VINO E GRANDE DISTRIBUZIONE: LA TAVOLA ROTONDA A WINE2WINE

Si terrà on line lunedì  23 novembre 2020, alle ore 11 – Il link per partecipare – La ricerca IRI per Vinitaly, i nominativi dei relatori – Il mercato del vino cresce nella Gdo del 6,5% nei primi 10 mesi del 2020

 
(Verona, 17 novembre 2020) – “Vino e Grande distribuzione di fronte al cambiamento”, questo il titolo della 16° edizione della tavola rotonda tematica organizzata da Veronafiere. Originariamente programmata in aprile a Vinitaly 2020, si terrà lunedì 23 novembre, dalle ore 11,00 alle 12,30, on line nell’ambito della manifestazione Wine2Wine Exhibition (https://www.vinitaly.com/it/wine2wineexhibition/).
 
Verrà presentata la ricerca elaborata da IRI per Vinitaly che analizza l’andamento delle vendite del vino italiano nel canale della Grande distribuzione (Gdo) nei primi 10 mesi del 2020, con tendenze discontinue tra primavera, estate e autunno, causate dall’intensità variabile della pandemia Covid. Favorite anche dalla chiusura, totale o parziale, di ristoranti, bar e affini (il canale HoReCa), le vendite del vino sono complessivamente aumentate nella Gdo del 6,5% a volume.
Saranno esaminati l’andamento dei vari formati, dei vini a denominazione d’origine, degli spumanti e del prosecco in particolare, del vino a marchio del distributore (MDD), del vino biologico ed altro ancora. Il dibattito che seguirà la presentazione della ricerca cercherà di individuare le tendenze d’acquisto dei consumatori, di prefigurare lo scenario del 2021 e le possibili sinergie tra cantine e insegne della Grande Distribuzione.
 
 “Insieme alla presentazione delle ricerche di mercato del nostro Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor, abbiamo fortemente voluto inserire la tavola rotonda sul vino nella Grande distribuzione – ha dichiarato Giovanni Mantovani, Direttore generale di VeronafiereUna iniziativa che completa il quadro del mercato per la community del vino che si riunirà in questa edizione speciale di Wine2Wine digital, relativamente a un canale che in questo anno contrassegnato dalla pandemia globale ha ampliato il suo assortimento, anche nel comparto dei vini a denominazione d’origine”.
 
La tavola rotonda sarà aperta dalla presentazione della ricerca da Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI e seguita dagli interventi dei discussant, con la conduzione di Luigi Rubinelli, Direttore di RetailWatch:
 

  • Federvini, Mirko Baggio (Responsabile vendite canale Gdo Italia di Villa Sandi)
  • Unione Italiana Vini, Enrico Gobino (Marketing Director del Gruppo Mondodelvino Spa)
  • Carrefour, Gianmaria Polti, Responsabile Beverage
  • Conad, Alessandra Corsi, Direttore marketing dell’offerta e MDD
  • Coop Italia, Francesco Scarcelli, Responsabile Vini, Birre, Bevande Alcoliche
  • Gruppo Selex, Fabio Sordi, Direttore commerciale 

 
 La tavola rotonda è gratuita e aperta a tutti.
 
Per collegarsi sarà sufficiente collegarsi al link seguente:

 
https://www.vinitaly.com/it/wine2wine-exhibition-digital-edition/?utm_source=Fanini&utm_campaign=Wine2Wine20&utm_term=26&utm_content=digitaledition
 
(E’ necessario registrarsi almeno 24 ore prima dell’inizio della tavola rotonda. Anche se il link è formulato per buyer vino, in realtà può registrarsi chiunque: giornalisti, esperti, persone interessate. Inserire nel modulo di iscrizione la parola ALTRO se non si è buyer. Quando viene chiesta la partita Iva è sufficiente inserire quella della propria testata, azienda, ente di appartenenza, o una P.Iva a piacere. Per ogni dubbio siamo a vostra disposizione).




APPIUS 2016, la settima stella della collezione di vini più pregiata della Cantina San Michele Appiano presentata con una degustazione digitale. Il winemaker Hans Terzer: «Potrebbe essere l’APPIUS più grande mai prodotto fino ad oggi».

La settima edizione di APPIUS, il vino da sogno del winemaker Hans Terzer, è stata ufficialmente presentata dalla Cantina San Michele Appiano con una degustazione digitale. Anche quest’anno la Cuvée si fa portavoce del vertice qualitativo del millesimo: APPIUS 2016 è l’interpretazione intensa e diretta di un’annata florida, ricordata per un “settembre d’oro”. Come il numero sette, esprime la perfezione ormai raggiunta dell’assemblaggio di quattro monovitigni, tanto da candidarsi a “miglior APPIUS mai realizzato”.
 
Appiano (BZ) 18 novembre 2020 – È un APPIUS “stellare” la settima Cuvée della Cantina San Michele Appiano presentata e degustata oggi in una diretta online. Anche quest’anno il vino da sogno del winemaker Hans Terzer è pronto per sorprendere in una veste rinnovata, dalla composizione all’etichetta. La nuova Cuvée in edizione limitata, come le altre sei delle precedenti edizioni, esprime i vertici qualitativi dell’annata, conferiti alla Cantina San Michele Appiano e personalmente selezionati dal winemaker Hans Terzer, al fine di creare la massima espressione del millesimo. L’annata 2016 è stata caratterizzata da un prolungato periodo di pioggia nel cuore dell’estate, che inizialmente aveva destato qualche preoccupazione, ma che poi ha saputo regalare un “settembre d’oro” e una vendemmia rigogliosa. E questa ricchezza di frutti perfettamente maturi ha dato vita ad un APPIUS intenso e sofisticato, capace di spingere il winemaker Hans Terzer ad affermare: «Potrebbe essere l’APPIUS più grande mai prodotto fino ad oggi». Come sempre sono le uve bianche a comporre l’esclusiva Cuvée, con la netta predominanza dello Chardonnay (58%) a cui si aggiungono Pinot Grigio (22%), Pinot Bianco (12%) e Sauvignon Blanc (8%).

