti dedicati alla pizza e al pane, preparati utilizzando le farine di Mulino Quaglia e Molino Rachello: sono tanti gli eventi in programma per scoprire i segreti di un ottimo impasto, a partire dagli ingredienti scelti con cura. Infine ci saranno due momenti dedicati alle premiazioni: domenica alle ore 10 Davide Paolini assegnerà i premi ai locali storici di Treviso e provincia, mentre alle ore 14.30 verrà decretato il vincitore de Il contest indetto dall’Accademia del Panino Italiano. In giura ci saranno il panificatore Giovanni Polo, Raffaella Lenarduzzi, direttore esecutivo Palagurmé, il direttore dell’Accademia del Panino Italiano Barbara Rizzardini, Daniele Reponi, creativo e storyteller del Panino, Riccardo Soncini, esperto di scienze e culture gastronomiche e Davide Paolini.

L’evento sarà aperto al pubblico. Ingresso a pagamento. 
Info: gourmandia.gastronauta.it | info@gastronauta.it 




Caseifici Aperti: alla scoperta del Parmigiano Reggiano DOP

Appuntamento sabato 13 e domenica 14 aprile in oltre 50 caseifici tra Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Mantova. Nello stesso weekend il Re dei Formaggi sarà protagonista degli showcooking stellati degli chef Giuliano Baldessari, Terry Giacomello e Massimo Spigaroli a Cibus Off.

Reggio Emilia, 4 aprile 2019 – Torna l’appuntamento con Caseifici Aperti, evento promosso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano: l’edizione primaverile si terrà sabato 13 e domenica 14 aprile. I food lover avranno la possibilità di scoprire i segreti del Re dei Formaggi, visitando uno degli oltre 50 caseifici aderenti, tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Mantova, che sono la culla della DOP. Sarà possibile assistere alla nascita delle forme di Parmigiano Reggiano DOP, nel rispetto di un rituale artigianale quasi millenario, e camminare tra le scalere dei magazzini di stagionatura.

Non solo: Caseifici Aperti rappresenta un ideale viaggio alla scoperta della biodiversità della DOP Parmigiano Reggiano. Una questione innanzitutto di stagionatura: quella minima è di 12 mesi, ma il Parmigiano Reggiano DOP – che esprime le sue caratteristiche tipiche intorno ai 24 mesi – può stagionare fino a 36, 48 mesi. E anche oltre. Un altro fattore di biodiversità è legato alle diverse razze di bovina da cui proviene il latte con cui viene prodotto il Parmigiano Reggiano DOP: bianca modenese (presidio Slow Food), rossa reggiana, bruna alpina e frisona italiana.

Per partecipare a Caseifici Aperti basta accedere nell’apposita sezione del sito Web www.parmigianoreggiano.it e prenotarsi. Online è disponibile la lista dei caseifici aderenti, completa di orari di apertura ed eventi proposti.

In concomitanza con Caseifici Aperti, il Parmigiano Reggiano DOP sarà presente anche a Cibus Off, il fuorisalone di Cibus Connect promosso da Comune di Parma e Fondazione UNESCO Creative City of Gastronomy, con la regia di Parma Alimentare e di Parma, io ci sto! In particolare, a riprova della sua versatilità in cucina e della sua natura di prodotto gourmet, il Parmigiano Reggiano DOP sarà protagonista degli showcooking degli chef stellati Giuliano Baldessari, Ristorante “Aqua Crua” (sabato 13 aprile, alle h 12), Terry Giacomello, Ristorante “L’Inkiostro” (domenica 14 aprile, alle h 11) e Massimo Spigaroli, Ristorante “Antica Corte Pallavicina” (domenica 14 aprile, alle h 18). L’appuntamento è sempre a Parma, in Piazza Garibaldi.




