Vino ed Arte Quanto sapere in un sapore.

Vino ed Arte un antico connubio indissolubile che da sempre lega la bevanda di Bacco al mondo della creativita’.  Rappresenta il filo rosso che anima le quattro serate curate dal Filosofo Paolo Quintavalla. Ecco il programma dettagliato degli eventi:

 

 

Approcci diversi e sguardi laterali intorno alla grande Civiltà e Cultura del vino.

Quattro serate a tema condotte da:

Paolo Quintavalla – Filosofo e libero studioso del vino

Eles Iotti – Storica dell’arte

Claudio Piazza – Sommelier

Programma

  • Martedì 25 febbraio 2020, ore 20 – “Dioniso e Bacco: il dio del vino nell’arte
  • Giovedì 19 marzo 2020, ore 20  “Pane e vino nell’arte” –
  • Giovedì 16 aprile 2020, ore 20 –  “Ebbrezze d’arte e di vino
  • Martedì 12 maggio 2020, ore 20 –  “Vino e sensualità nell’arte

Tutti gli incontri si svolgono presso Antica Tenuta Santa Teresa  – Strada Beneceto, 26 – Parma

Ogni incontro prevede una degustazione guidata di almeno tre perle enologiche accompagnate da un ricco piatto unico di prodotti tipici.

Prenotazioni. T. 348.0172582 (Claudio)

Costo singola serata: 50 euro

Costo intero ciclo (4 incontri): 180 euro




UNIONBIRRAI: VITTORIO FERRARIS CONFERMATO PRESIDENTE

A Beer&Food Attraction l’assemblea dell’Associazione dei Piccoli Birrifici Indipendenti ha rinnovato le cariche e si è data un nuovo assetto organizzativo. Più spazio alla promozione del settore

L’assemblea ordinaria dei soci di Unionbirrai, l’Associazione dei piccoli birrifici indipendenti, ha rinnovato al Beer&Food Attraction di Rimini le cariche elettive per i prossimi due anni e si è data un nuovo assetto. Il consiglio direttivo è stato infatti ridotto da cinque a tre membri, tutti e tre espressione del consiglio uscente. Il vercellese Vittorio Ferraris (Birrificio Sant’Andrea) è stato riconfermato come Presidente. Ad affiancarlo per i prossimi due anni ci saranno Pietro di Pilato (Brewfist) e Andrea Soncini (Oldo).
Andrea Signorini (Ofelia), diventa il coordinatore del comitato Corsi e Concorsi, composto da Oliviero Giberti (100Venti), oltre che dai soci ordinari UBT Alessandro Donato e Riccardo Grana Castagnetti.
A completare il nuovo assetto organizzativo dell’Associazione i tre gruppi di lavoro: Agricoltura e Turismo, coordinato da Andrea Soncini, Tecnologia Alimentare, guidato da Alessio Selvaggio (Croce di Malto) ed Eventi, Marketing e Comunicazione, che farà capo a Giampaolo Sangiorgi (Lambrate).
“Nei prossimi tre anni – ha dichiarato il presidente Ferraris – abbiamo preso l’impegno di lavorare profondamente all’attività di promozione del settore, anche attraverso il marchio Indipendente Artigianale già adottato da oltre 180 birrifici soci. Questo senza dimenticare l’attività di lobbing e il continuo confronto con i Ministeri ai diversi tavoli di lavoro sulla birra artigianale in Italia”.
Confermato in toto il Collegio dei Provibiri formato da Enrico Borio (Beba), Bruno Carilli (Toccalmatto) ed Ellis Topini (Felsina). A completare l’organigramma il Segretario Nazionale Simone Monetti e il segretario operativo Francesco Bazzucchi.




“Vini ad Arte 2020” il 23 e 24 febbraio a Faenza

L’evento del Consorzio Vini di Romagna è in programma a Casa Spadoni: un mix di appuntamenti per il pubblico, per i media e per gli addetti del settore Ho.Re.Ca.

 

Sotto la regia del Consorzio Vini di Romagna, i caratteristici spazi di Casa Spadoni a Faenza ospiteranno la quindicesima edizione di Vini ad Arte. Oltre 50 produttori romagnoli, da Rimini all’imolese, presenteranno al pubblico, agli operatori del settore Ho.Re.Ca. e alla stampa nazionale e internazionale le nuove annate di Romagna Sangiovese e Albana. Alla stampa, tra l’altro, è riservato un interessante seminario dal titolo “Romagna Sangiovese: i mutamenti climatici e i marker dei territori”, nel corso del quale verranno riportati dati e contenuto caratteristico del Sangiovese delle sottozone.

Appuntamento domenica 23 per il pubblico e lunedì 24 febbraio per gli operatori.

Le mura e la storia di Casa Spadoni saranno quindi la splendida cornice della migliore produzione vinicola romagnola. Vini ad Arte, infatti, è l’atteso evento che porta sulla scena internazionale l’anteprima del Romagna Sangiovese e si conferma l’appuntamento enologico di riferimento per cogliere l’evoluzione della Romagna attraverso il racconto della qualità, della tradizione e dell’innovazione.

Domenica 23, dalle ore 15 alle 19.30 saranno aperti al pubblico i banchi d’assaggio dei produttori. L’ingresso ha un costo di € 15 e comprende: calice e portacalice commemorativi dell’evento, catalogo, catering. Inoltre, fra i partecipanti verranno sorteggiate 10 visite con tasting in cantine romagnole.

Alle ore 16 sarà anche possibile assistere alla fase finale del Master del Sangiovese, concorso enologico nazionale organizzato in collaborazione con AIS – Associazione Italiana Sommelier con l’intento di promuovere gli ambasciatori del Sangiovese.

In serata è in programma la cena, aperta al pubblico su prenotazione diretta dal sito di Casa Spadoni, alla quale parteciperanno anche i produttori con le proprie migliori etichette aziendali e annate.

La Romagna in questi anni è cresciuta molto in tema di sostenibilità e riduzione degli impatti ambientali, in vigna e in cantina. Con il doveroso sguardo al clima che cambia, in collaborazione con il Piedibus Faentino e Passo dopo Passo ci sarà un piedibus in sicurezza per tutti gli interessati alla “Passeggiata con Degustazionedi domenica 23, con partenza adiacenze Hotel Vittoria alle ore 14.30 alla volta dei banchi d’assaggio dei produttori a Casa Spadoni. Con ingresso anch’esso più sostenibile perché scontato (10€) per i partecipanti e un servizio di navetta gratuito per il rientro a Faenza in piena sicurezza.