Dal colore giallo paglierino brillante, APPIUS 2016 a primo naso è intenso e diretto, quasi pungente, per poi aprirsi in un bouquet sofisticato, che dalle erbe aromatiche, quali salvia, rosmarino e finocchietto selvatico, passa gradualmente alle fragranze floreali della ginestra e del glicine. In secondo naso si nota la componente fruttata, con risalto dei frutti a polpa bianca (pera Williams e pesca) a cui fanno da contorno i frutti esotici (banana e ananas). In bocca è equilibrato e fresco, rivelando inizialmente la concentrazione del frutto. La componente acida sprigiona vitalità e asciuttezza e quella minerale contribuisce a vivacizzare ulteriormente la beva. APPIUS 2016 è lungo e persistente e si arricchisce di nuove note riconducibili alla nocciola e alla mandorla, con un tocco speziato di noce moscata sul finale.

Il progetto di APPIUS si rinnova ogni anno, anche nel design dell’etichetta, realizzato dalla Life Circus di Bolzano. Sulla Cuvée APPIUS 2016 spicca la rappresentazione di una stella lucente, simbolo della libertà poetica di Terzer, capace di segnare la rotta e determinare la via. La stella inoltre simboleggia anche il progetto stesso di APPIUS, il più ambizioso della Cantina San Michele Appiano, una sintesi tra consapevolezza e perpetua ricerca tra le più talentuose singolarità dell’annata, in cui i diversi monovitigni sono spigoli che nel loro brillare portano lucentezza alla complessità della Cuvée. L’etichetta permette sempre la libera interpretazione dei wine lovers, che possono attribuirvi un proprio intimo significato. Ogni edizione di APPIUS è limitata; quest’anno le bottiglie disponibili sono 6.000, alcune anche in grande formato.

https://www.smstudiopr.it/it/news/dettagli/appius-2016-presentata-la-settima-stella-della-collezione-di-vini-piu-pregiata-della-cantina-san-mi.html




AIS VENETO PRESENTA VINETIA 2021 E I SETTE MIGLIORI VINI DELLA REGIONE

 

Online dal 20 novembre la nuova edizione della guida dedicata ai vini veneti. Assegnato il Premio Fero alle etichette che si sono distinte tra gli oltre duemila assaggi

L’Associazione Italiana Sommelier Veneto presenta la nuova edizione di Vinetia – Guida ai vini del Veneto, portale online dedicato alle eccellenze enologiche della regione che sarà consultabile al sito vinetia.it a partire dal 20 novembre 2020.
I Sommelier hanno inoltre assegnato il Premio Fero ai sette vini che, durante i panel di degustazione per la redazione della guida, hanno ottenuto il punteggio assoluto più alto all’interno delle rispettive categorie.
“Nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria – spiega Giovanni Geremia, curatore della guida – abbiamo riscontrato un’ottima risposta da parte delle aziende, con oltre 400 partecipanti e quasi 2200 vini degustati. Vinetia si è nuovamente confermata come un importante punto di riferimento per gli appassionati del mondo enologico veneto: uno strumento di consultazione intuitivo e fruibile ovunque, in grado di guidare il pubblico tra le cantine, i vini e il loro aspetto sensoriale”.
Ad aggiudicarsi il Premio Fero sono state quest’anno tre cantine veronesi, due trevigiane, una vicentina e una padovana. Per la categoria Miglior Spumante Metodo Charmat è stato premiato 5 Grammi 2019 Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Santa Maria di Feletto DOCG Extra Brut di Malibran, come Miglior Vino Rosato il Bardolino Chiaretto DOC 2019 di Poggio delle Grazie, come Miglior Spumante il Metodo Classico Sogno 2015 Dosaggio Zero di Cirotto e come Miglior Vino Bianco il Monte Grande 2018 Soave Classico DOC di Graziano Prà. È stato inoltre consegnato il premio come Miglior Vino Rosso a Ognisanti di Novare 2018 Valpolicella Classico Superiore DOC di Bertani, e come Miglior Vino Rosso da invecchiamento al Montepulgo 2013 Veneto IGT di Masari, mentre si è aggiudicato il riconoscimento di Miglior Vino da dessert il Cuore di Donna Daria di Conte Emo Capodilista – La Montecchia.
La nuova edizione di Vinetia ha visto inoltre 190 vini premiati con i 4 Rosoni, la fascia di punteggio più alto assegnato in commissione di degustazione, e 72 con il Ducato, conferito ai prodotti che uniscono alta qualità e prezzi vantaggiosi. 50 aziende vinicole sono state invece insignite del Premio Rialto per la loro continuità nel produrre vini d’eccellenza nel tempo.
La guida Vinetia è disponibile gratuitamente al sito vinetia.it e al suo interno sono raccolte le valutazioni dei degustatori ufficiali AIS, oltre alle informazioni relative alle aziende e ai vini del Veneto e ai dettagli sull’accoglienza e le degustazioni private.