Piccolo dal grande gusto: è il Carciofo Moretto di Brisighella

foto testata: Carciofaia-Gramantieri-Calanco2

Il 5 e 12 maggio si svolge una sagra per celebrare questo prodotto autoctono, che raggiunge le massime espressioni organolettiche nei tipici calanchi gessosi

Il comune di Brisighella (Ravenna) può vantare numerosi prodotti tipici, vere e proprie eccellenze a livello nazionale. Sicuramente il più famoso e rinomato di tali prodotti è l’Olio extra vergine d’oliva, ma merita una menzione di tutto rispetto anche il piccolo Carciofo Moretto. Il Moretto potrebbe essere definito “autoctono dell’autoctono”, infatti quello vero si trova solamente nel comune di Brisighella e, ancor più con precisione, soprattutto nei tipici calanchi gessosi con una buona esposizione al sole (Brisighella si trova al centro del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola). In tali luoghi riesce a raggiungere le massime espressioni organolettiche, che ne fanno un prodotto inimitabile e dal sapore autentico e inconfondibile.

Per celebrare questo prodotto nel mese di maggio prende vita la Sagra del Carciofo Moretto”, in programma nelle domeniche 5 e 12. Durante l’intera giornata saranno presenti i produttori di Moretto e di altri prodotti tipici del territorio (dai salumi di mora romagnola ai formaggi, dalle confetture alle primizie di primavera). Sarà in funzione uno stand gastronomico con i menù tradizionali e alcune ricette dedicate al Moretto. Anche i ristoranti del Borgo dedicheranno in queste giornate i loro menù al Moretto. Ci sarà anche un trenino panoramico per accompagnare i turisti lungo i Colli di Brisighella per visitate la Rocca Manfrediana e la Torre dell’Orologio.

Il Moretto si mangia crudo e leggermente lessato, condito con sale e olio, preferibilmente con il rinomato “Brisighello”, col quale si sposa molto bene in quanto i due prodotti hanno una base aromatica comune. Sono molte e gustose le ricette che si possono realizzare utilizzando il Carciofo Moretto: mezzelune con Moretto a formaggio di fossa, insalatina di Moretto con caprino in parmigiano croccante, tagliatelle al ragù di agnello sul Moretto all’aceto balsamico, crespelle ripiene di cuori di Moretto, cappelli di prete con ripieno di Moretto e ricotta.

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Il carciofo non è altro che il bocciolo dell’infiorescenza che si raccoglie immaturo, cioè prima che sbocci, fine aprile e maggio. Il Moretto è una varietà rustica, sulla quale non sono stati fatti interventi genetici e ciò ha consentito di mantenere inalterate nel tempo le caratteristiche e gli aromi originari, diversamente da altre varietà largamente coltivate nel bacino del Mediterraneo. La pianta del Moretto si presenta come un cespuglio che può raggiungere un’altezza di 150 centimetri, il fusto è eretto con getti basali chiamati “carducci” che vengono usati per la riproduzione. Dal punto di vista agronomico predilige i terreni siliceo-argillosi, tipici dei calanchi romagnoli, ben esposti al sole. Le foglie, verdi-grigiastre, sono grandi e spinose, pendenti all’infuori. Il Moretto si presenta violaceo con riflessi dorati, spine giallo nere ben formate e rigide. Il suo sapore è leggermente amaro, fresco, appetitoso.

E’ DISPONIBILE UN DOSSIER SULLE CARATTERISTICHE DEL CARCIOFO MORETTO E UN RICETTARIO CON LE RICETTE SOPRA RIPORTATE.

Per info: Pro Loco Brisighella tel. 0546 81166  iat.brisighella@racine.ra.it  www.brisighella.org




Vinitaly 2019: il Parmigiano Reggiano a Sol & Agrifood si sposa con i migliori vini del Belpaese.

Degustazioni e pairing si svolgeranno sia a Sol&Agrifood, sia negli stand di alcuni tra i più noti produttori vinicoli del panorama nazionale presenti a Vinitaly. 

Reggio Emilia, 2 aprile 2018 – Il Consorzio Parmigiano Reggiano partecipa a Sol&Agrifood (stand B20), il Salone internazionale dell’Agroalimentare di Qualità in programma a Verona Fiere dal 7 al 10 aprile, in concomitanza con .