Lunedì 24 è la giornata dedicata agli operatori del settore Ho.Re.Ca. Dalle 12 alle 19 i produttori romagnoli incontreranno distributori, ristoratori, enotecari, che potranno degustare tutti i vini delle aziende, accompagnati da prodotti della gastronomia regionale e territoriale che daranno vita a “isole del gusto” con partners di altissima qualità per esaltare il connubio cibo-vino.

Anche quest’anno ad anticipare l’evento c’è “Aspettando Vini ad Arte 2020”: fino al 23 febbraio la città di Faenza sarà il palcoscenico dell’iniziativa nata in collaborazione con Confcommercio Ascom Faenza e Confesercenti Faenza finalizzata a offrire al pubblico, in un’ampia selezione di ristoranti del territorio, circa 50, menu abbinati ai vini DOC romagnoli. Gli avventori che consumeranno vini DOC di Romagna in uno dei ristoranti aderenti, riceveranno una riduzione di 5€ sul biglietto d’ingresso ai banchi di assaggio di domenica 23 febbraio.

“Vini ad Arte” sarà anche tappa di “Carta Canta”, l’iniziativa di Enoteca Regionale Emilia Romagna che punta a riconoscere l’impegno di chi crede nella tipicità del territorio e arricchisce la propria carta dei vini con specialità locali. “Carta Canta”, infatti, premia le carte dei vini di ristoranti, enoteche, bar, agriturismi, stabilimenti balneari e hotel che propongono un assortimento qualificato di vini dell’Emilia-Romagna all’interno dei propri menù. Quanti invieranno la propria carta dei vini all’Enoteca Regionale Emilia Romagna e parteciperanno al salone di lunedì 24 febbraio a Casa Spadoni, potranno partecipare alla selezione per le carte dei vini che meglio rappresentano la Romagna nell’ambito del premio speciale Edizione Vini ad Arte istituito all’interno del Concorso Carta Canta, con premiazione a Vinitaly 2020.

Per ulteriori informazioni sulle cantine che parteciperanno ai banchi di assaggi e sul programma dettagliato si rimanda a: www.viniadarte.it 




VINO: BRUNELLO TRAINA L’ENOTURISMO A MONTALCINO, +113% IN 5 ANNI BOOM DI STATUNITENSI E BRASILIANI, 200MILA LE PRESENZE IN UN COMUNE DI 6MILA ABITANTI

(Montalcino – SI, 18 febbraio 2020). Quasi 200mila presenze nel 2018, il 113% in più negli ultimi 5 anni, e oltre 75mila arrivi con pernottamento in un comune di 6mila abitanti. Sono i numeri di Montalcino (SI), terra del Brunello e dell’enoturismo, secondo le elaborazioni Nomisma-Wine Monitor su base statistica della Regione Toscana rilasciate oggi dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino. Il quadro che emerge, a pochi giorni da “Benvenuto Brunello” (21-24 febbraio) è quello di un fazzoletto di terra meta ogni anno di enoturisti provenienti da tutto il mondo (il 72% del totale presenze è straniero), che ha costruito sull’economia del suo vino di punta la propria fortuna. La metà delle imprese montalcinesi sono infatti a stampo agricolo, ma non è tutto: negli anni si sono moltiplicate le strutture ricettive e oggi sono 1 ogni 35 abitanti con 92 tra alberghi, agriturismi e strutture di accoglienza. Oltre 50, infine, i ristoranti e i locali con attività di somministrazione. E i risultati, per la denominazione che nel 1941 ha fondato la prima Enoteca pubblica d’Italia e per prima ha aperto le porte al pubblico (Fattoria dei Barbi, nel 1948) si vedono: +20% le presenze solo nell’ultimo anno statistico (2018 vs 2017); +113% negli ultimi 5 anni per una crescita 10 volte superiore all’incremento dell’incoming regionale toscano; quasi 77mila le notti in hotel per 3/4 riservate da stranieri, circa 120 mila le presenze in esercizi extralberghieri. “Il turista tipo – ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci – è spesso un big spender estero, arriva dagli Stati Uniti, il nostro primo mercato di riferimento, e sempre più dai Paesi terzi, come il Brasile e il Canada, ma anche da Germania e Regno Unito. Un fenomeno, quello dell’enoturista di alta gamma, che contribuisce ad allargare in maniera virtuosa la filiera socioeconomica del Brunello anche fuori dal proprio perimetro di 2.100 ettari di vigna con migliaia di addetti diretti”.

Provengono da oltre 60 Paesi gli enoturisti che visitano Montalcino e che lo scorso anno hanno fatto segnare un +25% di presenze. Gli habitué sono in primis gli statunitensi, vero e proprio feudo con quasi 41mila presenze registrate nel 2018 e una crescita boom sull’anno precedente (+56%), seguiti da 19mila presenze dalla Germania e da oltre 10mila da Regno Unito e Brasile, quest’ultimo in grado di registrare un incremento del 70% nell’ultimo anno monitorato. Numerosi anche gli arrivi con pernottamento provenienti da Francia, Canada, Svizzera, Australia e Russia.

Il Brunello 2015 si prepara al debutto con una quattro giorni di eventi tra degustazioni, ospiti e focus di mercato organizzati dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino. Dal 21 al 24 febbraio prossimi, 140 produttori celebreranno il prodotto icona del suo vigneto con la 28^ edizione di Benvenuto Brunello. Nei calici, per la prima volta dopo 5 anni di affinamento, l’annata 2015.




COLOMBA PERE E CIOCCOLATO VIDAMÀ: IL CONNUBIO DI GUSTI DELLA PASTICCERIA FILIPPI

 

Il dolce pasquale proposto dall’azienda di Zanè (Vicenza) è un mix tra i sapori genuini del cioccolato fondente Vidamà della Costa d’Avorio e della pera candita

Un connubio speciale di gusti per una Pasqua che sorprende. La Pasticceria Filippi di Zanè, in provincia di Vicenza, propone per le festività pasquali la Colomba Pere e Cioccolato, realizzata con gocce di cioccolato fondente Vidamà della Costa d’Avorio e gustosi pezzetti di pera candita. Un perfetto equilibrio tra il sapore deciso del cioccolato e la dolcezza e freschezza della frutta.