VINO, CONSORZIO VALPOLICELLA: VERONA-NEW YORK IN UN BICCHIERE. DEGUSTAZIONE DIGITALE DI AMARONE A WINE2WINE

(Sant’Ambrogio di V.lla, 20 novembre 2020). Il principe dei Rossi della Valpolicella si fa digital e raggiunge New York per una degustazione dedicata a buyer e media americani. “Amarone della Valpolicella DOCG virtual tasting: explore the history and unique style of one Italy’s most iconic wine denominations” è infatti il titolo del tasting virtuale in scena lunedì 23 novembre (ore 18.00 italiane) organizzato per wine2wine exhibition dal Consorzio Vini Valpolicella, in collaborazione con Veronafiere e Colangelo&Partner. A guidare la masterclass, trasmessa in streaming sulla piattaforma Veronafiere Plus, saranno Susannah Gold, writer e wine educator, e Gino Colangelo alla guida di Colangelo&Partners, una delle agenzie di riferimento per la comunicazione ed il marketing del vino degli Stati Uniti.

Per Christian Marchesini, presidente del Consorzio Vini Valpolicella: “Con questo evento intendiamo continuare a supportare e avvicinare gli operatori americani alle nostre aziende e al brand di punta della denominazione che, come tutto il vino italiano, sta scommettendo sulla ripartenza anche attraverso la sperimentazione di nuovi format digitali. Gli Stati Uniti sono il secondo mercato di sbocco per l’Amarone. Per questo è necessario continuare a salvaguardare il posizionamento del nostro vino anche in questa fase di distanziamento forzato e in attesa di tornare agli eventi fisici”.

Sono sei i produttori del territorio, tutti già presenti sul mercato a stelle e strisce (Buglioni, Domini Veneti, Massimago, Pasqua Vigneti e Cantine, Sartori di Verona, Secondo Marco), protagonisti della degustazione di diverse annate di Amarone a wine2wine.

 

Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella

Nato nel 1924 è una realtà associativa che comprende viticoltori, vinificatori e imbottigliatori della zona di produzione dei vini della Valpolicella, un territorio che include 19 comuni della provincia di Verona. La rappresentatività molto elevata (80% dei produttori che utilizzano la denominazione) consente al Consorzio di realizzare iniziative che valorizzano l’intero territorio: il vino e la sua terra d’origine, la sua storia, le tradizioni e le peculiarità che la rendono unica al mondo. Il Consorzio annovera importanti ruoli istituzionali: si occupa della promozione, valorizzazione, informazione dei vini e del territorio della Valpolicella, della tutela del marchio e della viticoltura nella zona di produzione dei vini Valpolicella, della vigilanza, salvaguardia e difesa della denominazione. L’area di produzione è molto ampia ed è riconducibile a tre zone distinte: la zona Classica, (Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Fumane, Marano e Negrar); la zona Valpantena, comprendente l’omonima valle; la zona DOC Valpolicella, con Verona, Illasi, Tramigna e Mezzane. Le varietà autoctone che danno vita ai vini delle denominazioni vini Valpolicella sono: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara. I vini della denominazione sono il Valpolicella doc, il Valpolicella Ripasso doc, l’Amarone della Valpolicella e il Recioto della Valpolicella entrambi docg.




L’edizione digitale del 29° Merano WineFestival chiude con un successo

L’edizione digitale del 29° Merano WineFestival chiude con un successo di oltre 34mila visualizzazioni sul sito meranowinefestival.com e la piattaforma winehunterhub.com. Oltre 250 i video trasmessi nelle cinque giornate, con ben 11 live talk, 86 tra Showcooking, Virtual Tours e Tastings, e numerosi approfondimenti su enologia, territori, produttori, champagne e mixology.  Ampio lo spazio dedicato ai temi della digitalizzazione e dell’innovazione scientifica. Il patron Helmuth Köcher racconta l’evento in un’intervista, in attesa dell’edizione meranese in programma dal 26 al 30 marzo 2021.

Merano, 20 novembre 2020 – Un’edizione diversa, completamente digitalizzata, la 29^ di Merano WineFestival che si è da poco conclusa. Alle restrizioni causate dal Covid-19 The WineHunter Helmuth Köcher ha saputo rispondere con determinazione e un’edizione di Merano WineFestival digital che non vuole sostituire la manifestazione meranese posticipata al 26-30 marzo 2021 ma che, grazie alle opportunità offerte dal digitale, ha permesso di amplificarne il messaggio e i contenuti, organizzando da un lato uno spazio virtuale dedicato ai produttori e dall’altro un palinsesto che per cinque giorni ha trasmesso oltre 250 video e numerosi spazi dedicati al confronto live. The WineHunter Helmuth Köcher parla del primo evento Wine Food Spirits Beer completamente digitalizzato, in attesa di tornare dal vivo nelle splendide location meranesi che ospiteranno la manifestazione a marzo 2021.
Quella appena conclusa è stata un’edizione nuova, un’esperienza completamente diversa sia per The WineHunter sia per il pubblico di operatori, wine&food lovers e media che da molti anni frequentano le location meranesi. Ma come è nata e come si è sviluppata questa edizione digitale del festival?
Arricchire l’offerta di Merano WineFestival a livello digitale era una mia volontà emersa già nel mese di marzo, quando però la mia intenzione era di organizzare la manifestazione come di consueto a Merano. L’idea era quella di amplificare l’esperienza per i visitatori, ricreando uno spazio virtuale dedicato ai produttori, dove trovare tutte le informazioni sulle aziende e i prodotti premiati dalla guida The WineHunter Award e dal quale poter approfondire, con la possibilità addirittura di interagire direttamente con i produttori. Quando poi il 19 ottobre si è reso indispensabile posticipare la manifestazione in loco, ho voluto rilanciare aggiungendo anche un ricchissimo palinsesto di eventi che per tutte le cinque giornate accompagnasse il pubblico di Merano WineFestival. È stata un’esperienza davvero intensa che mi ha visto coinvolto nella realizzazione di oltre 400 video di presentazione delle aziende presenti a Merano WineFestival e in numerosi momenti live di confronto come quelli dedicati a “L’economia del vino ai tempi del Covid-19” e “Fermenti sostenibili: seminare il futuro”. E poi Live Tastings con i produttori, approfondimenti su Wine Territories italiani e internazionali, momenti di confronto su innovazione e digitale.