Il Consorzio presenterà in Fiera diverse stagionature e tipologie di Parmigiano Reggiano che saranno proposte in abbinamento ai grandi vini italiani. Le degustazioni si svolgeranno sia nello stand del Consorzio a Sol&Agrifood, sia all’interno degli stand di alcuni tra i più noti produttori vinicoli del panorama nazionale presenti a Vinitaly.

L’obiettivo è sottolineare la versatilità del Parmigiano Reggiano, un formaggio che per la sua complessità di aromi e struttura è il partner ideale sia per un calice da aperitivo sia per abbinamenti più arditi.

Se un Parmigiano Reggiano “giovane”, stagionato 12-18 mesi, è perfetto come aperitivo in abbinamento a vini bianchi e frizzanti, un 48 mesi si presenta con un carattere complesso e un  sapore deciso con note di spezie, frutta secca e brodo di carne: da gustare con vini strutturati e da meditazione, e perché no, addirittura con un Marsala Doc o una Grappa del Trentino.  

Insieme al Consorzio, ogni giorno si alterneranno in Fiera caseifici provenienti dalle diverse province di produzione che offriranno al pubblico la possibilità di scoprire tutta la biodiversità unica ed inimitabile del Parmigiano Reggiano: 4 Madonne Caseificio dell’Emilia (Lesignana, MO), Caseificio Sociale Palazzo (Roccabianca, PR), Azienda Agricola Boselli Nullo e Marcello (San Ruffino, PR),  Caseificio Sociale Allegro (Castelnuovo di Sotto, RE)Società Agricola F.lli Brugnoli (Bardi, PR), Società Agricola Montecoppe (Collecchio, PR)Società Agricola Butteri (Salsomaggiore Terme, PR),  Latteria Sociale San Giorgio (Casina, RE).

Particolarmente importanti nei giorni della manifestazione saranno le collaborazioni instaurate con eccellenze del panorama vinicolo e brassicolo tra cui: Consorzio Franciacorta, Cantine Intorcia, Consorzio dei vini Mantovani, Consorzio di tutela Lambruschi, Aglianico del Taburno, Vini del Sannio, Trentodoc, Istituto Tutela Grappe del Trentino, Birra del Borgo, Vermouth Cocchi, Regione Emilia Romagna, Duca di Salaparuta-Corvo, Birrificio Balladin.

Il Parmigiano Reggiano incontrerà infine Le Donne del Vino martedì 9 aprile alle ore 14.30 per una degustazione in abbinamento a etichette di produttrici emiliano romagnole (padiglione Emilia Romagna, stand Enoteca Regionale).

Nel sito www.parmigianoreggiano.it è pubblicato il calendario completo delle degustazioni.




VINUM 2019 presentata ad Alba la quarantatreesima edizione

È stata presentata oggi, nell’ambito del programma de “La Primavera di Alba”, la quarantatreesima edizione di VINUM, che dal 25 al 28 aprile, il 1° maggio e il  4 e 5 maggio 2019, trasformerà Alba nella più grande enoteca a cielo aperto d’Italia.
 
Dopo gli interventi del Sindaco di Alba Maurizio Marello, dell’Assessore alla Cultura, Turismo e Manifestazioni della Città Fabio Tripaldi, del Presidente di Piemonte Land of Perfection Filippo Mobrici, è stata Liliana Allena Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba a presentare questa nuova edizione della manifestazione primaverile dedicata ai vini di Langhe, Roero e Monferrato capace di coniugare cultura street e proposta di alta qualità:

«Vinum è un appuntamento che contribuisce, grazie alla collaborazione e all’intervento di Piemonte Land of Perfection e dei consorzi di tutela piemontesi, a valorizzare lo straordinario patrimonio enologico della nostra Regione. La presenza dell’intero sistema di promozione vinicola del Piemonte fa sì che Vinum sia uno dei principali appuntamenti del territorio per gli appassionati del mondo del vino. Ogni anno in Primavera turisti dall’Italia e dall’estero colgono l’occasione per scoprire e degustare nuove etichette e produttori emergenti accanto ai più noti vini piemontesi. Si confermano i consolidati appuntamenti delle passate edizioni cercando di migliorare i servizi e la qualità dell’offerta. Se, come diceva Mario Soldati, “Il vino è la poesia della terra” la nostra missione è quella di coniugare al meglio questi due soggetti: il vino, grazie alle degustazioni di altissimo livello a cura di sommelier AIS, e la nostra terra, patrimonio dell’umanità Unesco, rappresentata nei banchi d’assaggio e meta dei visitatori grazie a VinumInCantina – Food&Wine Experience. Saranno moltissime le occasioni di approfondimento esperienziale grazie ai laboratori di VinumIncontra nella bella Sala Beppe Fenoglio, alle mostre dedicate al nostro patrimonio olfattivo e al design, tema a cui l’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è particolarmente legato. Come ogni anno VinumBimbi garantisce ai bambini, i fruitori del domani, uno spazio libero e gratuito in cui apprendere attraverso il gioco il valore che il vino rappresenta per il territorio. Il nostro pubblico è giovane, attento e preparato, ma anche consapevole e responsabile. Per andare incontro alle esigenze di tutti abbiamo stretto un accordo con Trenitalia e con Bus Company affinchè l’unico pensiero per chi giunge ad Alba nei giorni di Vinum sia la gioia di scegliere tra i tanti appuntamenti in programma».




GOPPION CAFFÈ, A VIENNA APRE LA PRIMA FILIALE ESTERA

La storica torrefazione trevigiana ha scelto la capitale austriaca grazie alla sua centralità per il mercato dell’Est Europa e alla sua storia

Goppion Caffè apre la sua prima filiale all’estero: nasce a Vienna la Goppion Kaffee GmbH. L’inaugurazione ufficiale della società avverrà a maggio, anche se la sede sulla Liechtensteinstraße, a pochi passi dal centro della città, è già operativa da alcune settimane: all’interno si trovano un ufficio commerciale, un magazzino e uno spazio dedicato ai corsi di formazione per i baristi e per gli amanti del caffè. La storica torrefazione trevigiana ha scelto la capitale austriaca per aprire la sua prima società estera sia perché rappresenta un punto strategico per il mercato dell’Est Europa, dove già Goppion è presente, sia perché la storia del caffè e delle caffetterie è parte fondamentale della cultura della città, come testimonia l’elezione del caffè viennese a patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO, riconoscimento per il quale anche il Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale si sta attivando.
“Da tempo desideravamo mettere radici oltre i confini nazionali – spiega Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione di Goppion Caffé – per avere la possibilità di conoscere e farci conoscere nel mondo. D’altra parte, la storia della nostra azienda ha inizio a Treviso, continua in Etiopia e in Venezuela per poi tornare alle origini. Così abbiamo deciso di fare il primo passo proprio a Vienna, una città multiculturale e dalla storia antica. Senza dubbio la capitale austriaca rappresenta il nostro porto per l’estero. Oggi cominciamo da qui, con lo sguardo sempre aperto sul mondo e rivolto al prossimo passo”.

Goppion Caffè | Oggi l’azienda occupa 35 dipendenti. Il fatturato 2018 è di 12 milioni di euro, la quantità di caffè lavorato circa 1 milione e 200mila kg. L’80% delle vendite è sviluppato dal mercato Italia e di questo il 60% è rappresentato dal canale Ho.Re.Ca., il rimanente 40% nella Gdo. Le esportazioni rappresentano il restante 20% del fatturato totale aziendale, in rapida ascesa.
Esportano nei seguenti paesi: Iran, Dubai, Taiwan, Singapore, Polonia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia, Russia, Bulgaria, Bielorussia, Lituania, Lettonia, Paesi Bassi, Ucraina, Belgio, Lussemburgo, Francia, Slovenia, Croazia, Bosnia,Serbia, Grecia, Turchia, Egitto, Israele.
Dal 2016 Goppion è certificata FSSC 22000, uno schema di certificazione rivolto ad organizzazioni produttrici di alimenti con l’obiettivo di armonizzare i requisiti di certificazione ed i metodi e i sistemi di sicurezza alimentare nella filiera, a garanzia del consumatore finale.
Dal 1997 fa parte di CSC®, Caffè speciali Certificati, un Consorzio nato dall’impegno di dieci Torrefattori italiani ricercatori della qualità all’origine, del caffè di piantagione con le quali ha un rapporto diretto.
Dal 1997 produce caffè biologico a proprio marchio un caffè speciale (NATIVO) certificato da Fairtrade e da CCPB. Goppion è tra i fondatori del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, candidato al riconoscimento da parte di Unesco come bene immateriale dell’Umanità.




