Osterie d’Italia 2027: la guida Slow Food che racconta l’Italia attraverso la tavola
In libreria la nuova edizione con 1.952 locali recensiti e 335 Chiocciole
Presentata alle OGR di Torino la trentasettesima edizione di Osterie d’Italia, la storica guida di Slow Food che da oltre tre decenni accompagna i lettori alla scoperta delle migliori espressioni della ristorazione popolare italiana.
Più che una semplice raccolta di indirizzi gastronomici, la guida si conferma uno strumento culturale ed educativo capace di raccontare l’Italia attraverso i suoi territori, le tradizioni, le produzioni agricole e le persone che ogni giorno custodiscono il patrimonio gastronomico del Paese.
L’edizione 2027 recensisce 1.952 locali tra osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti, selezionati per la qualità della proposta, l’attenzione alle materie prime, il legame con il territorio e l’autenticità dell’accoglienza.
Restano immutati i principi che da sempre guidano il lavoro di Slow Food: cucina territoriale, ingredienti di qualità, prezzi accessibili e ospitalità genuina.
Una guida che insegna a conoscere l’Italia
Secondo Slow Food Editore, Osterie d’Italia continua a rappresentare una sorta di “sussidiario del mangiarbere italiano”, un volume che permette di scoprire geografia, storia, agricoltura, economia e cultura locale attraverso il cibo.
In un’epoca dominata dalla velocità e dalle recensioni online, la guida valorizza quei luoghi autentici dove tradizioni, ricette e relazioni umane conservano ancora un ruolo centrale.
I numeri dell’edizione 2027
- 1.952 locali recensiti
- 335 Chiocciole Slow Food
- 175 Locali Quotidiani
- 627 riconoscimenti Bottiglia
- 228 riconoscimenti Bere Bene
- Oltre 250 collaboratori impegnati in tutta Italia
Tra le regioni con il maggior numero di locali segnalati figurano Piemonte, Toscana e Campania, mentre la Campania guida la classifica delle Chiocciole assegnate.
I premi speciali 2027
Come ogni anno, la presentazione della guida è stata anche l’occasione per premiare storie esemplari di ospitalità, coraggio e valorizzazione del territorio.
Tra i riconoscimenti assegnati:
Premio Oste dell’Anno Maria Dadomo Campanini – Osteria Campanini (Busseto, Parma)
Premio Giovane dell’Anno Carolina Vio – Ortosteria da René (Albenga)
Premio Ostinati Pino Trimboli – La Collinetta (Martone, Reggio Calabria)
Premio Piatto dell’Anno Tris di paste ripiene – Hostaria Viola (Castiglione delle Stiviere)
Premio Vino in Osteria Thomas Del Castello – Alla Ruota (Negrar di Valpolicella)
Particolarmente significativa anche la Menzione Speciale FIPE assegnata alla storica Trattoria da Amerigo 1934 di Savigno, simbolo della cucina emiliano-romagnola e punto di riferimento per la ristorazione di territorio.
Un patrimonio da custodire
La nuova edizione di Osterie d’Italia conferma il ruolo delle osterie come luoghi di cultura, relazione e identità territoriale.
Non semplici ristoranti, ma presìdi capaci di mantenere vivo il legame tra comunità, tradizioni e produzioni locali, offrendo ai viaggiatori esperienze autentiche e contribuendo a valorizzare il patrimonio gastronomico italiano.
La guida sarà disponibile in libreria e nello store Slow Food Editore dal 21 ottobre 2026.