Come è cambiato quindi il suo rapporto con il mondo digitale dopo l’esperienza di questi mesi?

Fino a marzo non mi era capitato di fare molte esperienze dirette nel mondo del digitale, lo trovavo un tema interessante da sviluppare, ma fino ad allora ho sempre dato precedenza ai viaggi e alle esperienze di incontro e degustazione dirette. Da marzo però è diventato l’unico modo di comunicare e ho voluto sfruttarlo cogliendone tutte le possibili opportunità. Abbiamo organizzato conferenze, live talk, interviste e addirittura una serie di incontri di degustazione Business Tasting dedicati agli operatori nella sede di Gourmet’s International, in cui io moderavo e i diversi produttori presentavano i loro vini. Questo mi ha portato ad essere pronto in autunno, quando insieme al mio team ci siamo ritrovati a mettere in piedi l’intero palinsesto del festival in un tempo davvero ristretto. Ne è risultato un evento unico che è stato apprezzato dal pubblico e che grazie alla piattaforma creata continuerà a dare visibilità e fornire contenuti consultabili da qui alla fine di marzo 2021, creando un ponte tra l’evento digitale e quello in presenza. L’esposizione virtuale e l’intero palinsesto restano infatti visibili e nuovi contenuti saranno aggiunti; questo permetterà di arrivare all’evento di marzo con maggiore consapevolezza e conoscenza. Trovo che sia stata una grande opportunità per tutto il settore del wine&food che in questi anni ho sempre voluto sostenere con la mia attività.

È per questo che digitalizzazione e innovazione sono temi che hanno avuto ampio spazio nel palinsesto di Merano WineFestival digital?

Sicuramente. Se c’è una cosa che la pandemia ha accelerato sono i processi di trasformazione digitale, in merito ai quali le aziende italiane sono talvolta ancora poco preparate. Per questo motivo come The WineHunter ho voluto farmi promotore di una serie di interventi dedicati da un lato alla digitalizzazione, in particolare legata al posizionamento sul mercato anche delle piccole e medie aziende, e dall’altro dell’innovazione in campo scientifico con la messa a disposizione di una serie di studi particolarmente interessanti per i produttori. A collaborare per la realizzazione dello spazio Innovation sono stati la casa editrice IVES per la presentazione degli studi scientifici, H-FARM in tema di digitalizzazione e Connected Reality che si occupa di realtà aumentata, presentando contenuti di grande valore.

Appuntamento quindi a Merano dal 26 al 30 marzo e dal 5 al 9 novembre 2021 per l’edizione che celebra il trentennale di Merano WineFestival.
Si, il 2021 sarà un anno che vedrà un doppio appuntamento a Merano. Dal 26 al 30 marzo si svolgerà la 29^ edizione del festival così come era stata pensata per quest’anno, nel massimo rispetto delle regole e della sicurezza. Ho voluto pianificarla per la primavera, stagione che segna la rinascita della natura e, mi auguro, di un tempo nuovo per tutti noi. E poi l’edizione autunnale, che dal 5 al 9 novembre 2021 vedrà la manifestazione tagliare un traguardo importante, quello dei trent’anni, che vogliamo celebrare restando sempre fedeli al motto “Excellence is an attitude” e con lo sguardo al futuro che ci ha portato con coraggio e fiducia a superare le difficoltà.

 
Per accedere al programma e ai contenuti del palinsesto digitale: meranowinefestival.com/#mwf-program

Fino a marzo non mi era capitato di fare molte esperienze dirette nel mondo del digitale, lo trovavo un tema interessante da sviluppare, ma fino ad allora ho sempre dato precedenza ai viaggi e alle esperienze di incontro e degustazione dirette. Da marzo però è diventato l’unico modo di comunicare e ho voluto sfruttarlo cogliendone tutte le possibili opportunità. Abbiamo organizzato conferenze, live talk, interviste e addirittura una serie di incontri di degustazione Business Tasting dedicati agli operatori nella sede di Gourmet’s International, in cui io moderavo e i diversi produttori presentavano i loro vini. Questo mi ha portato ad essere pronto in autunno, quando insieme al mio team ci siamo ritrovati a mettere in piedi l’intero palinsesto del festival in un tempo davvero ristretto. Ne è risultato un evento unico che è stato apprezzato dal pubblico e che grazie alla piattaforma creata continuerà a dare visibilità e fornire contenuti consultabili da qui alla fine di marzo 2021, creando un ponte tra l’evento digitale e quello in presenza. L’esposizione virtuale e l’intero palinsesto restano infatti visibili e nuovi contenuti saranno aggiunti; questo permetterà di arrivare all’evento di marzo con maggiore consapevolezza e conoscenza. Trovo che sia stata una grande opportunità per tutto il settore del wine&food che in questi anni ho sempre voluto sostenere con la mia attività.