Stelle, stile e specialità L’alta cucina in Francoforte

L’edizione tedesca della Guida Michelin 2019 è appena stata rilasciata e riconferma le stelle per la città di Francoforte. Tra le novità di questa edizione due ristoranti stellati tornano nella lista delle eccellenze culinarie della città.

 

 

Francoforte, 26 marzo – L’ultima edizione aggiornata della storica guida rossa Michelin, è uscita a fine febbraio. Francoforte ha molto da offrire, tutti gli chef della regione condividono un amore smisurato per i prodotti freschi, le ricette della tradizione, la passione per la cucina e l’arte dell’ospitalità. Con un totale di nove ristoranti, Francoforte si conferma all’avanguardia per la sua innovativa cucina di alto livello.  La lista anche quest’anno è capeggiata dal ristorante Lefleur e dal suo chef, Andreas Krolik, che è stato in grado di mantenere le sue due stelle Michelin, rendendo il ristorante l’unico due stelle della città. Il Tiger Gourmet-Restaurant e il Restaurant Weinsinn nel quartiere della stazione, hanno riconquistato le stelle che gli erano state riconosciute negli scorsi anni. Un altro ristorante stellato di Francoforte è il Seven Swans, che si trova sulla riva destra del fiume Meno. Qui Ricky Saward e il suo staff di cucina combinano specialità stagionali con sapori di tutta la regione, il risultato sono piatti vegetariani unici nel loro genere.

Il riconoscimento della prestigiosa guida francese consolida la posizione della città tedesca nel panorama gastronomico della Germania. Confermando l’ascesa della cucina tedesca nello scenario europeo della cucina di alto livello.

Lafleur im Gesellschaftshaus Palmengarten, chef Andreas Krolik (** stelle Michelin)
Tiger-Gourmetrestaurant, chef Coskun Yurdakul (* stella Michelin)
Villa Meron, chef André Grossfeld (* stella Michelin)
Restaurant Gustav, chef Joachim Busch (* stella Michelin)
Ristorante Carmelo Greco, chef Carmelo Greco (* stella Michelin)
Seven Swans, chef Jan Hoffmann (* stella Michelin)
Erno’s Bistro, chef Valéry Mathis (* stella Michelin)
Français im Steigenberger Frankfurter Hof, chef Patrick Bittner (* stella Michelin)
Restaurant Weinsinn, chef Julian Stowasser (* stella Michelin)




GARDENIA 50 erbe spontanee nella cucina “in rosa” della gioia

 

La mia terra si trasforma nel piatto, il gusto delle erbe,
il colore dei fiori.
Semplicità diventa eleganza nella mia cucina.”

Mariangela Susigan

Una chef donna, stella Michelin dal 2000, una vera passione per le erbe spontanee e una cucina che esprime felicità. Lei è Mariangela Susigan e Gardenia, dal 1977, è il suo ristorante.

 

Il Ristorante

Una bella casa ottocentesca nel cuore di Caluso, a mezz’ora di auto da Torino, è la location elegante, calda e famigliare di Gardenia.

Qui la padrona di casa, Mariangela Susigan accoglie i suoi ospiti fin dal 1977 con l’autenticità, l’entusiasmo e il sorriso che sono da sempre parte della sua personalità e della sua cucina.

Superato il cortile e si entra nell’elegante sala: tovaglie di lino, fiori freschi del giardino sui tavoli e un menù che racconta la profonda conoscenza e tutto l’amore di Mariangela per il territorio, per le erbe spontanee e per le tradizioni gastronomiche piemontesi.

