Vinarius: il vino è davanti a un cambiamento epocale, serve un nuovo patto per la filiera

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Roma, 23 luglio 2026 – Il mondo del vino sta attraversando una trasformazione profonda e il calo dei consumi non può più essere considerato un fenomeno passeggero. Per Vinarius, Associazione delle Enoteche Italiane, la discussione che negli ultimi mesi si è concentrata sui ricarichi nella ristorazione rischia di semplificare un quadro molto più articolato.

«È vero che in molti casi il prezzo finale di una bottiglia al ristorante è diventato elevato e può scoraggiare il consumatore. Ma sarebbe riduttivo attribuire a questo l’intera responsabilità della contrazione dei consumi», afferma Giuliano Rossi, presidente di Vinarius.

Secondo l’associazione, la diminuzione dei consumi nasce dall’incrocio di diversi fattori: nuove abitudini delle generazioni più giovani, maggiore attenzione alla salute, un potere d’acquisto diverso rispetto al passato, la concorrenza di altre bevande e una nuova idea di convivialità. In questo scenario, anche il tema dei ricarichi va interpretato come parte di un sistema che deve evolvere. «Per anni il modello ha funzionato perché produttori, distributori, ristoratori ed enotecari operavano in un mercato in crescita. Oggi, con una domanda più debole e una minore rotazione delle bottiglie, emergono criticità che prima restavano sullo sfondo. Il ricarico è più un sintomo che una causa», osserva Rossi.

Un punto centrale riguarda il valore percepito dal consumatore. «Il cliente non valuta solo il prezzo in carta, ma l’esperienza complessiva: selezione competente, personale preparato, servizio professionale, capacità di valorizzare il vino. Quando questi elementi mancano, il costo della bottiglia viene percepito come un sovrapprezzo».

Vinarius invita inoltre a considerare le esigenze della ristorazione, chiamata a sostenere costi di gestione sempre più elevati. In un mercato dove il consumatore può confrontare facilmente i prezzi online, trovare equilibrio tra marginalità e competitività è diventato complesso.

Per questo l’associazione propone di spostare l’attenzione dal margine della singola bottiglia al valore complessivo del cliente, alla frequenza di acquisto e alla capacità di mantenere il vino al centro dell’esperienza gastronomica. «Non siamo davanti a una crisi temporanea, ma a un cambiamento strutturale. La domanda non è come tornare ai numeri di ieri, ma come creare valore nel mercato di domani», conclude Rossi.

La sfida riguarda l’intera filiera: produttori, distributori, ristoratori, enotecari e comunicatori sono chiamati a ripensare modelli commerciali e culturali, rafforzando la collaborazione e costruendo un nuovo equilibrio capace di restituire centralità al vino in un contesto profondamente diverso. Vinarius intende continuare a essere un luogo di confronto e proposta, favorendo il dialogo tra tutti gli attori del settore per contribuire a disegnare il futuro del vino italiano.

CHI È VINARIUS 
Vinarius è l’Associazione delle Enoteche Italiane e rappresenta oltre 120 associati (il cui fatturato totale sfiora i 50 milioni di euro) che coprono l’intero territorio nazionale. L’associazione, oggi presieduta da Giuliano Rossi, è stata fondata nel 1981 ed ha come scopo sociale la promozione, la valorizzazione e la tutela delle enoteche quali attività commerciali specializzati nella proposta del vino di qualità. L’associazione si occupa della formazione dell’enotecario, dei suoi collaboratori e dipendenti, degli aggiornamenti professionali, individuando e attuando tutta una serie di attività che vanno dall’organizzazione di viaggi studio a stage di approfondimento nei vari luoghi di produzione, partecipando attivamente a convegni, mostre, fiere, manifestazioni di vario genere. Ogni due anni Vinarius organizza e promuove il Premio Vinarius al Territorio. Inoltre, intrattiene strette e cordiali relazioni con le due maggiori omologhe associazioni francesi. Periodicamente effettua sondaggi presso i propri associati per monitorare le tendenze, le richieste dei consumatori, gli andamenti di mercato.

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