L’Alto Adige in un calice
Vignaioli del Burgraviato: un viaggio tra vini, persone e memoria
Ci sono territori che si possono raccontare attraverso mappe e confini, e altri che per essere davvero compresi richiedono tempo, ascolto e incontri. È da questa consapevolezza che nasce “L’Alto Adige in un calice – Vignaioli del Burgraviato”, il nuovo libro di Mario Vacca, pubblicato da Edizioni Nisroch e impreziosito dalla prefazione di Helmuth Köcher.
L’opera accompagna il lettore alla scoperta di ventidue realtà vitivinicole del Burgraviato, intrecciando il racconto di aziende, famiglie, masi, vigneti e cantine. Non una guida ai vini né una graduatoria di etichette, ma un percorso umano e culturale che prova a guardare oltre il calice. Come lo definisce Raoul Ragazzi, delegato FISAR Alto Adige, si tratta di un vero e proprio “atto d’amore verso il territorio”, capace di mettere al centro ciò che precede ogni bottiglia: il lavoro quotidiano, le scelte, le tradizioni e il legame profondo tra le persone e la terra che coltivano.
Protagonisti del libro sono soprattutto i vignaioli. Realtà storiche e piccoli masi, cooperative e produttori indipendenti, famiglie nelle quali il dialogo tra generazioni diventa parte integrante della storia aziendale. Dalle pagine emerge con forza un concetto fondamentale: ereditare un vigneto, un maso o una cantina non significa semplicemente ricevere un patrimonio, ma assumersi la responsabilità di custodirlo e tramandarlo, possibilmente arricchito, a chi verrà dopo.
Il rapporto tra padri, figli e figlie, talvolta complesso e segnato dal confronto, si rivela così una delle chiavi di lettura più interessanti del volume. Una narrazione che parla di appartenenza, identità e continuità, trasformando il vino nel punto di incontro tra memoria e futuro.
Nel racconto di Mario Vacca trova spazio anche un filo sottile che collega Capri, sua terra d’origine, all’Alto Adige: due mondi geograficamente lontani, ma accomunati da una forte cultura dell’ospitalità e da un senso di accoglienza che diventa parte integrante dell’identità dei luoghi.
Ad aprire il volume è la prefazione di Helmuth Köcher, fondatore e presidente del Merano WineFestival e The WineHunter, che definisce il libro «un racconto sentimentale e territoriale», invitando il lettore a entrare nelle cantine non soltanto per degustare, ma soprattutto per comprendere.
La presentazione ufficiale si terrà domenica 8 novembre 2026 alle ore 14.00, presso la Zedern Lounge dell’Hotel Therme Merano, nell’ambito del Merano WineFestival. Dopo il saluto introduttivo di Köcher, seguirà una tavola rotonda moderata da Raoul Ragazzi con la partecipazione di Mario Vacca, di alcuni produttori protagonisti del volume e di rappresentanti del mondo vitivinicolo altoatesino.
Un libro nato dall’incontro con le persone e il territorio che, proprio a Merano, torna idealmente alle sue origini per continuare a generare dialogo, memoria e conoscenza.
«Nel mio lavoro sono abituato a cercare ciò che c’è dietro i numeri. In questo libro ho cercato ciò che c’è dietro una bottiglia.» M. Vacca