 

La Chef e la cucina. Tra passato e futuro

Autodidatta, curiosa, umile e creativa, Mariangela Susigan preferisce raccontarsi attraverso i suoi piatti piuttosto che a parole. Perché, come lei stessa ama dire, “l’obiettivo di Gardenia è far felice il cliente a tavola”.

Il suo estro e la sua personalità decisa sono la firma di una cucina “concreta e comprensibile” ma mai scontata. Poco spazio per sofisticati virtuosismi, la vera sorpresa è nei sapori, nell’uso creativo dei prodotti del territorio, nella rivisitazione contemporanea di materie prime eccellenti della tradizione piemontese, nell’utilizzo sapiente e inedito delle oltre 50 erbe spontanee che la chef stessa raccoglie nelle incontaminate valli circostanti.

E sono proprio le erbe della Valchiusella le indiscusse protagoniste del menù, soprattutto quello primaverile ed estivo.

Rumex acetosa, alchemilla ventaglina, silene bubbolina, bistorta, ajucca, erba Buon Enrico, aglio orsino, crescione di sorgente, acetosella… Erbe ricche di mineralità, di cui Mariangela è vera maestra ed esperta che, grazie a sperimentazioni sempre nuove e indovinati accostamenti di sapori, esprimono tutto il loro bouquet nelle ricette del ristorante.

Accanto alle erbe spontanee i prodotti di un orto magnifico – curato con amore e sapienza dall’ortolano Vittorio – che affianca le erbe aromatiche, l’orto itinerante, il frutteto e i fiori. Tutti presenti in carta, all’interno di ricette verdissime, colorate, profumate, femminili, che mutano con il mutare delle stagioni.

In carta trovano spazio la battuta di fassone La Granda, i plin, il fritto misto alla Piemontese, le lumache in giardino ma anche le tenere erbe selvatiche, terra di mandorle, gelato all’olio e abete rosso e i ravioli di ortica, seirass fumè, malva e calendula… E poi ancora il pesce, rigorosamente pescato, dalla ricciola al branzino fino alla meno conosciuta mupa.

Profonda conoscenza di ingredienti e tradizioni e tecniche di cucina all’avanguardia.

Nel menù di Gardenia tradizione e innovazione si compenetrano in un originale percorso di gusto fatto di rimandi, suggestioni, rivisitazioni e gioiosa autenticità.

La Cantina e l’azienda Vitivinicola. Il profumo del vino

Oltre 700 etichette: grandi vini del territorio, produzioni d’eccellenza ma anche vitigni riscoperti da piccoli produttori, etichette di agricoltura biologica, produzioni locali inedite e una particolare attenzione ai vini francesi (Bourgogne, Bordeaux, Alsazia, Champagne).

La suggestiva cantina di fine ‘800, con le sue ampie volte di mattoni e il pavimento poggiato sulla sabbia, custodisce un tesoro di vini selezionati con cura dai sommelier di Gardenia.

La carta è anche ricca di cru del Canavese prodotti dall’azienda vitivinicola di famiglia. L’ecletticità del vitigno Cantine Crosio permette al ristorante di offrire ai suoi ospiti un ottimo Erbaluce, vino tipico della zona, bianchi fermi, metodi classici e passiti ai quali si affianca una produzione di Barbera e una di Nebbiolo.

Cucina e vino si intersecano in un percorso di scelte e di abbinamenti che Mauro Crosio e Carmine Aquila saranno lieti di suggere agli ospiti.

 

In più…

Il ristorante Gardenia è anche catering d’eccezione – perfetto per location eleganti ma anche eventi unconvetional – e streetfood verde e profumato, grazie all’ORTOFRITTO vegetariano, un cartoccio di fragranza e golosità unici che lo staff di Gardenia porta in assaggio a manifestazione e fiere in tutta Italia oppure, a richiesta e su prenotazione, ad eventi privati.