È per questo che digitalizzazione e innovazione sono temi che hanno avuto ampio spazio nel palinsesto di Merano WineFestival digital?
Sicuramente. Se c’è una cosa che la pandemia ha accelerato sono i processi di trasformazione digitale, in merito ai quali le aziende italiane sono talvolta ancora poco preparate. Per questo motivo come The WineHunter ho voluto farmi promotore di una serie di interventi dedicati da un lato alla digitalizzazione, in particolare legata al posizionamento sul mercato anche delle piccole e medie aziende, e dall’altro dell’innovazione in campo scientifico con la messa a disposizione di una serie di studi particolarmente interessanti per i produttori. A collaborare per la realizzazione dello spazio Innovation sono stati la casa editrice IVES per la presentazione degli studi scientifici, H-FARM in tema di digitalizzazione e Connected Reality che si occupa di realtà aumentata, presentando contenuti di grande valore.

Appuntamento quindi a Merano dal 26 al 30 marzo e dal 5 al 9 novembre 2021 per l’edizione che celebra il trentennale di Merano WineFestival.
Si, il 2021 sarà un anno che vedrà un doppio appuntamento a Merano. Dal 26 al 30 marzo si svolgerà la 29^ edizione del festival così come era stata pensata per quest’anno, nel massimo rispetto delle regole e della sicurezza. Ho voluto pianificarla per la primavera, stagione che segna la rinascita della natura e, mi auguro, di un tempo nuovo per tutti noi. E poi l’edizione autunnale, che dal 5 al 9 novembre 2021 vedrà la manifestazione tagliare un traguardo importante, quello dei trent’anni, che vogliamo celebrare restando sempre fedeli al motto “Excellence is an attitude” e con lo sguardo al futuro che ci ha portato con coraggio e fiducia a superare le difficoltà.

 
Per accedere al programma e ai contenuti del palinsesto digitale: meranowinefestival.com/#mwf-program




IL LUGANA DEBUTTA IN SVIZZERA

Il Consorzio di Tutela per la prima volta protagonista di un evento a Zurigo

Il 17 novembre la DOC gardesana si presenterà ai winelovers elvetici durante tre esclusive Masterclass in collaborazione con la prestigiosa rivista Vinum

 

Peschiera del Garda, 16 novembre 2020 – Così vicino, così inesplorata: è la Svizzera la nuova frontiera della promozione per il Lugana DOC. Il Consorzio di Tutela pianta un’altra importante bandiera sulla sua fitta mappa dei Paesi coinvolti da attività promozionali in tutto il mondo. E lo fa a dispetto di questo difficile momento storico, segno di una forza intrinseca della denominazione e della grande determinazione nel perseguire la propria mission di ambasciatore del Lugana in Italia e all’estero.  

Il debutto in Svizzera è fissato per domani, 17 novembre, a Zurigo, con ben tre Masterclass, rivolte a operatori e winelovers.  “È una scelta coerente con la nostra strategia di focalizzarsi sul mercato nazionale ed europeo in un anno così complesso per il nostro settore, che ci ha però portato a considerare nuove prospettive di investimento nei paesi di prossimità – afferma il Direttore del Consorzio Andrea Bottarel –. La denominazione sta vivendo una bella ripresa, il Lugana è al primo posto tra i vini emergenti

in Italia e vorremmo riuscire a sfruttare questo slancio per progettualità più articolate nel 2021 e per consolidare ulteriormente la fedeltà del consumatore europeo. Continueremo a presidiare i mercati “core” come la Germania, cercando di allargare l’influenza anche a tutti i limitrofi, come Svizzera, Paesi Bassi e Belgio. Il nostro intento come Consorzio è far trasparire gli elementi più tipici, quelli che rendono il Lugana quello che è, un vino assolutamente unico, che ha la grande fortuna di essere immediato e altamente gastronomico”. Per riuscirci il Consorzio ha rinnovato la collaborazione con la prestigiosa rivista “Vinum”, suo storico partner e vera bibbia per gli appassionati svizzeri, tedeschi e austriaci ed ha coinvolto come moderatore Carsten Fuss, accademico e giornalista enologico, responsabile dal 2005 dei corsi dell’Academie du Vin e, dal 2018 moderatore della rubrica settimanale “in Vino Veritas” su Radio 1. “È un piacere presentare al pubblico svizzero la denominazione Lugana e i suoi produttori – afferma Fuss –. Il Lugana è tra i vini bianchi italiani più conosciuti nei mercati di lingua tedesca. Siamo onorati che il Consorzio abbia scelto Vinum come partner autorevole per la sua promozione, in particolare sul mercato svizzero, che da sempre apprezza i vini di qualità”.

L’appuntamento è presso il Restaurant Metropol (Fraumunsterstrasse 12, 8001 Zurich) con tre diverse sessioni di assaggio e studio, alle ore 11:30, 14:00 e 16:00. Verranno degustati i vini di ben 29 diverse aziende e il Direttore Bottarel sarà collegato in diretta dall’Italia.