“La Colomba Pera e Cioccolato – spiega Andrea Filippi, titolare della Pasticceria insieme al fratello Lorenzo – rientra tra le nostre proposte speciali per la Pasqua. Non abbiamo scelto un cioccolato fondente qualsiasi, ma un prodotto di grande qualità che trova la sua migliore esaltazione nelle pere, naturali e senza conservanti, da noi accuratamente lavorate”.
Dal gusto mediamente amaro e dall’aroma lievemente nocciolato e agrumato, il cioccolato Vidamà della Costa d’Avorio è ottenuto da un cacao pregiatissimo, proveniente dalla provincia di Oulaidon e corrispondente a meno del 10% del raccolto mondiale. Il cacao di Oulaidon si caratterizza per essere fermentato “a scivolo” per 6 giorni su foglie di banano ed essiccato per circa 10 giorni. Le pere utilizzate dalla Pasticceria Filippi vengono invece selezionate attraverso un controllo molto stretto della filiera, per essere poi lavorate con grande cura. Il processo di canditura avviene naturalmente, senza pressioni meccaniche ma semplicemente a pressione atmosferica. Un processo lungo, di alcune settimane, che permette di mantenere bucce molto morbide e al contempo tutta la carica aromatica dei frutti. Le operazioni di taglio e cubettatura sono effettuate rigorosamente dopo la canditura.
Come per tutti i prodotti Filippi, la pasta madre della Colomba è realizzata con il lievito naturale tenuto in vita e rinfrescato di giorno in giorno dal 1972, quando nacque la Pasticceria. Le materie prime impiegate sono di ottima qualità e accuratamente selezionate. Le uova sono solo di galline allevate all’aperto, da un’azienda cruelty-free del veneziano, mentre il miele, unito allo zucchero per ridurre la dose di quest’ultimo, proviene da un’azienda specializzata dei Colli Euganei. Le mandorle Prima Bari sono italiane, intere e rigate, e la vaniglia Bourbon proviene da coltivazioni biologiche e certificate dal commercio equo-solidale del Madagascar. Il risultato è una dolce pasquale che rappresenta appieno i valori dell’azienda. La Pasticceria Filippi vanta infatti il marchio di Benefit Corporation, che certifica un modello di business orientato alla sostenibilità ambientale e al benessere dei dipendenti e dell’intera comunità.
Il prezzo al pubblico consigliato per la Colomba Pere e Cioccolato è di 29 euro nel formato da 1 kg. 

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Pasticceria Filippi
La storia della Pasticceria Filippi inizia nel 1972 a Zanè, in provincia Vicenza. La filosofia della famiglia Filippi abbraccia l’idea del “tempo”: ogni cosa, fatta con rispetto, cura e passione, richiede delle sue tempistiche. Il segreto dei prodotti Filippi sta nella ricerca, nella selezione e nella cura degli ingredienti più pregiati, all’insegna della genuinità e solo con aromi naturali, per realizzare dei prodotti dal gusto armonioso, in cui ogni ingrediente è valorizzato e si combina perfettamente con gli altri.




IN VIAGGIO CON L’ACETO BALSAMICO DI MODENA, DALL’ANTEPRIMA DEL CHIANTI CLASSICO AL PROGETTO USA

Dopo la tappa a Firenze il 17 e 18 Febbraio, si apre con nuovi incontri ed eventi il secondo triennio di “Balsamic Vinegar of Modena. The Original“ negli Stati Uniti

Nuovo anno e nuovi progetti di promozione e sviluppo all’orizzonte per l’Aceto Balsamico di Modena. Il primo appuntamento che vedrà impegnato il Consorzio di Tutela dell’IGP a livello istituzionale è per il 17 e 18 Febbraio alla Stazione Leopolda di Firenze in occasione dell’Anteprima Chianti Classico Collection, dove esso si presenterà insieme al Consorzio dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Con questo evento prende avvio una nuova fase di avviando collaborazione nelle attività di promozione, valorizzazione e tutela del territorio modenese, del suo comparto produttivo e dei suoi straordinari prodotti.

La partecipazione alla Chianti Classico Collection non è comunque una novità per l’Aceto Balsamico di Modena: anche quest’anno, come in passato, ad affiancare questo prestigioso simbolo del made in Italy in una così prestigiosa vetrina sarà OriGIn Italia, presente con un proprio spazio dedicato alle più famose eccellenze agroalimentari italiane, ove si svolgeranno le degustazioni e abbinamenti dei due pregiati balsamici con prodotti DOP e IGP.

L’evento fiorentino tuttavia sarà solo il primo di una serie di attività che il Consorzio ha in calendario per l’anno da poco iniziato. Tra queste, la più importante è l’avvio della seconda parte del progetto “Balsamic Vinegar of Modena. The Original” rivolto agli Stati Uniti e co-finanziato dall’Unione Europea anche per il triennio 2020-2022 e la partecipazione, sempre congiuntamente al Consorzio della DOP, alla prossimo edizione di CIBUS.




UNIONBIRRAI: ACCORDO CON LA CIA PER I BIRRIFICI AGRICOLI

UNIONBIRRAI: ACCORDO CON LA CIA PER I BIRRIFICI AGRICOLI

L’annuncio nel corso di Beer&Food Attraction. Un adattamento del marchio Indipendente Artigianale verrà utilizzato per identificare anche i birrifici agricoli

Unionbirrai e CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) uniti per promuovere i veri birrifici agricoli. È quanto è emerso oggi al Beer&Food Attraction di Rimini nel corso dell’incontro “Birrifici Agricoli, sì o no: strumenti per una scelta consapevole”. Il consigliere Unionbirrai Andrea Soncini ha spiegato che con CIA è stato siglato un protocollo d’intesa volto a creare un tavolo di lavoro stabile sull’agricoltura e a fare lobbing insieme in ambito internazionale. “Stiamo lavorando a disegni di legge regionali – ha dichiarato Soncini – per creare un progetto pilota. Il nostro scopo non è quello di creare bollini di qualità, ma di costruire una struttura omogenea sul piano nazionale, per poi permettere a livello regionale di regolamentare le singole discipline”.
L’idea di Unionbirrai è quella di lavorare perché il birrificio agricolo non sia solo un mezzo per usufruire di un regime fiscale agevolato, ma una scelta consapevole di filiera da comunicare al consumatore. Per identificare i birrifici agricoli potrà essere adattato il marchio Indipendente Artigianale, recentemente lanciato da Unionbirrai e presente ormai sui prodotti di 189 birrifici sparsi per l’Italia. Un modo semplice e immediato per assicurare al consumatore, con la garanzia Unionbirrai, le caratteristiche di indipendenza del produttore e di artigianalità del prodotto.
Dall’agosto 2010 la produzione di birra è stata definita attività agricola connessa, il che comporta importanti benefici dal punto di vista fiscale, purché il birrificio dimostri di produrre almeno il 51% delle materie prime utilizzate. Ad oggi sono circa il 15% del totale i birrifici agricoli italiani, con le presenze più importanti in Toscana, Abruzzo e Marche.




