L’aglio rosa di Nicastro è il nuovo Presidio Slow Food
Profumatissimo, delicato e sorprendente: l’aglio calabrese che conquista anche da crudo
C’è un nuovo protagonista nella famiglia dei Presìdi Slow Food: è l’aglio rosa di Nicastro, una varietà storica coltivata da generazioni nel territorio di Lamezia Terme, in particolare nell’area di Nicastro, oggi il quartiere più popoloso della città.
Riconoscibile per le delicate sfumature rosate dei suoi spicchi, questo aglio si distingue per una caratteristica insolita: sprigiona un profumo intenso e persistente, ma al palato risulta sorprendentemente delicato. Una qualità che lo rende ideale persino per il consumo a crudo, su una semplice fetta di pane con olio extravergine.
A raccontarne le peculiarità è Pasquale Molinaro, uno dei produttori aderenti al nuovo Presidio. Durante Terra Madre Salone del Gusto a Torino, dove l’aglio rosa di Nicastro ha fatto il suo debutto ufficiale, il suo aroma ha attirato numerosi visitatori incuriositi dal profumo che si diffondeva tra gli stand. L’accoglienza del pubblico è stata entusiasta e ha confermato il grande potenziale di questo prodotto identitario della Calabria.
Una tradizione che arriva da lontano
La coltivazione dell’aglio rosa di Nicastro affonda le proprie radici nella storia del territorio. Già in epoca borbonica era protagonista della tradizionale Fiera dei Santi Pietro e Paolo, che si svolgeva a fine giugno.
Oggi questa coltura rischia di ridursi a causa delle numerose lavorazioni manuali richieste dalla sua produzione. Il bulbo è particolarmente delicato e necessita di cure attente in tutte le fasi, dalla semina alla raccolta.
Nonostante le difficoltà, alcuni giovani agricoltori hanno deciso di investire su questa varietà, affiancando i produttori storici e contribuendo a preservare una biodiversità agricola che rappresenta una parte importante dell’identità lametina.
Coltivazione naturale e lavorazioni manuali
La semina avviene tra novembre e gennaio, mentre la raccolta si svolge tra maggio e fine giugno.
Dopo la raccolta, l’aglio viene lasciato essiccare per circa quindici giorni e successivamente intrecciato secondo la tradizione locale. Le tipiche trecce comprendono generalmente diciotto teste d’aglio, una quantità che un tempo era considerata sufficiente per il consumo annuale di una famiglia.
Uno degli aspetti distintivi del prodotto è la totale assenza di trattamenti destinati a bloccare la germinazione. Inoltre, i produttori adottano pratiche agroecologiche basate sull’utilizzo di sostanza organica e sull’esclusione di concimi chimici e altri input di sintesi.
Il segreto? Gustarlo crudo
Se nella cucina tradizionale calabrese l’aglio rosa di Nicastro viene utilizzato per insaporire numerose preparazioni, i produttori suggeriscono di provarlo soprattutto crudo.
Tagliato finemente su una bruschetta, abbinato a pane e olio o aggiunto a fine preparazione, consente di apprezzarne tutte le qualità aromatiche senza risultare aggressivo al gusto. Una caratteristica rara che lo distingue da molte altre varietà di aglio presenti sul mercato.
Un Presidio per il futuro
Il riconoscimento come Presidio Slow Food rappresenta un importante passo avanti per la tutela e la valorizzazione dell’aglio rosa di Nicastro.
L’obiettivo è garantire un futuro a questa produzione tradizionale, sostenere i produttori che la custodiscono e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio agricolo e culturale che racconta la storia della Calabria attraverso uno dei suoi prodotti più autentici.