La denominazione ha raggiunto, negli ultimi anni, quota 2.500 ettari di superficie vitata, con un imbottigliato che, nel 2019, ha chiuso quasi a 22 milioni di bottiglie e che al momento sta vedendo una ripresa, con una crescita che sfiora il 12%, nonostante la flessione delle vendite subita nei mesi di lockdown. Di queste, circa il 70% viene esportato all’estero, con quote maggioritarie da attribuire alla Germania e agli Stati Uniti, che stanno crescendo considerevolmente di anno in anno.

Maggiori informazioni su www.consorziolugana.it 




IL MONDO DELLA GRAPPA SI TINGE SEMPRE PIU’ DI ROSA I numeri del consumo femminile

Nelle settimane in cui le Distillerie di tutta Italia sono concentrare nella nuova campagna di distillazione, le Distillerie Bonollo Umberto di Padova presentano un’importante ricerca sul consumo della grappa in riferimento al pubblico femminile.

Con l’obiettivo di indagare il consumo del distillato rispetto al target femminile è stato selezionato un campione di oltre mille persone, per rilevare gli highlights più distintivi del processo di acquisto della grappa nonché le abitudini di consumo più caratteristiche.

Opinione comune è che le donne siano estranee al mondo della grappa, prodotto che apparentemente si potrebbe associare ad un pubblico maschile. Analizzando tutte le occasioni di consumo (casa, ristorante, bar, enoteca…) ed un campione tra i 18 e i 55 anni, emerge uno scenario interessante che mostra un progressivo avvicinamento delle donne al mondo della grappa. Un incontro che è avvenuto in tempi abbastanza recenti: il 30% delle donne intervistate consuma grappa da più di 10 anni, il 19% da 5-10 anni ed il 22% da 2-5 anni.

Risultano il 38% le donne che hanno bevuto grappa negli ultimi 6 mesi con una frequenza di consumo che è la seguente: il 22% consuma il distillato una o due volte a settimana, mentre il 25% una volta ogni due/tre settimane.

L’occasione preferita per gustare il distillato italiano per eccellenza è il dopo cena (con una percentuale del 79%) ed è principalmente legata a situazioni speciali e a luoghi deputati. Il 53% delle donne la considera anche un regalo di alto profilo per celebrare un momento speciale. L’occasione di consumo migliore è il contesto casalingo, a cui fanno seguito ristoranti e bar/caffetterie.

Quale tipologia di grappa viene principalmente scelta? Dalla ricerca emerge che le donne mostrano preferenza per le grappe aromatizzate (ovvero grappe alle quali vengono aggiunte parti di piante o frutti) con una percentuale del 47% ed aromatiche (ovvero derivanti da uve aromatiche tipo moscato, malvasia…) con una percentuale del 43%. Segue la grappa in barrique ed invecchiata in generale. I numeri mostrano quindi la preferenza del pubblico femminile nel gustare grappe ricche di note organolettiche seducenti, meno secche e austere ma più amabili e rotonde.

A diffondere questi dati e scardinare il luogo comune del consumo solamente maschile della grappa sono le Distillerie Bonollo Umberto di Padova, leader nel mercato della grappa che da sempre fanno dell’innovazione e della sperimentazione le chiavi del loro successo. L’azienda, infatti, da anni ormai si propone di avvicinare il distillato al palato femminile, più elegante e delicato, lavorando sulla caratterizzazione della grappa. Non a caso la Grappa OF Amarone Barrique, il fiore all’occhiello della collezione OF di Bonollo, si conferma una delle più amate dalle donne grazie al suo bouquet unico per ricchezza, eleganza e morbidezza. Anche le donne si dimostrano attente a scoprire nuovi abbinamenti sia in purezza che nella mixology alla pari dei grandi distillati internazionali: ecco allora tre cocktail firmati OF Bonollo per il pubblico femminile.

La vie en rose

 

Dorange Sour

 

Ingredienti

 

·         4 cl di Gra’it OF Bonollo

·         3 cl di lime

·         2 cl di OF Ligneum Miele di tiglio

·         1.5 cl di sciroppo di acqua di rose

 

Ingredienti

        

·         4,5 cl Dorange OF Bonollo

·         3 cl albume

·         3 cl lime e limone

·         3 gocce di acqua di fiori di arancio

 

Metodo

Raffreddare il bicchiere, versare nell’ordine direttamente nel bicchiere 4 cl di Gra’it, 1,5 cl di sciroppo di rose, 1,5 cl di sciroppo di zenzero, e 2cl di OF Ligneum Miele di Tiglio e il succo spremuto di circa 1 lime. Tagliare in 4 le bucce appena spremute di lime e metterle nel bicchiere affinché rilascino tutti i loro oli essenziali senza pestarle. Completare con ghiaccio tritato, guarnire con lime, zenzero, petali di rosa. Infine nebulizzare con acqua di rose.

 

Metodo

Spremere e filtrate il succo di un limone o di lime, riempire uno shaker di ghiaccio, versare Dorange, l’acqua di fiori d’arancio, l’albume di uovo. Agitare energeticamente per 10/15 secondi e versare – filtrando con l’apposito strumento o con un colino a maglie strette- in un bicchiere tipo coppetta colmo di ghiaccio. Servire con una scorzetta di arancia e fiori eduli.

Mediterraneo

 

Ingredienti

 

·         3,5 cl Dorange OF Bonollo

·         1,5 cl Gra’it

·         2 bar spoon di riduzione di Aperol Bitter al timo

·         1,5 cl di succo di limone fresco

·         Cedrata Tassoni (180 ml)

 

Metodo

On the rock. Versare l’aperol al timo, il succo di limone, Gra’it, Dorange e completare con cedrata Tassoni e ghiaccio.