PIU’ DELLA META’ DEL VINO TOSCANO VOLA ALL’ESTERO TUTTI I DATI PRESENTATI A PRIMANTEPRIMA

 

Stati Uniti e Germania si confermano i più grandi amanti delle Doc e Docg regionali, importando oltre il 50% dell’export complessivo, ma l’Estremo Oriente guadagna quote di mercato.
Sale la produzione, tengono i prezzi, nonostante incertezze dovute a dazi, Brexit e Coronavirus.
E si investe sempre più in innovazione e sostenibilità, anche in chiave enoturismo

 

 

Firenze, 15 febbraio 2020 – Più della metà della produzione certificata DOC e DOCG della Toscana vola sui mercati esteri, rappresentando circa il 19% del totale export di vini DOP fermi nazionali, quota che sale al 26% se si considera il valore. Il dato emerge dalla ricerca Ismea presentata a Firenze in occasione della tavola rotonda di inaugurazione della Settimana delle Anteprime 2020, svoltasi nell’ambito di PrimAnteprima,  collettiva regionale promossa dalla Regione Toscana insieme a Camera di Commercio di Firenze e organizzata da PromoFirenze, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze e Fondazione Sistema Toscana.

Crescono le esportazioni di vini DOP toscani (+3% nei primi 10 mesi del 2019), mentre si amplia il bacino dei Paesi importatori. Se Stati Uniti e Germania si confermano i due principali Paesi di destinazione e assorbono insieme oltre il 50% del mercato (sia in termini di volume che di valore), l’Estremo Oriente guadagna quote importanti. Tra il 2010 e 2014, infatti, solo l’1% del prodotto veniva spedito in Cina, mentre nella seconda parte del decennio è stato superato il 2%. In lieve progressione anche il Giappone, dal 2,7 al 3,2 %. È aumentata notevolmente anche la domanda di Hong Kong, Singapore e Taiwan, anche se in termini assoluti il peso a valore passa dallo 0,6 all’1 %. L’Est Europeo, con la Russia in testa, mostra una discreta attenzione alle denominazioni toscane, ma mantiene un ruolo marginale. Positivo il trend in Brasile, Messico, Australia e Nuova Zelanda.

GLI SCENARI. Numeri che fanno ben sperare, nonostante le incognite rappresentate dalla minaccia dei dazi degli USA, primo importatore di vini toscani, dalla Brexit e dall’allarme Coronavirus, oltre che dal sensibile rallentamento dell’economia tedesca. Per il momento, però, l’industria del vino made in Tuscany tiene, anche dal punto di vista dei prezzi, nonostante il 2019 abbia fatto segnare una battuta d’arresto dopo 10 anni di aumenti consistenti. 

LA PRODUZIONE. Sono 58 i riconoscimenti tra DOP (52) e IGP (6) che interessano la produzione regionale, per una produzione annua di 2,1 milioni di ettolitri in media (11% circa delle produzioni IG italiane): dei circa 59mila ettari del vigneto toscano, ben 56mila risultano destinati a denominazioni certificate, per una percentuale del 96%, che supera di gran lunga la media nazionale del 62%. In controtendenza anche la vendemmia 2019: secondo i dati diffusi da Artea la produzione toscana si attesta a 2,6 milioni di ettolitri, con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente, mentre a livello nazionale si registra un calo del 19% (stima Ismea/Uiv).

IL VALORE. Traducendo i volumi in valore, limitatamente ai vini IG, Ismea stima che la produzione imbottigliata valga complessivamente quasi un miliardo di euro: 793 milioni di euro circa per le DOP a cui si aggiungono i 168 milioni delle IGP (stima 2018).

Sono tutti dati presentati alla tavola rotonda LA VISION 2030 DELLA TOSCANA DEL VINO: MERCATI, ENOTURISMO E INNOVAZIONE, momento centrale di PrimAnteprima, a cui hanno partecipato, insieme all’assessore all’Agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi, Fabio del Bravo di ISMEA, Francesco Mazzei presidente di Avito, Donatella Cinelli Colombini presidente del Consorzio Vino Orcia e Roberto Scalacci della Regione Toscana. Infine il prof Attilio Scienza, Ordinario di Viticoltura dell’Università di Milano, ha affascinato il pubblico con il racconto dell’esperimento enologico che ha ripercorso, dopo 2.500 anni, la produzione del mitico vino dell’isola di Chio: Nesos, realizzato all’isola d’Elba dall’azienda Arrighi alla maniera degli antichi greci.

INNOVAZIONE E SOSTENIBILITA’. Pur mantenendo intatto il suo fascino, il vigneto toscano si distingue per vivacità, dinamismo e forte orientamento all’innovazione. A tal proposito da segnalare la capacità di utilizzare in maniera efficace i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea: metà del vigneto regionale ha usufruito della misura Ristrutturazione e Riconversione (28 mila ettari), mentre nei 10 anni applicazione della Promozione sui mercati terzi sono stati finanziati 352 progetti per una spesa di 86 milioni di euro. L’innovazione è sempre più connessa al tema della sostenibilità delle produzioni vitivinicole toscane: nel complesso i progetti integrati di filiera regionali finanziati attraverso il PSR 2014-2020 sono stati 26, per un contributo di oltre 6,5 milioni di euro. Molti di questi progetti prevedono l’applicazione dei criteri della “Viticoltura di precisione”, che consentono una sensibile riduzione dell’uso di fertilizzanti e fitofarmaci. Tra questi il progetto “SOSTE-NOBIL-ETÀ”, coordinato dalla Vecchia Cantina di Montepulciano, che ha sperimentato per la prima volta la creazione di una piattaforma collaborativa per l’autovalutazione della sostenibilità ambientale della propria azienda ed ottenere informazioni sulle migliori tecnologie a basso impatto ambientale; “SOS.T.”, coordinato dalla Cantina di Pitigliano, che ha consentito a 4 imprese toscane (tra cui la Cantina di Pitigliano e la Cantina Vini di Maremma) di essere certificate secondo la norma Equalitas-Vino Sostenibile, che garantisce la sostenibilità sociale ed etica, oltre che ambientale.