Ristorante Gardenia
Corso Torino, 9 – 10014 – Caluso (TO)
Tel. 011.9832249
info@gardeniacaluso.it
www.gardeniacaluso.com

 




Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP Aurora Casillo è il nuovo Presidente

Gragnano (Napoli), 26 marzo 2019 – Dal primo marzo 2019 il Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP ha un nuovo Presidente: Aurora Casillo, General Manager del Pastificio Liguori, è stata eletta all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione che guida il Consorzio, composto da Massimo Menna (Pastificio Garofalo), Giuseppe Di Martino (Pastificio Di Martino e Pastificio dei Campi), Francesca Scarfato (in rappresentanza del Mulino di Gragnano e di altri 9 produttori) oltre che dalla stessa Aurora Casillo.

 

Aurora Casillo succede a Massimo Menna e a Giuseppe Di Martino: sarà quindi per la prima volta una donna a guidare il Consorzio costituito nel 2003 e attualmente composto da 14 pastifici che, così riuniti, rappresentano la quasi totalità della produzione globale della Pasta di Gragnano IGP certificata.

 

Sono onorata di questo prestigioso incarico che affronterò con grande impegno e dedizione, convinta dell’altissima qualità del nostro prodotto e più ancora delle sue incredibili potenzialità di sviluppo” afferma Aurora Casillo. “In questo percorso di crescita le funzioni di vigilanza e tutela costituiranno uno strumento indispensabile per valorizzare sempre di più la Pasta di Gragnano IGP, a vantaggio di tutti, produttori e consumatori”.

 

Aurora Casillo, infatti, assume la carica di Presidente in un momento particolarmente rilevante per il Consorzio campano che, dopo aver ottenuto il riconoscimento dell’IGP nel 2013, da gennaio 2019 è ufficialmente soggetto esercitante anche funzioni di vigilanza e tutela.

 

“Siamo in presenza di un importantissimo riconoscimento da parte del Ministero delle Politiche Agricole alle capacità del Consorzio di presidiare il rispetto del disciplinare IGP” continua Casillo. “Con le funzioni di vigilanza e tutela comincia a tutti gli effetti un nuovo capitolo della storia del Consorzio che continuerà a realizzare e potenziare le tradizionali attività di comunicazione, promozione e valorizzazione della Pasta di Gragnano IGP e del suo territorio, in Italia e soprattutto all’estero”.

 

 

In allegato si trasmette una foto del Presidente Aurora Casillo

 

 Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP 

Il Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP nasce nel 2003 dall’unione delle aziende storiche produttrici di Pasta di Gragnano. L’azione congiunta dei soci ha portato nel 2013 all’ottenimento dell’Indicazione Geografica Protetta, primo riconoscimento comunitario di qualità assegnato alla pasta in Italia e in Europa. La sua mission è oggi la tutela e il rilancio del prodotto Pasta di Gragnano IGP in Italia e nel Mondo, come ambasciatore del Made in Italy e di uno stile di vita sostenibile, sano e naturale. L’IGP vincola ulteriormente la Pasta di Gragnano al suo territorio, dove solo il peculiare microclima di questo altopiano, collocato tra il mare e i monti Lattari, e l’acqua pura e sorgiva che da qui sgorga creano un prodotto unico quando si uniscono alla semola di grano duro. Elementi che i Gragnanesi sfruttano per la produzione di pasta fin dall’antichità, creando nel XVI secolo i primi pastifici a conduzione familiare e ottenendo nel 1845 da Ferdinando II di Borbone l’alto privilegio di fornire la corte di tutte le paste lunghe, atto che sancisce formalmente la nascita della Città della Pasta.

 

Attualmente il Consorzio riunisce 14 aziende produttrici: Pastificio Garofalo, Pastificio Liguori, Pastificio Antonio Massa, Pasta d’Aragona, Pastificio D’Aniello, il Re della Pasta, Premiato Pastificio Afeltra, Il Mulino di Gragnano, La Fabbrica della Pasta, Antiche Tradizioni di Gragnano, Pastificio Di Martino, Pastificio dei Campi, Cooperativa Pastai Gragnanesi, L’Oro di Gragnano.