 

 

 

COMPANY PROFILE – Distillerie Bonollo Umberto

Fin dai primi del Novecento quando il fondatore Giuseppe Bonollo, pioniere delle moderne tecnologie, partì con gli allora innovativi alambicchi a vapore, che consentivano di produrre una grappa dalle caratteristiche organolettiche superiori, la famiglia Bonollo, nel corso di quattro generazioni, ha innovato profondamente il settore e ha messo a punto il Sistema Unico Bonollo, un processo produttivo complesso che va dalla selezione delle materie prime al prodotto finito e che consente di proporre grappe particolarmente ricche di aromi. E ancora con la Grappa OF Amarone Barrique nel 2019, l’espressione più tangibile dello spirito di ricerca e innovazione Bonollo: ha attualizzato ed elevato – nel rispetto della tipicità – la percezione dell’acquavite di bandiera nazionale. OF Amarone Barrique, a vent’anni dalla sua nascita, è tutt’ora ritenuta dagli esperti un vero punto di riferimento qualitativo per la categoria. Non è un caso che nella classifica Top 100 Spirits stilata da Wine Enthusiast, prestigioso magazine newyorkese che dal 1988 racconta il meglio della produzione mondiale di vino e spirits, la Grappa OF Amarone Barrique delle Distillerie Bonollo Umberto di Padova sia l’etichetta migliore della categoria grappa e rientri nei migliori 100 spirits al mondo.

 




G.PUNTO 2018 DI DUEMANI NELLA “TOP 100 WINE DISCOVERIES 2020” DI THE WINE ADVOCATE

Milano, Novembre 2020_ Il G.Punto 2018 di Duemani, azienda biodinamica dell’enologo Luca D’Attoma e di Elena Celli, entra nella “Top 100 Wine Discoveries 2020”, la nuova classifica di The Wine Advocate che da quest’anno premia i vini che raccontano valori, capaci di essere longevi, prodotti in maniera sostenibile e con un approccio innovativo, sia in vigna sia in cantina.
Il G.Punto 2018 di Duemani, 100% Grenache coltivato nella vigna più alta dell’azienda, che si estende tra Riparbella e Castellina Marittima (in provincia di Pisa), è stato definito da Monica Larner, wine critic di The Wine Advocate, “un vino coraggioso che resta in macerazione sulle bucce e con i raspi fino a 5 mesi”.
Prodotto in quantità limitata, Il G.Punto ha un colore rosso rubino più penetrabile rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un vino importante (caratteristica tipica del Grenache in purezza), al palato risulta invece molto intenso e strutturato e al naso esplode in un bouquet di frutta rossa e sfumature di liquirizia e spezie.
Mi piacciano le sfide – spiega Luca D’Attoma – perché se devi creare un vino nuovo, devi avere il coraggio di osare. Magari riscoprendo vitigni meno conosciuti, oppure adottando tecniche di vinificazione diverse, come la fermentazione e l’affinamento in anfora o negli orci di terracotta. La biodinamica è la mia grande passione perché praticandola impari ad osservare la natura e a servirtene rispettando i suoi cicli”.
Ed è proprio questa passione che lo ha spinto, nel 2000, a fondare insieme ad Elena Celli, l’azienda Duemani, 13 ettari di vigneti ad alta densità, con il mare della costa tirrenica all’orizzonte, dove l’enologo pratica la biodinamica senza compromessi per innovare e sperimentare.
Definito dalla stampa di settore “l’enologo dai riconoscimenti da record”, Luca D’Attoma opera da trent’ anni come consulente per importanti aziende vitivinicole italiane ed estere, per cui realizza vini molto apprezzati sia dal pubblico sia dalla critica. Portano la sua firma numerose perle dell’enologia italiana.




ANNATA 2020 MOLTO SFIDANTE LA TENUTA ALOIS LAGEDER È FIDUCIOSA SUI RISULTATI CHE SI OTTERRANNO IN CANTINA

Lavoro sartoriale in sintonia con la natura e vinificazione a contatto con bucce e raspi per garantire quella freschezza che identifica i loro vini
 

Magrè, Novembre 2020.”Questo è stato davvero un anno di alti e bassi. È interessante notare che ciò vale anche per l’andamento della vegetazione: non è stato un anno facile. Spesso sono gli anni difficili che ricordiamo a lungo, per quanto caratterizzati da eventi speciali e imprevedibili. Aspettiamo e vediamo come si sviluppano i nostri vini”, questo il pensiero di Alois Clemens Lageder in merito alla vendemmia 2020.

Sicuramente un anno impegnativo anche in vigna: il periodo vegetativo è stato caratterizzato da condizioni metereologiche altalenanti tra l’inverno e la primavera. L’inverno è iniziato con temperature miti e pochissime precipitazioni, seguito poi da un marzo piovoso e fresco. I mesi di aprile e maggio si sono presentati con temperature superiori alla media, con giornate per lo più luminose. Il sole, le alte temperature e la siccità hanno fornito un inizio da record per la fioritura. A questo è seguito un giugno con precipitazioni decisamente superiori alle medie del lungo periodo. I mesi estivi di luglio e agosto sono stati caratterizzati da giornate calde senza raggiungere record di caldo estremo e con temperature notturne piacevolmente fresche. Tutti questi fattori hanno portato ad un inizio della raccolta più anticipato rispetto al solito. Durante la vendemmia la pioggia ha interferito più e più volte, ma la Tenuta è riuscita comunque a “porre in cantina” in tempo i vitigni critici.