ENOTURISMO. Infine, il progetto del Consorzio di tutela del vino a denominazione di origine “Orcia” nasce per coniugare produzione e turismo, trasformando le cantine in luoghi di shopping, cultura, esperienza e sperimentando un modello riproducibile. La proposta è semplice ma rivoluzionaria: il vino si trasforma in cartolina da degustare, capace di arricchire il viaggio, raccontare il territorio, potenziare il mercato locale di esportazione di un intero pezzo di regione. Proprio nella Val d’Orcia si avvia grazie al Progetto integrato di filiera della Regione Toscana un progetto per avvicinare i turisti al vino della denominazione, servendolo in maniera adeguata: una serie di cantinette d’autore saranno distribuite gratuitamente in tutto il territorio (tra cantine, supermercati, enoteche, ristoranti e wine bar) e permetteranno di degustare un calice alla temperatura ottimale, conoscendo al tempo stesso le informazioni relative al produttore e alla storia del vino. Il progetto mira a valorizzare quello che nella Val d’Orcia, riconosciuta a livello Unesco per la sua bellezza, viene detto “l’export sotto casa”, ovvero la presenza tutto l’anno di turismo internazionale. Ma il crescente connubio tra vino e turismo riguarda tutta la regione: non a caso la Toscana è stata la prima Regione ad adottare una specifica legge, declinando le indicazioni nazionali contenute nel DM del 12 marzo 2019 in tema di enoturismo.

LA WINE WEEK. Riservata ad addetti ai lavori e stampa specializzata internazionale, PrimAnteprima si presenta come il galà di apertura della Wine Week toscana, con la possibilità di degustare le annate appena immesse sul mercato dai Consorzi emergenti della regione, quali: Carmignano, Chianti Rufina, Colline Lucchesi, Maremma Toscana, Montecucco, Orcia, Terre di Pisa e Valdarno di Sopra. Il programma della Settimana delle Anteprime proseguirà con Chianti Lovers a cura del Consorzio Vino Chianti e Morellino di Scansano (16 febbraio, Fortezza da Basso), Chianti Classico Collection a cura del Consorzio Vino Chianti Classico (17-18, Stazione Leopolda di Firenze), Anteprima Vernaccia di San Gimignano a cura del Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano (19 febbraio, San Gimignano), Anteprima Vino Nobile di Montepulciano a cura del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano (20 febbraio, Montepulciano), Benvenuto Brunello 2020 a cura del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino (21 e 22 febbraio, Montalcino).
Per maggiori info www.buy-wine.it e www.anteprimetoscane.it.




IEG, INAUGURATA OGGI ALLA FIERA DI RIMINI “BEER&FOOD ATTRACTION”: FILIERA DELLE ESPERIENZE DEL FUORICASA RAPPRESENTATA AL GRAN COMPLETO

Fino a martedì 18 febbraio, la manifestazione di Italian Exhibition Group che riunisce la più completa offerta nazionale e internazionale di birre, bevande, food e tendenze per l’OUT OF HOME. Al via anche BBTech Expo, i Campionati della Cucina Italiana FIC e l’International Horeca Meeting di Italgrob

www.beerandfoodattraction.it

Rimini, 15 febbraio 2020 – Non solo cibo e bevande, ma anche esperienze di consumo. Ecco cosa connota Beer&Food Attraction di Italian Exhibition Group (IEG), aperta oggi alla Fiera di Rimini. Un’evoluzione sostenuta e apprezzata dal mercato, che infatti ha compattato l’intera filiera del mangiare fuoricasa, attirando nel quartiere fieristico di IEG gli operatori di tutto il mondo dell’OUT OF HOME. 

Alla cerimonia di apertura il concetto è stato bene esplicitato dai relatori intervenuti. Nel suo saluto introduttivo, il presidente di Italian Exhibition Group, Lorenzo Cagnoni, ha sottolineato: “In questo appuntamento, dedicato agli operatori professionali, presentiamo un’offerta completa del settore, con 1000 marchi presenti e 100 buyer provenienti da 35 Paesi. Si spazia dalle birre di qualità, nazionali e internazionali, al mondo del food per il fuoricasa, fino alle nuove tecnologie per il beverage e alle idee più innovative in tema di arredamento per i locali”.

Mattia Morolli, assessore del Comune di Rimini con delega a lavoro e rapporti con il territorio, ha ricordato: “Qui non parliamo solo di alimentazione, ma di esperienza, di turismo e del piacere di stare insieme. Beer&Food Attraction porta il testimone di questa eccellenza, della vivacità di un settore  nel quale l’Emilia-Romagna si distingue per essere l’unica regione in Europa a vantare un paniere di 44 prodotti DOP e Igp. Un modello a cui ispirarsi per la capacità di aver costruito attorno alle sue risorse naturali, artigianali e culturali un sistema attrattivo con caratteristiche difficilmente replicabili”.

Vittorio Ferraris, direttore generale Unionbirrai: “Stiamo per affrontare quattro giorni intensi ed emozionanti. Grazie alla splendida collaborazione con Italian Exhibition Group siamo riusciti a portare in fiera più di 160 espositori, che rappresentano all’incirca il 20% delle realtà del settore. E’ il risultato della crescita del settore sia dal punto di vista dimensionale che manageriale. Ben 350 birrifici concorrono al premio di Birra dell’Anno con circa 2200 prodotti, in una manifestazione nella quale non parleremo solo di birra, ma anche di agricoltura, di filiera, di tutela della proprietà intellettuale e di marketing”.

Vincenzo Caso, presidente Italgrob, Federazione Italiana Distribuzione HoReCa: “IEG è leader nell’organizzazione delle fiere di settore ed è per questo che due anni fa la Federazione decise di portare l’International  HoReCa Meeting in questo appuntamento. Una manifestazione che era già importante per la filiera, ma che oggi è sulla strada per diventare il vero punto di riferimento e che conferma la nostra lungimiranza nell’indicare lo scenario futuro, costituendo l’eccellenza per il canale del fuori casa”.

Rocco Pozzulo, Presidente FIC – Federazione Italia Cuochi, ha sintetizzato l’ampio programma di questi giorni: “A Beer&Food Attraction, che consideriamo la nostra seconda casa, organizziamo uno degli eventi più importanti per la FIC, i Campionati della Cucina Italiana. Con le competizioni, portiamo 500 concorrenti provenienti da Italia ed Estero, oltre 1.500 cuochi, ed oggi vi invito a partecipare alla parte più emozionante, la competizione dedicata ai ragazzi speciali, oltre alle Finali Nazionali Trofeo FIC Miglior Allievo, e alla prima novità assoluta, il contest Street Food”.

Lino Stoppani, Presidente FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ha concluso: “Ringrazio IEG, che da sempre con i suoi eventi investe nella ristorazione italiana, un settore che esprime potenzialità incredibili, coinvolgendo turismo, enogastronomia e cultura. La fiera riesce a combinare perfettamente  interessi commerciali e momenti convegnistici, che servono ad  orientare produzioni e consumi, come quello del pomeriggio sulla sostenibilità e la Green Economy, oggi tema preponderante”.

Fino a martedì 18, in contemporanea, anche BBTech Expo, la fiera professionale delle tecnologie per birre e bevande, che ripropone la formula vincente di “fiera nella fiera”, capace di mettere in relazione tutti i produttori di bevande con le aziende di materie prime, tecnologie processing e packaging. 

Nel pomeriggio, via all’International Horeca Meeting di Italgrob, evento che sarà aperto dal congresso su “La filiera Horeca nell’era della green economy”, con gli interventi, tra gli altri, di: Vincenzo Caso, presidente Italgrob, Corrado Peraboni, Amministratore delegato di Italian Exhibition Group, Fabio Fava, docente dell’Università di Bologna e Luca Pellegrini, presidente Tradelab.




UNIONBIRRAI: RITUAL LAB È IL BIRRIFICIO DELL’ANNO 2020

Al Beer&Food Attraction premiate le birre vincitrici del Concorso Birra dell’Anno per le 42 categorie in gara. Continuano fino a martedì gli appuntamenti in fiera dedicati alla birra artigianale italiana

Ritual Lab è il miglior birrificio artigianale italiano del 2020. La consegna del premio da parte di Unionbirrai è avvenuta durante la prima giornata di Beer&Food Attraction alla Fiera di Rimini, al termine delle premiazioni del Concorso Birra dell’Anno, che ha decretato le migliori birre artigianali italiane per ognuna delle 42 categorie brassicole in gara.
Ritual Lab è nato come laboratorio nel 2011 a Formello, in provincia di Roma, da Roberto e Giovanni Faenza, padre e figlio innamorati del mondo brassicolo che vengono affiancati nel primo periodo dal mastro birraio Emilio Maddalozzo. Iniziano come Beer Firm, ma quattro anni dopo aprono il birrificio vero e proprio, che inizia presto ad ottenere premi e riconoscimenti in tutta Italia e nel 2019 viene rinnovato con una sala cottura da 25hl.
Al Concorso Birra dell’Anno 2020 hanno conquistato il primo posto con la Modern Pale Ale Head Space, la Oatmeal Stout Black Belt e l’Imperial Stout Papanero, in collaborazione con Voodoo Brewing, oltre ad essersi guadagnati la menzione d’onore con la Double IPA Too Nerdy e la Session IPA Nerd Choice.
Nel corso della giornata sono stati consegnati i premi ai vincitori del Concorso Birra dell’Anno: i giudici dopo aver degustato le 2145 birre iscritte alla competizione, hanno assegnato il trofeo alle tre birre migliori per ogni categoria, oltre ad una menzione d’onore riservata alle quarte e quinte classificate.
“Siamo molto soddisfatti dei risultati che abbiamo ottenuto anche quest’anno grazie al Concorso, – spiega Simone Monetti, Direttore Operativo Unionbirrai – non solo perché il numero delle birre iscritte continua a salire, ma anche perché questa crescita va di pari passo con l’aumento della qualità. Le valutazioni assegnate dai giudici, oltre cento esperti provenienti da ogni parte del mondo, sono state in media molto alte, segno che il mondo della birra artigianale italiana sta andando nella direzione giusta.”
Durante Beer&Food Attraction sono previsti molti altri appuntamenti dedicati alla birra artigianale italiana: domenica alle 14.00 si parlerà del marchio Indipendente Artigianale e lunedì alla stessa ora dei birrifici agricoli italiani, ma in tutte le giornate sono previsti anche piccoli corsi rivolti agli appassionati e dedicati alle tecniche di degustazione, alla spillatura e alle nuove tendenze brassicole.
Il programma completo degli incontri Unionbirrai in fiera è disponibile al sito www.beerandfoodattraction.it

Ecco tutti i vincitori:

cat. 1 – birre chiare, bassa fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione tedesca e ceca (german e bohemian pilsner)
1 – Birra Mastino – 1291
2 – Vetra – Vetra Pils
3 – The Wall – Pills
Menzione Birrificio Legnone – Testa Di Malto
Menzione Altotevere – A-T Pils
 
cat. 2 – birre chiare, bassa fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione europea
(european lager, helles, zwickl, keller, dortmunder export)
1 – Birracruda – Helles
2 – Lzo – Cima
3 – Almond 22 – Oro dei Poveri
Menzione Opperbacco – Rusthell
Menzione Elvo – Helles
 
cat. 3 – birre chiare ed ambrate, bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, caratterizzate dall’evidente presenza di luppolo d’aroma e d’amaro di ispirazione americana (hoppy lager, imperial hoppy lager)
1 – La Piazza – American Jasper
2 – Birrificio Lariano – Bassa Marea
3 – Croce di Malto – German Wave
Menzione Soralamà – Bitrex California
Menzione Birrificio Artigianale Lievito e Nuvole – Hop2Space
 
cat 4 – birre chiare e ambrate, alta fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione anglosassone (english golden ale, english pale ale)
1 – Barbaforte – San Lorenzo
2 – Fabbrica della Birra Perugia – Golden Jazz
3 – Birrificio Alveria – Blonde Ale
Menzione Birra dell’eremo – Nobile
Menzione Foglie d’erba – Haraban
 