Anche Lucas Pfister, responsabile dell’agricoltura, riconosce la particolarità di questo 2020: “Le sfide di quest’anno non hanno certo reso facile il nostro lavoro. È importante per noi essere riusciti comunque a garantire le nostre misure di qualità.  La difficoltà maggiore di quest’anno è stata quella di occuparsi intensamente della salute delle piante, minacciata ripetutamente dal pericolo di infestazioni fungine. Grazie all’impegno di tutta la squadra, siamo riusciti a gestirle bene. Con orgoglio posso riconoscere che i nostri sforzi degli ultimi tre anni nel campo della potatura e della coltivazione del suolo stanno davvero mostrando il loro effetto.” Ora si lavora in cantina con lo stesso rigore e puntando dritti all’obiettivo che è quello di proporre al mercato vini freschi ed eleganti che incarnano tutta la diversità dell’Alto Adige.

L’enologo Jo Pfisterer entra così nel dettaglio: “Sono soddisfatto della vendemmia 2020, nonostante le condizioni fossero molto impegnative. Da anni perseguiamo la strategia di un raccolto anticipato. Quest’anno, è stata una mossa ancora più vincente. Non siamo stati colpiti dallo scoppio delle bacche, in quanto abbiamo scelto il momento ideale giocando tra i vari vitigni e varietà. L’annata sarà caratterizzata da valori di zuccheri più alti e acidità più bassa. Per mantenere la freschezza dei nostri vini, lavoriamo con una vinificazione che prevede il contatto con le bucce e i raspi. Continueremo a sviluppare questi metodi. Ci aspettiamo un anno entusiasmante in cantina“.




Nasce il Pugliettone, panettone che racconta la Puglia

L’idea della Dolceria Sapone che racchiude sapori tipici in una ceramica di Grottaglie

Un prodotto unico caratterizzato dal particolare metodo di cottura in terracotta

e dalla farcitura fatta unicamente di ingredienti del territorio regionale

Bari, 20 novembre 2020 – Tutta la varietà di una regione, tutta l’unicità di una terra ricca di differenze racchiuse in un nuovo lievitato natalizio: il Pugliettone, un prodotto unico perché caratterizzato dal particolare metodo di cottura in terracotta e per il quale nella farcitura vengono utilizzati solo ingredienti del territorio regionale. Nato da un’idea del mastro pasticcere Eustachio Sapone, questa declinazione del panettone dal carattere pugliese non è solo un dolce ma l’unione di sapori, profumi e tradizioni tipiche di un territorio dalle mille sfaccettature, un’occasione per fare rete, guardare al futuro con positività e lanciare un segnale di ottimismo.

Pronto a ricavarsi uno spazio sotto l’albero di Natale, il Pugliettone racconta la Puglia dei sapori tipici delle sue tavole imbandite. Un racconto che è un viaggio dal Gargano al Salento, passando per la Murgia, e che si declina nel perfetto matrimonio di fichi dottati del Salento, limoni del Gargano, essenze aromatiche della Murgia barese, bucce d’arancia del tarantino e tipica glassa alle mandorle di Toritto. Il Pugliettone parla di gusto poiché racchiude sapientemente i sapori di una terra, ma esprime anche la Puglia della tradizione millenaria: quella dell’artigianato della terracotta utilizzata per realizzare i piatti in cui avviene la cottura dei panettoni, delicatamente adagiati su pampini di vite di uva Primitivo delle Tenute Chiaromonte, e quella della preziosa ceramica artistica di Grottaglie, opera del maestro ceramista Marcello Fasano, che ha realizzato a mano ogni singolo contenitore ispirato alle morbide linee delle cupole dei trulli, in cui sono confezionati i panettoni.

Il Pugliettone è il panettone pugliese, l’ultimo nato nella Dolceria Sapone, e narra della passione di un pasticcere per la sua terra e per il suo lavoro, che impegnato nel suo laboratorio realizza un prodotto secondo i metodi della tradizione artigiana, usando lievito naturale ed una successione di impasti e formature che conduce alla lievitazione finale lunga 36 ore e, dopo la  cottura, a 12 ore di raffreddamento in posizione capovolta, per ottenere un lievitato soffice e dal carattere unico.

Il Pugliettone è un prodotto della Dolceria Sapone, pasticceria artigianale con sede ad Acquaviva delle Fonti (BA) fortemente voluta dal pasticcere Eustachio Sapone, che nel 2005, dopo aver acquisito per mano di pasticceri di fama internazionale le tecniche più innovative della pasticceria moderna, decise di avviare questo progetto ambizioso nella sua città natale. Dolceria Sapone offre sempre nuovi prodotti, frutto di sperimentazione continua attraverso l’utilizzo di materie prime provenienti soprattutto dalle terre di Puglia. Il panettone artigianale di Eustachio Sapone è stato anche premiato nel 2017 come “Miglior Panettone Artigianale d’Italia” nel concorso “Mastro Panettone” e nel 2020 ha ricevuto il premio “Puglia Food Award” per la categoria dolci.

Prodotto in edizione limitata, vista la sua unicità, il Pugliettone è disponile nello shop online della Dolceria Sapone. Maggiori informazioni su www.dolceriasapone.it/pugliettone e sui suoi social.