cat. 5 – birre chiare e ambrate, fermentazione ibrida, basso grado alcolico di ispirazione tedesca o americana (kolsch, alt, california common, cream ale)
1 – Birra Elvo – Alterelvo
2 – Birrificio La Villana –  Frisco
3 – Birrificio Altavia – Mukkaevia Vol.2
Menzione Fabbrica della Birra Perugia – Don
Menzione Mfb Manfattura Birre Bologna – Kappa
 
cat. 6 – birre ambrate e scure, bassa fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione tedesca (vienna, marzen, monaco, schwarz, dark lager)
1 – Les Bières du Grand St. Bernard – Balance
2 – Birrone – Scubi
3 – Couture – Vienna
Menzione Birrificio 4 Mori – Pozzo 9
Menzione Batzen – Dunkel
 
cat. 7 – birre chiare, ambrate e scure, bassa fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione tedesca (bock, doppelbock, eisbock, hellerbock, maibock, strong lager)
1 – Birracruda – Bock
2 – Mukkeller – Wizzi
3 – Mastino – San Zen
Menzione Batzen – Bock
Menzione Oxiana – Hotbock
 
cat. 8 – birre ambrate, alta fermentazione, basso e medio grado alcolico, di ispirazione britannica (mild, british bitter, extra special bitter, irish red ale, british brown ale)
1 – Fabbrica Della Birra Perugia – Cosmo Rosso
2 – Birrificio Petroniano – Magda
3 – Birrificio L’orso Verde – Backdoor
Menzione Birra Del Bosco Foxtail
Menzione Ofelia Nevermild
 
cat. 9 – chiare e ambrate, alta fermentazione, basso/medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione anglosassone (english ipa)
1 – Beer In – Hop Hop
2 – Fabbrica della Birra Perugia – Suburbia
3 – Il Mastio – Mabon
Menzione B Four Beer – Devil
Menzione Birra Bellazzi – Soccia Vez
 
cat 10 – chiare, ambrate e scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (session apa, session aipa, session ipa)
1 – Hammer – Mini
2 – Altotevere – Mercy
3 – Crak – Mundaka
Menzione Ritual Lab – Nerd Choice
Menzione Argo – Turtle Bay
 
cat. 11 – chiare e ambrate, alta fermentazione, basso grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (american pale ale)
1 – Ritual Lab – Head Space
2 – Birrificio Porta Bruciata – La Pallata
3 – Birrificio Dell’etna – Ulysses
 
cat. 12 – chiare e ambrate, alta fermentazione, medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (american ipa)
1 – Birrificio Lariano – American Hype
2 – Birrificio Argo – Hoppy Wan Kenobi         
3 – Crak – American Ipa Mosaic Tap Crak
Menzione Altotevere – Freezo
Menzione The Wall – Firewitch
 
cat. 13 – birre chiare e ambrate, alta fermentazione, alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (double ipa, imperial ipa)
1 – Mc77 – Breaking Hops
2 – Pintalpina – Sbrega
3 – Birrificio Amerino – Masika
Menzione Birrificio Lariano – Clube
Menzione Ritual Lab – Too Nerdy
 
cat. 14 – birre chiare, alta fermentazione, basso e medio grado alcolico, con uso di frumento ed altriù  cereali, luppolate di ispirazione angloamericana (white ipa, american wheat)
1 – Birra Gaia – Grulla
2 – Porta Bruciata – Shantung
3 – Muttnik – Albina
Menzione Birrificio Epica – Kore
 
cat. 15 – birre ambrate e scure, alta fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (red ipa, brown ipa, black ipa)
1 – Eastside – Sera Nera
2 – Vecchia Orsa – Rye Charles
3 – Rurale – Red Zeppelin
 
cat. 16 – birre chiare, ambrate e scure, alta fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana (speciality ipa; rye ipa, belgian ipa, aipa e apa fermentate a bassa)
1 – Lambrate – Robb De Matt
2 – Birra Bellazzi – Red Hot Hops Chili Peppers
3 – Brewfist – Space Frontier
Menzione Brewfist Caterpillar
Menzione Birranova – Rye Action
 
cat. 17 – chiare e ambrate, alta fermentazione, massicciamente luppolate in aroma, di ispirazione statunitense (new england ipa)
1 – Crak – Giant Double Step
2 – Crak – Pianura Padana
3 – Crak – Plain Of The Po
 
cat. 18 – strong ale di ispirazione angloamericana (english strong ale, american strong ale, scottish ale export, heavy scottish ale)
1 – Birrificio Artigianale Alba – Dogma
2 – Okorei – Tramalti
3 – Birra 100Venti – Sir Alestrong
 
cat. 19 – birre scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione anglosassone
(porter, stout)
1 – Ritual Lab – Black Belt
2 – Foglie d’erba – Hot Night At The Village
3 – La Birrofila – Last Out
Menzione Birrificio Ventitrè – Urania
Menzione Fabbrica Della Birra Perugia – Chocolate Porter
 
cat. 20 – birre scure, alta fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione americana
(american porter, american stout)
1 – Mukkeller – Corva Nera
2 – Hammer – Bulk
3 – Birra Eretica – Dolcenera
Menzione Birrificio dei Castelli – Calix Niger
Menzione La Spezia Brewing Company – Scuriosa
 
cat. 21 – scure, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana
(robust/baltic porter, imperial porter, russian imperial stout)
1 – Ritual Lab – Papanero
2 – Mastino – Teodorico
3 – Hammer – Daarbulah
Menzione Foglie d’erba – Hot Night At The Village Robust Porter
Menzione Brewfist X-Ray
 
cat. 22 – alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana
(barley wine, olde ale, american barley wine)
1 – Brewfist – Vecchia Lodi 2018
2 – Crak – Mansueto 2017
3 – Crak Mansueto 2018
Menzione Baladin – Xyauyu Kentucky 2016
Menzione Almond 22 – Oak
 
cat. 23– birre chiare, ambrate e scure, alta fermentazione con lievito weizen, uso di frumento maltato, da basso ad alto grado alcolico di ispirazione tedesca (weizen, dunkelweizen, weizenbock)
1 – Batzen – Weisser Bock
2 – Birrificio Val Rendena – Brenta Brau Weizen
3 – Serra Storta – Bianca
Menzione Sguaraunda/La Bergamasca – Weiss
Menzione La Birrofila – Graz
 
cat. 24 – birre chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, con uso di frumento non maltato, di ispirazione belga (blanche, witbier)
1 – Mc77 – San Lorenzo
2 – Bibibir – Witaly
3 – Beha Brewing Company – Kermesse
Menzione Mastino – Altaluna
cat. 25 – birre chiare, alta fermentazione, basso gradazione alcolica, di ispirazione belga
(belgian blond, belgian pale ale)
1 – Birralfina – Annozero
2 – Filodilana – Beeela
3 – Alveria – Eclipse
 
cat. 26 – birre chiare e ambrate, alta fermentazione, da basso ad alto grado alcolico, di ispirazione belga (saison, biere de garde, farmhouse ale)
1 – Birrificio Amerino – Northup
2 – Diciottozerouno – Ocra
3 – La Spezia Brewing Company – Contadina
 
cat. 27 – birre chiare, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione belga
(belgian golden strong ale, tripel)
1 – Opperbacco – Quis Ut Deus
2 – Manerba – The Belgian Queen
3 – B94 – Santirene
Menzione Bibibir – Vedo Triplo
Menzione Birrificio Della Granda – Spirituale
 
cat. 28 – birre scure, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione belga
(belgian dark strong ale, dubbel, quadrupel)
1 – Birrificio Artigianale Alba – Marte
2 – Retorto – Black Lullaby
3 – Kamun – Nucis
Menzione Birrificio Del Forte – Regina Del Mare
Menzione La Birrofila – Jeivù
 
cat. 29 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di spezie
1 – Foglie d’erba – Foglie Di Tè
2 – Foglie d’erba – Hot Night At The Village Breakfast Edition
3 – Mc77 – Fleur Sofronia
Menzione Picobrew – Road To Vallonia Etichetta Arancione
Menzione Il Conte Gelo – Nonno Gelo
 
cat. 30 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di caffè e/o cacao
1 – Mister B – Boodino
2 – Lambrate – Tiramisù Imperial Stout
3 – The Lure – Queen
Menzione Crak – Moka Ciok
Menzione Sagrin – Mattos
 
cat. 31 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di cereali speciali (compresi grani antichi)
1 – Terrantiga – Istadi
2 – Birranova – Arsa
3 – Magester – L’idea
Menzione Croce Di Malto – Piedi Neri
Menzione Bionoc – Birre Della Terra – Segalina
 
cat. 32 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico affumicate e torbate
1 – Birrificio La Gramigna – Diavola
2 – Les Bieres Du Grand St. Bernard – Rauch
3 – Rurale – Smoky
Menzione Eastside – Fumo Lento
Menzione Labi – Smoke’n Roll
 
cat. 33 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico affinate in legno
1 – El Issor – Elatan Rrk
2 – Batzen – Gran Fumè Cuvee
3 – Baladin – Xyauyu Kioke
Menzione Opperbacco – N.1
Menzione Fabbrica della Birra Perugia – Santa Ila
 
cat. 34 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso frutta
1 – Crak – Cantina Mirtilli
2 – Lariano – Mugnach
3 – Ofelia – La La Blend
Menzione Eastside – Sour Side Sour Cherry
Menzione El Issor – Agriotta
 
cat. 35 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di castagne
1 – La Ribalta – Iside
2 – Birrificio del Vulture – Druda
3 – Aleghe – La Brusatà
Menzione Birrificio 4 Mori – Pozzo 3
Menzione Beltaine – Beltaine Castagne Affumicate
 
cat. 36 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di miele
1 – Ibeer – Bee Bock
2 – Birra Elvo – Bock Di Natale
3 – Benaco 70 – Honey Ale
Menzione Birrificio Legnone – Molthoney
Menzione Birrificio del Forte – Cintura D’orione
 
cat. 37 – birre chiare, ambrate e scure, fermentazione alta, bassa o spontanea anche con uso di brettanomyces, da basso ad alto grado alcolico, caratterizzate dalle note acide (sour ale)
1 – Bionoc – Albicoppe
2 – Opperbacco – Nature Pesca
3 – Crak – Cantina Pesche 2018
Menzione Crak Cantina Pesche 2017
Menzione Ca Del Brado – Cuvee De Zrisa
 
cat. 38 – birre chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico salate e/o lattiche di ispirazione tedesca (berliner, gose)
1 – Evoqe Brewing – Evoqe Sour #1
2 – Batzen – Gosexy
3 – La Buttiga Craft Brewery – Goslar 1826
Menzione Evoqe Brewing – Luci Rosse
 
cat. 39 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di uva, mosto, vinacce, vino cotto di uve bianche (white italian grape ale)
1 – La Fenice – Brewine
2 – Birra Dell’eremo – Selva
3 – Filodilana – Fuori Dal Gregge
Menzione Morgana – Wine Not?
 
cat. 40 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico con uso di uva, mosto, vinacce, vino cotto di uve rosse (red italian grape ale)
1 – Birra dell’eremo – Madra
2 – Birrificio Del Forte – Il Tralcio
3 – Mezzopasso – Biga Rosè
Menzione Carrobiolo – Mo’ Scanzati Azzo!
Menzione Birrificio Castagnero – H-Iga
 
Cat. 41 – Birre Chiare, Ambrate E Scure, Alta O Bassa Fermentazione, Da Basso Ad Alto Grado Alcolico Con Uso Di Uva, Mosto, Vinacce, Vino Cotto Di Uve Rosse O Bianche, Caratterizzate Dalle Note Acide (Sour Italian Grape Ale)
1 – Opperbacco – Nature Terra Caprera
2 – Birrificio Italiano/Klanbarrique – Marzarimen
3 – Opperbacco – Nature Terra Fiore – Podere San Biagio
Menzione Birra dell’eremo – Selva Sour
Menzione Opperbacco – Nature Terra Emidio Pepe
 
cat. 42 – birre chiare, ambrate e scure, alta o bassa fermentazione, da basso ad alto grado alcolico di ispirazione libera e non rientranti in nessuna delle precedenti categorie (extraordinary ale / extraordinary lager)
1 – Nemus – Flora
2 – Carrobiolo – Italian Tomato Ale
3 – Birra dell’eremo – Onnetempo
Menzione Corce Di Malto – Helles Diablo
Menzione Carrobiolo – Senatrix